Marketing Etico

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Marketing Etico

Ok, subito una premessa, sono Francesco de Francesco, non il Taglia, cioè Davide Pozzi 😛 😛

Di che parliamo?

Mi piace l’espressione Marketing Etico, in realtà forse sarebbe più corretto parlare di Etica del Marketing o di Marketing eticamente corretto. Dato che si parla di Etica, poi ovviamente le considerazioni vengono ereditate anche dal Web Marketing, che come sapete se qualche volta mi avete letto, ho sempre detto che non esiste ed è solo una costola del Marketing. 

Cos’è il Marketing?

Lungi da me l’idea di contribuire su una cosa così importante e soverchiante, mi limito a mettere assieme le varie definizioni che i veri esperti hanno dato, perché mi serve un punto di partenza per questo articolo e mi serve che sia comune e riconosciuto.

Per Marketing intendo tutte quelle attività di studio del mercato, analisi delle necessità, indagine sui desideri, tentativo di stimolo, osservazione dei player (concorrenti, opinion leader, potenziali clienti) che svolgiamo per un obiettivo, che cinico o no, alla fine spesso è realizzare un profitto (senza che la cosa sia necessariamente negativa).

Siete almeno parzialmente d’accordo? Se sì, possiamo andare avanti.

Markettaro è come avvocato

Mi succede sempre più spesso. “Che lavoro fai?” – mi chiedono ed io rispondo – “Mah, mi occupo di marketing” –  e loro – “Ahh, fai il venditore di fumo…” – oppure – “Ahh, anche tu ad incantare la gente?

Chi si occupa di Marketing (e WM) ama questo ruolo e lo ritiene stupendo. Chi ne subisce le conseguenze, lo vede in modo spesso negativo. Come gli avvocati. Ci servono, ma dire che li amiamo…

Prova Seozoom

Navigo su Meetic e spesso me lo sento dire da gente qualunque che gira sulla comunità. Mi succede su Facebook, mi succede al bar. Da tempo sto riflettendo su questa cosa e sono giunto alla conclusione che in fondo è vero, per lo meno in Italia. In effetti, molto del marketing italiano in realtà è pubblicità o poco più.

Ti chiamano al telefono per proporti un nuovo servizio, mai per sapere se sei contento di quello che hai comprato. Tentano di venderti nuovi prodotti che non sono altro che il vecchio con il lifting. Ti scrivono sempre e solo per proporti un servizio, mai per darti un consiglio su come usare il prodotto che hai acquistato. Osservano il concorrente non per migliorare il servizio, ma per copiarlo. Studiano come ridurre il costo, non per abbassare il prezzo, ma per guadagnare di più.

Non se la prenda chi fa marketing seriamente, lo so che ci siete, ma siete in netta minoranza 🙂 

Etica del Marketing

Eppure basterebbe tornare alla definizione iniziale. Io posso fare tanti soldi, dandoti il prodotto che tu voi, aiutandoti a definirlo meglio, studiando con te il livello di qualità necessario, per avere un costo equilibrato, tentando di comprendere che uso ne farai e per quanto tempo, ponendomi in relazione alla concorrenza, per evitare di darti ciò che gli altri già ti danno e non ti soddisfa appieno.

Dov’è scritto che fare Marketing significa solo incantare? Non è vero per niente ed anche se non è usuale, si può tentare di fare marketing per capire, agire, far soldi. Perché a far soldi, non c’è nulla di male, se lo si fa in modo da dare soddisfazione. Anzi, i veri ricchi sono quelli che riescono a far soldi, facendo innamorare di sé le persone. C’è gente che è riuscita e non pensiate che sia sempre un caso.

Abbi il coraggio di chiedere al tuo cliente se è contento. Sicuro, ti dirà che qualcosa non va per avere lo sconto al prossimo acquisto. Tu stabilisci un budget, poi chiamane quanti il budget ti consente. Tra mille lamentele, vedrai che qualcosa di serio e sorprendente quei clienti ti diranno, tra le mille stronzate. Perché se riteniamo di essere noi quelli bravi, tocca a noi saper filtrare le stronzate dalle cose serie, non possiamo aspettarci che siano gli altri a dirci solo le cose serie.

Etica del Marketing vuol dire preoccuparsi di guadagnare facendo sì che anche gli altri abbiano un guadagno dall’acquisto. Trovo che non ci sia cosa peggiore che vendere un orologio-eco, a chi un orologio già lo ha (non è mia, è di un signore che non cito per non far scoppiare una guerra, ma i vecchi lo ricorderanno). Meglio sarebbe vendere orologi non eco a chi vuole un orologio, ed amen!

Il che non vuol dire non vendere orologi-eco. Vuol dire non tentare di convincere chi ha un orologio a buttarlo, questa è la truffa intellettuale, questa è la mancanza di morale.

Una sbirciata a quello che chiamiamo Web Marketing?

Detto che il Web Marketing non esiste, vediamone paradossalmente l’etica.

Azienda, quali sono le tue necessità per far soldi? Me le spieghi? No? Allora che vuoi da me? Come puoi pensare che io ti possa aiutare, se non mi dici quali obiettivi hai?

  • Lascia perdere gli accessi, le visite, i rimbalzi, i tempi di permanenza. Qui dobbiamo parlare di cosa vendi, a chi vuoi venderlo e come possiamo venderne di più tramite il sito, se vendere è l’obiettivo. Il resto è aria fritta.
  • E basta con ‘sta storia che siamo primi per Hotels a Verona, se poi lo siamo con una descrizione in SERP che fa scappare verso il secondo o il terzo! La prossima volta, prova a mettere una descrizione in veneto, magari funziona pure meglio 😛
  • Posizionamento? Con quel sito? Ascolta, prima di preoccuparti del posizionamento, rifai il sito. Semmai, con una mini-consulenza ti passo i criteri per farlo meglio, poi non avrai bisogno di me o di altri posizionatori.
  • Posizionamento? Con quel sito? Ascolta, con un sito così dinamico, che cambi continuamente, con pezzi in Flash, con struttura variabile, spendi i tuoi soldi in PPC, è meglio, fidati di me, tanto non sarò io a gestirti il servizio. Al limite, se vuoi, ti giro il nome di qualcuno, prova a metterti d’accordo direttamente con lui.
  • Posizionamento? Con quel sito? Ascolta, con un sito così, nel tuo settore, basta che metti i contenuti e sei a posto, al limite ti fornisco quattro stronzate di regolette per la scrittura ottimizzata, ma proprio soft, che in quel settore basta che sistemi i title e hai finito.
  • PPC? Ascolta, non si fa PPC quando lo scontrino medio è un euro. Corri seriamente il rischio che per gestire la campagna io ti costi di più del fatturato che riceverai con la campagna stessa, seppur ottimamente gestita. Al limite, impara due regole (e la prima è il controllo del budget) e fai da te nel tuo tempo libero, magari farai poco o nulla, ma risparmierai molti soldi (certo, potresti rimetterci il tuo matrimonio, ma queste sono scelte tue).
  • PPC? A che ti serve portare traffico al tuo sito, se il sito fa di tutto per far scappare i visitatori? Sei sicuro di volerlo fare?
  • A me chiedi se il tuo ecommerce di gioielli va bene? Scusa, risparmiati questi soldi e fai due regalini a qualche amica di tua moglie. Magari di Web Marketing non ne capiscono niente, ma la carta di credito per comprare ce l’hanno, mica come me, che non ho mai comprato un gioiello, ne offline, figurati online!!
  • Ecommerce? Scusa, ma non fai il dentista? Vorresti vendere online, senza neppure esserti degnato di capire che vuol dire? Come se io decidessi di fare il dentista solo perché ho letto qualche forum per qualche mese? Risparmia i soldi e fatti fare prima un Business Plan, poi torna qui, risparmieremo tempo entrambi.
  • Garanzie? Scusa, sono così convinto che ti sfido a pagarmi un x percento su ogni vendita che farai. Ti va?
  • Garanzie? Scusa, se ti dessi garanzie sarei disonesto. Non ce ne sono. Io mica voglio convincerti, se non lo sei, possiamo lasciar perdere 🙂 (della serie, smettiamo di raccontar palle, pur di avere una commessa).
  • Ahahaha! E voi vi siete iscritti al mio corso sull’ecommerce, pagate 450 euro più IVA, ma non avete un budget di 30 euro mensili di acquisti online? Cioè vorreste vendere, ma non potete comprare, neppure per capire? Dai, era meglio risparmiare i soldi del corso e comprare ogni mese su un sito diverso, avreste imparato molto di più che venendo qui da me (e per gli scettici, ci sono tra i visitatori vari testimoni che possono garantire che l’ho detto in apertura di due corsi 😛 )
  • Ma come? Mi dici che la tua è una dot-com pura, però il sito non deve costare più di mille euro? C’è qualcosa che non mi è chiaro. Me la rispieghi, ‘sta cosa?
  • No, senti, risparmiati i soldi della mia consulenza. Non hai capito che c’è qualcosa che non va nella tua organizzazione, dato che tre volte mi hai pagato per farti dire le stesse cose a distanza di pochi mesi? Ok voler guadagnare, ma a te mi pare di rubare i soldi!
  • No, senti, risparmiati i soldi della mia consulenza. Se continui a pagarmi per farti dire cose che poi non applichi mai, non credi che sia il caso di muoversi diversamente? Lasciamo perdere, vai avanti per la tua strada, io per la mia. Io guadagnerò un po’ meno, tu risparmierai dei soldi e del tempo in riunioni, io non mi farò il fegato amaro, tu ti renderai conto che farsi dare delle consulenze che poi non si applicano è come non farsele dare (quasi, ma la differenza è spesso così impercettibile, che possiamo dire che è uguale). C’è il caso che poi mi paghi pure il caffè 🙂
  • Forse non mi sono spiegato bene. Io non metto le mani su nulla, non so usare la tastiera, non so usare il cacciavite, non so programmare, non so sistemare code di stampa. Io so dirti solo come deve essere fatto un sito, visivamente, perché un piccolo gruppo di persone abbia voglia di comprare (o iscriversi ad una newsletter, o inviarti richieste di offerte, ecc). Poi devi farlo fare a qualcun altro. Io mi fermo qui. Faccio l’architetto, non il muratore e non che il secondo sia meno importante, ma non sono capace di farlo, tutto qui. Io so usare solo carta e penna. Se ti serve una persona con caratteristiche diverse, prova a dirmele in trasparenza, che magari ti passo un amico. Inutile che tenti di illudermi dicendo che vuoi un Responsabile Web Marketing, poi in realtà ti serve solo uno che una volta alla settimana ti faccia una nuova paginetta sul sito.
  • Ma scusa, hai mica detto di voler vendere, col tuo sito? Allora perché in primo piano c’è l’iscrizione alla newsletter? Che fai, database building? Se questa è la tua priorità, allora il sito famolo diverso, vedrai che renderà di più. Non puoi avere la botte piena e la moglie ubriaca.
  • Smettila di mettere offerte a destra e sinistra. Guarda che siamo pieni di persone che di fronte all’imbarazzo della scelta, spesso poi non comprano nulla. Vedi tu… Mi sembra che hai il complesso di ciò che sei, offri di tutto, perché non sai cosa sia meglio offrire. Bisogna pur prendersi la responsabilità di una scelta, nella vita. Non possiamo continuare a preferire sia le bionde, sia le more, tanto per non sbagliare con nessuna 😛
  • Non ti fidi di me? Scusa, ma allora perché mi paghi? Guarda che io vivo anche senza il lavoro che faccio per te 😛 Se pensavi di farmi un piacere, possiamo smettere 🙂

Non crediate che sia l’elenco delle colpe dell’azienda o cliente. Sono quasi tutte colpe del Consulente Web Marketing, troppo spesso solo smanioso di avere un nuovo lavoro, troppo attaccato ad una nuova referenza, troppo teso ad inseguire lo stipendio (sì, lo so, serve), troppo poco coraggioso, troppo poco onesto con sé stesso, troppo poco disposto a dire pane al pane e vino al vino. A volte non rispetta l’Etica solo perché ha paura ed è insicuro. Cresciamo, per favore.

Francesco de Francesco
…che a questo punto, non sa neppure come presentarsi  😛
…ecco, maisazi no, YoYo – Formazione rotolante neppure, una volta ero consulente di direzione, boh, lasciamo perdere 😛 😛

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

21 Comments

  • Mah, torno ora dalle vacanze e come ritorno alla routine lavorativa non mi sembra male iniziare dalla lettura di questo post e dei commenti scaturiti. interessante davvero.
    Mi trovo abbastanza d’accordo con con tutti voi, nel senso che è un argomento così ampio da non poter permettere uno schieramento senza definirne chiaramente le premesse. Credo che si possa fare marketing etico solo se le premesse col cliente, ma anche con il target a cui ci si vuole rivolgere siano totalmente cristalline e non ingannevoli. è vero che però molto spesso è quasi impossibile, ma è qui che inizia la vera sfida 🙂

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  • Ciao!! Bello il tuo post..umm…eticamente molto bello, ma adesso da buon presuntuoso 😉 parlo di un argomento che mi sembra poco citato quando si parla di marketing in italia.Ora non sto qua a pettinare le anaconde e vado subito al nocciolo. Ci sono regole a cui dobbiamo sottostare dettate dal periodo storico in cui viviamo.. o meglio a me sembra che poche persone si ricordino che la lira era su per giù un niente rispetto l’euro.. per anni si è continuato a svalutare la moneta in italia senza curarsi minimamente degli effetti di questo fare. Svalutando vendevamo per effetto del miglior prezzo rispetto ai competitor che allora erano la concorrenza, e incassavamo una valanga di soldi sempre di più, sempre di più, sempre di più..ma tutto ciò era possibile perché “svalutavamo il conio”..e non perché eravamo più “bravi”, l’euro è stata a mio avviso una manna scesa dal cielo 😉 che ci ha fatto rimettere i piedi per terra e ora stiamo capendo che nel bel paese valiamo pochetto..
    vedi imprenditori che migrano, vedi nuove tecnologie che non decollano, vedi fughe di cervelli che da anni si verificano puntualmente e tutte queste belle cose..
    Ora vorrei attirare l’attenzione su un concetto semplice il vendere perché costa meno, e da furbi!! Ma non lo si può fare per sempre..seguendo questa linea con il passare degli anni saremo fuori mercato perché i nostri competitor che non hanno potuto svalutare per forza di cose sono anni lucie avanti a noi, e siamo noi che li abbiamo costretti ad evolverci, noi ed il nostro fare i furbetti, ma alla lunga gli altri saranno così avanti che i nostri prodotti saranno considerati obsoleti e dovremmo lavorare come matti per riconquistare fette di mercato al punto che in molti si sono visti costretti ad emigrare in paesi meno sviluppati qui non ne uscivano più!
    Un ecclatante caso di eccesso di svalutazione è stata l’argentina, con il suo crack pubblico..
    Quindi facciamo i furbi e ci dicono che vendiamo aria anche per questo..
    Ok,ok stiamo guarendo, l’euro c’è le sta dando di brutto e ci stiamo riprendendo, oppure si soccombe..
    Altra cosa per spegare meglio pensate al dollaro nell’ultimo anno ha subito una flessione di 60 cent più / meno e sono diventati matti.. ed ora che stanno recuperando hanno ripreso di 20 cent su per giù e sono tutti al settimo cielo!
    Qua eravamo arivati a quanto di flessione.. se negli
    U.S.A. un dollaro era arrivato ad un dollaro e sessanta ed era un casino, qua una lira che era arrivata a millenovecento su per giù che casino è?
    Quindi quando si parla di etica si parla di valore? Giusto?..
    Uomini di valore si sanno sacrificare, sanno fare “fatica” giusto?
    Sanno che con niente non si ha niente e che nessuno te li regala giusto?
    ..forse qui ci siamo lasciati andare un po troppo, siamo dei gasati che pensano di essere chi sa che cosa, invece nel panorama mondiale siamo un po dei polli…
    Con questo non voglio parlar male di nessuno, l’italia a me piace..
    e mi piacerebbe fossimo un bel paese..all’avanguardia magari invidiato da molti altri..ma c’è tanto da fare per tornare a valere qualcosa..secondo me. Ciao grazie per l’attenzione. Spero si capisca il senso del mio post e che non venga mal interpretato. Buon ferragosto.

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  • Post stupendo. Molte delle frasi riportate da Francesco rispecchiano situazioni nelle quali mi son trovato, soprattutto nell’ultimo periodo, andando in giro per raccogliere nuove sfide.

    Il prospect tipo che mi son trovato davanti più spesso è quello:
    “Guarda, ho già speso un sacco di soldi per il sito, il posizionamento e gli annunci a pagamento e non mi hanno portato nulla. Tutti soldi buttati nel cesso e non ho più budget.
    Ma ora vorrei poter farci qualcosa con il mio sito, dimmi tu cosa puoi fare.”

    Non è molto importante quello che succede dopo, spesso è colpa dell’imprenditore/dell’azienda che non ha cultura nel marketing in generale, figuriamoci nel web marketing e senza budget e senza un’organizzazione interna adatta, spesso gli do qualche consiglio gratis e va bene così.

    La cosa che mi lascia sempre basito è che questa esperienza è comune a molti, quindi volu dire che ci sono tanti fornitori di servizi che farebbero bene, come giustamente dice Francesco, ad alzare bandiera bianca sulle questioni per le quali non sono competenti.
    Se sei un bravissimo programmatore non è detto che tu riesca a fare un e-commerce che poi vende, per esempio.
    SE sei un’ottima agenzia grafica e fai siti da urlo (dipende poi da che tipo di urlo he… 🙂 ), non è detto che poi gli utenti finali siano soddisfatti di quello che trovano.

    Alle volte l’umiltà è davvero una cosa rara e sentire una persona che ti dice “No guarda, devi fare così, ma ti consiglio una persona poi per fare il sito” è rara e va apprezzata per l’onestà.

    P.S.
    Tanti hanno come job description “Esperto di web marketing” ma mentre sul web qualcosa effettivamente ci chiappano, sul marketing… bho, insomma.

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  • Io sono in ferie 🙂 sono appena tornato da mare…evviva il relax!
    p.s. Taglia beccati questo OT! ahhah

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  • –>”Insomma, le parole dovrebbero essere considerate importanti e purtroppo non lo sono. E i mezzi prendono luce dai fini. Un mezzo etico per un fine immorale, cessa di essere etico.
    Il contrario (mezzo “immorale” per fine etico) è lasciato al libero arbitrio.” del Piersante Nazionale 🙂

    Concordo alla grande 🙂

    Reply
  • Che estate calda, pensate che secondo Davide tutti erano in ferie :p :p
    […fermo Davide, sto scherzando :p …]

    @Marco Forconi
    Sicuro, a far web marketing come si deve, si rischia sicuramente di dover dir no a qualche progetto (e mi è capitato varie volte), lo so 🙂 non faccio fatica a crederti.
    Così come sappiamo pure del livello di certi riferimenti aziendali. Vabbè, io preferisco parlare di ciò che di negativo c’è nella mia parte, alla controparte penserà qualcun altro 🙂

    @Roberto (bernablog.com)
    Sì, secondo me si dovrebbe parlare anche di costo, l’ho voluto lasciar fuori perché avrebbe creato un’altra variabile di discussione, forse la più pesante :p
    Non voglio parlare di me/noi/YoYo/Maisazi, lascio che il giudizio sui prezzi sia dato dagli altri. Per quanto mi riguarda, ho sempre pensato che:
    – mai gratis, neppure il primo incontro, però in modo trasparente, detto prima e appena uno non mi paga, smetto di lavorare;
    – però, metro di misurazione ben in chiaro e concordato ed il cliente smette di pagare o rompe con me, se non mantengo;
    – i corsi devono avere un costo umano, che sia collegato prima d’ogni cosa al costo del docente e della struttura e solo dopo alla domanda/offerta. Non posso tenere gratuitamente un corso, faccio però in modo che il costo sia accettabile, proporzionato al mio/nostro impegno, allineato con le aspettative, giustificato da ciò che si avrà in cambio.
    Meglio di così non riesco a fare ed onestamente mi sento a posto, al punto da dormire tranquillamente un minuto dopo aver toccato il guanciale – salvo che Mariangela non mi abbia ancora dato la buonanotte, allora resto sveglio per un po’ (età permettendo) – :p

    @seoroma
    LOL! La formazione è quanto di meno etico ci sia in Italia, anche nel Web Marketing e purtroppo non solo. E lo dice uno che fa formazione, così nessuno potrà dire che parlo male di un settore che non conosco!!!
    Non scherzo. Ho insegnato in Università, in scuole private, in Istituti e Fondazioni, a corsi aziendali interni, in corsi CEE e…
    “… ne ho viste tante, che voi Umani non potreste neppure immaginare…”
    Ricordo ancora quell’allievo chiamato “rompicoglioni” da un Direttore Scientifico di una nota università, solo perché chiedeva il programma del Master al quale si era iscritto e per il quale pagava 8 mila euro. “Ma che vuole questo? Non si fida di noi? Ci penseremo noi a dargli il meglio! Perché vuole il programm?” – da non credersi!

    Reply
  • ahahha bellissimo Fra 🙂

    Chiedo scusa al taglia se cito un mio pezzettino scritto sul forum l’altro giorno… mi pare proprio “a tema” 🙂

    Una volta mi chiamò un tizio con un sito che faceva schifo (una sorta di agenzia immobiliare) che voleva posizionarsi per la parola newyork (si avete capito bene…).

    Lui voleva proprio quello ed io avrei potuto dargli ciò che voleva proponendo una infinità di cose differenti:
    1. Va bene ti posiziono per new york a questa cifra
    2. Va bene ti posiziono col ppc per newyork a quest’altra cifra
    3. Il tuo sito è una schifezza. Lo rifacciamo a questa cifra e poi forse ti posiziono a quest’altra.
    4. …..

    A questo richiesta avrei potuto leccarmi i baffi e pensare di aver trovato un ottimo coglione da spennare.

    Alla fine gli ho detto che quello che voleva era una cazzata!… perchè costava molto e non gli serviva… ed anche se si fosse posizionato per parole coerenti col proprio settore aveva un sito che faceva cosi schifo che difficilmente avrebbe convertito. Quindi avrebbe dovuto investire un bel pò di soldi…. che non volle investire.

    Questo per dire che non mi trovi sempre d’accordo con l’affermazione di Enrico specie quando dare alla gente ciò che vuole vuol dire non dare nulla di davvero utile a medio lungo termine…sono fatto cosi. Magari dopo 10 anni qualcuno si ricorderà di me e dirà:”ma quanto aveva ragione quel rincoglionito di Alessandro ehehe”

    Reply
  • Ciao a tutti.
    Ti pareva se a ferragosto non c’era il dibattito sull’etica! 🙂

    Vi confesso che ogni volta che sento parlare di seo/sem etico mi prudono le mani e l’istinto mi porterebbe al mood schiaffoni. Poi, rassegnato, me ne faccio una ragione.

    In fondo esiste la “guerra umanitaria” che sparge sangue tale e quale a quella classica, la “finanza etica” che manda sul lastrico esattamente come quella non-etica…. che male c’è se esiste anche il “marketing etico”? Quali danni supplementari può fare, che non siano già stati fatti?

    Sopportiamo senza farci troppo caso che chi tiene i capitali all’estero in qualche isoletta off-shore emani roboanti dichiarazioni contro i paradisi fiscali in nome di una “finanza etica”. E sopportiamo che il monopolista dell’informazione parli di etica del libero mercato. Sopportiamo un laido puttaniere sul palco dei family day, e nessuno che gli presenti il conto reputazionale….
    e allora, che vuoi che sia se un consulente sem dice di essere etico?

    Se un cliente mi chiede che tipo di approccio uso, di solito gli rispondo che “non faccio il frocio col culo degli altri” e tutta la mia etica si risolve in questa battuta un po’ greve. Ossia: faro’ del mio meglio per fargli avere dei risultati, riducendo i rischi al minimo necessario. Punto.

    Se Emergency spammasse il web intero per fare fare found rising per un ospedale in Mali… imho sarebbe cmq seo/sem etico.
    Se distribuisci via web costosi e inutili kit per il lavoro a domicilio a pensionati e disoccupati che poi perseguiterai legalmente se insolventi, anche se usi le migliori regole white-hat (bianche che più bianche non si può) puoi dire di fare seo/etico?

    Insomma, le parole dovrebbero essere considerate importanti e purtroppo non lo sono. E i mezzi prendono luce dai fini. Un mezzo etico per un fine immorale, cessa di essere etico.
    Il contrario (mezzo “immorale” per fine etico) è lasciato al libero arbitrio.

    Reply
  • Solo 2 riflessioni:

    Primo: io da quando mi sono messo in proprio applico al 100% l’approccio che tu definisci “etico”. I principi sono 2: pochi clienti in cui credo e che hanno realmente bisogno di un aiuto. Gli altri li invito gentilmente verso altre soluzioni, ovviamente spiegandogli perchè.
    Inoltre il rapporto è molto libero, ovvero rinnovato di mese in mese perchè i lunghi contratti servono solo a pararsi le terga ed a far partire il rapporto su di una base di bassa fiducia.
    Per me la regola principale è la ricerca della soddisfazione personale che può spesso voler dire non ambire ad un buon ritorno economico immediato. Io penso che sia un mio/nostro dovere credere e rischiare con l’imprenditore….nel bene e nel male. Se non ti senti di rischiare con lui allora probabilmente vuoi solo un po’ dei suoi soldi.
    Ovvio che il discorso deve essere bidirezionale.

    Secondo: data la tua esperienza comprovata dalla lunga lista di casistiche che tutti abbiamo ben presente, saprai anche che più grandi sono (quindi più soldi) e meno sono in grado di accettare simili discorsi….e questo è il problema che hanno le agenzie…..stipendi da pagare e clienti del cavolo, raramente interessati e competenti. Purtroppo sono loro i primi ad ambire ad essere venditori di fumo.

    Per finire una stilettata: scusami ma anche la formazione, campo che reputo rispettabilissimo, è al margine nel mio modo di vedere del marketing etico….primo perchè credo dovrebbe essere gratuita, almeno nel nostro settore, e secondo perchè se ritieni che siano necessari anni, corsi di un giorno che valore possono avere ?

    Anzi, colgo l’occasione per invitare chi fosse interessato a organizzare a roma serate o incontri di introduzione ed alfabetizzazione in webmarketing a farsi sentire che magari ci si riesce.

    Reply
  • Conosco poche persone che si occupano professionalmente di marketing e quelle poche non hanno la mia completa fiducia.
    Cmq se qualcuno di loro mi si presentasse con queste affermazioni o con l’atteggiamento indicato probabilmente gli riconoscerei qualche punto in più! 😉

    Reply
  • Ottimo articolo, anch’io mi ritrovo in buona parte dei punti della lista.

    Pensate che nel discorso “marketing ed etica” possa rientrare anche il discorso del prezzo che Francesco ha solo sfiorato?
    Penso sarà capitato a tutti almeno una volta di sentire di consulenze vendute a peso d’oro che, alla fine, si traducono in rapporti di decine e decine di pagg. “vuote”, cioè senza alcuna utilità pratica per il cliente.
    Mi sembra che in questi comportamenti l’etica manchi del tutto…

    P.S. sono lieto di notare che tutti i lettori del TagliaBlog sono markettari etici ed i cattivi sono tutti là fuori 😉

    Reply
  • Ciao Francesco,
    il tuo articolo è certamente molto interessante quanto provocatorio, ovvero un mix che personalmente amo.

    Fare marketing etico è sicuramente uno dei miei assunti più profondi, Il mio primo sito Web è datato 1999, faccio marketing in maniera seria e attiva dal 2002 e (quel poco della) la rete Parla di me in modo positivo: motivo per il quale ad oggi guadagno sì e no forse un terzo di quello che avrei potuto realizzare….. questo tanto per essere chiari 🙂

    Devo però anche aggiungere che non tiene conto di una variabile che, ahimè, a un suo peso rilevante quando parliamo di queste cose.

    Mi spiego meglio: non fa riferimento a ciò che un ipotetico, poco etico, esperto di marketing riferisce all’azienda per la quale lavora, e indubbiamente per almeno il 70% degli esenti che hai citato posso trovarmi d’accordo con te

    La cosa che però non viene a mio avviso quasi mai evidenziata è che chi fa marketing si trova molto spesso davanti interlocutori con richieste davvero assurde e soprattutto totalmente scollegate dalla realtà dei fatti, comportandosi quindi non molto diversamente da chi offre le “soluzioni”.

    Come certamente saprai, il livello di conoscenza degli interlocutori aziendali è, in larga parte, decisamente insufficiente a interagire con professionisti del settore, come dire che ci sono aziende che investono decine di migliaia di euro ogni anno in investimenti pubblicitari e poi fanno realizzare un sito Web all’amico dell’amico dell’amico.

    In realtà ancora più piccole troviamo le classiche situazioni il committente non ha la più pallida idea di cosa sia un sito Web destinato a migliorare l’efficienza, la produttività o la commerciabilità dell’azienda stessa o dei relativi prodotti.

    In entrambi i casi personalmente mi trovo ad affrontare richieste per le quali devo sforzarmi non poco al fine di rispondere in maniera esaustiva, ma senza apparire in alcun modo offensivo o lesivo della sensibilità delle persone.

    ovviamente queste una discussione che potrebbe andare avanti per intere pagine, e sono certo di aver annoiato abbastanza, ma credo che l’intento sia giusto ovvero è importante avere sempre una visione di insieme, con limiti ed eccessi, perché se parliamo di etica parliamo di valori assoluti, che, come tali, richiedono un approccio il più completo possibile.

    Reply
  • Grazie a Fradefra [sulle tue doti oratorie nulla da eccepire, al corso non feci nemmeno uno sbadiglio :DDD] e Davide!

    Certo, io facevo filosofia sulle definizioni [come dice Alessandro] ma capisco che il problema esiste 🙂

    Sull’evangelizzazione Davide, con me sfondi una porta aperta! Ma e’ dura e sono sicuro che questo tu lo sappia moltissimo meglio di me :-/

    Reply
  • E’ la triste realtà del mercato italiano basterebbe riflettere di più cercando di capire quello che si sta facendo, saper chiedere e saper ascoltare, per intraprendere scelte migliori.
    Spesso il metro per valutare una scelta è copiare quello che fanno gli altri, senza pensare se chi copiamo sa quello che fa.

    Reply
  • @Marco Dal Pozzo: discorso lunghissimo 🙂

    Stai parlando con uno che lotta da tempo contro uno dei lati peggiori del web marketing, il buzz marketing (cerca in questo blog o in questa SERP: http://www.google.it/search?hl=it&q=buzz+marketing&meta= , e capirai cosa intendo dire 😀 ) e che probabilmente, se è questa la piega che prenderà il web negli anni a venire, sarà costretto a fare altro nella vita 🙂

    Vedi, credo che a parecchi faccia comodo confondere le acque, mischiare web marketing a “web marchette” e alla peggior specie di “guadagno online” (ti consiglio, a tal proposito, la lettura di questa discussione: http://www.webmarketingforum.it/discussioni-varie-sul-web-marketing/1090-il-web-marketing-non-e-il-guadagno-online.html ).

    Dobbiamo lottare, divulgare o (usando un termine che non mi piace per nulla, ma qui ci sta benissimo) evangelizzare.

    Perlomeno se crediamo in certi valori e vogliamo un web “pulito” e diverso dagli altri media oramai “corrotti” 😉

    Reply
  • “Molto Realistica la lista non ordinata di Francesco; in quanti ci si rispecchieranno nella vita di tutti i giorni ?” di Alessandro Politanò

    In tutta sincerità, Alessandro, io stesso non riesco a rispettare tutte quelle indicazioni :p

    Però, giuro, ci sto provando a migliorare me stesso e quella lista mi è stato facile scriverla, perché in realtà ce l’ho su un foglio attaccato al monito 🙂
    Ci provo, spero di arrivarci 🙂

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  • –>”“Marketing Etico” sarebbe, quindi, un pleonasmo. O no?” di Marco Dal Pozzo

    Hai ragione, il problema, appunto, è che tanti in Italia dicono di fare marketing, in realtà fanno solo tentata vendita :p

    Il termini Marketing Etico (che mi sono inventato a bell’apposta, non so se qualcun altro lo avesse già usato), è un rafforzativo :p :p retorico-fradefriano confunzioni di scosson-rimenbranza)

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  • Sono della stessa idea di Marco; infatti la guerra fra definizioni che circolano in rete e sulla blogsfera nel complesso, in relazione fra Web Marketing e Guadagno Online, è da attribuirsi proprio a questo fattore, ma in pochi lo capiscono, o accettano che la realtà sia questa.

    Definirlo un Pleonasmo però, mi sembra eccessivo per il contesto specifico; per il semplice fatto che manca una cultura generale alla base, ragion per cui è opportuno che persone, come Francesco in questo caso, usino l’oratoria per far fronte a questa mancanza. Poi nel WM la retorica ci vuole, no ?

    Molto Realistica la lista non ordinata di Francesco; in quanti ci si rispecchieranno nella vita di tutti i giorni ? 😉

    Alessandro Politanò

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  • Da Wikipedia: Il marketing viene definito come quel processo sociale e manageriale diretto a soddisfare bisogni ed esigenze attraverso processi di creazione e scambio di prodotto e valori. È l’ arte e la scienza di individuare, creare e fornire valore per soddisfare le esigenze di un mercato di riferimento, realizzando un profitto: delivery of satisfaction at a price.

    Conseguente domanda [Per Fra e per Davide]: Ma il Marketing non e’ etico per definizione?
    “Marketing Etico” sarebbe, quindi, un pleonasmo. O no?

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  • Ehy carissimo, ti faccio i miei più sinceri complimenti per il post, serve a dare uno scossone a tutto l’ambiente ipocrita, lobbystico o pseudo markettaro a priori, che pensa di poter sfruttare gli anfratti emozionali umani, solo per poter “infilarci dentro” qualche cosa di egoistica utilità, senza tener conto del giovamento altrui che può procurarne o meno.

    Bisognerebbe apportare un cambiamento in positivo nella vita di chi acquista o comunque rendere onorevole e stimolante l’interscambio con il cliente, da ambo i lati. L’etica, l’onestà e l’alta qualità elargita, dovrebbero essere i capisaldi di questa rivoluzione italiana nella presunta esistenza del web marketing (per me esiste, ed è più che una costola, anzi è un costolone indipendente quasi) e di tutto ciò che ci ruota intorno, nel tentativo di applicarlo a dovere, con successo e con orgoglioso esito. Grazie per il post-scossone :=)

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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