Anatomia di una pagina web ottimizzata per la SEO locale

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Nel febbraio del 2012 Google annunciò uno dei suoi, a mio avviso più azzeccati ed utili, aggiornamenti: nome in codice “Venice Update”.

Grazie a questo aggiornamento e ai continui sviluppi degli algoritmi che regolano le SERP, anche le piccole realtà aziendali hanno l’opportunità di scalare le SERP e posizionarsi nella prima, e più ambita, pagina dei risultati di Google.

In questo articolo andiamo ad evidenziare, grazie all’infografica gentilmente realizzata da Dry Design, quali sono gli aspetti e le caratteristiche principali di una pagina ottimizzata per le ricerche locali. L’analisi prenderà in considerazione sia elementi ed accorgimenti SEO della pagina che aiutano ad aumentare il ranking, sia aspetti prettamente legati all’ottimizzazione delle conversioni e all’aumento del CTR in SERP. Daremo per scontati alcuni passi fondamentali, come la ricerca delle parole chiave e il fatto che ogni pagina del sito sia ottimizzata per una sola keyword.

Nel nostro esempio ci concentreremo su particolare servizio di “Manutenzione Caldaie” di un fantomatico professionista “Mario Rossi” che opera principalmente nella zona di “Padova” e provincia e che possiede il sito “mariorossi.it”.

Infografica Local SEO

Titolo della pagina

Il titolo della pagina, tecnicamente title tag, è uno degli elementi più importanti per comunicare a Google il tema della pagina ed influenza positivamente il ranking. La lunghezza consigliata è di 70 caratteri e dovrebbe contenere il giusto mix tra la parola chiave principale per cui si intende ottimizzare la pagina e il brand dell’azienda. Nel nostro caso un buon titolo SEO potrebbe essere:

Manutenzione Caldaie Padova | Mario Rossi

composto quindi da: parola chiave, località di riferimento e brand.

URL della pagina

L’indirizzo url della pagina oggetto della nostra ottimizzazione dovrebbe rispettare un solo requisito: essere semplice (cit. da Google Webmaster Help). Vediamo però cosa vuol dire elencando le caratteristiche di un buon URL:

  • deve comunicare a colpo d’occhio l’oggetto della pagina e la struttura del sito (esempio corretto: mariorossi.it/servizi/manutenzione-caldaie/ – esempio non corretto: mariorossi.it/index.php?services=1&page=35)
  • non deve essere troppo lungo
  • non contiene “stopwords” (es. e, il, lo, ed, ecc)
  • non deve contenere troppi parametri (soprattutto se questi possono generare pagine duplicate non correttamente gestite)
  • contiene la parola chiave oggetto dell’ottimizzazione
  • usa i trattini (e non gli _ underscores) per separare le parole

Un buon URL può aumentare il CTR in serp, è più facile da condividere ed è meno soggetto ad errori quando lo si comunica a voce o lo si riporta al di fuori del sito web aziendale.

Meta description

Il Meta description rappresenta quel “riassunto” che compare sotto al titolo della pagina nelle SERP di Google. È un elemento che non influenza direttamente il ranking della pagina, ma che può aumentarne il CTR in SERP. In questo caso la lunghezza consigliata è all’incirca quella di un SMS, ovvero 155 caratteri. Nessuno vieta di farla più lunga, ma se si desidera avere il pieno controllo di quello che compare nelle SERP è meglio rispettare tale limite.
Per il nostro Mario Rossi scegliamo un breve testo che descriva il servizio ed includiamo il numero di telefono in modo da facilitare il contatto già dalla SERP di Google (pensate ad una ricerca da mobile, dove i numeri telefonici sono automaticamente convertiti in link cliccabili che fanno partire una chiamata).
Qui si potrebbe aprire un dibattito sulla mancata tracciabilità delle conversioni ai fini statistici che il numero di telefono in SERP potrebbe causare. Qui però stiamo facendo l’interesse nel nostro Mario Rossi, che desidera solo che i potenziali clienti lo chiamino per i suoi servizi e non dobbiamo giustificare un qualsivoglia contratto a performance 🙂
Evitando di dilungarmi su questo aspetto, ecco il meta description della nostra pagina ottimizzata SEO:

Wordlift

Un tecnico professionale e certificato effettuerà la manutenzione della vostra caldaia. Chiama lo 049123456 per un preventivo gratuito.

Due aspetti da evidenziare che ho inserito per aumentare il CTR:

  • la description contiene una call to action diretta
  • la description contiene la parola chiave oggetto dell’ottimizzazione. Questa verrà visualizzata in grassetto, aumentandone l’appeal agli occhi dell’utente Google (e quindi il CTR)

Tag H1

Oserei dire che è un elemento obbligatorio per una pagina da ottimizzare. Il fatto che moltissimi tool online per il check-up SEO automatico di un sito segnalano come errore la sua mancanza mi dà ulteriore fiducia sulla mia affermazione. Oltre ad essere un elemento che influenza il ranking di una pagina, rappresenta idealmente l’elemento visivo che deve spiccare all’interno della pagina e che deve far capire al potenziale cliente che “è arrivato nel posto giusto”. La sua presenza aiuterà a diminuire il tasso di abbandono (bounce rate) della pagina.
È buona norma inserire un testo che rifletta quanto scritto al punto 1) nel title tag, a mio avviso per 2 motivi:

  • nella mente del potenziale cliente crea un legame logico tra quello che ha cliccato in SERP e quello che trova una volta atterrato nel sito
  • non insospettisce Google su una eventuale “ottimizzazione forzata” della pagina (esempio di errore tipico: Title tag: Manutenzione Caldaie Padova, H1: Chi Siamo)

Altra cosa fondamentale è che vi sia un solo h1 per pagina.
In molti temi WordPress su cui ho lavorato mi è capitato di vedere il tag H1 inserito sia nell’intestazione del sito come brand della pagina (es. nome del sito, nome dell’azienda o immagine con il logo) sia come titolo effettivo della pagina. Chiaramente il primo è da togliere.
Per il nostro professionista scegliamo:

Cerchi un tecnico per la manutenzione della caldaia a Padova?

Ho scelto un titolo volutamente diverso da quello del title tag per far capire che possono essere anche diversi, ma che è buona norma che contengano entrambe la parola chiave da ottimizzare. Probabilmente nel nostro caso un’esempio “più normale” sarebbe stato proprio “Manutenzione Caldaie“, titolo che si sposa decisamente meglio con una eventuale navigazione del sito (es. menu).

Immagine (o immagini)

Altro elemento che aiuta il nostro potenziale cliente a capire di “essere nel posto giusto” è un’immagine significativa che rappresenti la parola chiave target. Ovviamente il nome del file e gli attributi alt e title dell’immagine dovranno riflettere il nostro obiettivo per “dire a Google” di cosa trattano. I vari nomi HP_0001.jpg e Canon_X34.jpeg sono da evitare come la peste. Ricordatevi inoltre di specificare le dimensioni dell’immagine e di non ridimensionarle mai “via html”.
L’immagine (o le immagini) possono creare ulteriore traffico proveniente dalla Ricerca Immagini di Google e, dalla mia esperienza, (a parità degli altri fattori) Google tende a privilegiare il rank organico di una pagina che contiene immagini (e in generale contenuti multimediali) rispetto ad una con solo testo.
Per il nostro ormai amico Mario inseriremo:

<img title=”tecnico manutenzione caldaia” src=”manutenzione-caldaie-padova.jpg” alt=”manutenzione” width=”x” height=”x” />

Introduzione

Sarà il primo vero testo che il potenziale cliente legge. Qui non c’è nessun legame con i fattori di on-page optimization per aumentare il rank della pagina, ma solo un ulteriore prova per far capire al vostro visitatore che potete risolvere il suo problema.
A questo punto il potenziale cliente avrà già valutato la pagina nel suo complesso (statisticamente dicono che la prima valutazione avvenga nei primi 3 secondi) ed è qui che gli proporremo la nostra prima call to action. Le persone su internet “vanno di fretta”, non facciamogli perdere tempo. Una volta capito che il sito è di un professionista (ed ecco l’importanza di un buon design e layout) penso che la maggior parte dei potenziali clienti si fermerà a questo punto, chiamerà il numero telefonico o invierà una mail di contatto.

Non è un caso che l’infografica riporti i contatti nell’intestazione del sito. La maggior parte delle “vendite” per i piccoli business locali si conclude offline, ma il sito rappresenta comunque un importante mezzo per raggiungere i potenziali clienti che altrimenti non entrerebbero mai in contatto con le aziende che si trovano proprio “sotto casa”.

Testo della pagina

Dopo gli ultimi aggiornamenti di Google, penso sia uno degli elementi che possono far alzare notevolmente il “punteggio SEO” della pagina. È qui che vedo molti business locali fallire, la maggior parte delle volte perché il copy della pagina viene redatto direttamente dall’azienda proprietaria del sito. Questo comporta 2 problemi molto gravi:

  • il testo della pagina è corto, sotto le 100-150 parole
  • il linguaggio usato è troppo tecnico e “non parla la lingua del cliente

Per ovviare è bene affidarsi ad un copywriter professionista, meglio se presenta un’infarinatura dei concetti SEO di base.
Ecco le caratteristiche che il testo di una pagina ottimizzata per la SEO Locale dovrebbe avere:

  • lunghezza minima di 300 parole, meglio se 500 o più
  • utilizzo dei tag h2-h3 per enfatizzare la coda lunga e trattare argomenti correlati
  • utilizzo di “parole locali legate alla zona di competenza” (es. Citare i principali quartieri della città, i comuni vicini, ecc)
  • utilizzo delle parole chiave correlate e di quella (ma dai!) principale senza esagerare (il rischio di sovraottimizzazione è alle porte, soprattutto con testi corti)

Cose da smanettoni

Veniamo ora agli aspetti più tecnici della nostra pagina ottimizzata. Fin’ora i consigli dati erano applicabili da chiunque, senza nessuna conoscenza di programmazione. I prossimi punti sono un po’ più tecnici e presentano l’uso degli schema markupReview e Local Business

Testimonials

La sezione dei testimonials serve per:

  • convincere il vostro potenziale cliente a compiere la call to action che vi siete prefissati fornendogli elementi di Riprova Sociale
  • aumentare il CTR in serp grazie allo schema markup Review. Il risultato in SERP (in alcuni casi) mostrerà infatti 5 stelline nello snippet del risultato (in questo caso detto Rich Snippet). L’immagine che segue ne da l’idea.

Esempio review markup serp snippet

Avere le Reviews che inserirete nella vostra pagina ottimizzata anche nelle pagine di Google Places o Local+ aiuterà a rafforzare la credibilità delle stesse sia agli occhi di Google che a quelli dei (più attenti) visitatori. Non mi dilungo su questo aspetto perché ci si potrebbe scrivere un intero articolo, anzi consiglio la lettura di questo post.

Come implementare lo schema markup Review

Ecco il codice html di esempio:

<div itemprop=”review” itemscope itemtype=”http://schema.org/Review”>
Commento su <span itemprop=”name”>Mario Rossi</span> –
da <span itemprop=”author”>Pinco Pallino</span>,
<meta itemprop=”datePublished” content=”2013-12-19″>19 dicembre 2013
<div itemprop=”reviewRating” itemscope itemtype=”http://schema.org/Rating”>
<meta itemprop=”worstRating” content = “1″/>
<span itemprop=”ratingValue”>4</span>
<span itemprop=”bestRating”>5</span>
</div>
<span itemprop=”description”>Davvero un’ottimo servizio. Preciso, professionale e sempre puntuale.</span>
</div>

Indirizzo

Nell’infografica che stiamo seguendo abbiamo relegato l’indirizzo in fondo alla pagina, quasi non fosse importante. Nel nostro esempio in effetti, la location fisica del business non lo è, perché l’azienda del nostro Mario Rossi fornisce il servizio a domicilio. L’aspetto più importante che voglio evidenziare qui è il modo in cui, grazie a questo elemento della pagina, riusciamo a comunicare a Google l’esatta ubicazione dell’azienda. Per farlo utilizziamo lo Schema Markup di tipo LocalBusiness (verificate se c’è un tipo di Local Business più preciso che potete usare per il vostro markup, ad esempio TravelAgency per le agenzie di viaggio), vediamo come nell’html di esempio:

<div itemtype=”http://schema.org/LocalBusiness”>2013 ©
<span itemprop=”name”>Mario Rossi Srl</span> –
<span itemprop=”address” itemscope=”” itemtype=”http://schema.org/PostalAddress”>
<span itemprop=”streetAddress”>Via Milano, 72</span>
<span itemprop=”postalCode”>30123</span> – <span itemprop=”addressLocality”>Padova</span>, <span itemprop=”addressRegion”>PD</span>
</span>
Telefono: <span itemprop=”telephone”>049123456</span>

– PI: 00123456789
</div>

Per i più pigri segnalo questo tool online www.geositemapgenerator.com che aiuta a creare, oltre al codice sopra descritto, una geositemap XML (che può essere inviata a Google tramite la sezione per le Sitemap del Webmaster Tools) e i relativi file KML per le location del vostro business.

Dalle prove sul campo che ho potuto effettuare posso dire che questo schema markup aiuta notevolmente il posizionamento dei siti con business prettamente locali. È inoltre una pratica ancora poco conosciuta e potreste avere un netto miglioramento dei vostri posizionamenti solo per il fatto che i vostri competitor locali non lo stanno utilizzando.

La Sidebar

Nella sidebar (barra laterale) della nostra pagina andremo ad inserire elementi di contorno, che in base alle preferenze di chi sviluppa la pagina o al mercato di riferimento potrebbero essere:

  • una mappa emebedded di Google Maps che evidenzi proprio la scheda Google Places dell’attività. Questo aiuta il visitatore a capire dove si trova il business ed eventualmente a ricevere indicazioni stradali per raggiungerlo e rappresenta un ulteriore segnale per Google sulla localizzazione della pagina
  • vari widget dei Social Media in cui l’azienda è presente. Parlo del Mi Piace di Facebook, il +1 di Google+ e via dicendo. Questi elementi, oltre a rafforzare il già citato principio di riprova sociale che abbiamo visto nella sezione dei Testimonials, inviano ulteriori segnali a Google sulla popolarità della pagina e sull’engagement sociale ad essa associato. Non posso dirlo con certezza matematica, ma se fossi Google (tra i vari fattori del mio algoritmo) terrei conto anche di questi “segnali sociali” nel valutare il ranking di una pagina
  • un form di contatto veloce
  • badge o immagini di certificazioni conseguite o premi ricevuti per rafforzare “l’immagine, la serietà e la professionalità dell’azienda”
  • navigazione trasversale (es. link ai servizi correlati). Se non siamo riusciti a “catturare” il nostro potenziale cliente, proviamo almeno a tenerlo nel sito dell’azienda, potrebbe sempre trovare altri contenuti interessanti

Conclusioni

In questo articolo abbiamo analizzato l’anatomia di una pagina ottimizzata per la Local SEO. Una pagina con queste caratteristiche potrebbe diventare benissimo una landing page per le vostre campagne PPC, semplificando il doppio lavoro che a volte si rende necessario per renderle efficaci. La SEO, come molti pensano, non rappresenta solo un processo atto a posizionare al meglio un sito web, ma è cruciale anche per ottimizzare le conversioni, diminuire il bounce rate, aumentare l’usabilità generale di un sito e, sempre più importante, favorire il trust e la link popularity delle pagine su cui si lavora. È inutile avere un sito sempre in prima posizione in SERP se, una volta che il potenziale cliente lo visita, non trova (ad esempio) il modo per contattare l’azienda o il professionista di turno.

Mi farebbe davvero piacere se i lettori del TagliaBlog si unissero in una discussione costruttiva ed ognuno esprimesse le sue considerazioni. Se voi foste il SEO del nostro Mario Rossi, come ottimizzereste questa pagina? Utilizzereste forse un title diverso? Aggiungereste altri elementi? O ce ne sono di superflui? A voi la parola.

Autore

Niki Rocco è Co-fondatore di Adviva, web agency specializzata nella realizzazione di siti web ed e-commerce con una particolare attenzione alla SEO e alla conversione/vendita.

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

29 Comments

  • Un articolo davvero prezioso per le informazioni e per la chiarezza con cui è stato scritto, grazie per averlo condiviso! Domanda: 1) una pagina così ottimizzata per la SEO locale può considerarsi ottimizzata anche per query con la parola chiave utilizzata (Manutenzione caldaie) ma senza il riferimento alla città? 2) Se un’attività ha invece bisogno di una localizzazione più ampia della città come tutto un intero territorio coperto da due o tre regioni (es: Lazio, Campania, Abruzzo) ?

    Reply
  • “Altra cosa fondamentale è che vi sia un solo h1 per pagina.”

    D’accordissimo con Francesco, e d’accordissimo con chi tira in causa la strutturazione delle pagine con il Magi HTML5 (Dio lo benedica).

    Con l’HTML 5 si è concesso utilizzare più volte elementi “generalmente” utilizzabili unicamente, poiché si struttura il codice in sezioni “atomiche” (posso utilizzare il termine “Atomiche”? mi suona bene nella testa). Ogni , ogni può avere un proprio titolo a se, quindi un , ecc.

    Ma da non moltissimo tempo il nostro Big Google ha spostato l’attenzione ai contenuti della pagina, a discapito (se così si può dire), dei contenuti presenti all’interno dei Meta (risorse-web, nello specifico per fare un’esempio), restituendo nelle SERP (non sempre) non più il titolo del Meta Title, bensì il contenuto del tag . Questo perché (lasciatemi dire la seguente banalità) “Content is King”.

    Vien da se la seguente domanda: in caso di più in pagina, i nostri affami spiders, cosa vanno a pescare in caso decidano di utilizzare tale contenuto come elemento da stampare in SERP?
    Credo siano abbastanza evoluti da saper scegliere, o, molto allegramente, da prendere il primo della lista ma…nel dubbio, personalmente, continuo ad utilizzare un solo per pagina.

    Punto di vista non assoluto, confutabile, riscontrabile, evolvibile.

    Reply
  • Grazie per la risposta,
    mi puoi dire cosa devo cercare? Sto diventando matta.
    Da ieri per fare la prova del nove ho ripristinato gli H1

    Reply
  • @segreto
    Dubito che tu sia stato penalizzato per aver rimosso degli H1. Probabilmente le cause sono altrove. E’ come quando hai mal di pancia e dai la colpa all’ultima cosa che hai mangiato 🙂

    Reply
  • Ciao nido,
    ho seguito il tuo consiglio ed ho tolto tutti gli h1 in più nella pagina, lasciato solamente il titolo in h1, sperando di avere giovamento.
    Purtroppo questo mi ha penalizzato con google invece di aiutarmi.
    ma perché è successo?
    Un cambiamento in negativo del 90%

    Reply
  • Articolo molto interessante. Principalmente la info grafica la trovo bene fatta e chiara per chi vuole iniziare a capire cosa vuol dire SEO.

    Reply
  • Ciao, volevo un informazione… è possibile inserire una pagina web all’interno di un’altra con html5 ? ho provato con ma non va bene!
    Grazie

    Reply
  • Ciao scusa per il disturbo, il mio sito età ottenendo abbastanza successo vi ho dedicato parecchio tempo e innumerevoli letture in buona sostanza sono un autodidatta, sono riuscito ad ottenere quasi tutti i risultati che mi ero prefissato usando sempre e comunque il SEO naturale o etico che dir si voglia ma una pagina di cui ti mando il link non riesco assolutamente a posizionarla con il temine che mi interessa; ti chiedo qualche consiglio e suggerimento mi saresti di grande aiuto.
    Il link è in firma ciao grazie.

    Reply
  • Certo, grazie Niki. “Prenota” lo uso banalmente in ambito turistico e “Scopri” per prodotti o servizi…

    Reply
  • @Andrea
    Grazie per i complimenti.
    Purtroppo non ho LA risposta alle tue domande, come saprai bene l’ottimizzazione dipende da molti fattori e sapere il settore di intervento è molto importante.
    Personalmente penso non ci sia niente di male nell’inserire una call to action nel title, se questa non ne riduce l’efficacia complessiva. Si potrebbe dire che “il peso” del title si distribuisce nei termini che usi e le parole “prenota”, “scopri”, ecc potrebbero non essere pienamente in target.
    L’unico modo per avere una risposta è testare sul tuo particolare campo l’efficacia del title con call to action e senza e vedere quello che performa meglio in termini di ranking e CTR.
    Per quanto riguarda la description… anche io a volte uso interrompere di proposito una frase per invitare “l’internauta” 🙂 a scoprire il contenuto e quindi cliccare il risultato in serp.
    Spero di averti dato qualche spunto su cui riflettere.

    Reply
  • Ciao Niki, complimenti per l’articolo, che purtroppo leggo solo ora.
    Come seo copywriter ti chiedo: cosa ne pensi delle call to action anche nel title (ad es. “Scopri…”, “Prenota…” etc.)? Sempre in ottica conversioni, può essere utile, come title, una domanda che ponga un’alternativa fra due prodotti/opzioni/soluzioni/etc. di cui ovviamente si parla nella pagina? Per quanto riguarda l’esempio che proponi, io avrei usato un title più discorsivo, pur rimanendo nello spazio pixel consentito prima dei puntini. Invece, la call to action l’avrei messa meno incassata, quindi in apertura della description (non vorrei sembrare troppo appassionato di call to action, come copy tradizionale le detesto). Ultimamente, se l’attività del cliente me lo permette, mi piace sfruttare i puntini di sospensione della description iniziando la seconda metà della seconda riga con un elenco di prodotti/servizi/temi etc. per creare curiosità nell’internauta (chiedo scusa per il termine): in sostanza “se vuoi vedere l’elenco completo, clicca!”. Può essere utile per le conversioni o penalizza in qualche modo?
    Grazie

    Reply
  • Non posso che aggiungermi ai complimenti già scritti da altri, ottima analisi! Ho condiso l’articolo con alcuni amici che avevano bisogno di qualche consiglio per le loro attività locali 🙂 Tra le varie cose, l’attenzione a Google Places è sicuramente un must

    Reply
  • grazie @dino… vedrò di mettere in pratica i tuoi consigli,non ho mai preso molto sul serio la pagina local, poichè senza sono già in prima posizione per le parole chiave di mio interesse, ma meglio distanziare di più i concorrenti…eh eh eh

    Reply
  • @Pixelangry: i fattori che influenzano il ranking di una pagina Google+ Local.

    In buona parte la pagina si affida alla SEO del sito, e quindi è importante collegare la pagina al sito.

    L’indirizzo che deve essere precisamente quello che c’é nel sito e nei vari portali e siti tipo pagine gialle, trovaziende, ecc. e attenzione che anche il n° di tel. sia perfettamente uguale, (049 554768 invece che 049 554 768, o viceversa, è un’errore). Inoltre il n° di tel. grazie al prefisso è un’ indicatore di località e quindi importante mettere il fisso e non il cellulare. Precisi anche nell’indirizzo, uguale ovunque.

    La scelta della categoria è importante, ma spesso difficile a causa della scelta possibile solo dalle categorie suggerite. Puoi inserire fino a 5 categorie (hotel, albergo, loadging, B&B, Motel), di solito visualizza sulla scheda la prima che hai scelto, se così non fosse ( sei l’Hotel X e ti esce AlbergoX) cancella per un paio di settimane quella che non vuoi sia vizualizzata ( albergo) e poi prova ad inserirla nuovamente.

    La descrizione è l’unica possibilità di inserire keyword, quindi sfrutta l’editor di testo per creare elenchi puntati e brevi frasi anche con grassetto ( semplifica molto anche la comprensione immediata da parte del visitatore). In ogni caso le prime 3/4 parole devono assolutamente localizarti: Albergo a Padova…, X Hotel a Padova…

    Le recensioni sono e saranno sempre di più dei fattori molto rilevanti, quindi fino a che per lo spider sarà importante il loro numero rispondi a tutte in modo di raddoppiarne il numero. Anche l’ultimo restyling del layout della pagina ha portato nella posizione più in vista la richiesta di recensioni.

    Ultimo fattore di ranking sono il numero di menzioni quindi tutti i siti/portali (trova aziende, portali turistici, del comune) in pratica una sorta di backlink. Con facilità vai da 15 a 30 iscrizioni.

    Considera che le pagine G+ Local e le schede Places si comportano in modo strano, ho clienti con schede curatissime che hanno performance appena discrete, altri con vecchie Places appena presentabili che sono sempre in prima pagina (anche l’anzianità conta).
    Tieni conto che spesso gli effetti dei cambiamenti che attui li vedi dopo 3 settimane/2 mesi. Per finire implementa la pagina con tutte le informazioni utili per il tuo utente, evita di chiamarti Idraulica Rossi SnC. che così ti cerca solo il tuo commercialista, e se hai un’animo social utilizza le cerchie per avere scambi con i clienti.

    Quello che ti ho detto qui e solo frutto di osservazione, di confronto e di test, ma ti da una traccia su cui cominciare a lavorare.
    Ciao.

    Reply
  • Ho letto con piacere questo articolo.Risorsa utile per non dimenticare le cose più basilari da fare 🙂

    Reply
  • Ottimo articolo, spiegato molto bene, ma secondo te, come fare per ottimizzare bene anche la pagina google plus?

    Reply
  • @niki in effetti ho trovato molte similitudini, l’unica grande differenza per le strutture ricettive è che molto spesso il target non è propiamente locale, in particolare per i b&b

    Reply
  • Ciao Alessandro,
    rispondevo giusto stamane alla stessa domanda sul gruppo Web-Marketing Italia su Linkedin.
    Uno dei membri mi citava questo articolo di Seo Doctor:
    http://html5doctor.com/html5-seo-search-engine-optimisation/

    Ti riporto quanto ho risposto:
    Riguardo l’unicità degli H1 hai perfettamente ragione. Non solo con l’HTML5 è possibile inserire più H1 in una pagina, ma anche con l’HTML “normale”. Lo stesso Matt Cutts in questo video:
    http://www.youtube.com/watch?v=GIn5qJKU8VM
    dice che nessuno lo vieta… a patto che (al solito) si faccia uso del buon senso.
    Il buon senso, nel caso dell’articolo in questione, mi diceva che un solo H1 era sufficiente… anche perchè il testo a supporto della pagina (in questi casi) è spesso scarso.
    Personalmente resterò su questa mia convinzione e continuerò ad usare un solo H1 per pagina, lavorando eventualmente su più H2 per dividere in sezioni il testo. Quello che desidero è dare un segnale preciso a Google su quale sia l’elemento e il topic principale della pagina in questione.

    L’aspetto che deve prevalere nella mia affermazione “Altra cosa fondamentale è che vi sia un solo h1 per pagina.” è sicuramente di mettere gli H1 sugli elementi giusti. Come scrivevo nell’articolo, su alcuni temi WordPress, ho trovato H1 sul logo, nei titoli dei widget delle sidebar, ecc… che trovo davvero scorretti.
    Ti ho convinto?

    Se qualche lettore ha visioni alternative sull’argomento sarei veramente interessato a scoprire altri punti di vista! 🙂

    Reply
  • Ciao Niki,

    “Altra cosa fondamentale è che vi sia un solo h1 per pagina.” …. come valuti invece il tag h1 nel contesto dell’ HTML 5?

    Reply
  • Grazie a tutti per i commenti.

    @lucapost
    Non saprei consigliarti un altro articolo, credo tu possa applicare anche ad una struttura ricettiva quanto presentato nell’articolo.

    @Dino Tognato
    Ottima idea!

    Reply
  • Bell’articolo, denso e preciso. Aggiungerei di mettere un link dal sito (verificato) alla pagina Google+ Local.

    Reply
  • Molto interessante! Sapete consigliarmi un articolo simile per quel che riguarda una struttura ricettiva come un agriturismo o un b&b?

    Reply
  • tutto materiale prezioso, ma io avrei insistito un po’ meno sulle parole chiave da inserire nel testo, dato che oramai google sta imparando a estrapolarle partendo dall’argomento trattato (e qualcuno dice che in futuro diventeranno addirittura inutili)!

    Reply
  • Ciao Davide,
    quoto in toto il tuo articolo, aggiungo che oltre a poter diventare uno schema per realizzare landing page secondo me va bene per sviluppare proprio un sito completo in cui ogni pagina ha ovviamente la propria ottimizzazione ed in cui sono sempre a portata di mano, occhio e click, tutti i riferimenti per i contatti, cosa che nell’ambito locale sono assolutamente importanti!

    Reply
  • Giovanni, si tratta di un esempio per far capire le potenzialità dello schema Review.
    Potrebbe anche essere il codice prodotto da un’altra pagina del sito dove Mario Rossi chiede ai suoi clienti di lasciare un commento e una valutazione sul servizio.
    Sarà Google a valutare la bontà (origine e significato) del codice e decidere se generare uno Rich Snippet.
    Maggiori dettagli:
    https://support.google.com/webmasters/answer/172705?hl=en&ref_topic=1088474
    https://support.google.com/webmasters/answer/1093493

    Se si abusa con dati fasulli c’è il rischio di penalizzazione:
    http://www.feedthebot.com/rich-snippet-abuse.html

    Reply
  • Mi sembra molto strano leggere che si consigli di implementare il markup review di schema.org in quel modo. Quello è un markup dinamico (di origine e di significato) non certo statico, se no tutti si fisserebbero 5 stelle e via…

    Reply

Rispondi

Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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