LinkLift : compravendita di link… in italiano !

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Un mesetto fa, intervistavo il boss di Text Link Ads, il più noto marketplace di link testuali disponibile sul web: uno dei (pochi) difetti di Text Link Ads è l’interfaccia esclusivamente in inglese, oltre alla mancanza di un categorizzazione dei siti in lingua italiana.
A questi 2 problemini ha posto rimedio LinkLift, piattaforma di compravendita di text link sbarcata sulla Penisola un mesetto fa (e completamente localizzata in italiano): visto il costante interesse dei SEO circa il tema dell’acquisto/vendita di link testuali, son certo che gradirete questa breve intervista a Valentina Baraldi, Country Manager Italia presso LinkLift Ltd.

Ciao Valentina, per cominciare, parlaci della storia di LinkLift.
LinkLift è una piccola impresa fondata nell’agosto 2006 ed è sul mercato dall’ottobre 2006. Nonostante la recente formazione, l’impresa si è guadagnata fin da subito il primato, ponendosi come market leader all’interno del settore tedesco. Al momento stiamo lavorando con più di 1.000 website. Il feedback iniziale è positivo, stiamo ora conducendo una campagna di internazionalizzazione verso il mercato italiano, nel quale siamo presenti da circa 4 settimane; stiamo partendo nel mercato spagnolo e inglese e, a breve, saremo presenti anche su quello polacco e francese.

In Italia questo mercato sembra sottosviluppato, nel resto del mondo molto evoluto. Esiste un motivo?
Un motivo?! Piacerebbe scoprirlo anche a me! Quello che posso dire è che questo mercato dipende in linea di massima dal numero di pagine di buona qualità, in grado di commercializzare links. Le pagine a cui mi riferisco sono generalmente blogs, ricchi di contenuto e con numerose interconnessioni. Di conseguenza tale situazione di “sottosviluppo” del settore potrebbe dipendere dallo stato attuale della blogosfera italiana.

Con quale criterio determinate il prezzo di un link?
Valutiamo manualmente ogni pagina. Dall’esperienza maturata sul mercato tedesco, è emerso che approviamo approssimativamente 1 pagina su 4. La rigorosa selettività mira a garantire la qualità delle pagine del nostro servizio, così da permettere ai nostri clienti di comprare links senza conoscere le url. Il prezzo di ogni link viene determinato in base al PageRank della pagina, alla struttura dei Backlinks, ossia numero e relativo PR dei Backlinks, all’età del dominio, al numero di followed external links, e a seconda della posizione in cui l´annuncio viene collocato.

Dimmi la tua opinione circa il recente post di Matt Cutts su “How to report paid link“, ripreso anche nelle linee guida di Google (“Perché devo segnalare a Google i link a pagamento?“)
E’ comprensibile, per non dire ovvio, che Google desideri che gli investimenti nel settore siano orientati ad Adwords e non verso altri sistemi di concorrenza! Pertanto trovo che la dichiarazione non sia così sorprendente…
Tuttavia visto che i links a pagamento con pertinenza di contenuto non sembrano alterare l’index di Google, Google stesso dovrebbe esserne favorevole, o almeno indifferente.
Naturalmente non si deve solo puntare ai links a pagamento. E’ importante avere una buona combinazione di links a basso PR, per i quali è possibile procedere autonomamente, e di links forti, con PR 3-7, presenti all´interno del nostro catalogo. Una combinazione equilibrata di links dovrebbe quindi garantire una corretta piramide di links.
Inoltre, è di fondamentale importanza prestare attenzione ed essere previdenti con tutti quei links dal PR 8+, poichè, considerato il loro peso, potrebbero essere controllati anche manualmente da Google, con le conseguenti misure punitive.
Relativamente ai provvedimenti di Google rispetto ai links a pagamento, LinkLift protegge l´identitá dei nostri publishers, mantenendone nascosta la url.
A tal riguardo raccomando:

Come vedi il mercato dei link in futuro?
I links rivestono, fino a prova contraria, una posizione di indubbio rilievo per i motori di ricerca. Tuttavia i motori di ricerca sono e saranno, sempre più, in grado di individuare e riconoscere quelle piramidi di links costruite innaturalmente. Lo scambio e i networks di links, già oggi individuabili dai motori di ricerca, andranno deteriorandosi fino a perdere il loro effetto.
Per questo raccomandiamo quei link che sono one side link, da pagine di autorità e con affinità di contenuto, in quanto crediamo siano gli unici a mantenere la propria efficacia.

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11 Comments

  • davide,secondo te, in linea con quanto comunicato recentemente da google circa la vendita di link, i publisher che si affidano a siti come LinkLift potrebbero subire in futuro delle penalizzazioni?

  • Bella domanda marco.
    Che Google abbia i mezzi (anche “umani”) per scandagliare a mano questo genere di siti (perlomeno quelli più in vista) è quasi certo.
    Che ne abbia la volontà, è un altro paio di maniche…

  • come sempre “demonizzare” è l’ultima cosa da fare. Sono un utente AdSense e sono rimasto favorevolmente colpito da questa nuova iniziativa di LinkLift e non vi vedo niente di proibito in tutto ciò, forse google dovrebbe chiarire la sua posizione, o forse il suo motore sta cercando di farsi aiutare dagli utenti nel separare ciò che è commerciale da ciò che non lo è ai fini di una maggiore chiarezza, cosa che considero molto approprita e cospiqua per entrambe le parti. Sinceramente sono un pò confuso dato che vorrei iscrivermi al programma di LinkLift senza incorrere in qualche incidente. Speriamo.

  • La penalizzazione, in termini di PR, in questi giorni è arrivata.

  • Scusatemi sono neofita.
    Sinceramente non mi è molto chiaro il funzionamento di linklift.
    E’ possibile avere degli esempi concreti o comunque dei siti di riferimento dove è possibile intuirne il funzionamento ?

  • @roberto: puoi trovare tutti i siti che espongono i link di LinkLift direttamente sul sito, sotto la voce “Links per Categoria” (sulla spalla di sinistra della home page).
    P.S.: per poter vedere i link, è necessario registrarsi al servizio…

  • Io mi sono iscritta da un paio di mesi e sono contenta, i link pubblicitari non sono invadenti, pagano in euro ogni 25 guadagnati, su paypal.

  • C’e’ qualcuno che, dopo un po di tempo, può dirci come si sta trovando e se vi è stata penalizzazione?

  • Penso che i motori di ricerca come Google abbiano tutto da perdere visti i larghi interessi sui svariati settori di internet. Adesso a farla da padrone è il TRUST, quindi quel simpatico numeretto chiamato pagerank penso sia cosa obsoleta, anche se ancora molto di moda tra i blogger di primo pelo.

    Penso che il principio fondamentale dovrebbe essere in sostanza, il blog è mio, e ci metto la pubblicità che dico io, anche se Google potrebbe dire la stessa cosa del suo motore di ricerca 😀

  • Credo che i link @ a scambio link @ con page rank 0 oppure 1 non servino a niente anzi se li andiamo a linkare a pagine che potrebbero crescere da sole grazie ad ottimi contenuti ecc ecc gli andiamo a tagliare le gambe sul nascere, quindi io direi di stare attenti ad acquistare solo link di alta qualita’ anche se a volte non sono per tutte le tasche, chi non puo lasciamo al destino la sorte del nostro sito 😉

  • Ciao ragazzi io ero stata contattata da LinkLift e ho accettato. Non mi pare di aver ricevuto penalizzazioni e loro sono molto seri, anche con i pagamenti. Credo sia un esempio ben riuscito e poi non esagerano comunque, quindi non vi troverete sepolti da link in uscita che possono far arrabbiare Google. Almeno questa è la mia esperienza. Seri e corretti.

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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