I Link Migliori per la SEO? Pertinenti, Rilevanti, a Tema!

Link Migliori SEO

Internet è ancora fortemente basata sui link.

I motori di ricerca considerano i link come “voti di popolarità” di un sito web, che possono portare con loro e trasmettere un gran numero di diversi segnali come:

  • Affidabilità: i link da siti attendibili, di ottima qualità, sono considerati come un voto positivo.
  • “Spammosità”: i link da siti spammosi, di pessima qualità, possono invece essere conteggiati come negativi.
  • Manipolazione: link con lo stesso testo di ancoraggio e ottenere un gran numero di link in pochissimo tempo possono far pensare al motore di ricerca che si sta cercando di fregarlo.

Uno dei segnali più importanti attorno al quale han lavorato nel corso del tempo gli ingegneri di Moz, è la pertinenza/rilevanza dei link. Questo segnale permette ai motori di ricerca di rispondere alla domanda “Di cosa parla questo sito web?”, semplicemente esaminando i link in entrata.

Il modo con cui i motori misurano e pesano i link, è oggetto di dibattito. Ci sono diversi brevetti di Google sul tema, e qualche giorno fa Cyrus Shepard ha scritto su Moz un bel post dal titolo 7 Illustrations of How Topical Links Impact SEO, in Theory and Practice, che riassume in 7 punti l’importanza e l’impatto dei link a tema in una strategia SEO.

Eccotelo tradotto.

Pagine Hub e Pagine Autorevoli

All’inizio ci fu Hilltop.

Google non era ancora così evoluto come oggi, e Hilltop servì per cercare di classificare le pagine autorevoli. Ci riusciva andando a guardare i link provenienti da “pagine esperte”.

Una expert page è un documento linkato a tante altre pagine a tema e rilevanti. Se una pagina è linkata da diverse expert page allora viene considerata autorevole, e può posizionarsi meglio.

Hub and authority pages

Un concetto simile, utilizzando hub e authority, è stato portato avanti da Jon Kleinberg, un professore della Cornell secondo il quale “un buon “hub” è una pagina che punta a molte buone fonti autorevoli; una buona “authority” è una pagina che è linkata da molti buoni hub”.

Anche se non sappiamo se e come Google stia utilizzando oggi questi concetti, sappiamo che ha acquisito l’algoritmo Hilltop nel Febbraio 2003.

Testo di Ancoraggio

I link contengono un sacco di informazioni. Per esempio, se linki una pagina mettendo come ancora [pizza hipster] c’è una buona probabilità che la pagina linkata parli di pizza (e forse di hipster).

Questa idea è alla base di vari brevetti collegati al PageRank: ottenere link con il giusto anchor text può aiutare la tua pagina a posizionarsi per termini simili a quelli del testo di ancoraggio.

Anchor text

Ciò spiega anche perché si dovrebbe usare un testo di ancoraggio descrittivo quando si linka una risorsa, invece che utilizzare un generico “clicca qui” o cose simili.

Al di là del testo di ancoraggio, altri segnali – come il testo che circonda il link – potrebbero fornire indizi preziosi circa il tema della pagina di destinazione. Tuttavia, se l’importanza del testo di ancoraggio è considerata in modo quasi unanime dai SEO, l’influenza di altri elementi è più difficile da provare.

PageRank

Anche se il PageRank mostrato sulla Toolbar è morto da tempo, il PageRank è ancora vivo e vegeto.

La tecnologia alla base del PageRank potrebbe infatti essere utilizzata per distribuire diverse tipologie di segnali di ranking: gli esempi più comuni sono la popolarità e il trust, un altro è la rilevanza rispetto ad un argomento (come possiamo leggere in questo paper di Taher H. Haveliwala.)

Topic-sensitive PageRank

La logica è quella di raggruppare delle “pagine seme” (seed page) per un tema specifico (per esempio, la sezione Politica del New York Times). Ogni link in uscita da queste pagine passa una piccola quantità di PageRank topic-sensitive, che si trasmette ai link successivi.

L’idea è che quando un utente fa una ricerca, le pagine con il PageRank topic-sensitive associate all’argomento oggetto della ricerca sono considerate più rilevanti e quindi possono posizionarsi meglio delle altre.

Reasonable Surfer

Non tutti i link sono uguali.

L’idea alla base del brevetto Reasonable Surfer di Google è che alcuni link presenti sulla pagina hanno un peso diverso rispetto ad altri. Esempi di link più importanti potrebbero essere:

  • Link prominenti, nella parte alta del codice HTML.
  • Link rilevanti e a tema, sia rispetto al documento di origine che rispetto a quello di destinazione.

Al contrario, link meno importanti potrebbero essere:

  • Link nel footer (inclusi quelli verso “termini e condizioni”, “privacy policy”, etc.).
  • Banner pubblicitari.
  • Link non collegati al tema del documento.

Siccome i link importanti hanno maggiori probabilità di essere cliccati da un “navigatore ragionevole” (reasonable surfer), un link rilevante e a tema potrebbe avere un peso maggiore di uno totalmente off-topic.

Reasonable surfer

In base al brevetto 7716225 registrato negli Stati Uniti (e assegnato a Google), “quando un cluster a tema associato al documento di origine è correlato ad un cluster a tema associato al documento di destinazione, il link ha una maggiore probabilità di essere selezionato rispetto a quando il cluster associato al documento di origine non è collegato al tema del cluster associato al documento di destinazione”.

Indicizzazione Basata su Frasi

E’ importante capire che l’indicizzazione basata su frasi (phrase-based indexing) permette ai motori di ricerca di assegnare un punteggio di rilevanza ai link osservando le frasi correlate sia nelle pagine sorgente, che nelle pagine destinazione. Più ci sono frasi correlate, più il punteggio è alto.

Phrase-based indexing

Oltre a classificare i documenti in base ai link più rilevanti, l’indicizzazione basata su frasi permette ai motori di fare cose interessanti con quelli meno rilevanti, come ad esempio:

  1. Ignorare lo spam e i link fuori tema: un link spam iniettato su un sito di ricette, che punta ad un sito di gambling, otterrà un bassissimo valore di pertinenza e rilevanza, e quindi potrebbe avere poco peso.
  2. Combattere il “Google Bombing”: era una pratica in voga alcuni anni fa, che permetteva di posizionare molto bene un ignaro contenuto – per parole chiave solitamente umoristiche, o di carattere politico – utilizzando solo un enorme numero di link con identico testo di ancoraggio. L’indicizzazione basata su frasi può bloccare il Google Bombing osservando la mancata rilevanza fra testo di ancoraggio dei link e contenuto della pagina, rendendo di conseguenza i link irrilevanti.

Inter-collegamento Locale

Per inter-collegamento locale (local inter-connectivity) si intende un concetto di riclassificazone che riordina i risultati di ricerca basandosi sulle misurazione di quante volte ogni pagina è linkata da tutte le altre pagine.

Per semplificare, quando una pagina è linkata da un gran numero di pagine ben posizionate, è probabile che sia più rilevante di una pagina con un minor numero di link all’interno dello stesso set di risultati.

Local inter-connectivity

Questo ci aiuta anche a capire quali link dovresti cercare di ottenere: basta osservare le pagine che sono già ben posizionate per le parole chiave di tuo interesse.

La Domanda Definitiva

Se i concetti qui sopra ti sembrano un po’ troppo complessi, c’è una buona notizia per te: non c’è bisogno di comprenderli tutti a fondo per fare una buona link building verso il tuo sito web.

Per capire se un link è rilevante e a tema, è sufficiente porsi una domanda: Questo link sarà in grado di portare visitatori altamente qualificati al mio sito?

The Golden Question

La risposta è la stessa che cercano di darsi gli ingegneri di Google quando provano a determinare come pesare i link, quindi puoi ottenere ottimi risultati senza approfondire troppo il funzionamento degli algoritmi del motore di ricerca.

A proposito dei link fra i siti sotto il tuo diretto controllo…

In quasi tutti questi brevetti e paper di Google, si parla spesso di conteggiare solo i link “imparziali” fra siti non collegati fra loro, e ignorare invece i link fra siti e pagine collegate da una relazione preesistente.

Ciò significa che i link interni e quelli fra siti che gestisci potrebbero avere un peso inferiore, mentre quelli da siti esterni e “sconosciuti” un peso maggiore.

L’impatto dei link a tema

Se è difficile misurare l’effetto che questi princìpi hanno sui risultati di ricerca di Google, siamo però in grado di correlare certe caratteristiche dei link con un buon posizionamento, soprattutto quando di tratta di testi di ancoraggio.

Qui sotto trovi un estratto dei Search Engine Ranking Factors, che mostra l’associazione fra le caratteristiche dei link e il posizionamento su Google. Anche se correlazione NON significa causalità, qualche spunto puoi trovarlo comunque:

Correlazione fra link e posizionamento su Google

È interessante notare che sia i testi di ancoraggio parziali che quelli precisi sono correlati ad un buon posizionamento, ma il fattore in questione viene comunque superato dal numero di siti (esterni) unici che linkano la pagina. Questo fa pensare che è bene ottenere una gran quantità di link diversi fra loro, inclusi ovviamente link rilevati e a tema, per avere un profilo di backlink sano e performante.

Riassumendo

Quando pensi a fare link building/link earning, dovresti sempre tenere a mente questi 7 punti:

  1. Usa testi di ancoraggio ben fatti e descrittivi per i link. Questa regola vale per i link interni, i link verso siti esterni e i link che cerchi di ottenere.
  2. Evita link con testi di ancoraggio generici o non descrittivi. [Su questo punto non concordo: credo che una strategia di link building/link earning naturale debba necessariamente prevedere un mix di testi di ancoraggio descrittivi ed altri totalmente generici].
  3. Cerca di stabilire relazioni con siti autorevoli, rilevanti, a tema rispetto al tuo. Per esempio siti ben posizionati per parole chiave di tuo interesse, o pagine scritte da “esperti” che linkano (e/o sono linkate) a siti autorevoli.
  4. Evita la sovraottimizzazione. Questo vale sia per l’uso ripetitivo della parola chiave nel testo di ancoraggio del link, sia per un discorso più generale di keyword stuffing.
  5. Cerca di ottenere link da pagine pertinenti/rilevanti. Esamina il titolo della pagina, il corpo, le frasi correlate e l’intento della pagina, per accertarti che sia a tema con la tua.
  6. Cerca di ottenere link che siano cliccati dagli utenti. Il link ideale è solitamente a tema, rilevante e inserito in una posizione prominente della pagina.
  7. Evita la link building manipolativa. Ricorda che Google penalizza gli schemi di link, quindi sarebbe bene evitare lo scambio link, l’article marketing e il guest posting fatto male o peggio la compravendita di link.

Insomma, fai in modo di ottenere ed attrarre link di alta qualità, da contenuti a tema e rilevanti.

E come disse Matt Cutts:

L’obiettivo non è che i tuoi link sembrino naturali. L’obiettivo è che i tuoi link siano naturali.

Se vuoi approfondire le tecniche di link building, partendo da quelle valide oggi fino a quelle più rischiose (o addirittura da evitare), ti consiglio di dare una occhiata al libro di Ivano Di Biasi Link building. Aumenta l’autorevolezza del tuo sito e scala le vette dei motori di ricerca: la prefazione è a cura del sottoscritto! 😀
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11 Comments

  • In molti casi credo che ci sia una sottile linea tra i link naturali e i link non naturali!

  • Ottimo scritto, ben spiegato (ma c’era da chiederselo se preparato da un vero “guru” del web? 😉 ). Devo però fare una piccola correzione (mi si passi la definizione da piccolo insignificante ignorante…) :

    Ho notato che spesso, i siti più vecchi così come anche molti abbastanza recenti, usando una backlink strategy molto simile al Black Hat che però google sembra non definire tale. Trovo siti che per quanto fatti abbastanza bene e che pubblichino post di qualità, tutto sommato, hanno fin troppi back link … il che la cosa è quanto meno sospetta…

    Un conto è quando un sito di due anni, con diciamo 400 scritti, abbia anche mille backlink.. può succedere anche se difficilmente in Italia (ed ecco perché agli occhi di google i blogger e i web master italiani sono definiti spammer…) ma un altra è vedere una moltiplicazione di scritti (diciamo che siano 1.560.000 … ne ho visti) mentre il sito non ne contiene tanti che ci può anche stare con la classica moltiplicazione per vari motivi , di vedere link anche dove non ci sono di CMS, Google bot e via dicendo, ma con centinaia di migliaia di back link….

    la cosa è molto “strana”…. comunque la moltiplicazione dei back link (ancora tenuti molto in considerazione da google come una dei maggiori indicazioni di una ipotetica “qualità” di scritti e prodotti o servizi, ha fatto crollare siti anche molto importanti di aziende decennali (mi pare sia stato l’anno scorso o l’anno prima ancora) perché venivano usati sistemi di moltiplicazione backlink così da risultare in cima alla serp.

    Dico che la vera qualità si dovrebbe vedere da parecchi e oggettivi punti e non solo da backlink. Ho visto anche siti appena aperti arrivare , scavalcando siti di pregio e storici, in cima alla serp per poi scomparire dopo un mese. Altri che invece continuano nonostante alcuni brutti usi del SEO a restare in cima nonostante la poca qualità…. insomma : è vero ciò che viene riportato in questo post e lo apprezzo ma i giochetti ai quali sono abituati molti web master “sgamati” sono ancora molto più importanti di qualità e tecniche strategiche SEO pure… in special modo se la tematica trattata ha una forte componente avversaria….

    Mi scuso se sono stato prolisso …

  • @Enrico, nel post ci sono indicazioni “etiche e di buon senso”, mentre la realtà può essere assai diversa.

    Come hai notato anche tu, ci sono strategie di ogni tipo per “conquistare” la vetta delle SERP: c’è chi gioca pulito e lavora sul lungo periodo, chi invece gioca sporco e lavora sul breve periodo (tipicamente comprando migliaia di link alla volta e “sacrificando” un dominio dopo l’altro).

    Ci sono poi particolari SERP dove a siti molto anziani Google perdona parecchio, o settori (borderline o peggio) dove c’è una gara a chi compra più link zozzi.

    Insomma, è molto difficile generalizzare quando si parla di strategie di link building e link earning…

  • Esatto Davide. Bisogna stabilire l’obbiettivo se a lungo termine o breve. Se il tuo progetto è un progetto a lungo termine, quindi, fatto di contenuti reale e di qualità bisogna avere “etica e buon senso”. Se al contrario il tuo obbiettivo è posizionare un sito in breve tempo e farlo morire rapidamente allora forse il black seo e le tecniche non proprio etiche, possono fare la differenza.

  • Gran bell’articolo! Ho iniziato da poco ad adottare strategie di seo offsite e quindi di link building e link earning. Trovo questo articolo molto ben spiegato e molto utile per i miei futuri lavori, ti ringrazio davvero molto!
    Solo un chiarimento: non ho ben capito secondo quali criteri Google “lasci passare” determinate tecniche di black hat in alcuni casi, mentre in altri no.. Ma forse non c’è una risposta precisa, giusto?

  • Ufficialmente Google NON vuole che tu compri o scambi link “che passano PageRank”. Ciò significa che se chiedi un link, devi chiederlo nofollow (ovvero “sterilizzato”).
    Gli unici link che Google apprezza sono quelli spontanei, che ti “guadagni” grazie alla qualità dei tuoi contenuti.

  • Ottimo articolo, preciso e ben fatto. Purtroppo le tecniche black hat ci saranno sempre, ciò che rode è che molto spesso google lascia passare tutto e sembra quasi preferirle a chi cerca di seguire in maniera scrupolosa le sue linee guida. Mi chiedo come è possibile muoversi nei confronti di competitors che giocano sporco? Le segnalazioni a Google sembrano non bastare…

  • Spunti interessanti come sempre. Ho delle riserve solo sulla parte relativa al testo d’ancoraggio: Penguin non vede per niente bene l’anchor text esatta ( a meno che non parliamo di una piccola percentuale rispetto tutte le altre anchor che puntano al nostro sito). Per evitare di cadere nella morsa delle penalizzazioni preferisco l’url secca o il brand name direttamente.

  • Nell’articolo tutte linee guida e consigli direi esatti, ma la realtà secondo il mio parere e ben altra cosa sopratutto per chi fa business sul web e dunque ha, nei potenziali siti web a tema che potrebbero linkare, anche dei competitors ; per esempio nel caso del commercio elettronico (che sia di beni materiali o servizi, o info prodotti eccetera), o di blog, anche di una certa caratura, che comunque servono per guadagnare (dimentichiamoci dei blog fatti così per esprimere le proprie idee perchè sono veramente pochi), mi dite chi sarebbe disposto a cedere link dofollow di vera qualità? Nessuno, dai forum di settore (quelli potenti) sono tutti no-follow, dai siti autorevoli, sono tutti no-follow, dai siti .org o punto gov, difficilmente potrai avere dei link spontanei (dofollow) se sei a scopo di lucro, e dunque gli unici link che potrai avere e che passano “punteggio” e che sono a tema e che rispettano quanto detto nell’articolo di cui sopra, sono quelli che Google dice di non volere, cioè quelli che compri o che ti becchi tramite scambi link triangolari e via dicendo.
    Secondo me la realtà e che i motori di ricerca tendono a rendere il posizionamento organico molto difficile (a parte per i siti datati che tutt’ora vivono di rendita), in quanto, come forse è lecito, vogliono vendere pubblicità, aspetto che a mio avviso incide anche sulla posizione organica nelle Serp; infatti dopo diversi test effettuati per circa un anno su diversi siti, mi sono reso conto che il posizionamento organico saliva tanto quanto si investiva denaro in adwords, e scendeva copiosamente quando le campagne si interrompevano, ma forse sono solo paranoico….. 🙂 ciao

  • Articolo davvero interessante! Ho un dubbio sul punto 7: “Evita la link building manipolativa. Ricorda che Google penalizza gli schemi di link, quindi sarebbe bene evitare lo scambio link, l’article marketing e il guest posting fatto male o peggio la compravendita di link.” Che io sappia, queste sono tutte tecniche di seo offsite. Come farla, allora, se sconsigli quanto sopra? Concordo sulla compravendita di link, ma lo scambio, l’article marketing e i guest post pensavo fossero “tollerati”. Sbagliavo? Grazie per il riscontro!

  • Qualsiasi link “non naturale” è un link non gradito per Google, soprattutto se questo link va ad influenzare il PageRank/posizionamento del sito linkato sui motori di ricerca: e infatti il suggerimento di Google è quello di mettere il nofollow su tutti i link soggetti a compra/vendita.

    Se leggi le linee guida sugli “Schemi di link”, trovi tutto spiegato.

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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