Quando ci vuole un leader visionario

Google sta andando molto bene in quasi tutti i settori: il quarto trimestre 2010 è stato fantastico, con un +26% rispetto al Q4 2009. E’ il leader indiscusso nei motori di ricerca, YouTube va alla grande e Android sta dando del filo da torcere a iOS di Apple.

Sotto la superficie, però, non sono tutte rose e fiori. Google Buzz e Google Wave sono stati 2 fallimenti. Nel frattempo, Facebook è divenuta una minaccia per Google, rubandogli i migliori talenti, al punto che Google ha alzato a tutti i dipendenti lo stipendio del 10% per evitare la fuga in massa verso Facebook.

Forse è per questo che Larry Page sta sostituendo Eric Schmidt nel ruolo di CEO: per evitare di perdere terreno nei confronti di Facebook e Apple.

Grazie a Schmidt Google è diventata efficiente, ma ha perso l’abilità di elaborare una chiara visione e di eseguirla. Ciò di cui Google ha bisogno ora è un leader visionario in grado di portare l’azienda verso nuovi traguardi, un po’ come Steve Jobs di Apple e Mark Zuckerberg di Facebook hanno fatto con le loro società.

Google ha bisogno del suo Steve Jobs, e Larry Page potrebbe essere l’uomo giusto. Ecco perché:

Bill Gates, Steve Ballmer e Steve Jobs

L’immagine qui sotto mostra la storia del valore delle azioni di Microsoft, a partire dalla IPO del 1986 a oggi. In tutto questo periodo Microsoft ha avuto solo 2 CEO: Bill Gates e Steve Ballmer. La linea rossa sul Gennaio 2000 mostra il passaggio delle redini da Gates a Ballmer:

Valore delle azioni di Microsoft dal 1986 al 2011

Come puoi vedere, la crescita di Microsoft è ferma da quando Ballmer ha preso il timone. Gates, il visionario, è stato in grado di far crescere la sua azienda prendendosi grossi rischi e creando prodotti innovativi. Ballmer è un manager efficace, ma non è un visionario.

Diciamo però tutta la verità: quando Baller è stato assunto, Microsoft era nel bel mezzo di un’indagine antitrust e stava scoppiando la bolla delle dot-com. Inoltre, Gates è stato ancora in azienda nel ruolo di chief software architect e come custode della “visione tecnologica” della società. Ma non dettava legge, ai vertici c’era Ballmer.

Forse, però, l’immagine più eloquente è questa:

Valore delle azioni di Apple confrontato con quelle di Microsoft

Il grafico raffigura l’evoluzione della capitalizzazione di mercato di Microsoft e Apple nel corso degli ultimi 10 anni. Nel 1° trimestre 2001, il valore di Apple era di 7,64 miliardi di dollari, 1/38 di quello di Microsoft (che valeva 291,74 miliardi).

Qualche giorno fa, il valore di Apple segnava 300,92 miliardi di dollari, mentre quello di Microsoft era sceso fino a 239,73 miliardi. Un ribaltamento delle posizioni davvero incredibile.

Quando hai bisogno di un CEO visionario

Se è vero che ci sono migliaia di fattori che hanno contribuito alla caduta di Microsoft e all’ascesa di Apple, nessuno può discutere l’impatto che i rispettivi CEO hanno avuto negli ultimi 10 anni.

Per quale motivo Steve Jobs è stato dichiarato “CEO del decennio” da Fortune? Perché è tornato trionfalmente nella società che aveva fondato, ha dato una visione chiara, e ha trasformato Apple in una delle aziende di maggior successo al mondo.

Ci sono altri CEO che hanno avuto un impatto mostruoso sulle loro aziende: Mark Zuckerberg di Facebook, Jeff Bezos di Amazon, Larry Eliason di Oracle e Andrew Mason di Groupon sono solo alcuni esempi.

E non è solo di recente che leader visionari hanno cambiato le sorti delle loro aziende: Henry Ford di Ford Motor Company, John Rockefeller di Standard Oil e Thomas Edison di General Electric hanno ridefinito il business, la tecnologia e l’industria in un modo che ben pochi altri son riusciti a fare.

E’ anche vero che molte aziende non hanno bisogno di leader visionari. A volte un visionario non è un manager efficace, per esempio quando un’azienda ha bisogno di concentrarsi sull’efficienza e non sui nuovi prodotti. Tuttavia i visionari sono la scelta migliore nelle primissime fasi, quando c’è da redefinire un mercato o quando il settore è stagnante o in declino.

Zuckerberg ha trasformato una giovane società in un impero da 50 miliardi di dollari in meno di un decennio. Jobs ha guidato una società sull’orlo del fallimento verso nuovi traguardi. Ford, da solo, ha creato la moderna industria automobilistica.

Larry Page è il CEO visionario di cui Google ha bisogno?

Che dire di Google? Ecco quello che ho dichiarato quando Google Buzz è stato definito come il grande flop tecnologico del 2010:

“Visto che il più grosso tentativo di Google nel campo dei social si è rivelato un semplice ripensamento, non ci sono più ostacoli sul cammino di Facebook. Il social network si avvia a superare il rivale sia in termini di patrimonio netto, che di dominio del web. Google sta diventando la prossima Microsoft, profittevole ma incapace di crescere, e Facebook diventerà la prossima Google, la cui influenza si farà sentire parecchio negli anni a venire.”

In questo momento, più che mai, Google ha bisogno di un leader visionario dello stampo di Zuckerberg o Jobs. Eric Schmidt, uno dei migliori CEO e manager di tutti i tempi, non è un visionario. La visione è nelle mani dei fondatori, particolarmente di Larry Page, il President of Products e prossimo CEO.

Qualche giorno fa ho risposto ad una domanda su Quora circa gli effetti di un rimpasto ai vertici di Google:

“Larry Page è il più visionario dei 3. E’ stato “President of Products” perché di solito è quello che se ne esce con idee visionarie che poi trasforma in realtà. Anche se non sarà in carica prima di Aprile (a causa di scartoffie, passaggio di consegne, etc.) Page è già ora, in un certo senso, il CEO di Google. Come questo potrà influenzare lo sviluppo dei prodotti? Certamente prenderà un’accelerazione, visto l’approccio pratico di Larry e Sergey. Quest’ultimo porta avanti i progetti avviati, mentre Page contribuisce a definire obiettivi e strategie, mettendo le persone giuste ai posti giusti.”

Google ha bisogno di una visione chiara dal vertice. Se non riesce a trovare presto un modo di limitare l’influenza di Facebook, diverrà la prossima Microsoft (o, peggio, la prossima Yahoo!). Per ora ha un vantaggio che la maggior parte delle aziende nella sua posizione non ha: ha ancora i suoi fondatori.

Per il futuro di Google, speriamo che Larry Page sia il CEO visionario del quale la società ha davvero tanto bisogno.

Liberamente tradotto da Why Google Needs Its Own Steve Jobs, di Ben Parr.

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18 Comments

  • Bellissimo articolo che avevo già letto in Inglese, secondo voi CEO visionari esistono in Italia? Chi sono?

  • Sinceramente io uso sia Google che Facebook ormai da tempo, ma dovendo fare una scelta sicuramente sarebbe Google!

    Spero di vedere nuovi prodotti Google, che possano avere una giusta concorrenza contro la compagnia di Mark Zuckerberg!

  • Bellissimo articolo che avevo già letto in Inglese, secondo voi che CEO visionari ci sono in Italia? Chi sono?

  • Visionari Italiani? Forse i creatori di blogo.it, blogosfere..magari mettiamo in mezzo RobinGood, Giorgio Tave e Ryuichi, ma sono comunque molto piccoli rispetto ai grandi e anche molto discussi dal panorama web italiano.

    Sicuramente un visionario, a suo tempo è stato Gianluca di altervista.org!

  • Visionari in Italia ce nesaranno sicuramente anche se in questo post si parla di veri e propri colossi ineguagliabili

    l’articolo pecca di una sola considerazione. Si vuole confrontare Google con Facebook che sono 2 aziende che operano su due settori diversi.

    Io non dimenticherei che FB, anche se è il 2° sito più visitato al mondo, non monetizza come google, anzi la differenza è stratosferica.

    Interessante invece il confronto Microsoft/Apple. Non pensavo che la “mela mozzicata” avesse superato Microsoft per capitalizzazione

  • Sicuramente sono leader visionari e di grande capacità però il paragone che è stato fatto nel caso Microsoft non è preciso secondo me.
    Non si tiene conto che Bill Gates ha gestito la fase di crescita, poi nel momento che l’azienda (cone ogni impresa) ha cominciato a ridurre la sua crescita, in maniera intelligente il fondatore ha passato la mano ad un amministratore che sistema i conti e riorganizza l’azienda e sopratutto : IL FONDATORE NE ESCE FUORI ALLA GRANDE. Ricordatevi che anche Soru ha fatto la stessa cosa con Tiscali. Quando l’azienda ha smesso di crescere e quando le prospettive future non erano così entusiasmanti, ha lasciato il timone ad altri manger, uscendone bene come immagine.

  • Ma Eric Shmidt è un CEO, appunto.
    Lerry Page è un fondatore e l’essere visionario (se lo sarà effettivamente) gli deriva dal fatto di essere stato lui a creare Google.
    Credo che il CEO sia una sorta di baby sitter (volendo semplificare al massimo). Page, Zuck, Jobs, ecc. sono genitori: e l’amore dei genitori non può essere superato. Sono loro che hanno inventato Google, Facebook, Apple, ecc. Se non sono loro visionari è difficile che possa esserlo qualcun altro al loro posto. IMHO.

  • Beh queste sono storie, in questo caso sui visionari delle grandi aziende, che affascinano, ma sono molto limitanti della realtà. Jobs, Gates, Zuckerberg sono leader visionari si ma sono tre. Loro hanno avuto successo e la storia parla di loro. Ma nel web, tanto per restare in ambito, in questi dieci anni ci sono stati centinaia se non migliaia di visionari che hanno fallito, sono rimasti nel loro orticello o semplicemente sono stati acquisiti da altri.

    A mio giudizio Google sbaglia a voler inseguire Facebook, la storia, e questo sì, ci racconta che chi insegue perde sempre: perchè chi è avanti innova, chi segue copia. Google parte dalla sua base che è fortissima, deve trovare nuove idee visionarie che non siano modello facebook ma altro. Non è detto che l’idea debba venire a loro stessi. Devono stare a monitorare il web piccolo e sfruttare acquisendo le buone idee di futuro che nascono nei migliaia piccoli visionari che magari non avranno mai fortuna.

  • Si vero articolo molto bello. Io avrei difficoltà anche a confrontare Microsoft ed Apple ad essere sincero 🙂

  • p.s. quoto in pieno Aerendir e Matteo (specie nella seconda parte del post: chi insegue è destinato a rimanere dietro…) 🙂

  • Ci sono paragoni che sono un poco azzardati.
    Gates ha fondato MS e l’ha pure resa redditizia.
    Mentre per Page e Brin è stato diverso, siccome non riuscivano a trovare il modo di far soldi dalla loro creatura hanno dovuto fare un passo indietro e accettare un manager esterno imposto dai finanziatori iniziali, timorosi di non vedere un ritorno sui loro investimenti.
    E questa potrebbe essere rimasta una ferita aperta. Staremo a vedere

  • Molto bello questo post, mi ha dato vari spunti di riflessione e probabilmente lo linkerò in uno dei miei prossimi post! 😉

  • Un articolo molto interessante. Effettivamente Facebook sta avendo un successo straordinario. C’è chi dice che durerà solo per qualche anno, per poi ridimensionarsi, e chi invece è sicuro che non smetterà mai incrementare la sua influenza sul web. Google ha fatto grandi cose nel corso degli anni, ma forse come tanti altri giganti del web adesso sta
    attraversando un momento particolare.

  • Interessante e riflessivo. Io sono convinto che Google non debba confrontarsi a Facebook come obiettivo da raggiungere: corrono su due strade differenti. Google è un colosso che innova e cresce ogni anno e sono contento del cambio al comando. Sono convinto che chi vuole dominare, crescere, innovare, debba per forza cambiare, evolversi e non fermarsi mai, neanche un secondo. C’è bisogno, ogni giorno che passa, di aria sempre più fresca.
    Spero che Google sia il portatore di quest’aria fresca in tutto il web.

  • Un articolo del genere mi spiazza, perché (a parte la solita parentesi che metterei sulla sopravvalutazione di facebook) non so che aggiungere! 😀 Straquoto!

  • I due modelli di leadership non sono alternativi. Possono coesistere nelle organizzazioni. Certo il prevalere di un leader normalizzatore come Balmer può evidenziare l’esigenza dell’azienda di prendere fiato dopo un ventennio tutto all’attacco. E poi non mi pare che il calo di Microsoft sia così verticale. Dopotutto nel 90% dei PC il sistema operativo è windows e non mi pare ci siano alternative nel mercato di massa.

  • @Paolo: In realtà c’è Ubuntu che sta facendo passi da Gigante. Come ambiente credo sia ormai maturo. Manca l’ampia offerta che c’è per Win ed ora anche per Apple ma pare si siano organizzati anche per questo.
    D’altra parte anche Microsoft si sta indirizzando verso l’open suore perché ha capito che il suo attuale modello di business, basato solo sulla vendita di software, non durerà a lungo. E così ha lanciato Bing, si butta nella telefonia, ecc. Ma abbiamo cambiato argomento: non c’è alcuna vision ma solo copycat.

  • per favore, potreste dirmi come si chiama o di chi è l’opera pittorica che avete inserito nell’articolo? Ve ne sarei infinitamente grato, grazie!

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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