Le nuove metriche di blog (e social)

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Nuove metriche per misurare i blog

Da qualche settimana sta girando la versione italiana di un interessante documento prodotto da IAB, Definizione delle metriche per i social media.

E’ interessante perchè oltre ad identificare i nuovi parametri per misurare social (e widget) dedica un ampio spazio ai blog, definiti a tutti gli affetti come parte del panorama dei social media.

Premessa
Il documento include una sorta di elenco di linee guida rivolte agli inserzionisti che vogliono investire sui social (blog inclusi). Non vede quindi la cosa dal punto di vista dell’editore, ma è comunque utile per capire i parametri che verranno guardati, nel prossimo futuro, dagli advertiser che vogliono spendere nella blogosfera.

Vecchie e nuove metriche
Impression, click e CTR non sono morti. Ma ora vengono affiancati da un nuovo termine, che ritroviamo all’interno di tutte le nuove metriche: conversazione.

La tendenza va nella direzione di misurare le dimensioni della conversazione, ovvero il numero di siti e di link coinvolti (purchè siano pertinenti), nonchè l’estensione della stessa (ovvero il numero di utenti unici che vengono in contatto con la conversazione).

Altro concetto ricorrente è appunto quello di pertinenza: si suggerisce di misurare la densità delle conversazioni rispetto al target del piano media, nonchè la freschezza delle stesse (data dei post (più vecchio e più recente) pertinenti alla conversazione, e intervallo medio fra i post “in topic”).

Infine, molto importante è la credibilità dell’autore: andrà valutato da quanto tempo scrive su un certo argomento, la pertinenza dei post e la frequenza con la quale pubblica.

Conclusione
Come avrai notato, il documento di IAB include linee guida molto generali, molto poco tecniche. Ma comunque traccia un primo punto fermo dal quale partire per superare la vecchia logica di utenti unici e pageview.

Ora bisogna solo capire con quali “sistemi automatici” sarà possibile misurare questi nuovi parametri. Intendo dire: se la tendenza sarà quella di lavorare su conversazioni, pertinenza e credibilità, con quale strumenti potranno essere facilmente misurati? se Nielsen sta lavorando su BuzzMetrics… Google si inventerà un “Analytics sociale”? 🙂

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

7 Comments

  • Concordo con fradefra, i tecnicismi non mi hanno mai entusiasmato, sebbene ne comprenda il senso profondo in termini schiettamente commerciali. La mia idea del web è molto più legata alle sensazioni, all’analisi del sentiment più che dei numeri, che sono comunque importanti, ovviamente.

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  • Onestamente credo che su certe cose la misurabilità sarà sempre dura.
    Ovviamente è giusto provarci e qualche indicatore è simpatico averlo, ma sempre col buon senso acceso.

    Di molte delle cose che facciamo, l’unico riscontro che abbiamo, alla fine, è una telefonata di un signore che ci dice “Sa, da qualche parte ho visto il vostro nome, ma non ricordo dove”, così come a volte mi capita di andare in un posto dove un presente mi dice “ma tu sei fradefra, il cuoco di maisazi?”

    Come le misuriamo queste cose, che forse sono le più importanti?

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  • Per me parlate arabo,

    spero comunque che prima o poi

    riuscirò ad essere bravo quanto voi.

    Reply
  • Siamo ancora in una fase embrionale per quanto riguarda le metriche sociali… è comunque evidente che un metodo ci voglia e da più parti ho letto / sentito il bisogno questa necessità.

    Ma allo stato attuale delle cose, provare ad affermare uno standard è rischioso: lo stesso web socale è tuttora in via di definizione!!

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  • Concordo con Stefano ed aggiungo che la misurabilità la si può ottenere solo quando è stata raggiunta una standardizzazione delle metriche. A volte ciò che manca non è la precisione nella misurazione dei fenomeni ma semplicemente il mettersi daccordo sulla definizione degli indicatori e sul grado di imprecisione accettabile.

    Se le definizione sono precise, sviluppare i sistemi per tracciarle diventa molto più facile. E potrebbero persino essere sfruttati sistemi già esistenti.

    Non è sufficiente, ma è il primo passo da fare.

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  • Secondo me è difficile creare algoritmi condivisi, comprensibili al buyer e non manipolabili.

    Finché si parla di pagine viste, unici e visite è difficile barare più di tanto, invece quanto possono influire i contest, i paid post, lo spam, ecc. su queste nuove metriche? E come riconoscerli in automatico?

    Per Google il compito probabilmente sarà molto più facile che per altri, ma credo dovrà tener nascosto l’algoritmo per evitare raggiri,
    così affianco all’universale valore “utenti unici”, forse avremmo degli indici proprietari, e questo non è bello.

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  • Quello della misurazione è il vero grosso problema del social media: lo saprai bene tu che ti autodefinisci “venditore di banner”.
    Ho letto da un po’ il documento e devo dire che non mi ha convinto, e se non convince noi che viviamo di web, non mi aspetto che persuada i clienti meno evoluti.
    C’è però una controparte: il social media stuzzica gli appetiti di chi è a digiuno di web, società che magari sono ferme da anni negli investimenti su internet sembrano affascinate dai social network; forse perchè sono semplici e popolari, hanno un approccio dal basso, sono più soggetti areazioni immediate. Poi, però, tutti quelli che investono nei social si scontrano con la problematica della valutazione dell’efficacia: i KPI vogliono basi stabili, la conversazione invece fluttua, ondeggia tra rumori e silenzi, vive di controconversazioni che si sviluppano e divergono: misura il rumore della piazza del mercato, forse potrai dirmi l’intensità in decibel, ma riesci a distinguere qual’è l’argomento preciso, qual è il significato, qual è la ragione? Forse buzz è una cosa e metrics è un’altra… 🙂

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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