La fine del Googlebombing

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“By improving our analysis of the link structure of the web, Google has begun minimizing the impact of many Googlebombs. Now we will typically return commentary, discussions, and articles about the Googlebombs instead”.
Con questa frase, contenuta in un post di 4 giorni fa sull’Official Google Webmaster Central Blog, Matt Cutts mette la parola fine al fenomeno del Googlebombing.
Per chi non lo sapesse, il Googlebomb (o linkbomb) si ottiene quando un elevato numero di siti linkano una pagina utilizzando la stessa parola chiave, con l’unico scopo di risultare al primo posto in Google per quella keyword.
Un illustre caso di Googlebombing fu “miserable failure”, che fino a poco tempo fa restituiva al primo posto la biografia di George Bush:
imitato poi dal nostrano “miserabile fallimento” (che restituiva la biografia di Silvio Berlusconi): da oggi, però, questi metodi non portano più ad alcun risultato utile.
La notizia finirebbe qui, se non fosse che la tecnica in questione, se ci pensate bene, è praticamente la stessa che continuano ad utilizzare molti SEO e webmaster per cercare di posizionare ai primi posti i loro siti in Google.
Ne consegue che, se non si vuole veder vanificati i propri sforzi, è bene ripensare profondamente a tutto il modo con cui abitualmente si linka una pagina per farla emergere:

  • non più link fuori tema, provenienti da qualsiasi genere di sito, ma solo link a tema col sito che si vuole spingere, e provenienti da siti di argomento affine a quello che si vuole far salire;
  • non più link con la stessa identica parola chiave, ma vari link contenenti keyword dello stesso ambito, diverse le une dalle altre;
  • non più link in quantità, ma solo link di qualità.

Con la fine del googlebombing, finisce anche l’era dello “scambio link selvaggio”, ed anche chi partecipa ai SEO Contest (come l’attuale Globalwarming Awareness2007) dovrà sicuramente tenerne conto 😉

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5 Comments

  • Per me che scrivo e che sono costretto a riempire i testi di keyword, “ERA ORA”!
    cc
    Ale

  • E’ già partita, le più note “google bombs” (miserable failure e miserabile fallimento) sono già state “disinnescate” 🙂

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Max Valle

Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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