La fine dei blog e di Italia.it … ma anche no

Sul TagliaBlog non si parla di politica, ma ho ricevuto talmente tante richieste in queste ultime ore che volevano da me (chissà poi perchè 🙂 ) un parere sul “caso ROC“, che un veloce post ve lo faccio volentieri (cercando di evitare, ove possibile, il qualunquismo che ho visto in giro…).

Il fatto

La nuova legge sull’editoria del Governo obbligherà tutti i blog e i siti a diventare testate giornalistiche” titola Valentino Spataro, e nel suo articolo (ripreso e rilanciato immediatamente da centinaia di siti e blog) spiega in dettaglio le problematiche che rischiano di dover affrontare milioni di blogger italiani se entrasse in vigore il cosiddeto “disegno di legge Levi”.

Non ci credo

Non credo si arriverà a costringere milioni di blog (e di blogger) a trasferirsi all’estero, o ad invertarsi false identità digitali per farla franca.
Così come non credo che Italia.it chiuderà (altra notizia di qualche giorno che ha fatto rizzare i capelli al popolo della Rete).
L’Italia non è la Cina, è il paese dove le cose si accomodano, dove si punta a 100 per ottenere a 10, dove si alza un gran polverone, si urla, si battono i pugni e poi tutto finisce a tarallucci e vino.

Lo scollamento

Cerchiamo però di andare oltre.
Sapete qual’è l’unico motivo che ha prodotto, produce e continuerà a produrre questo genere di problemi?
La risposta è molto semplice: i politici non sanno nulla di Internet.
Aprono il blog (e poi lo chiudono…) e vanno su Second Life solo perchè è di moda, perchè glielo dice qualcuno.
Non perchè sanno cosa sia Internet.
Urbani non conosce il mondo del P2P, Levi non sa cosa sia un blog, Rutelli non ha nozioni di web marketing.
Ma il dramma non è solo questo.
Neppure i vecchi media (carta stampata e TV) sanno cos’è Internet.
Anzi, credono di saperlo, dipingendo la Rete come un covo di truffatori, pedofili e pornografi, e i blogger come nottambuli con le occhiaie.
Ma il dramma non è solo questo.
Neppure la classe dirigente, gli imprenditori, sanno cos’è Internet.
Andate dal tipico artigiano o industrialotto di mezza età, e noterete che (spessissimo) sulla sua scrivania non c’è traccia di un PC.
Il dramma si chiama scollamento.
C’è una Italia che mangia pane e Internet e una che è terrorizzata dal cambiamento, dal “nuovo che avanza”.
C’è una Italia che vive perennemente connessa e una perennemente sconnessa, in tutti i sensi.
C’è una Italia di giovani 2.0 e una di vecchi 1.0 (anzi, 0.1).
Insomma, c’è una Italia che vuole conservare i benefici (economici e politici) che ha ottenuto (meglio non indagare come…), e non capisce (o meglio, fa finta di non capire) che il “mondo solo offline” ha finito la sua corsa.

Cosa possiamo fare?

I cambiamenti, nei paesi democratici, avvengono attraverso le elezioni.
Che probabilmente, in Italia, saranno a primavera.
La prossima volta, non sarà questione di destra o di sinistra.
La prossima volta, se si presenta, voto Beppe Grillo.
Non perchè mi piaccia, ma solamente perchè, purtroppo, non vedo alternative.
Voto Beppe Grillo, turandomi il naso.

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16 Comments

  • Condivido appieno e quoto al 100%, ma doverosa è la nota politica che – a malincuore – bisogna mettere per precisara.

    “I cambiamenti, nei paesi democratici, avvengono attraverso le elezioni.”

    Vero … ma ora tu mi sai spiegare perchè chi si candida è sempre il solito arroccato di turno, facente parte di questa o quella lista i cui principi fondatori sono sempre gli stessi?
    Che sia destra o sinistra in questi miei primi 30 anni di vita, 10 da quando mi interssa la politica e 8 da quando mi girano a sufficienza i coglioni per quello che quotidianamente vedo, sono passati sotto il mio astenuto voto 2 governi.

    Nessuno per me era degno di sedere alle poltrone rosse della camera o a quelle di pelle di monte citorio eppure qualcuno li ce li ha mandati, sperando, credendo che l’Italia cambiasse.
    Eppure una legge elettorale – ingiustamente modificata – è stata fatta … e gli italiani non sono stati chiamati al voto per chiedere loro se e cosa ne pensavano altrimenti si sà come sarebbe andata a finire.

    Eppure criminali ed indagati, al deriso delle nazioni che ci confinano, da noi allegramente prendono lo stipendio.

    Eppure coalizioni assurde dove nella stessa maggioranza c’è chi vede bianco e chi vede nero, assurdamente assieme per “liberarsi” degli altri “politici asettici”, al governo ce li abbiamo mandati.

    Se si presenta Grillo … “bravo” (forse) comico … anche io sarò dei suoi. Non perchè non mi piaccia, ma perchè ad oggi rappresenta la vera alternativa a questa manica di imbecilli.
    Lui almeno, la sua popolarità ce l’ha dalla sua.

    Ma ti lascio questa riflessione. Pensi che sia l’unico italiano che possa cambiare le cose? No, non credo, però ti sei mai chiesto perchè vediamo sempre le stesse facce al TG e la busta paga volente o nolente la si paga sempre alle stesse persone?

  • “I cambiamenti, nei paesi democratici, avvengono attraverso le elezioni.”

    MA se nessuno dei due schieramenti che siamo tenuti a scegliere quando andiamo a votare, fa i nostri interessi, cosa cambia?

    Per quanto riguarda il disegno di legge Levi,
    come ho già scritto da altre parti, non credo sia stato un errore (come e’ stato scritto su alcuni siti come repubblica e panorama) , se c’e’ stato errore, e’ stato vololontario, io la vedo più come una provocazione, un avvertimento per quelli che stanno facendo attivamente politica tramite internet (vedi beppe grillo ed il seguito che ha avuto con il v-day) ed una prova per vedere le reazioni del popolo di internet, paranoico? può darsi, ma è sempre meglio essere sempre vigili che lassisti…

    Ciao, Dario.

  • “molto rumore per nulla”

    come al solito. d’altronde mi rendo conto che certi blogger da qualche parte la devono trovare l’ispirazione per postare, per creare indignazione, e off-page optimization

  • Condivido con Adso da Melk. Il Ministro Gentiloni ha parlato, quindi non va bene fare tutto questo rumore per una cosa palesemente sbagliata:

    Gentiloni: Naturalmente, mi prendo la mia parte di responsabilità…

  • Hai raggione, io penso che i politici italiani non sapendo nulla della rete ne hanno paura. In inglilterra ed altri paesi stranieri i partiti hanno blogs e parlamentari sono molto + aperti a discussioni e critiche.

    In italia si ha paura … e quando si ha paura che si fa ? … si diventa difensivi e totalitari !

    Cacchio !

  • Adso e Maneiro … quindi per voi una semplice ammissione di colpa è sufficiente per dire … ah ci scusi tanto, abbiamo torto noi nel parlarne ancora?

    Quindi condividete anche il pensiero di Mastella quando dice “tanto i reati di Craxi sono passati in prescrizione, bisogna riabilitare il suo nome” (premesso che i reati passati in giudicato non passano mai in prescrizione).

    Booh lo trovo al quanto sconcertante come pensiero, ma per carità siamo in una società democratica ed ognuno è libero di pensare quello che vuole.

    Io penso che hanno cercato di forzare la mano, non riuscendoci perchè ormai il popolo internet con tutto il digital divide è cmq forte anche in italia e adesso cercano “scusine” assurde per dire “lasciamo tutto come è”.

    Se una proposta del genere fosse stata avanzata 4 anni fa … non sto dicendo 20 anni … sicuramente sarebbe passata nell’indifferenza di tutti.

  • il problema è che la proposta era fuffa e scritta con i piedi.

    era palese che una cosa del genere non sarebbe MAI passata.

    Ma il fascino della dietrologia complottista ammalia i più, e sopratutto la volontà di scriverne, per aumentare i link al propio blog e “sperare” di tirar fuori due lire da ad-sense

    è solo aria fritta

  • Ok … ma allora perchè perdere tempo … spendere i NOSTRI soldi per delle cose che non servono?
    Non ci sono cazzi più importanti a cui pensare prima di raccontare le barzellette?

    Vogliamo parlare per esempio della TAV che salta? Tutti a raccontare barzellette però a preoccuparsi di come una fetta di commercio ci viene levata da sotto i piedi?

    Poi … va beh …. diciamo che stiamo andando veramente OT.

    Il concetto è semplice. Tutti a casa, ci vuole una classe politica fatta di giovani under 35 che abbiano a cuore l’interesse dell’Italia, dei giovani e dei problemi che ci hanno lasciato in eredità.

    Ci vuole cognizione politica che il problema va affrontato discutendo a tavolino con persone che vivono il problema, non con i sindacalisti in giacca e cravatta e con i politici che vanno alle terme.
    Ci vuole un sistema di politica dove il politico deve essere anche lavoratore di una ditta e non manager di una multinazionale.

    Allora il problema viene snocciolato e risolto.

  • uomo, ti dimentichi una cosa

    quello sono votati, eletti

    se li eleggiamo fanno quello che vogliono

    persino con la legge elettorale che vuole grillo sono stati eletti dei “grandi vecchi” come pomicino eccetera

    non bisogna cambiare loro, ma far cambiare la testa agli elettri

    ma questo è un discorso che non voglio fare

    al limite leggiti un buon libro sulla storia della repubblica italiana e comprendi

  • Io credo che tale decreto parta da presupposti errati. La rete è già sorvegliata dalla polizia postale, la quale possiede i mezzi per rintracciare chi si rende colpevole di reati sul web. Inoltre la legge punisce chi lo fa.

    Non vedo dunque la necessità di restringere l’accesso ad internet, né il bisogno di rendere più severe le pene per chi sbaglia online.

    E poi scusate… ma quale assurdo governo prima libererebbe i delinquenti minori (si fa per dire…) attraverso l’indulto, per poi mettere in prigione chi diffama qualcuno su internet?

    Non vi pare un po’ incoerente, per non dire di peggio?

  • Adso, forse è qui che il sistema non quadra. Quelli eletti fanno quello che dice il programma con il quale sono stati eletti, non quel che cazzo gli pare.

    In merito a Grillo, non ho certo detto che mi piace tutto di lui, men che meno la sua legge elettorale all’epoca proposta (di cui però non ho conoscenza).

    In sostanza, come ripeto, il concetto è uno solo. Non devono andare al governo persone che non sappiano cosa vuol dire farsi il mazzo.

    Guarda un pò all’estero, in Francia o in Germania se succede sta cosa? In Germania per esempio i partiti si autofinanziano. In Germania i membri – a meno che non sia camniata sta cosa – del parlamento lavorano per conto loro e poi si dedicano con licenza dal lavoro alla politica.

    Noi invece abbiamo “lavoratori” h24 che trovano il tempo di scrivere leggi assurde e di andare alle terme con tutta la famiglia per riposarsi dal lungo lavoro. Capisci anche con tutta la famiglia. E io PAGO!!!!

    Non credo che serva un buon libro. La storia è fatta di eventi … e se gli eventi che la compongo sono sbagliati, leggere libri serve solo a confondere le idee, non a capire come non commetterli, perchè chi scrive il libro può vedere biano o nero, mai grigio.

  • Con la legge proposta da Grillo (ovvero “votiamo direttamente il candidato”) abbiamo già votato.

    Risultato: eletti i soliti

    Quello che sostengo è che il conodo spauracchio della “casta” al governo è solo pura demagogia

    le testaccie da cambiare sono quelle degli elettori

    É inutile dire “mandiamoli tutti a casa” perchè tanto vengono rieletti. E bon

    Ma ripeto, lasciamo stare che è argomento troppo corposo e delicato

  • Adso, effettivamente l’argomento è complesso per qualche commento su di un blog di SEOing … però nel tuo parlare ho letto di tante sfuriate ma manco un minimo di soluzione.

    Se hai altro luogo dove volerne discutere … volentieri. Sono sempre aperto al confronto, per quello che serve.

  • spero sia solo “tanto rumore per nulla”.
    lo spero tanto.
    in ogni caso, se una proposta di legge simile fosse arrivata dal centro-destra, non posso fare a meno di chiedermi cosa sarebbe mai successo…

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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