L’evoluzione dei commenti sui blog

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In passato, i commenti agli articoli dei blog sono stati considerati generalmente con un buon metodo per misurare quanto gli utenti “interagivano” con i contenuti. Ma ora che il web è diventato molto più sociale e molto più real-time le conversazioni avvengono ovunque, e ci sono altre maniere con le quali gli utenti partecipano alle conversazioni (e questo è il motivo per cui la condivisione è diventata così importante).

Puoi vederlo su Twitter e su Facebook. Puoi vederlo su Digg e su FriendFeed. Le persone continuano a commentare sui blog, ma non sempre scelgono i blog come luogo di discussione. Questo è il motivo per cui vedi bottoni come quello di Digg (che mostra il numero di voti ricevuti dal contenuto) o Tweetmeme (che mostra il numero di retweet).

Questi bottoni offrono, almeno in parte, una idea di quanto un contenuto è stato oggetto di discussione, ma nulla più. E’ infatti assai difficile misurare tutta l’interazione che può originarsi da un contenuto.

Ora stiamo iniziando ad entra nell’era del real-time commenting. Robert Scoble ne parla, soprattutto dal punto di vista di come la cosa potrebbe far infuriare i “pro blogger”. Disqus, ad esempio, consente all’utente di commentare e “chattare” senza effettuare il reload della pagina. E questo significa meno pagine visualizzate, che potrebbero tradursi in un minor numero di inserzionisti per gli editori/blogger.

La cosa ha però il vantaggio di creare una maggior interazione, il che significa un aumento del tempo trascorso sul sito. “In generale abbiamo visto aumentare il tempo passato sulla pagina di circa 3 volte” ha osservato Scoble.

“Il che dimostra che abbiamo bisogno di una nuova metrica per la pubblicità online” continua Scoble. “Non è importante refreshare una pagina. Questo era il vecchio modo di intendere l’advertising. La nuova via? Misurare il coinvolgimento, l’interazione che hai con la pagina”.

Personalmente suggerirei un mix fra pagine visualizzate e livello di engagement. Quest’ultimo è un parametro estremamente importante, e che probabilmente crescerà ancora. Ma non vorrei sminuire il valore di una pageview: alla fine ci sono ancora diverse persone alle quali piace leggere, senza parlare.

Fonte: Blog Comments Going Real Time?

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

16 Comments

  • Prima di parlare di parametri pubblicitari ci sono i contenuti sotto forma di opinione.Poi c’è il taglio da dare cioè la forma della comunicazione che deve rispettare quella che è l’etica del web cioè la libertà di esprimersi liberamente senza condizionamenti.Senza commenti non esiste blog,solo un io smisurato.Ricordatevi che i pubblicitari non sono nati ieri e passano da uno strumento all’altro cercando sfruttarne al meglio le potenzialità.In conclusioni se i blog perdono le loro caratteristiche per cui sono nati saranno ,a mio parere, molto meno appetitosi perchè entrerebbero in competizione con altri media.

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  • > Al sito Z non interessa se i pantaloni sono stati acquistati da uno che leggeva “la stampa” o il sito gigigigio che ha un bannerino adsense, sempre di conversione si tratta.

    Il problema è proprio questo: le “conversioni”!
    Un negozio ha bisogno di conversioni (= vendite immediate), un “MEGA BRAND” no: questo è l’ABC del mercato pubblicitario inventato nel dopoguerra. Noi del Web dobbiamo solo re-imparare i fondamentali e capire che il negozio di JOE e la “CocaCola” hanno esigenze differenti…
    Se poi si inizia a pensare a come poter costruire un nuovo brand (una marca che attualmente non esiste già sul mercato) risulta ancora più evidente il limite degli annunci testuali…

    alla fine quali sono i blog italiani che guadagnano con Adsense? RobinGood (veramente forte nel “web marketing 1.0”) è il tipico esempio, ma ve lo immaginate il sito della Stampa o di La Repubblica con gli annunci testuali mescolati alle notizie nella speranza di catturare click?!

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  • Esatto Frankie! hai colto nel segno!
    Il problema non è il posizionamento ma il guadagno pubblicitario in se.
    Io ero presente ad un camp quando il direttore di “la stampa” ha spiegato questo.

    Ha detto che non riesce a capire perchè sul quotidiano uno spazio statico viene pagato X soldi mentre su internet uno spazio animato viene pagato X/5.
    Il fatto dovuto logicamente al sistema pay per click che ha reso la pubblicità online un mercato a basso costo.

    Al sito Z non interessa se i pantaloni sono stati acquistati da uno che leggeva “la stampa” o il sito gigigigio che ha un bannerino adsense, sempre di conversione si tratta.

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  • Grazie Danilo e Davide. Scusate il ritardo ma avevo “perso” questo thread.

    Quando parlo di grandi agenzie parlo di giganti internazionali, come la giapponese Dentsu, che oggi si trovano ai margini del web (attualmente il web rappresenta meno di un decimo del mercato mondiale pubblicitario). I clienti di queste agenzie non acquistano mai link testuali e Google è alla disperata ricerca del modo per convincerli.
    Secondo me dietro alla guerra che gli editori di giornali stanno facendo a Google non c’è un problema di indicizzazione di contenuti quanto la pubblicità. Finchè Google sarà il re della pubblicità online con gli annunci testuali nessun editore al mondo potrà sostituire (guadagnandoci) le edizioni cartacee dei propri giornali con quelle online…

    Oggi la Rete sta vivendo quello che ha vissuto il mondo delle radio private negli anni 70: con un piccolo investimento, e tanta passione, è possibile raggiungere un pubblico piuttosto ampio. Ora dobbiamo solo aspettare che arrivino gli anni “80” anche per il Web…

    Nota: In Italia la moda con la M maiuscola (non i piccoli brand) non fa campagne online e non comprerebbe mai un link testuale per il semplice motivo che un brand milionario non può apparire accanto al negozietto di quartiere… ma un giorno, magari molto molto in là nel futuro, potrebbero comprare l’immagine di background di Bing…

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  • Mi piace l’analisi fatta da Frankie ma purtroppo penso che non sarà così.

    Le aziende che si occupano di pubblicità sono ancora indietro, chiedono parametri vecchi es. danno ancora un valore altissimo al pagerank anche se dopo il loro link sarà nofollow.
    Lo ritengono un criterio importante…

    Adwords aumenterà perchè è comodo, si paga 50 e si ottiene 50. Questo è il ragionamento che fanno le aziende.
    Non pensano:
    Se io punto 50 con intelligenza potrei ottenere 100.

    Questo perchè riducono il rischio a 0.
    Adwords ed in genere il pay per click ha reso schiavi e pigri molte persone.
    Sarà difficile far cambiare questa mentalità che vi assicuro ha conquistato anche reparti marketing di grandi grandi aziende.

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  • Credo che di fatto l’evoluzione dei social porterà sempre di più il web verso una dimensione “umana”. Detta così potrebbe sembrare proprio un controsenso, soprattutto se si pensa a come questa cosa era iniziata agli albori… Il vantaggio sta nel fatto che saranno sempre meno i risultati artificiosi e anche i tentativi “scorretti”, dal momento che come nella vita reale, saranno le tue caratteristiche umane e la tua competenza manifesta a renderti autorevole!

    Reply
  • secondo me le cose cambieranno veramente quando le grandi agenzie entreranno in gioco http://socialmediatoday.com/SMC/117789
    Il branding è il futuro, le banner impression e Adwords sono solo destinati a ridimensionarsi entro 2-3 anni…

    es. Il TagliaBlog vale più della somma numerica di link, commenti e page views…

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  • Ormai i veri blog non esistono più.
    Tutti si dannano per la visibilità, declamando contenuti qualitativi, interessanti e bla bla bla.
    Tutti prendono le notizie ovunque, le riassumono per non copiarle e le pubblicano anche citando una presunta fonte (che si rivela spesso un riassunto di un altra fonte e così via). Condiscono il blog e sfruttano banner et simili per fare quattro soldi.
    Prendono il via, così, i Bloggher dei Bloggher dei Blogghisti … e via dicendo: sfruttano l’onda finchè non si arena.
    Quando cerco qualcosa trovo la stessa notizia in 3000 blog, e vengo bombardato da 50.000 banner inutili. Mi sento come stessi vedendo un film sui canali MediaSet: nervoso !!!

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  • Gli aspetti meno tangibili e calcolabili stanno assumendo un’importanza crescente nel web, portando alla ribalta dimensioni finora meno considerate. Io credo che questi cambiamenti siano legati anche allo sviluppo dei social network, che hanno porato in rete anche chi generalmente non la frequentava e hanno contribuito a modificare le abitudini d’uso.

    elena

    Reply
  • Ritengo che la natura principale di un blog debba essere sempre quella dell’informazione e dell’interazione. Guardare solo alle visite o alle pagine viste non ha senso. Meglio che qualcuno (anche pochi) trovino interessante ciò che si scrive piuttosto che avere mille visite senza mai un feedback 🙂

    PS= “piss off” letteralmente significherebbe un’altra cosa che non si può dire: “vai a cagare”, ops l’ho detto…

    Reply
  • Anche io credo che oggi i Commenti non siano più l’unico indice di gradimento e del successo del proprio Blog, ma allo stesso tempo è anche vero che scrivendo contenuti di qualità ed interessanti, i Commenti non mancheranno, così come le discussioni in tempo reale, se si “esportano” i propri Post nei vari Social Media 😉

    Reply
  • i parametri che definiscono il successo di una pagina sono (almeno quelli calcolabili):

    1) Posizione nella SERP per keywords relative al sito
    2) Commenti
    3) Inbound Link (anche se qui bisognerebbe considerarne la qualità)
    4) Pagine viste

    se attribuiamo un 25% a parametro otteniamo un buon indice…
    Ho dimenticato qualcosa di importante?

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  • In generale mi piacciono un sacco gli articoli che parlano di come si evolve il web e questo è uno di questi…

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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