Kultur Convivio: il punto sull’editoria online

Una settimana esatta fa mi sono recato al Kultur Convivio, evento milanese al quale erano presenti i principali protagonisti dell’editoria online italiana e del mondo del venture capital.

L’organizzatore (Giandomenico Sica) mi ha proposto di moderare il “Tavolo 5“, che includeva alcuni personaggi ai quali – biblicamente parlando – “non sono degno nemmeno di sciogliere i lacci dei sandali”:

• Salvatore Esposito (CEO Populis)
• Paolo Ainio (CEO Banzai)
• Gianluca Cozzolino (CEO Ciaopeople)
• Fabio Cannavale (President Bravofly)
• Marco Magnocavallo (Founder Blogo)
• Massimo Fubini (CEO ContactLab)
• Mirko Pallera (CEO Ninja Marketing)

Ne è uscito un confronto interessante e positivo, dal quale è emerso un nuovo concetto di editoria: se per il sottoscritto l’editoria richiama alla mente qualcosa di legato alla produzione di notizie e di contenuti (spesso) testuali, per altri l’editoria online è praticamente qualsiasi cosa di “pubblicabile” in Rete.

Fa quindi editoria chi pubblica immagini e video, o addirittura anche l’ecommerce e la vendita di beni/servizi finiscono sotto il grande cappello dell’editoria.

Altro punto importante, il divario fra i piccoli e i medio-grossi: ognuno ha le sue belle difficoltà a monetizzare, ma mentre le revenue del grosso editore sono ancora ampiamente basate sull’advertising, l’orientamento dei piccoli è di macinare soldi puntando fortemente sul brand. Ecco dunque che i profitti non vengono più dalla pubblicità ma da corsi, consulenze, ebook, infoprodotti… in pratica arrivano dal “vendere se stessi”.

A proposito di brand: l’avvento del Panda Update spaventa un pochino tutti, ma la diversificazione delle fonti di traffico (motori di ricerca, social e anche il cosiddetto “arbitraggio”) sembra una strategia che i più lungimiranti hanno già adottato da tempo. E rafforzare il brand, e quindi acquisire traffico diretto, è certamente una delle vie maestre per evitare di essere succubi delle paturnie di Google e Facebook.

Infine ci sarebbe molto da scrivere sul rapporto fra la vecchia e la nuova editoria, fra la carta e il web… ma su questo punto arriverà un post ad hoc 😉

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4 Comments

  • La differenziazione delle fonti di traffico penso sia indispensabile per tutti, perchè non si può dipendere da un algoritmo.

    Buona giornata a tutti.

  • Credo che siano stati in molti a capire che da google non si può dipendere ma spesso è più facile posizionarsi bene sui motori che diventare una vera e propria star nel proprio settore ottenendo così traffico diretto e fiducia da parte dei visitatori. C’è poi da dire che non tutti i settori ben si prestano a essere monetizzati “vendendo se stessi”.
    Comunque credo che per il futuro sarà inevitabile orientarsi su altri strumenti per ottenere traffico… primo tra tutti facebook che, tra l’altro, potrebbe portare traffico molto interessante per chi vuole puntare sul brand e vendere corsi e infoprodotti in genere.

  • Nomi importanti davvero, non c’è che dire.
    Il effetti sul web è più complesso e articolato definire cosa sia “editoria” e se tecnicamente può esserlo qualsiasi persona o entità che pubblica contenuto di varia natura in rete, dall’altro (da un punto di vista e di terminologia business), ci si riferisce all’editoria web avendo in mente siti con alle spalle una redazione, un professionista o simili.
    Vero è che per tutti, ma questa è la base, la differenziazione delle sorgenti di traffico è fondamentale.

  • E’ vero che da AdSense ( ma adesso anche Chitika, Virgilio Banner, pixazza, etc. ) non si può(deve) dipendere.
    Ma i prodotti delle piccole imprese non riescono a farsi strada nella lunga coda che porta almeno alla visibilità.
    In sintesi, credo che se non investi in campagne pubblicitarie mirate, difficilmente riesci a vendere il tuo prodotto. Anche il prodotto è editoria.
    E poi, il Panda Update. Google ha ormai il monopolio delle ricerche sul web, basta un suo upgrade ad un qualche modulo e di colpo si perde quella visibilità acquisita nel tempo e con molta fatica.
    E’ un periodo veramente difficile per tutti.
    Cmq bel post e certamente sei in grado di portare i sandali anche tu.
    Io porto i mocassini 😉

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Max Valle

Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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