italia.it e il posizionamento

Su italia.it, negli ultimi giorni, si sono spese tantissime parole.
Tutto ciò che è stato scritto dalla stampa (online e offline) “non allineata”, è una critica aspra, feroce, spietata al portalone del turismo italiano (del costo complessivo, si dice, di circa 45 milioni di euro), che esce strapazzato e malmenato sotto tutti i punti di vista.
Personalmente, voglio solo dire 2 paroline dal punto di vista SEO.
Ho scoperto da un commento di Mauro Lupi in questo post, che “il bando di gara prevedeva la GARANZIA di posizionamento nei primi posti dei motori di ricerca, a fronte di pesanti penali”.
Davvero interessante: peccato che il sito, per come è strutturato, farà una certa fatica a scalare i motori:

  • parte con una intro in flash (attorniata da qualche immagine + js) praticamente senza testo scritto (= ai motori non viene dato nulla da “mangiare”);
  • nell’epoca dove l’URL rewrite sta diventando un default, italia.it presenta invece degli URL lunghi da far paura, assolutamente impossibili da trascrivere o ricordare;
  • in questi primi giorni dal lancio, è lento all’inverosimile, spesso addirittura irraggiungibile (anche per i bot dei motori, quindi);
  • ha un impatto (IMHO) a metà tra un sito farmaceutico e quello di una multinazionale (e certamente non sembra un sito che ha a che fare col turismo).

Quest’ultimo punto potrebbero non c’entrare nulla a livello di posizionamento, ma se io atterro su di un sito (lentissimo) con un layout che non mi convince, è sicuro a) che non lo metto nei bookmark e b) non farò nulla per diffonderne il nome o per parlarne bene (= dimenticatevi di portare utenti con tecniche di buzz/viral marketing).
A parte la critica, il problema è che, alla fine, italia.it è stato pagato (un pochino) anche con i miei soldi.
E quindi un link, impietosito, io gliel’ho dato.
Fatelo anche voi, magari scalerà un filino i motori, ed eviteremo a qualcuno di pagare la penale (che poi, alla fine, magari rischiamo di pagare noi…).

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9 Comments

  • Scusa ma non sono daccordo sul regalare link al sito Italia.it.
    Non è giusto e corretto nei confronti di chi lavora sodo ogni giorno e si trova poi il sito della propria nazione che non regge il confronto con nulla, in relazione appunto ai soldi spesi per realizzarlo. Soldi di noi contribuenti. Quindi perchè regalare qualcosa a loro. E’ ora di finire queste farse italiane. Siamo sempre i soliti e ci facciamo pure riconoscere da tutte le parti del mondo. La canzone di Elio è perfetta in questi casi e sempre attuale.
    Ciaoo

  • Sei troppo buono, sempre pieno di cristiana carità! 😉

    Alex

  • Il mio blog ha page rank zero, un link mio peserebbe poco ma mi sono accorto che, nonostante abbia scritto dell’argomento, non l’ho linkato!
    Che distrazione!
    Sono troppo pigro per correggere: creo proprio che lascerò l’articolo così come è ora 🙂
    P.S. OT: E’ normale che dopo quasi due mesi che google conosce la mia sitemap, con qualche link in entrata e con 43 articoli sia ancora a PR zero? Vedo diversi visitatori che arrivano con una ricerca google e se la rifaccio pure io mi trovo ben posizionato… scusami la domanda, forse risulterà un po’ ingenua ma sono alle prime armi in questo campo 😉

  • Si Alberto, se si parla di un paio di mesi è normale, credo che vedrai salire il PR al prossimo aggiornamento.
    Ricordo che il PR visibile sulla barretta non è calcolato in real time, ma ogni tot mesi (generalmente 3-4), e non c’è legame fra PR e posizionamento.
    Concludendo: non stare a guardare la barretta verde, se sei ben posizionato e linkato, vuol dire che stai facendo un buon lavoro 😉

  • ciao, secondo me è assolutamente irrilevante che che si debba avere una preoccupazione SEO su italia.it. Chi viene in Italia di certo se cerca un hotel, un villaggio, un volo etc non cerca italia.it. Ci sono metodi ben più efficaci. Se vado in un posto la prima cosa è cercare di reperire una testimonianza, e qui non la trovo. Quindi questo è un prodotto nato vecchio e la speranza è che di soldi non gliene investano più o al limite li dirottino su progetti più coinvolgenti (per le genti italiche) e che servano effettivamente a chi cerca l’Italia. Se poi nelle ricerche trova qualcosa di meglio…
    (imho, non sparate sul pianista)

    PS complimenti per il blog

  • ma scusa, la penale dovra’ pagarla la società che ha fatto il sito (chi è poi?) che è il forntiore e non lo stato italiano che è il cliente.
    Quindi lo stato ne avrà solo vantaggi se non compare nei motori.

  • pons, era un post ironico 🙂
    E comunque, non posso essere d’accordo sull’affermazione “lo stato ne avrà solo vantaggi se non compare nei motori”.
    Anche se lo Stato riprendesse parte dei soldi, che vantaggio avremmo (a livello di collettività) nell’avere un sito, che dovrebbe rappresentarci a livello mondiale, e che invece (oltre ai tanti altri problemi che ha) risulta pure invisibile sui motori?

  • Un lavoro mediocre, perché regalargli un link? Ho visto il sito nelle prime ore di vita… quando c’era pure l’intro in flash che non finiva mai! Se penso a quello che è costato mi metto a ridere, se penso che sono soldi dei contribuenti mi metto a piangere.

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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