L’iPad NON è mobile

Mark Zuckerberg disse una frase che sorprese non poco la platea: “l’iPad non è mobile, è un computer”.

Sulla prima metà della frase sono perfettamente d’accordo, sulla seconda metà un po’ meno. E ti spiego il perché.

Secondo Google (Analytics) i tablet sono mobile.

Se apri Google Analytics e vai all’interno di Mobile->Dispositivi, noterai che i tablet sono catalogati come mobile.

Ci troverai, ad esempio, l’Apple iPad, il Samsung Galaxy Tab o il Motorola Xoom, mescolati a tutti gli altri smartphone: tablet e telefoni, tutti insieme appassionatamente.

Secondo me, i tablet NON sono mobile.

Personalmente chiamerei “mobile” i dispositivi con schermi non superiori ai 5 pollici. Punto e basta.

Altrimenti sono mobile anche tutti i netbook in circolazione, visto che hanno le stesse dimensioni di iPad & Co.

Così come vedo una forzatura usare uno smartphone per (ad esempio) leggere un libro, allo stesso modo mi fan ridere quelli che usano il tablet per fare fotografie (o peggio per telefonare).

I tablet sono una categoria a parte.

Il tablet è anche ben poco mobile (se non all’interno delle 4 mura domestiche) perché si usa spesso su un divano o su un letto. Non è che abitualmente te lo metti in tasca e ci vai in giro.

Il tablet è spesso una alternativa comoda ad un netbook/notebook, usata da chi vuole consumare e non produrre. In pratica, chi sceglie oggi un tablet è chi – a parte coloro che lo fanno “per moda” – ama consumare testi, immagini, video, e fare un uso “leggero” di Internet. Chi invece, per diletto o per lavoro, produce qualcosa in formato elettronico, preferirà sempre il caro e vecchio “computer” (come lo chiama Zuckerberg)… che però NON è un tablet: prova ad usare spesso il copia e incolla su un iPad, magari fra documenti di testo e fogli di calcolo, e dopo una mezza giornata lo getterai dalla finestra.

Concludendo

Dire “il futuro è mobile” NON significa dire che “il futuro è tablet”. Sono 2 ambienti in forte crescita, con alcuni punti in contatto, ma con tanti altri ben poco sovrapponibili.

Che tu sia editore o uno sviluppatore, tieni presente che gli utenti delle 2 piattaforme, nonché i modi d’uso, sono per lo più differenti: cerca di sfruttarne le singole peculiarità ed evita di fare di tutta l’erba un fascio.

Un’app per iPhone portata allo stesso modo su iPad ha ben poco senso, e anche Mark Zuckerberg, alla fin fine, se ne è accorto.

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20 Comments

  • Per me un ipad è mobile, proprio perchè per mobile intendiamo tutti quei dispositivi di facile trasporto che facilitano l’utilizzo del web in modo errante e del tutto scollegato da una qualsiasi postazione. È invece zuckberg erra di brutto, perchè non é un pc.. Le prestazioni di un qualsiasi pc o portatile sono nettamente al du fuori della portata dell’ipad..se dovessi fare una survey, una ric di mrk o una qualsiasi analisi quantitativa su ipad decreterei il mio suicidio…

    Ps smartphone e tablet sono cugini vicinissimi..l’unica cosa che li differenzia a mio pare, per quanto vi possiamo girare attorno è la dimensione dello schermo..per il resto trasporto uno, e trasporto l’altro comodamente..

    E per quanto riguarda le chiamate, datemi la possibilità di chiamare con le attuali sim, da tablet , con un qualsiasi dispositivo bluethoot come auricolare, e sn pronto a buttar via il mio iphone 😉

  • sono d’accordissimo, per chi fa un uso intenso del web l’ipad, e similari, sono sottodimensionati, ottimi invece per chi vuole sembrare figo a tutti i costi…

  • ah, come concordo 🙂 specie la riflessione su chi “produce” 🙂

  • Sottoscrivo totalmente. E anzi – un po’ presuntuosamente – azzardo pure che lo spunto per questo articolo ti sia venuto sulla base di uno scambio di commenti con me in altro articolo. Sta di fatto che tutto ruota a cosa si intenda per “mobile”. Pur essendo – come dici tu – una COSA DIVERSA da un computer, il tablet è certamente più vicino nelle occasioni d’uso a un computer portatile che non a un telefono. Con una predilezione per il divano e il letto, a quanto pare. Tra i dati interessanti che circolano, mi sembra utile condividere che a quanto pare il 65% del traffico web da smartphone viene fatto da copertura wi-fi. Se si guarda il traffico da tablet, sale al vertiginoso 90% (con buona pace di quelli che lamentano “eh, questo tablet xxx se non ne fanno la versione 3g non va da nessuna parte”). C’è poi, se si guarda un sito web, un’evidenza di altro tipo, che va ulteriormente a discapito dei sistemi come Google Analytics. Al di là dell’suo che se ne fa, resta un fatto. Se ho un sito mobile, redirigo il traffico su quel sito. E quello lo statistico – giustamente – come traffico mobile. Ma non redirigo il tablet, perchè la dimensione dello schermo permette la visione del sito nella sue versione desktop (le dimensioni dello schermo di un tablet sono più simili a quelle di un netbook che a quelle di uno smartphone). Quindi trovarmi i dati di accesso dei tablet tra il traffico mobile è proprio, in quel caso, sbagliato e fuorviante per le analisi di usage.

  • Posso intendere per “potenzialmente” mobile tutto ciò che è dotato di GPS e che quindi (solitamente) ha alcune funzioni basate sulla posizione.

    In realtà quello che isola google analytics come mobile sono tutti quei dispositivi con browser non “standard” (IE, FF, Chrome, Safari).

  • In futuro è molto probabile che nasceranno anche altri tipi di dispositivi: quanto mancherà a mandare in pensione matite e carta per i bambini delle elementari, sostituendoli con un “foglio” digitale che contiene tutto dentro?

    Strumenti per disegnare, scrivere, imparare… credo che in futuro ci spingeremo sempre piu avanti in questa direzione… ed il tablet sarà obsoleto.

  • Comunque la pensiate avete ragione tutti, perché ogni definizione è vera per definizione.

    Solo che se questa definizione non è condivisa poi non ci si intende.

    Per me mobile è quello che molti ritengono sia il mobile, e quello che suggerisce il nome.

    Se vogliamo escludere i tablet, c’è già un nome: smartphone.

    Poi ognuno è libero di personalizzarsi il vocabolario a piacimento.

    Io per esempio alla voce “giovane” ho scritto:
    persona di età inferiore a 50 anni
    così rimango giovane ancora a lungo.

  • Ha ragione Zuck… per noi che stiamo sviluppando e portando i progetti su Ipad, lo vediamo più spazioso e quindi non lo consideriamo Mobile

  • Concordo, se non sta in una tasca dei pantaloni, non è “mobile”

  • sostanzialmente concordo con il creatore di Facebook, i tablet sono computer basati su una modalità di interazione particolare, comoda per qualcosa ma terribilmente limitante in generale.

    Sono scomodi e ingombranti da portare in giro (oltre che delicati) molto più di un netbook, e fondamentalmente inutili sul piano produttivo.
    Allo stato, sono soprattutto dei “giocattoli” di moda.

  • Mi piace: “consumare e non produrre”. E’ vero, provare a scrivere un post è allucinante, rischi di distruggerlo. E mi piace anche il limite dei 5 pollici.
    Comunque per comodità dei lettori continuerò nel chiamarlo mobile o tablet PC, ecco forse quest’ultimo è il nome più adatto: Tablet PC. Aggiudicato 😀

  • personalmente io uso sempre smart e ipad appunto in mobilità.per leggere mail e scrivere uso solo ipad quando sono fuori e anche per il web.mai a casa,per dire.esistono anche vie di mezzo,come lo streak o il nuovo note(ottima la s-pen anche se ancora lenta).per il web mobile servono schermi che siano almeno da 4,4,3,5 pollici.poi dipende dall’uso.io credo che web mail e scrittura siano assai diffusi,e farlo mobile è produttivo.è un cambio di paradigma,alla kuhn.ovvio,serve rete e connessioni,ma qui c’è uno scontro economico dentro e fuori le tlc.

  • Pienamente d’accordo. I tablet sono come i netbook, forse le persone li guardano con occhio differente per il semplice motivo che uno deve fare il boot e aspettare qualche secondo e l’altro è sempre pronto.

    Se mi vedeste leggere in metro un libro con un netbook pensereste “quello è un cogl….” se mi vedeste leggere un libro con un tablet mi direste “quello è cool” secondo me questa è la differenza.

  • @Daniele B.: allora ho anticipato Nielsen senza neppure fare un sondaggio 😀

  • A distanza di un anno siete ancora sicuri che l’iPad non sia mobile? Siete ancora sicuri che non sia un computer?

    Trascuriamo l’iPad mini, ancora troppo giovane per vederli in giro, ma siete mai stati in posti numericamente densi di utenti come in aeroporto, davanti al Colosseo, in un ristorante di una piazza molto turistica? Sempre più utenti hanno l’iPad in mano o sul tavolo per consultare informazioni, fare ricerche, fare foto, condividere…

    L’iPad è anche mobile ma lo è per una fascia di utenza diversa dall’utente smartphone.

    Sul fatto che sia un computer o meno, il nuovo iPad 4 ha una potenza di calcolo confrontabile ai migliori computer venduti nel 2003. L’iPad 3 era confrontabile con un computer del 2000. Non sarà l’iPad 5 e forse neanche il 6 ma prima di quanto crediate il tablet o lo smartphone saranno equivalenti al PC “tradizionale” più potente in commercio oggi. Anche qui la catalogazione “è/non è un computer” è data dagli utenti.

    C’è chi si riesce a liberare di tastiera e mouse ed ha trasformato l’iPad nel suo strumento di lavoro principale, c’è chi ancora fa riferimento ad applicazioni “legacy” e non può cambiare abitudini. Se ci pensate, nonostante Windows 8, il mondo necessita ancora delle vecchie AS400 per funzionare…

  • @Daniele D.: se è vero che il 90% di tutti i tablet venduti ha unicamente la connessione Wi-Fi (fonte: http://gigaom.com/mobile/sorry-carriers-9-out-of-10-tablets-sold-are-wi-fi/ ) e che il 95% dell’uso dell’iPad è effettuato “indoor” (fonte: http://www.actix.com/blog/actix-study-ipad-and-smartphone-usage-3g-networks-reveals-way-we-use-mobile-devices-changing/index.html ), io penso semmai che saranno i “mini-tablet” (o, se preferisci i “mega-smartphone”) a essere davvero utilizzati fuori casa/ufficio: parlo di dispositivi fra i 5 e gli 8 pollici, dove infatti c’è un grosso interesse dei produttori (vedi, ad esempio, Samsung con i suoi “Note”).

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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