Il “web sociale” che NON voglio

Una volta si diceva “don’t feed the troll”: il troll è quel personaggio, solitamente dotato di parecchio tempo libero (e di un cervello di gallina), che commenta all’interno di un blog/forum solo per creare disturbo e scagliarsi contro qualche utente o qualche idea, rischiando di rovinare il quieto vivere della community.

“Non alimentare i troll” significa semplicemente ignorare questi personaggi, che vistisi trascurati si stancheranno di scassare i maroni e spariranno ben presto dalla circolazione.

Oggi, in pieno boom delle reti sociali, cambierei questo motto in “non alimentare (certi) viral video”.

Cosa intendo dire? che davvero non capisco perché non solo il cosiddetto “utente “medio”, ma pure tanti personaggi che online ci sono da anni – e che magari lavorano proprio nel web marketing – contribuiscono a “viralizzare” certi contenuti che dire orrendi è dire poco. Viralizzano certi fenomeni (anzi, “certe fenomeme”, visto che si tratta solitamente di soggetti femminili…) che sono fenomeni esclusivamente da baraccone.

I social media sono uno strumento potentissimo per amplificare video e foto, che sono le 2 cose che più si prestano ad essere condivise. Il problema è che a furia di like, retweet e link scambiati via Skype, si finisce per creare dal nulla incredibili mostri: e quando alla fine se ne accorgono anche i vecchi media, affamati di inezie come sono, ecco che nei TG della sera ci ritroviamo certi soggetti da circo equestre. Allora si grida allo scandalo, ci si lamenta che la tivù parla di Internet solo per far vedere certe schifezze, che la Rete è ben altro, e via dicendo. E il giorno dopo il loop riparte sharando altri video, dove novelle Gobbe di Notre Dame danno il peggiore degli spettacoli.

Ma davvero non hai ancora capito che giornali e TV non aspettano che queste occasioni per parlare (malissimo) di Internet? che lo scopo dei vecchi media è quello di relegare Internet nella sezione “costume” (o, quando capita, cronaca nera)? che da ormai 15 anni portano avanti la cantilena di Internet = luogo di sfigati, ladri di carte di credito, pedofili e chat erotiche?

Se ti è capitato (e sicuramente ti è capitato) di vedere certi video, cerca almeno di non commentarli, di non votarli… in due parole, di non diffonderli: perché alla fin fine, se al tiggì finiscono certi video di YouTube, un po’ di colpe le hai anche tu.

In altre parole, “chi condivide le coatte rovina anche te”. E quindi, per favore, “digli di smettere”.

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40 Comments

  • In questi giorni mi è capitato di discutere dell’argomento parecchie volte. Purtoppo è valido il modo di dire “non importa di come se ne parli mal’importante è che se ne parli” e ciò fa sì che anche i commenti e le citazioni negativi portino popolarità al soggetto.

    Discutendo di questi argomenti abbiamo preso come riferimento un soggetto preciso, e ci siam resi conto che anche solo per analizzare il fenomeno abbiamo generato ulteriore visibilità verso lo stesso…

    Probabilmente è difficile trovare una soluzione (se non quella dell’ingnorare che vedo poco applicabile su grandissimi numeri) anche perchè fortunatamente internet è un mezzo di comunicazione relativamente libero, e questo ha anche degli effetti collaterali…

    Libertà (purtroppo) è anche questo…

  • Se gli dici di smettere tu stai “feed the trolls”.

    Il web è bello anche perché non ci stanno 6 canali di un unico padrone + qualcos’altro, ci stanno miliardi di siti Internet.

    Ah ma forse ti riferisci agli aggiornamenti di status?

    Allora mi fa piacere ci siano questi trolls, così quelle enormi cloache che sono le bacheche di facebook, twitter ecc. mostrano la loro vera natura, e forse la gente potrà riconoscerla.

  • Mi è venuto in mente:

    il web è sempre stato pull, sono io a chiedere cosa voglio in quel preciso momento dal web e lui me lo da, nel momento in cui con i social diventa push è inevitabile che queste cose accadano.

    Centinaia di aggiornamenti con tizio che ha raccolto le carote su farmville, con caio che si lamenta che gli si è rotta un unghia, e sempronio che vuole fare chiudere il gruppo di quelli che vogliono fare chiudere i gruppi, e y che si fa due risate sul troll di turno.

    Facebook fa esprimere il peggio dalla gente, non stimola i dibattiti, la riflessione, l’impegno di fare qualcosa fatto bene, tanto tutto quello che scrivi dopo un po’ sparisce, come uno stronzo nel cesso.

  • A parte che non so quale sia l’antefatto (reduce da 30 ore di volo) ma immagino che sul TG di Minzolini abbiano commentato il video delle 2 romanacce.
    Mi piace la frase “lo scopo dei vecchi media è quello di relegare Internet nella sezione “costume” (o, quando capita, cronaca nera)”.
    Ogni medium si difende dal rischio di estinzione o di ridimensionamento del suo potere, ed e’ quello che sta accadendo.
    Quando ero a scuola elementare mi ricordo che ci si lamentava che la televisione avrebbe ucciso i libri e i giornali. Non e’ capitato (ma sono stati parecchio ridimensionati).
    Le cose veramente morte sono quelle che sono state anche dimenticate: qualcuno ha mai pianto la morte della vecchia macchina da scrivere?

    Per Mik: Mi e’ piaciuto il tuo intervento quando dici che dire di smettere e’ alimentare i troll. Ma non generalizziamo su facebook!
    “Facebook fa esprimere il peggio dalla gente, non stimola i dibattiti, la riflessione, l’impegno di fare qualcosa fatto bene”.
    Mi verrebbe da risponderti “dipende da che amici hai”, invece ti rispondo: “non e’ quello il suo scopo”. Se voglio usare internet per fare un dibattito usero’ altri strumenti, cosi’ come per stimolare la riflessione.
    Facebook ha un suo aspetto ludico ed anche quando viene utilizzato per motivi piu’ seri (l’iscrizione ad un gruppo con finalita’ etiche) ha piu’ una componente emozionale che razionale: mi iscrivo perche’ voglio dare il mio supporto ‘morale’ al gruppo o perche’ voglio sentirmi parte di un gruppo, etc…

  • @Jonathan

    “Se voglio usare internet per fare un dibattito usero’ altri strumenti, cosi’ come per stimolare la riflessione.”

    Il fatto è che facebook ha tolto tempo e utenti a questi altri strumenti, non parliamo poi del tempo lavorativo.

    Per me, come aveva iniziato a fare il cellulare, sta modificando i comportamenti e pure i pensieri delle persone.

    Non penso i miei amici siano tanto diversi dalla norma, perché tutte le bacheche pubbliche di persone e pure di gruppi che ho visto sono identiche.

    L’altro giorno mi sono imbattuto nel twitter di Gabbana, quello di Dolce e Gabbana:
    http://twitter.com/STEFANOGABBANA

    E’ uno che fa tendenza, e ci stanno 30 mila persone che si leggono le sue decine di smile, “grazie”, “arrivederci” giornaliere,
    uno spambot riuscirebbe a far meglio.

    A questo punto che ce ne facciamo del nostro cervello se i ragionamenti più complicati non superano i 140 bytes?
    Si atrofizzerà a questa capacità.

    A te il solo fatto di avere il tuo nome in mezzo ad altri 100.000 che non conosci e mai conoscerai ti fa sentire parte di un gruppo? A me no.

    Come minimo in un gruppo ci deve essere un po’ di dialogo, e poi 50 caratteri di un titolo mi paiono limitati per un manifesto culturale.

  • @mik
    Voglio dire che la specificita’ di facebook e’ la connettivita’ tra persone.
    Mi fa piacere usare facebook per comunicare con i miei amici e molti lo trovano piu’ gradevole dell’email. Mi fa piacere “riconnettermi” con gente che non vedo da anni anche se per pochi estemporanei minuti o messaggi (“come stai”, “tutto bene”, “quanto tempo”, “ci vediamo…”).
    Per quanto riguarda i gruppi… posso connettermi ad un gruppo perche’ ne condivido i valori, la vision… una sorta di “facciamoli vedere in quanti siamo”… ma poi di certo non lo usero’ per discutere razionalmente. E se questo fosse lo scopo di facebook, facebook sarebbe morto da tempo.

    Per quanto riguarda twitter, non piace neanche a me.

    Per quanto riguarda invece il timore di vedere atrofizzate le nostre capacita’ cerebrali…
    E’ un timore abbastanza diffuso e costante nel tempo.
    Pensa che c’era anche chi si e’ lamentato perche’ la calcolatrice avrebbe atrofizzato la nostra capacita’ di fare calcoli in autonomia: e’ vero, ma e’ anche vero che utilizzare la calcolatrice lascia spazio alla nostra mente per usare le proprie risorse in maniera piu’ creativa.

    E poi chissa’ se non sia peggio guardare il tg di Minzolini per ridurre le nostre capacita’ cerebrali che non twittare non-sense.

  • @tagliaerbe… ho come il sospetto che il post sia scaturito da un mio intervento su webmarketingforum 🙂 nel caso … l’ho messo per discuterne il lato Marketing della cosa, perchè chi si occupa di marketing puo’ trovare interessante capire come mai gemmadelsud sia sia viralmente espansa cosi’ tanto.

    Detto questo vorrei farti riflettere su un punto. In generale quello che tu dici è vero, è una pena che l’ignoranza si diffonda piu’ della cultura. Ma questo penso che sia legato, se rimaniamo ad un discorso di marketing, ad un target geografico piu’ esteso. Ovvero indubbiamente sono molti di piu’ gli ignoranti che le persone colte per cui la viralità è facilitata.

    Di fatto niente a che vedere con internet… è sempre stato cosi’, anche quando internet non esisteva. I Media commerciali, anche la televisione, danno alla gente quello che interessa o coinvolge la MAGGIOR PARTE del pubblico… è per questo che se nello stesso giorno scoppia una bomba e muoiono 200 persone e Totti scivola e si fa male ad un gamba si parla piu’ di totti…

    Una cosa triste e ne prendiamo atto… però il bello è che internet è sterminato e possiamo sempre decidere di ignorare i contenuti trash…
    i siti interessanti sono ancora li, le librerie con copie dei Promessi Sposi sono ancora aperte e nulla ci vieta di condividere aforismi di Gandhi piuttosto che storie di “calippo e bira”…

    L’ignoranza vive ovunque, su internet, al pub, sui giornali, in televisione. La cultura vive in specifici ambienti, che vanno cercati da chi vuole.

    Quando la cultura o una presunta tale, si diffonde a macchia d’olio, in un certo senso, si trasforma in ignoranza essa stessa.

  • non so se la mia ultima frase è chiara…intendevo dire che l’oro è prezioso perchè è un bene di pochi…se tutte le persone avessero dell’oro…questo perderebbe di valore…e si trasformerebbe in latta.

  • Fin dall’inizio ho capito che stessi parlando delle 2 cotte che dicono “bira” XD

  • …scusa taglia aggiungo un terzo post, mi viene in mente un pensiero sempre dopo averne chiuso uno.

    Se ci rifletti bene persino il video di calippo e bira puo’ essere considerata cultura. Cerco di spiegarmi… in passato ci sono state lotte CULTURALI per fare in modo che una donna potesse mettersi un costume da bagno sexi e potesse addirittura fare un video dicendo quello che voleva. Tutt’ora esistono posti nel mondo dove questo non è possibile. La possibilità per la donna di mostrarsi come voleva è stata una dura e lunga, era una battaglia per l’ ORO RARO… poi i tempi sono cambiati, la cultura si è evoluta… ed oggi qualsiasi burina puo’ presentarsi davanti allo schermo in costume a dire rebbonzate incredibili… è stato accettato dalla massa, e ciò che prima era ORO….si è trasformato in LATTA.

  • Mi piace
    “Facebook fa esprimere il peggio dalla gente, non stimola i dibattiti, la riflessione, l’impegno di fare qualcosa fatto bene, tanto tutto quello che scrivi dopo un po’ sparisce, come uno stronzo nel cesso.”

  • Questi sono gli effetti di uno degli strumenti più autoreferenziali mai creato. Ritengo che a modo suo stia implodendo, tutti scrivono e nessuno legge, al massimo: “I like it”. Quindi probabilmente si avvia verso una nuova fase.

  • il video delle romane è partito dalla televisione e non viceversa perche’ era un servizio/intervista di tgsky24 non ci vuol niente che siano stati sempre loro a metterlo su youtube…
    Cmq sia imho non e’ questione di trollaggio e’ questione che la stessa massa di gente che guarda la tivu usa la rete.
    Ciliegina sulla torta i social network permettono a tutti di inserire e selezionare i contenuti… pertanto non c’e’ tanto da stupirsi che simili “mostri” abbiano successo.
    ps
    io quel robo non lo resharato! 😀

  • La rete è un mezzo, ma è la società che è ignorante.
    La gran parte degli italiani (non che altri paesi siano il paradiso, ma insomma…) questo vuole e questo si merita.
    Viviamo in un paese dove la maggioranza delle persone è analfabeta, del tutto incapace di leggere e comprendere un testo di una complessità minima, così come incapace di scrivere decentemente…
    C’è poco da aspettarsi da questa gente…

  • Questa frase è bellissima:

    “Facebook fa esprimere il peggio dalla gente, non stimola i dibattiti, la riflessione, l’impegno di fare qualcosa fatto bene”.

    Trovatemi un’altro posto (reale o virtuale) che ha le qualità di permette di fare tutto questo! 🙂

  • Quoto e condivido il posto su tutti i social a cui sono iscritto 🙂

  • Questa la frase che mi ha colpito di piu!
    “…che da ormai 15 anni portano avanti la cantilena di Internet = luogo di sfigati, ladri di carte di credito, pedofili e chat erotiche?…”

    Guarda caso proprio ieri sera ho scritto qualcosa che ptorebbe ricollegarsi nel mio blog…
    Oltre ai media, anche tantissime persone pensano che Internet sia un mondo diverso, ma si deve capire che Internet è fatto di persone normali che incontriamo tutti i giorni e capendo questo, tutti dovrebbero capire le vere potenzialità di questo strumento che sia economico o altro…..

  • Non me ne volere, ma io ho trovato geniale i sottotitoli dell’intervista sul litorale di Osta. Dai, ogni tanto una risata fa bene!

    Ciao a tutti
    Giovanni B.

  • Vero, se ci mettessimo di impegno a “bonificare il canale” evitando di diffondere e alimentare il rumore sicuramente i social network potrebbero esprimente maggiormente il loro potenziale.

    Ma… penso di aver provato l’altro giorno a condividere a pochi minuti di distanza
    1) un video del TED di 10 minuti sui grandi cambiamenti partiti dal basso nelle scuole indiane dei quartieri poveri.
    2) un riferimento (senza link o video) alla coatta di turno
    3) un video molto divertente di uno stand up comedian a fondo scientifico (ovvero ti illustra dei concetti semplici di fisica, chimica, biologia facendoci sopra delle battute)

    Naturalmente l’unico contenuto che ha attirato like e che ha generato una discussione è la coatta di turno.

    Non penso che la mia rete sociale sia particolarmente stupida, anzi, è abbastanza eterogenea e trasversale, però appunto i contenuti importanti non attirano, i “gatti spiaccicati” si.

    Non so perché questa cosa funzioni in questo modo, e ancora meno posso avere una idea di come invertire questa tendenza…

  • @Sergio
    Per quale motivo ritieni che si debba “bonificare il canale”?
    Quello che la gente fa è quello che alla gente piace.

    @tutte le altre discussioni 🙂
    Non capisco come ci si possa esprimere su cosa è giusto e cosa è sbagliato. Su quello che Facebook deve o dovrebbe essere o fare.
    In realtà la gente su Facebook fa quel che xxxxx vuole… ed è proprio questo che che piace alla gente.

    Società ignorante perchè condivide video inutili o scrive cose a caso?

    Condividere cose inutili, scrivere cose a caso, commentare in maniera scherzosa o frizzante lo status degli altri… questo è quello che piace alla maggior parte della gente e quindi questo è quello che avviene.

    Non ha senso dire ‘quello è giusto’ o cosa è sbagliato.
    ‘Quello che è’ è solamente un dato di fatto.

    Ciao a tutti
    🙂

  • @Marco Salvadori si, corretto, tutti sono liberi di produrre, diffondere, consumare i contenuti che meglio credono: sbagliato e giusto per me sono soggettivi e non oggettivi.

    Quindi “bonificare” si intende togliere dal mio canale tutto ciò che per me è “sbagliato” o più correttamente ciò che è rumore e non segnale.

    Scegliere accuratamente chi seguire e usare i vari sistemi di filtraggio messi a disposizione dai vari social network.

  • Diciamo che è una diretta conseguenza del “pur che se parli” l’unica soluzione sarebbe non parlarne proprio, ma proprio perchè alla gente piace dire la propria opinione per sentirsi vivi (vedi questo commento ad esempio) è difficile resistere dal dare la propria disapprovazione a certi fenomeni…

  • Quoto Marco.
    Chi siamo noi per dire cio’ che e’ giusto e sbagliato.
    E se siamo professionisti del settore sinceramente forse non e’ neanche l’atteggiamento piu’ efficace.
    Sarebbe piu’ utile capire come e’ stato possibile che si sia diffuso in maniera virale quel video che per quanto mi riguarda e’ stato divertente per i primi minuti poi non l’ho neanche visto fino alla fine.
    E se proprio proprio vogliamo far del ‘bene’ prima cerchiamo di capire e poi evolviamo la situazione facendo leva sulle stesse dinamiche.
    Ma senza condannare o giudicare. Perche’ condannare o giudicare mi sa che e’ come “nutrire i troll”.

  • ma non stiamo alimentando il viral video troll anche noi che commentiamo ? 🙂

  • Eh, si, riguardo alle televisioni, per me dovrebbero eliminare il 97% della programmazione attuale, perchè comunque distorsiona la percezione, e da modelli vittimistici e d’impotenza, rendendoci poco più che automi iper moderni.

    Internet viene visto dalla maggior parte, ancora come mezzo ludico, per guardare porno, o scaricare canzoni e videi e per passare tempo, ancora moltissimi devono scoprire che si trova davvero di tutto, e si può accedere a strati conoscenziali superiori e professionali, con relativa facilità, cosa che la TV ignora e cerca di lottare, per impedire che si allarghi eccessivamente la cocienza di massa

  • sicuramente un dibattito di autocoscienza fa bene, punto 1°, percui ben venga il problema sollevato da taglia; punto 2°, il post però parte da coloro che sono nei forum per rompere le balle e arriv a dire che non bisogna diffondere i video viral, mi sembra estrema come conseguenza, io non diffondo i video che mi paiono di cattivo gusto, se invece un video è simpatico (le buzzigone lo erano) allora io condivido;

    mi pare un buon criterio, posto che io ritenga buona la mia capacità di discernimento tra cosa è di cattivo gusto e cosa non lo é; punto 3, occorre conoscere bene il media che si sta usando, facebook è ludico al 90%; se si vuole un media tennico si sa che c’è twitter, che non concede spazio alle perdite di tempo, pertanto perchè arrabbiarsi di un uso sbagliato? perchè sbagliato?

    parliamone.

  • Pensate che io mesi fà aprii questo gruppo facebook: “Contro la distorsione delle informazioni relative al web su TV e giornali” risultato 17 iscritti 😐

  • Beh, semplicemente, molti non sanno che esiste un’opzione 2 o 3, vedono spiattellata in faccia, ogni giorno l’opzione 1, e pensano che sia quella giusta, o magari non hanno forza o capacità di selezionare il meglio che fa per loro 😀

  • secondo me bisogna sfruttarle ste due calippare…

    un bel video che parte con le due calippare che parlano poi ad un certo punto si blocca ed esca una cosa del tipo… “questo video ha avuto milioni di visualizzazioni… il video che parla di (argomento serio) solamente 10… forse qualcosa nell’informazione non funziona ?” e giu’ il link ad un argomento serio… è un’idea…

  • E se fosse una mossa dell’Algida per scalzare dall’universal SERP il video Calippo Algida, una brutta sorpresa? 🙂

  • beh se si controlla google trends per la parola calippo ….in effetti…

  • @tagliaerbe:

    Non sono d’accordo sul fatto che giornali e televisioni non aspetterebbero che queste occasioni per parlare male di Internet, la trovo una affermazione un po’ riduttiva e un po’ superficiale. Il giornale fa passare ciò che è “notiziabile”: si può trattare di un video con molti ingressi su YouTube (e va a finire senza dubbio in una rubrica di Costume, specie se il giornale è online) o può trattarsi del furto dei dati di una carta di credito via Internet. Che di punto in bianco un telegiornale parli di Internet senza motivo mi pare poco probabile: al massimo può farlo per tappare buchi estivi, quando il numero delle notizie “concrete” decresce. Quello che chiedi nel resto del post è secondo me utopistico: uno diffonde ciò che lo ha colpito, positivamente o negatimente. Tu presupponi l’esistenza di un utente che non divulghi ciò che lo ha colpito, non sia pettegolo e non si avvicini all’equivalente di una moderna “capèra” (http://www.madeincaserta.it/scheda_ospitalita1847.html).

  • ciao , sono d’accordo con skerozzo : alla fine se non si può limitare il fenomeno è giusto sfruttarne l’impatto e l’ampiezza comunicativa per veicolare un messaggio serio !

    bravo skerozzo

  • @skerozzo/italiaonsite: sfruttare cosa? ma secondo voi è così facile “sfruttare” 2 persone facendole dire quello che si vuole? se la TV ci ha messo le mani sopra, tempo qualche settimana finiscono a fare le vallette/veline/granfratelline, con tanto di contrattino di qualche azienda che vende occhiali da sole/gioielli/orologi/vestiti… altroché veicolare messaggi seri.

  • Sono molto d’accordo con l’articolo e soprattutto con la definizione del troll. E’ triste vedere che tra i troll ormai ci sono anche le persone che sono online da anni e che dovrebbero dare l’esempio di utilizzo adulto del web, ma che viralizzano questi contenuti con motivazioni da arrampicata sugli specchi… più che le fenomene, che sono quel che sono, sono da biasimare proprio chi diffonde….

  • Condivido il post del taglia e lo quoto in ogni sua virgola. La cosa preoccupante non è tanto dire cos’è giusto e cos’è sbagliato, alla fine i social network sono fatti per far dire e fare alla gente quello che vuole, senza censure di nessun tipo.. I video più cliccati sono quelli di questo tipo? Evidentemente è quello che la gente cerca, quello che la gente vuole e c’è chi chiaramente sfrutta tutto questo per fare marketing e guadagnarci sopra… E’ preoccupante, che la gente vada dietro a questo… Quelli che ci costruiscono un business alimentano perché il clamore non si spenga più a lungo possibile… Un social così non piace neanche a me, ma evidentemente non tutti la pensiamo così (guardate certe statistiche relative a visualizzazioni di video, follower su twitter, fan di pagine ecc…..)
    A presto
    Paolo Leonardi

  • @tagliaerbe… no, non ha intenso quello che volevo dire (che comunque era una battuta)… intendevo dire che se tu adesso metti su youtube un video con le calippare… però ad un certo punto della riproduzione lo fermi e metti un messaggio serio magari rimarcando che chi sta riproducendo il video sta guardando una cosa trash e ci sono cose piu’ importanti da guardare, potresti ricavarne molta visibilità… questo intendevo con “sfruttare le calippare”. Solo una battuta in ogni caso..

  • @Marco Salvadori : grande, ecco quello che nessuno dice e che è poi la verità. La vita reale nella società media è fatta di chiacchiere e barzellette. FB riproduce questo.

    Ma il mio invito è di guardare la cosa dal punto di vista diametralmente opposto. Non guardiamo la società media di chi usa internet a solo scopo ludico ponendoci come quelli che lo usano a scopo edificante e costruttivo, GUARDIAMO LA COSA INVECE DALL’ALTO: abbiamo una massa di persone che condivide stupidate basta che facciano ridere, ed ogni idiozia sufficientemente grottesca si possa escogitare per veicolare un brand, il popolo di “superficialotti e medi” utenti di facebook lo condividerà fino alla morte. Ecco, se stiamo guardando questo abbastanza dall’alto, non possiamo che cogliere l’enorme veicolo di marketing rappresentato dalla viralità delle idiozie.

    CREDIAMO FORSE CHE UNA NICCHIA SOVVERSIVA POSSA INCREMENTARE IL LIVELLO DELLE DISCUSSIONI ONLINE?

    Io lo escludo, la gente è questo e questo rimane.

    Possiamo solo scegliere se sfruttare quste “variabili ambientali” e questa ” corrente naturale che veicola le idiozie” o se cercare disperatamente di vogare controcorrente.

    E non fraintendete, anche a me sta sulle scatole vedere la tv che passa video scemi di youtube, per questo ho eliminato la tv dalla mia vita.

  • @igor

    Fare delle critiche “sociologiche”, come quelle sopra esposte, non esclude il poter poi fare delle considerazioni di business, anche se a me risulta più difficile dedicarmi a qualcosa che non amo.

    Venendo a queste, mi è capitato di vedere le statistiche di accesso al sito di un capace collega che si sta dedicando tanto a facebook.

    La % di accessi che ottiene da facebook è alta e ha superato quella di google.

    Io invece sto a frazioni millesimali, e riguardo alla promozione su tale canale non faccio quasi nulla, però quando ho messo i vari pulsantini ha cambiato pochissimo se non nulla.

    Andando poi a vedere i numeri assoluti, ricevo da facebook tante visite quante lui.

    Cosa ne concludo? Che faccio bene io a non promuovermi su facebook e lui sbaglia?

    No assolutamtente, che abbiamo modelli di business completamente diversi, e ognuno richiede una diversa strategia.

    A lui interessano le conversioni che ottiene sui suoi prodotti, a me interessano le pagine visualizzate.

    L’importante è che la strategia, il modello di business, e le nostre capacità siano fra loro congrue.

    Quando vediamo le cose dall’alto dovremmo chiederci se siamo abbastanza in alto da poter vedere oltre al nostro vicinato di conoscenze.

  • Nel mio blog l’ho citata una volta sola… Sono stata costretta… Ed era pure fra parentesi… … … (Mi sento un po’ in colpa)

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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