Il nofollow, secondo Matt Cutts

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Non so quante volte si è parlato di nofollow su questo blog, ed oggi aggiungiamo al puzzle l’ennesimo tassello.

L’occasione me la offre Matt Cutts, ribadisce i soliti 2 concetti principali sull’argomento:

  1. I link verso le pagine dei tuoi siti, pagine che puoi controllare, di cui ti fidi, non devono avere il nofollow. Se hai buoni contenuti (ad esempio, una FAQ), perchè non farci fluire il PageRank?
  2. Sui link verso pagine esterne, che non puoi controllare, di cui non ti fidi, puoi mettere il nofollow. Ad esempio, mettilo nei commenti ai post del tuo blog, o sui link a pagamento.

Se il consiglio di Matt Cutts può sembrare scontato, trovo invece interessante come randfish di SEOmoz :

“Volevo solamente aggiungere che – grazie a recenti esperienze con alcuni siti – mi permetto di diffidare dal rimuovere il nofollow completamente da un sito. Abbiamo avuto modo di osservare che la rimozione del nofollow da 3 siti web ha portato ad una drammatica perdita di traffico. Sembra che il motivo sia dovuto ad una indicizzazione meno profonda da parte di Google di pagine che ricevevano traffico da long-tail (tutti i siti erano piuttosto grandi). E rimettere il nofollow sembra abbia risolto il problema.

Ovviamente queste potrebbero essere coincidenze, ma mi sembra piuttosto improbabile. Il sito che ho avuto modo di osservare meglio mostrava un minor numero di pagine indicizzate da Google (quando è stato tolto il nofollow) e questo numero e tornato come prima non appena il nofollow è stato rimesso.

Il mio consiglio è – se il sito è nuovo o riprogettato – di scegliere con molta attenzione i link in modo che non sia necessario utilizzare il nofollow. Se stai invece pensando di levare tutti i nofollow che hai messo sino ad ora, ciò potrebbe essere pericoloso, e dovresti monitorare la cosa attentamente.

In ogni caso: nulla da dire rispetto a ciò che Matt Cutts ha affermato nel video, ma penso che le parole che dice sono pesate molto attentamente. Negli esempi che ha menzionato, l’eliminare il nofollow ha probabilmente senso, ma la cosa non è universalmente applicabile.”

Se anche tu hai avuto qualche esperienza, buona o cattiva, con l’uso del nofollow, condividila qui sotto 🙂

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

5 Comments

  • Nel gestire la sezione “notizie” di un sito che si occupa di audio, mi stanno venendo dubbi riguardo al nofollow.
    Tutte le notizie (in genere 10-20 a settimana, segnalazioni di nuovi prodotti nell’ambito) contengono un link verso il produttore dell’oggetto stesso: a volte si tratta di grosse aziende, altre volte piccoli o piccolissimi produttori (magari con relativi siti web piuttosto amatoriali).
    Finora non ho mai usato il nofollow su questi link, per vari motivi:

    – i contenuti sono coerenti con quelli del sito
    – in generale, da un punto di vista formale mi sembrerebbe scorretto, visto che è chi scrive la notizia, a inserire il link

    Però ultimamente ho qualche dubbio.
    Trattandosi molti articoli (tipo 600 o 700 articoli l’anno), non c’è il rischio di passare per un sito che vende link, o comunque perdere pagerank “collezionando” nel tempo migliaia di link in uscita?
    grazie per eventuali consigli?

    Reply
  • Io ho notato che da quando ho tolto il nofollow sul mio sito i commenti sono aumentati, le visite anche e addirittura gli incassi con adsense.
    Quindi penso che hai fatto bene, poi e’ logico a quel punto chiunque come me lascia un commento magari inserendo una parola chiave che puo’ interessare, ma non si puo’ avere la botte piena e la moglie ubriaca… ad ogni modo per me e’ stato vantaggioso, scrivici anche se e’ successo su questo blog

    Reply
  • Confermo assolutamente la tesi. Anche io in esperimenti effettuati in precedenza ho notato un sensibile calo delle visite da motori. A controbilanciare il tutto però stà il fatto che un buon sito con buoni contenuti e una buona moderazione dei commenti può, pubblicizzando la presenza di commenti “follow”, aumentare la partecipazione degli utenti al sito e quindi far crescere esponenzialmente le affiliazioni allo stesso.
    Sotto certi aspetti penso che possa essere anche utile ma sicuramente un’arma a doppio taglio.

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  • La cosa più importante è sempre la materia prima, senza di questa la puoi confezionare in mille modi, ma se non c’è la sostanza …

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  • Ciao, ho appena letto l’articolo e penso che dici sia valido fino ad un certo punto. Io con alcuni blog che gestisco ho provato ad eliminare il nofollow completamente e ho notato sicuramente una minore indicizzazione da parte di google, ma un aumento di traffico e di partecipazione al blog.
    La maggior parte dei webmasters cercano blog in cui non ci siano i nofollow sui commenti e questa può essere un’ottima chiave per portare maggiori visite sul proprio blog/sito.
    Molte persone si avvicinano al blog solo per avere un altro inbound link, ma la maggior parte poi divnteranno lettori fedeli sempre dando per costato che i contenuti siano utili ed originali come in questo blog ^^

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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