Il “modello Bardi”

Da diversi mesi a questa parte si parla molto di fuga dall’Italia, di Silicon Valley, di giovani che fanno fortuna all’estero (o che almeno ci provano): un nome su tutti i ragazzi di Mashape, che nelle ultime settimane hanno animato dibattiti online, alla radio e perfino in TV.

Sull’altro lato stanno nascendo, seppure timidamente, piccole iniziative per rimettere in moto il paese (vedi Agenda Digitale), o per far tornare i cervelli già fuggiti (vedi Controesodo).

E’ sul fronte del “trattenere”, però, che ci stiamo dimostrando parecchio scarsi: le basse retribuzioni e soprattutto la mancanza di un ecosistema in grado di calamitare i giovani più virtuosi spingono alla fuga proprio i più meritevoli, lasciando sul campo gli over 30 (che solitamente evitano il balzo a causa di moglie e figli a carico) o quelli più legati al proprio territorio.

Già, il territorio. L’Italia ha la “bella anomalia” di avere circa 8.100 comuni, ma pochissime grandi città: pensa che solo 2 capoluoghi di regione (Roma e Milano) superano il milione di abitanti, e solo 45 centri abitati ne hanno più di 100.000!

Per tradizione/cultura, l’italiano medio ha dunque un modus vivendi più da paesano che da cittadino: ama gli spazi liberi, l’aria aperta, la vita rurale.

Ed è su questo humus che si innesta l’idea di Andrea Pontremoli, ex-CEO di IBM e ora CEO di Dallara, un grande “sognatore tecnologico” del quale avevo già parlato su questo blog un annetto fa.

Wired racconta che Bardi, il paese di Pontremoli, dato per spacciato dalle statistiche demografiche è invece ora rinato, grazie alla banda larga. Sono arrivati nuovi abitanti, sono nati bambini e nuove aziende, le attività hanno ripreso vita.

Ma la banda larga, da sola, non basta. Ecco dunque il “Progetto Orchidea”, finanziato dal Ministero dell’Ambiente, che nasce proprio per fare da collante fra istituzioni e aziende: una piattaforma informativa per incoraggiare gli utenti a “fare sistema”.

Cos’altro occorre? A mio parere ci vorrebbero fondi (privati), sgravi fiscali (pubblici), e una reason why che attiri le persone da fuori e non faccia fuggire quelle presenti: un modello di “incubatore” che si autoalimenta, innestato in un ambiente a misura d’uomo.

L’ecosistema della Silicon Valley non si può replicare, ma magari quello della “Bardi Valley” si.

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7 Comments

  • Circa controesodo c’è da dire che seppure è legge da fine dicembre e pubblicato in gazzetta a fine gennaio, non è ancora utilizzabile perchè mancano norme operative dal Ministero degli Esteri…

    In teoria dovrebbero esser pubblicate entro fine marzo (60gg dalla pubblicazione legge).

    Secondo me è una legge comoda per chi (io!) aveva già intenzione di venire in italia dopo anni all’estero, ma faccio fatica a credere che possa esser un fattore di decisione per alcuno.

  • Siamo talmente indietro che ci vorrà molto di più della banda larga nei paesi e di una legge, non tanto per far tornare i cervelli (o per non farne scappare altri), ma per creare un minimo di tessuto industriale, di centri di ricerca e sviluppo, un pò di cultura nei “grandi” per evitare frasi del tipo “ma dove vai? Hai solo 19 anni!” quando invece questi ragazzi possono essere il motore di una nuova Italia.

    Buona giornata a tutti

  • L’unico vero controesodo riuscito in Italia è avvenuto con lo Scudo Fiscale! 😛

  • Ci vorrebbe anche che il comune e a chi tanto preme questo progetto, Pontremoli in primis, si occupassero anche di evitare che vengano riaperte cave di pietra ofiolitica che disperdono notevoli quantità di amianto.
    A chi viene a Bardi per cercare una qualità della vita migliore certo questa cosa non piacerà quando la scoprirà, come è successo a me. Ci vorrebbe anche che il comune invece di spendere soldi per strade inutili le usasse per quelle utili e per il sale d’inverno, per esempio. Ci vorrebbe anche che quando l’acqua potabile contiene larve, il sindaco, massima autorità sanitaria, si occupasse di verificare che l’acquedotto dei malcapitati sia a norma e premere affinchè la situazione venga risolta.
    Bel ritratto quello dato da wired, peccato che sia vero solo per un 30%. Che già comunque è qualcosa, questo non lo nego. Speriamo che chi di dovere prenda coscienza anche delle altre problematiche e intervenga.
    Già c’è chi preme per la soluzione di alcuni problemi esistenti, basterebbe che chi crede in questo progetto appoggiasse pubblicamente chi si impegna per migliorare le cose.

  • ma che paese siamo ,gente stufa avvilita di questa classe politica in generale che fa solo chiacchere e non aiuta veramente nessuno,praticamente quasi abbandonati. abbiamo in italia tutto,arte luoghi turistici veramente splendidi,un popolo incredibile con una intelligenza e fantasia nel creare qualsiasi cosa ,abbiamo una cultura culinaria da numeri uno nel mondo, ma alla fine come siamo ridotti ? allo sfracello. giovani fate bene ad andare all’ estero qua non c’e’futuro per le vostre idee .bravi e coraggiosi i ragazzi di milano da ammirare e da prendere esempio come loro tanti altri.in bocca al lupo a tutti.valentino

  • Non sono mai d’accordo sulle rese. Quello che accade è anche nostra responsabilità, ne siamo comunque parte. Fuggire è anche deresponsabilizzarsi. Con tutto il rispetto per chi sceglie di mettersi in gioco altrove, anche come crescita. Io ho lavorato spesso all’estero e ho avuto una sede del mio studio anche in Argentina per alcuni anni. Un’esperienza fondamentale che mi ha permesso di vedere le cose diversamente anche sull’Italia.
    Rispondo anche a Giancarlo, che conosco personalmente e che fotografa una realtà in cui molti si riconosceranno, in diversi altri comuni italiani e quindi non solo a Bardi. Incontestabile la serie di problemi elencati. Quindi: davvero possiamo credere che la classe politica attuale sia in grado di migliorarsi? Non intravediamo un momento in cui molte cose potrebbero essere messe in discussione nelle fondamenta? Vedo molti fronti aperti…

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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