Il futuro della pubblicità online in Italia

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Dopo aver letto parecchi articoli e comunicati stampa, ascoltato dichiarazioni (vecchie e nuove) in video, parlato con amici e conoscenti che a vario titolo operano nel settore e soprattutto dopo aver pensato e rimuginato giorno e notte, ecco le mie previsioni su quelli che saranno gli scenari futuri dell’advertising nostrano in Rete.

I 3 colossi

In base alle informazioni che ho raccolto/elaborato, ritengo che nel Bel Paese si siano ben delineati 3 grossi gruppi di potere, che saranno in grado di influenzare pesantemente le sorte e i flussi economici che girano intorno al mondo dei banner & co.

1. Banzai

300 collaboratori e più di 50 milioni di ricavi (nel 2008): bastano questi numeri per far capire la potenza del gruppo industriale nato soli due anni fa dalla mente di Paolo Ainio e Andrea Di Camillo. La holding include una trentina di property e continua incessantemente ad espandersi, anche in questo periodo (che viene considerato ancora) di crisi: ricordiamo infatti le recentissime acquisizioni di Blogbabel e Saperlo.it, nonchè la partecipazione in Giallozafferano.

2. RCS (+Dada?)

E’ ufficiale, l’ex uomo Google Italia è ora “super-consulente” di RCS per quanto riguarda le strategie sui nuovi media. Ipotizzo che sia stato assunto per fare un pò di ordine fra le innumerevoli property del gruppo, ma anche per far sbarcare online buona parte di ciò che ora è posteggiato offline (e che, inevitabilmente, è destinato a morire fra pochi anni). Grosso punto interrogativo su Dada: verrà integrata nel nuovo progetto, o ne rimarrà fuori? e quale ruolo potrà avere Simply in questa operazione?

3. Mediaset-Mondadori

Questa invece è una voce di corridoio, ma mi è stata confermata da almeno due persone fidate: anche l’asse Mediaset-Mondadori si sta riorganizzando per fare sul serio online. Si dice che la mancata presenza allo IAB Forum 2009 da parte di Digitalia ’08 sia proprio dovuta alla prossima nascita del nuovo soggetto, che verrà presentato a brevissimo. Nel frattempo, segnati questo nome: Mediaset Cube.

Gli scenari possibili

Come accennavo qualche giorno fa, ipotizzo che alcune concessionarie spariranno da qui a breve. Morendo torneranno sul mercato i siti che rappresentano, che a quel punto potranno optare fra 2 vie:

• correre soli (in questo caso il rischio è altissimo: un sito, per quanto grosso sia, non riuscirà mai ad avere numeri interessanti per un centro media, quindi rischia di non riuscire a raccogliere inserzionisti importanti e dovrà di conseguenza accontentarsi del “solito riempimento”, ovvero Google AdSense)
• finire in pasto ad una delle concessionarie rimaste sulla piazza (alimentando la logica secondo cui i soggetti più grossi diventano sempre più grossi, mentre i più piccoli sempre più piccoli)

Ne consegue che i pesci più grossi acquisiranno un peso sempre crescente all’interno dei centri media, in quanto saranno in grado di portare in dote a) un enorme numero di utenti unici e pageview e b) un ampio ventaglio di siti in grado di coprire qualsiasi settore merceologico: in pratica, il Banzai della situazione sarà in grado di “intercettare” praticamente tutte le campagne possibili e immaginabili, destinandole poi ai siti più in target in forza al suo paniere.

Dall’artigianato alla rivoluzione industriale

In altre parole, quello che sta avvenendo oggi è un passaggio storico: dopo un buon decennio di siti che, nonostante le grosse dimensioni e i buoni introiti, mantenevano comunque una gestione fra l’hobbistico e l’amatoriale, quello che si profila all’orizzonte è la concentrazione di queste realtà nelle mani di pochi, pochissimi gruppi.

E per chi non salta su uno di questi carri, potrebbe profilarsi un futuro davvero difficile…

P.S.: accetto commenti (anche anonimi) da chi è a conoscenza di altre indiscrezioni, o di chi è disposto a fare altre elucubrazioni 🙂

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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34 Comments

  • Ciao, sono d’accordo con tutto tranne su alcuni punti: uno, Mediamond, sulla carta un colosso, in realtà non ha ancora una properties così forte e deve rinnovare gran parte dei prodotti e chissà se riuscirà bene dal punto di vista editoriale; due, rcs+dada non sembrano intenzionati ad una proposta congiunta a breve; tre, Tiscali avrà grosse performance nel brevissimo periodo … e qui non gli viene dato il giusto peso; infine, importanti player (Microsoft, Telecom, Yahoo!, Wind ad es.) non staranno a guardare … e secondo me tutti stanno facendo la spesa nell’ombra… nei prossi 18 mesi non cambierà molto, ma più avanti ci aspettano nuovi scenari inipotizzati oggi…

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  • Credo che la tua analisi, seppur lucida e logica, sia forse un po’ troppo semplicistica, nel senso che mi sembra difficile, oggettivamente, che lo scenario si riduca ai tre soggetti, seppur importanti, che hai citato. Ad esempio non credo che concessionarie come AdLink (o Hi Media che dir si voglia) o Sky Pubblicità si accontenteranno di fare da comparse, così comeritengo poco realistico, ad esempio, che il mercato stesso (inteso come centri media, grandi clienti, ecc) accetti senza fiatare di finire in uno scenario controllato e/o gestito da così pochi competitors, perchè ovviamente questo ridurrebbe significativamente la concorrenza….sui DN!!!! Quindi credo (e sinceramente spero) che il prossimo futuro dell’online sarà certamente diverso da oggi, speriamo anche meno frastagliato e con maggiori aggregazioni tra siti (per avere siti migliori e più strutturati), ma non così ridotto ai minimi termini,

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  • Ottimo post, mi permetto di aggiungere i miei due cents:

    – Adsense è solo e gioca solo, lavora sulla coda lunga (sempre più corta) e manterrà il ruolo di ottimizzazione invenduto, se ci pensate il vero aggregatore dei piccoli è lui e difficilmente in termini di medio periodo verrà scalzato.

    – Mediaset/Mondadori, RCS/Dada, Espresso, Banzai: questi gruppi secondo me traineranno acquisizioni, fusioni e quant’altro.

    – Altri gruppi medi: da Ed. Master a Tiscali adv, da Libero ad altre concessionarie: continueranno le loro strade, ma tranne rari casi dove potrebbe esserci un’aggregazione di alcuni di questi player, la maggior parte sarà acquisita o vedrà ridurre le prorprie quote.

    – Infine c’è spazio per piccoli gruppi che gestiscono siti ultraspecializzati: portali verticali di medie dimensioni, concessionarie medio piccole che sono sempre un alternativa per il classico spender che dice “si, ma fatemi provare qualcosa di nuovo”.

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  • @tagliaerbe Proprio l’uscita di Davide Mondo mi fa pensare che qualche forma di aggregazione debba avvenire nei prossimi 12 mesi attorno a Tiscali adv o con una delle altre piccole o con un progetto più ampio che coinvolge uno dei grandi, un nome a caso (ma mica tanto)? Manzoni-Gruppo Espresso

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  • Scusatemi scivo al volo per concludere la precedente.
    QUATTRO –
    Ho l’impressione che esista un’equazione tra impatto comunicativo, forza mediatica e flusso di visitatori.
    Cerco di spiegarmi meglio: le grandi del “prossimo futuro”, vale a dire: Mondatori, RCS, Edizioni Master e Banzai (su queste ultime due ci sarebbe da descriverne la mission in quanto, a mio parerre, si differenziano di gran misura sia dalle prime due e cioè da rcs e mondatori sia tra loro).
    Apro una parentesi per esprimere un concetto: l’essere umano nasce e cresce con sensi di colpa, è la stessa religione che ce lo instilla nelle nostre menti, abbiamo sensi di colpa rispetto ai principi che i genitori ci insegnano, oltremodo l’uomo tende sempre a stare e ad avvicinarsi al migliore, purtroppo ahimé il più forte è sempre il più amato e seguito. Tutti noi amiamo una squadra di calcio, in genere la si sceglie da bambini e guarda è sempre la più più forte… juve, milan, inter ecc… Nel MotoGP chi è che seguite con più passione? scommetto VAle, nonostante guidi una moto giapponese e così via, potremmo stare qui ore a fare esempi. Vorrei solo attenzionarvi su una considerazione – pesonale – del futuro grazie all’acume per gli affari di pochi ma irraggiungibili business-man mentre noi nel frattempo dissertiamo prosaicamente su questioni ch rappresentano l’ennesima conferma di evidenze note da tempo. Mi rendo conto a volte di essere prolisso, scusatemi, cercherò di essere più breve, passerò ad una sintesi laconica, se ci riuscirò.. 🙂
    Quello che voglio dirvi è che nel momento (massimo 2 anni) in cui i protagonisti avranno occupato la parte centrale del campo, non resta che abbandonare lo stadio diventando spettatori nonostante possessori del biglietto di entrata, la massa seguirà il più forte e non sto a spiegarvi perché, immagino lo sappiate già.
    Noi siamo stati gli apripista, abbiamo educato l’utente ad approcciarsi e a prendere confidenza con il web, sia nel campo delle compravendite online, sia nello stabilire un nuovo rapporto medico-paziente quindi nel settore medico-scientifico attraverso vortal dedicati, sia all’acquisto di auto online moto ecc, ed ora ahimé come un fiume in piena arrivano gli invasori o meglio i predatori che garbatamente afferrano tutto ciò che con amore e abnegazione abbiamo creato.
    Ragazzi il ricordo del web di una volta è ormai più pallido di un Pierrot
    Spero che la mia sia solo una considerazione fallace o forse soltanto una ridondante caterva di concetti, vi prego contestatemi e contradditemi.

    Ciao

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  • @Fabrizio: Tiscali Advertising? dopo l’uscita di Davide Mondo, Sales & Marketing Director, non ci scommetterei… tra le altre cose, è proprio lui il nuovo CEO di Mediamond (vedi il punto 3 del post… Mondadori Pubblicità + Publitalia 80 = Mediamond).

    Ne vedremo delle belle 🙂

    Reply
  • Io credo che grande parte del gioco la faranno le aggregazioni prossimo future dei player medio-grandi come tiscali adv, goadv(excite), leonardo adv e includerei la stessa banzai, bisogna vedere chi si sposa con chi e quando, questo farà propendere l’ago della bilancia pubblicitaria verso uno o l’altro operatore a meno che non si alleino/fondano fra loro. Penso che alla fine un ruolo primario un questo processo lo giocherà proprio tiscali adv che si sta già riposizionando per rilanciarsi dopo un periodo di appannamento dovuto ai guai finanziari della società sarda…

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  • Ciao Filippo
    quello che tu dici lo condivido pienamente e sono altrettanto certo che il tuo know how nel settore wine & food rappresenti un valore aggiunto in questa giungla e può essere determinante nella continuità della tua attività.
    Senza arzigogolare troppo su concetti personali più o meno validi e facendo un passo indietro dove la storia ci insegna che tutte le persone che durante la loro vita sono riuscite in qualcosa hanno certamente caratteristiche comuni: “motivazione”, “energia”, voglia di fare bene e soprattutto credere in quello che si fa quotidianamente e farlo con impegno e dedizione. I grandi personaggi hanno fatto la storia concentrando la loro forza in qualcosa che sapevano fare bene.
    Parimenti, sono consapevole che a volte non è semplice, nonostante lo sforzo nel dare il massimo di noi stessi per raggiungere l’eccellenza, tutto questo rappresenta però, l’aspetto funzionale psicologico di ognuno di noi, quella componente psicogena che è alla base della spinta al successo che spero e mi auguro che tu abbia, anche se nelle tue parole leggo un po’ di sconforto. Ma altresì devo necessariamente come ho fatto nel post precedente criticare lo stato attuale di alcune cose.
    La mia visione “grigia” come tu la definisci è rivolta alla massa e per massa intendo
    UNO – gli improvvisatori, coloro che credono di aver raggiunto una buona conoscenza del web fino al punto di arrogarsi la presunzione di fare corsi a prezzi improponibili, (quando poi in USA con 30 dollari puoi frequentare corsi con personaggi di caratura strabiliante come Adam Lasnik). Qui si parla di 300 – 400 -500 + IVA per giunta. Fuori da ogni ragione logica.. e per spiegare cosa? Quello che trovi in rete, il più delle volte nelle linee guida di google.
    DUE – tutti quelli che pensano in qualche modo di dominare il web per le loro visite acquisite magari in 10 anni quando internet in italia rappresentava il deserto. Ragazzi è tutto virtuale, è un piccolo momento di gloria, fatene tesoro in silenzio e non mostratevi, rischiate il declino terrificante della vostra immagine e ancor di più del vostro brand.
    TRE – i blogger aggregatori funesti e audaci di notizie prese un po’ dovunque senza un senso senza una linea editoriale se non quella del copia incolla e dei refusi. Apro una parentesi pe segnalare una criticità googleiana che ahimé indicizza il contenuto dei blog che hanno più trust magari penalizzando il sito padre della vera fonte. Potrei portarvi decine di casi. (Chiaramente Tagliaerbe è un’altra cosa, ho conosciuto il proprietario e vi assicuro che è una persona squisita e disinteressata) ecco perché scrivo per la prima volta qui.
    QUATTRO – parliamo ora dei titani del web e la loro roadmap…
    caro Filippo il dovere mi chiama continuerò appena potrò Ciao

    Reply
  • Gestisco una concessionaria wine & food. Mi occupo solo di questo settore da 15 anni e la forza di questa concessionaria è proprio quella di avere pressoché tutti i publisher che fanno tendenza in Italia in questa particolare area tematica.

    Penso che specializzarsi in una singola categoria possa essere l’unica strada per noi piccoli. Anche il tipo di lavoro che viene fatto con gli editori conta, l’assistenza fornita, le tempistiche sui pagamenti, le regole etiche di decide di darsi e far rispettare dagli editori, il controllo (vero) sulla qualità dei contenuti e una competenza diretta nelle materie trattate dal network penso siano tutti fattori importanti e di solidità di una realtà pubblicitaria moderna.

    La parte più difficile è sopportare il “passaggio” obbligato dalle grosse agenzie con tempi di pagamento non tollerabili e gestione dei budget spesso avventata e senza grandi competenze. I big spender dovrebbero mettersi nell’ordine di idee di risparmiare molto creando le competenze necessarie alle pianificazioni al proprio interno imho.

    Il post è bello ma spero che il futuro non sia così grigio come tu lo dipingi. Penso ci sia ancora spazio per la professionalità e la competenza, almeno spero.

    P.s. : ho letto da qualche parte che Banzai sostiene di essere leader nel settore food, credo che il dato andrebbe verificato.

    Ciao, Fil.

    Reply
  • Beh!
    in tutti questi commenti, purtroppo c’è tanta verità, ognuno la rappresenta nel suo modo: chi faziosamente, chi drammaticamente, chi ci scherza su ecc. La verità è sotto i nostri occhi e pur abbandonando per un momento i tecnicismi dialettali informatici, ci allontaniamo rigorosamente con la mente da questo nefasto evento, un po’ come la cometa che nel 2012 dovrà infrangersi sul nostro pianeta, fintanto che è lassù non ci pensiamo, quando sarà a 20.000 km cominceremo a preoccuparci. Ragazzi… dopo è troppo tardi. Quello che vorrei passarvi è che è il momento di saltare l’ostacolo e… ahimè prendere le “giuste” ma (non meditate) decisioni.
    La mia previsione non vuole essere catastrofica, ma qui sovravviveranno in pochi. ..
    L’alternativa?
    Mio padre vecchio professore di lettere dei tempi andati mi diceva: “quando fanno la lotta gli elefanti a rimaner schiacciata è sempre l’erba. Noi in questo momento siamo l’erba, ma se ci unissimo tutti sono certo che potremmo combattere i futuri titani del web, dobbiamo essere pronti a parare i colpi che ci verranno inferti senza scrupoli. Uno come me fa 30.000 visite al giorno, se fossimo 40 quante visite faremmo insieme?
    Questa è la mia unica (azzardata) alternativa… oppure … l’estinzione progressiva nel giro di 36 mesi.
    I blog andranno a scomparire, forse rimarrà quello di Grillo e di Travaglio, i siti più grandi dovrebbero trovare un acquirente, ora;
    il resto non esisterà più. Ora vado a comprarmi la cena altrimenti nun se magna.
    A presto
    Paolo

    Reply
  • panorama interessante…. soprattutto con l’evoluzione che si prevede al commento 4 🙂
    Però mi unisco ad altre voci: e Telecom/Niumidia? Il Gruppo L’Espresso?

    Dove li mettiamo?

    Bello scenario, ma un pochino parziale?!!? 🙂

    Reply
  • mah! secondo me come dice mushin il quadro che hai delineato mentre lo stai pensando sta già cambiando. Soprattutto, Mediaset non credo riuscirà mai ad imporsi a meno che non si “svecchi” ai vertici. Inoltre, va considerato l’influsso che viene da fuori dell’Italia e la nascita di piccole realtà che si spera riusciranno ad imporsi e a dettare nuove regole…sarò ottimista, ma cibbuzz.com è appena nato e lo voglio vedere crescere!:D

    Reply
  • Raccoglie i frutti chi ha puntato su Properties qualche anno fa, chi ha/crea Contenuti di mestiere, chi curerà meglio la transizione off-line/on-line 😉

    1. Properties=solidità
    2. Contenuti=enormi economie di scala
    3. Offline/Online= c’è la leadership del mercato in ballo per il più veloce (in questo alcuni player partono avvantaggiati)

    p.s. bel post 😉

    Reply
  • Temo che tu abbia ragione. Se così fosse internet precipiterebbe a breve in quella “lotta fra bande” tutta italiana che caratterizza i giornali e la politica nostrana. Stiamo a vedere. Bel post.

    Reply
  • se non metti facebook connect non commento più 😉

    l’analisi è buona, però mi sento di poter dire che non possiamo tralasciare Telecom e niumidia. è cmq la prima concessionaria di italia per fatturato. come si configura in questo contesto?

    e ancora, tgadv e il gruppo tuttogratis, probabilmente la concessionaria più efficace sul mercato.

    e ancora. il gruppo triboo? con l’acquisizione di juiceadv il gruppo di dvd.it, cellulari.it, shop.it sta crescendo rapidamente come player innovativo nella raccolta pubblicitaria italiana.

    e ancora. il gruppo editoriale l’espresso? repubblica e co.

    e ancora. il portale libero?

    e ancora. il gruppo 2.0? composto da nascar e ciaopeople (e vabbè qui sono parte in causa). possibile che stia a guardare? 😉

    cmq è davvero un bel post, complimenti.
    gianluca cozzolino

    Reply
  • a proposito di gossip, Hwupgrade con chi andrà? 🙂

    Comunque uno scenario simile si ripropose dopo la bolla del 2000 quando DADA acquistò un sacco di siti promettenti. Ma poi non ci fu alcun oligopolio.

    Considera che lo scorso anno tanti “acquisti” interessanti sono stati fatti da Edizioni Master http://www.edmaster.it/ ti sembra poco per non essere considerato un valido concorrente?

    Reply
  • Ammetto di aver lasciato il post un pò “aperto” per fomentare la discussione, e mi sembra di esserci riuscito 🙂

    Per chi si chiede il motivo per cui non abbia inserito Google (AdWords/AdSense), è semplicemente perchè lo ritengo un “riempimento”, perlomeno per siti di dimensioni medio-grosse (oggetto di questo post) che principalmente campano di ciò che arriva da concessionarie/centri media (e non dagli annunci AdSense).

    Molto interessante l’idea dello “straniero”, che non avevo (in effetti) valutato a fondo… anche se lo scenario più plausibile sembra quello ipotizzato nel commento n.4 😀

    Reply
  • Concordo con chi dice che hai (ma forse volutamente) tenuto fuori un po’ di gente… e soprattutto con chi solleva il problema dell’assenza dalla tua analisi dei gruppi stranieri… Siamo l’Italietta e siamo destinati ad essere conquistati.

    😉

    Reply
  • Nel tuo articolo non fai menzione dei due player che detengono assieme (almeno) il 70% del mercato italiano della pubblicità on line…

    Reply
  • Fantastico. E il Gruppo L’Espresso – La Repubblica dove è finito? E Virgilio – Telecom Italia? E Libero? Tiscali? Senza contare, poi, che a me pare che parlare dei grandi gruppi “italiani” abbia molto meno senso che non parlare dei grandi gruppi “in Italia”, che siano italiani o no poco importa.

    Reply
  • Penso che i primi due domineranno il mercato, ma per mediaset la vedo dura sinceramente. Terrei sempre in considerazione le grosse multinazionali estere. Faccio un esempio avremmo: mai pensato 15 anni fa che il più importante network televisivo in Italia sarebbe stato di provenienza australiana? Chissà magari per internet succederà la stessa cosa…già l’e-commerce è pieno di soggetti stranieri che si fanno passare per italiani.
    ai posteri l’ardua sentenza!

    Reply
  • Vedo che ritieni ininfluente per il settore il marketplace che ha creato Google con AD Manager.

    Certo è un po’ più complesso del semplice Adsense, ma non credo che sarà uno strumento trascurato ed anzi, quando verrà spinto, sarà si la killer application per le piccole media Agency.

    Sulle altre non mi pronuncio, ma molte mi sembrano troppo ingessate e lente per rispondere ad un mercato che evolve alla velocità della luce.

    Reply
  • Fino a quando si limiteranno ai banner ed a copiare Google senza introdurre delle vere innovazioni sinceramente non credo godranno di chissà quale crescita 🙂 (sempre che non facciano i “giusti” acquisti). 😉
    p.s. sono in vendita ehhehe
    Ciao Davide

    Reply
  • I 3 colossi da te citati sono:
    – un duopolista televisivo
    – un produttore/venditore di suonerie
    – due milionari usciti dalla bolla 2k
    aggiungerei:
    – un ex venditore di dialer
    e magari altri

    Nessuno di questi è diventato il colosso che è, creando e gestendo siti Internet e guadagnando dalla pubblicità.
    Inoltre non ho visto un valido piano industriale (sinergie, integrazioni, fusioni, …) nella maggior parte delle acquisizioni.

    Ma tutto sommato questo per ora è un bene, nessuno prevarrà sull’altro, e si faranno tanta concorrenza.
    Quando poi saranno così grossi (e forse in bolletta), da convincere i centri media a cominciare a investire seriamente su Internet, i centri media saranno ormai prossimi all’estinzione.

    Solo mediaset potrebbe avere le carte giuste per imporsi sugli altri, ma per farlo dovrebbe ritrovare l’innovatività che aveva negli anni ’80, su un mezzo che per ora non ha ben compreso.

    Reply
  • COMPLIMENTI – sono d’accordo con ” Dall’artigianato alla rivoluzione industriale”..

    Reply
  • Rischia di diventare il gioco della tombola per almeno 3 motivi: a) Non è un quadro sufficientemente dettagliato, b) Esclude a priori la presenza/influenza di gruppi esterni (non italiani) e c) Mentre lo stai pensando sta già cambiando: ad esempio la finestra di opportunità di Blogbabel è stata più contingente che pianificata e ha improvvisamente accelerato un bel po’ di cose.

    Personalmente ritengo quindi che questo post sia buono per discutere ma non possa essere considerata una valida analisi di scenario: su questa scala non sarebbe possibile farne senza andare ad indovinare.

    Per amore di discussione dico solo che: il versante Dada-RCS è sempre ricco di sorprese ma guardando ai numeri non so se riesce a tirare sul lungo periodo in maniera da essere davvero un 3° polo, stanno investendo su linee che sono scommesse. Mediaset si muove, ma per necessità più che per pianificazione, e se finora hanno fallito sul web miseramente, non è un caso: non hanno competenze e quello che stanno costruendo implica rivedere profondamente DNA e modus operandi della grande azienda monopolista che sono. E non sono sicuro che riescano a farlo. IL loro approccio alla pubblicità e all’innovazione è troppo fiaccato da anni di monopolio. Banzai ne esce su bene ma resta il più piccolo dei tre. Gli altri stanno dietro ma non così indietro da restare fuori dai giochi. Io credo che ancora per i prossimi 3-5 anni non avremo una situazione oligopolistica, anche se la tendenza a concentrare proseguirà (è una legge del capitalismo, è come dire che un fiume scorre verso il mare).

    Come sempre grazie per gli spunti di riflessione/discussione.

    Reply
  • Pfff… troppo facile

    1) Tra 12 mesi P. Ainio vende tutto a Telecom, si compra un’isola nei mari del sud e ivi si trasferisce facendo il gesto dell’ombrello. Dopo un anno ha acquisito anche le 12 isole limitrofe e viene incoronato Re. Come guardie del corpo assolda i profughi di The Pirate Bay, ormai alla macchia e ricercati da tutte le polizie internazionali.

    2) RCS (+Dada) vengono assorbite da Google e i dipendenti convertiti alla scannerizzazione di libri e riviste: M. Magrini in realtà era lì per quello. Il team di sviluppo di Simply viene attirato a Mountain View con uno stratagemma e crocifisso in sala mensa, in diretta YouTube, durante il solito concerto annuale dove suonano gli U2.

    3) L’asse Mediaset-Mondadori finisce la riorganizzazione nel 2012, e decide di mettere tutti i contenuti a pagamento, sotto password. Per registrarsi bisogna mandare un fax. Dopo un anno decidono che l’HTML in fondo è sopravvalutato, e che semplicemente bisogna scannerizzare le riviste così come sono in edicola, e mettere online i PDF. Anzi i JPG, che mica tutti hanno il reader. Ma non è possibile farlo con proprio tutte le testate, per l’opposizione delle redazioni. Dopo un anno chiudono definitivamente la parte Internet, affermando che “La Rete non è strategica per il nostro business ed è molto sopravvalutata”. Voci di corridoio non confermate dicono che vogliano sbarcare in forze su Second Life, dove intendono fare sul serio.

    Reply
  • Complimenti, analisi molto attenta. Credo non si discosti molto dalla realtà del futuro.

    Reply
  • D’accordo sui primi 2 nomi ma sul 3° mi sembra prematuro esprimere giudizi anche perchè non s’è ancora visto nulla anzi i progetti fin qui realizzati mi sembra si siano rivelati dei parziali fallimenti (vedi il portale sport.mediaset). Inoltre bisogna notare che in ogni rivoluzione industriale (e il web per la pubblicità è una rivoluzione) non ha mai visto gli stessi attori protagonisti: chi produceva carrozze non è diventato un produttore di automobili. Quindi non credo che Mediaset (leader della pubblicità televisiva) diventerà un soggetto protagonista della pubblicità online.

    Detto questo, ti chiedo un parere sulle concessionarie “tradizionali” come TiscaliAdv, Libero, Virgilio e su realtà più recenti come LeonardoADV.
    Come le vedi?

    Reply
  • È quello che penso da circa 1 anno: il web in futuro, dal mio punto di vista, sarà gestito solo da poche grandi aziende-container di siti che creano informazione. Riuscire a sopravvivere con i piccoli circuiti pubblicitari diventa sempre più complesso, mentre grosse aziende con una grande mole di professionisti e con orizzonti pubblicitari più ampi dati da una maggiore visibilità avranno vita più semplice. In ogni caso, spero che quest’eventualità sia molto remota.

    Reply

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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