Il 6% degli utenti fa il 50% dei click!

Un recente studio effettuato da Starcom, Tacoda e comScore e denominato “Natural Born Clickers”, rileva un dato curioso: una piccola percentuale di utenti è responsabile della metà di tutti i click effettuati sugli annunci pubblicitari.

Il profilo dell’Heavy Clicker

Età fra i 25 e i 44 anni di età, reddito inferiore ai 40.000 dollari, l’Heavy clicker ha un comportamento molto diverso da quello del tipico utente di Internet: anche se trascorre online il quadruplo del tempo rispetto a un “non-clicker”, la sua spesa non è proporzionata al grande uso che fa della rete.
L’Heavy Clicker naviga inoltre su siti diversi rispetto al “non-clicker”, come quelli relativi ad aste, gioco d’azzardo o annunci di lavoro.

Conclusioni

Insomma, l’Heavy Clicker clicca ma poi non compra.
Come si dice in gergo “non converte”.
Mentre gli inserzionisti pongono una sempre maggior attenzione al ROI, la ricerca mostra come l’alto numero di click non può essere considerato come il parametro principale per misurare il successo di una campagna.
La cosa è ancor più vera quando si parla di campagne di brand building, dove l’ottenere click è considerato come una sorta di “prestazione accessoria”: giudicare l’efficacia di una campagna dal numero dei click può essere quindi dannoso, soprattutto per il fatto che la metà di questi click viene effettuato da un piccolo gruppo di persone, che non può essere considerato come rappresentativo del target.
Che dite, torneremo alle vecchie e care campagne a CPM? 🙂

Fonte: New Study Shows that Heavy Clickers Distort Reality of Display Advertising Click-Through Metrics.

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3 Comments

  • Eh… sarebbe bello se le regole assurde che devono subire gli editori in rete si applicassero anche sulla carta stampa e nella televisione.
    Sarebbe belle se io, inserzionista, potessi prendere uno spazio sul Corriere della Sera o su Rai Uno e poi pagare in base non alla visibilità, ma al ROI.
    Io vendo “merda”, allora pagherò il Corriere soltanto se la “merda” che vendo viene venduta.
    Sarebbe considerato folle su carta stampata e media televisivi, ma non lo è per il web.

    Prima o poi ci si stancherà di sobbarcarsi soltanto i “rischi” altrui.

  • In tv pagano lo spazio, la durata della pubblicità e l’ora in cui questa viene messa. Idem sulla carta.. Non vedo perchè ancora noi invece dovremmo diventare una sorta di agenti di commercio online spacciando cacca per altro.

    Spero che prima o poi venga regolamentato seriamente il campo dell’adv online, non se ne può più di banner che ottengono migliaia di impressioni al giorno e non rendono nulla, intanto facciamo branding gratuito e questo nessuno lo paga.

    Davide scusami per i toni le la superficialità.. ma quando ci vuole ci vuole 😉

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Max Valle

Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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