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iAd, l’advertising secondo Apple

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E alla fine ecco che iAd è arrivato, confermando il rumor che girava in Rete da qualche giorno.

Le caratteristiche del nuovo servizio di Apple, presentato insieme alle altre feature del nuovo iPhone OS 4, sono riassunte sul sito ufficiale in questa frase stringata:

La nuova piattaforma di pubblicità mobile di Apple unisce l’emozione degli spot televisivi all’interattività degli annuci web. Solitamente, quando un utente clicca su un annuncio pubblicitario che si trova nel suo dispositivo mobile, esce dall’app e il browser carica la pagina web dell’inserzionista. Se l’utente cerca di tornare indietro all’app si trova spesso in difficoltà, o è impossibilitato a ritornare esattamente da dove era partito. iAd risolve il problema mostrando dei video a tutto schermo e degli annunci interattivi senza uscire dall’app, e consente all’utente di ritornare all’app in qualsiasi momento. iPhone OS 4 consente agli sviluppatori di integrare facilmente iAd all’interno delle app, e gli annunci sono dinamicamente inviati al dispositivo in modalità wireless. Apple si occuperà di vendere e “servire” gli annunci, e gli sviluppatori percepiranno il 60% delle revenue.

Sicuramente più intriganti le parole dette da Steve Jobs durante il keynote, che includono anche qualche numero interessante:

“Gli sviluppatori [delle applicazioni gratuite] devono trovare un modo di monetizzare. Un sacco di sviluppatori si rivolgono all’advertising – e noi pensiamo che la pubblicità attuale faccia veramente schifo.
Se guardi la pubblicità su un telefono cellulare, non è come quella su un desktop. Su un desktop, e legata alla ricerca. Su un dispositivo mobile, no. Le persone non cercano sui loro telefonini.
Le persone passano il loro tempo nelle applicazioni.
Un utente medio spende 30 minuti al giorno nelle app. Se inseriamo un annuncio pubblicitario ogni 3 minuti, sono 10 annunci al giorno.
Che in tutta la community di iPhone, fanno 1 miliardo di impression al giorno.
Abbiamo visto tutti gli annunci interattivi esistenti sul web. Noi vogliamo portare interazione – ma anche emozione.
Se ora clicchi su un annuncio pubblicitario, esci dall’applicazione. Col risultato che le persone non cliccano sugli annunci.
Noi abbiamo capito come rendere la cosa interattiva, con contenuti video, senza mai andare fuori dall’app.”

3 spunti di riflessione/discussione

• 1 miliardo di impression al giorno sono poche, pochissime se rapportate a quelle che riesce a sparar fuori Google (immagina solo quanti annunci AdSense vengono esposti quotidianamente nelle SERP del motore di ricerca e in tutti i siti, forum, blog che utilizzano Google AdSense). Ma secondo alcuni “il futuro è mobile“, e Apple rischia di guadagnare importanti quote nel breve-medio termine, utilizzando una tecnologia che supera di gran lunga la logica con cui opera il classico banner (display o contestuale che sia): c’è già chi stima che iAd possa portare nelle casse della Mela più di 4,6 miliardi di dollari all’anno…

• Se gli sviluppatori monetizzeranno parecchio grazie a iAd, si può prevedere un grosso aumento del numero delle app prodotte e distribuite, che probabilmente saranno sempre più gratuite (e sempre meno a pagamento). Di riflesso potrebbe aumentare di parecchio il numero di dispositivi (iPhone, iPod Touch e iPad) venduti da Apple… magari compreremo i device Apple proprio per fruire gratuitamente di una serie di applicazioni che su altre piattaforme sono a pagamento (o che non esistono del tutto).

• Con quale modalità si compreranno/venderanno gli annunci iAd? CPM, CPC, CPA? Steve Jobs parla di forte interazione dell’utente con la pubblicità, di emozioni, di contenuti video… si inventerà forse il CPiAd (Cost Per iAd), magari basato sul concetto di Dwell? 🙂

Se sarà un successo, giudicalo tu:


Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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8 risposte

  1. iAd risponde alla necessità di Apple di guadagnare di più dalle applicazioni (attualmente le revenue dello store superano di poco il break-even) e contemporaneamente di compensare la stragrande maggioranza degli sviluppatori che a fronte di mesi di lavoro non riescono a guadagnare causa della grande competizione.
    Alla fine le applicazioni servono ad Apple per vendere più devices e se gli sviluppatori/editori non creano costantemente nuovi contenuti scendono le vendite della mela…

  2. Senza Dwell o un parametro similare 1 miliardo di impression sono troppo poche, specialmente se poi si vanno a segmentare per paesi e mercati/prodotti…
    Inoltre il 40% di commissione mi sembra un bel po’, ma benvenga un po’ di trasparenza!

  3. Forse ho cliccato su qualche pubblicità inserita in un sito ottimizzato per iPhone ma penso proprio di non aver mai cliccato in una pubblicità presente in una applicazione.

    L’occhio si allena in maniera molto veloce ad escluderle e personalmente non riesco a vederle come un buon strumento di comunicazione, anche se integrate con video e tutto il resto.

    Però vediamo che succede

    1. @Sergio: infatti io NON credo che iAd funzionerà con la logica del CPC (stile AdSense). Ma stiamo a vedere… 😉

  4. Beh, di sicuro interagirei di più con gli ads, ora come ora non clicco su una pubblicità da non mi ricordo quando.

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