IAB Internet Advertising Revenue Report 2010

E’ stata finalmente resa pubblica la nuova versione dello IAB Internet Advertising Revenue Report, studio sulla pubblicità condotto da PwC e aggiornato con i tutti dati relativi al 2010.

Per quanto si tratta di dati esclusivamente USA possiamo ricavare dal report alcuni importanti trend che, inevitabilmente, ritroviamo/ritroveremo anche nel nostro mercato. Qui sotto quelli, a mio parere, più significativi.

Dopo la frenata (con retromarcia) del 2009, le revenue sono tornate a crescere lo scorso anno di quasi 15 punti percentuali, passando da 22,66 miliardi di dollari a 26,04:

Revenue annuali della pubblicità, espresse in miliardi di dollari

La Search advertising rimane la fetta più grossa della torta, segnando il 46% – equivalente a 12 miliardi di dollari- seppur con un calo dell’1%:

Formati pubblicitari

L’intero comparto display totalizza il 38% delle revenue (9,9 miliardi) e cresce addirittura del 24% rispetto agli 8 miliardi del 2009. Gli annunci Display segnano il 24% (6,2 miliardi), i Rich Media il 6% (1,5 miliardi), i Digital Video il 5% (1,4 miliardi) e le Sponsorship il 3% (718 milioni).

Quest’ultimo dato è per certi versi sorprendente e contraddittorio, soprattutto se guardiamo il trend relativo al “pricing model”:

Formati pubblicitari

Dall’immagine qui sopra possiamo infatti notare che, a partire dal 2006, la forbice fra Performance e CPM ha iniziato inevitabilmente ad allargarsi: il primo modello raccoglie oramai il 62% del mercato, mentre il secondo è sceso ad 1/3 (33%).

Chiudiamo infine col dato più confortante:

Mercato USA dell'advertising, anno 2010

Internet supera la carta (ma lo sapevamo già), e si avvicina alla TV (anche qui, qualcuno dice che il sorpasso sia già avvenuto).

Anche per l’Italia gli ultimi dati di IAB del 2010 erano positivi, e Nielsen ci racconta che pure il 2011 è iniziato bene, almeno per il comparto Internet.

Eppure, da quando lavoro nell’advertising online, si continua a navigare a vista, fra mesi alti e mesi bassi, senza una costanza che possa rendere tranquilli, e senza la possibilità di prevedere il futuro, neppure a breve termine: i segnali “macro” sono buoni (vedi anche il Q1 2011 di Google), ma quelli “micro” ancora molto discordanti…

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6 Comments

  • Il sorpasso sulle TV è vicino.
    Ormai internet domina.

    Buona giornata a tutti

  • E’ un piacere leggere questi dati, grazie Davide.

  • ciao Taglia,
    ti ricordi quando nel 1998, 1999 la vendita di connessioni internet cresceva in maniera paurosa e i piccoli operatori dall’estate 1999 furono praticamente cancellati?

    e ti ricordi i piccoli ma anche gli importanti operatori che offrivano servizi hosting tra il 2000 ed il 2002 : quanti ne sono rimasti in piedi..??..

    ora il problema non è solo sapere che in termini generali un settore cresce :
    serve capire chi intercetterà in futuro questo flusso di business.
    Se i piccoli editori o ……i grandi editori la faranno da padrone.

    Mancando modelli di business chiari in questo settore, si naviga a vista senza certezze per l’intero comparto.

    Altrimenti è come dire che il settore degli alimentari negli ultimi tre anni è cresciuto del 2% medio annuo e poi vedere che le piccole e medie strutture (negozi e piccoli e medi market) stanno chiudendo.
    Occorre interpretare i dati e capire in prospettiva futura chi ci guadagnarà veramente e chi verrà marginalizzato.

  • interessante come al solito, una chiarificazione che sicuramente mi saprai dare, CPM sta per?

  • @francesco: sta per Costo Per Mille impression (es.: € 1,00 CPM = € 1,00 ogni 1.000 banner “esposti” sul sito).

  • Partendo dal fatto che il mercato cresce, ma ci sono pure casi di difficoltà, potrebbe essere utile allora sapere l’andamento dei maggiori player del settore. Sapere se i primi 5 (che dovrebbero avere bilanci pubblici) crescono o perdono e cosa si aspettano dal prossimo futuro potrebbe essere utile anche per i piccoli

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Max Valle

Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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