I motori di ricerca preferiscono il passivo?

La buona regola dello scrittore (offline e online) è quella di usare la forma attiva: è più diretta, più stringata, più scorrevole.
La forma passiva ha però un vantaggio: permette di “trasformare” il complemento oggetto in soggetto, e può essere utilizzata per presentare all’inizio della frase (anzichè alla fine) la parola chiave di nostro interesse.

Esempio:

  • Google ama il TagliaBlog (forma attiva: Google è il soggetto, TagliaBlog il complemento oggetto)
  • Il TagliaBlog è amato da Google (forma passiva: TagliaBlog diventa soggetto e Google complemento d’agente)

Come noterete, la prima frase suona sicuramente meglio, ma girandola da attiva a passiva riesco a spostare TagliaBlog dalla coda alla testa del periodo, enfatizzando maggiormente il termine.

Utilizzando sapientemente l’attivo o il passivo riuscirete pertanto a creare TITLE, DESCRIPTION e (in generale) frasi più efficaci, che favoriranno il rank del documento nei motori (nonchè il click dell’utente quando dovrà scegliere fra i 10 risultati della SERP).

Fonte: Passive Voice Is Redeemed For Web Headings (ripresa da Attivo vs Passivo: contrordine)

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10 Comments

  • Inconsciamente già applicavo questa tecnica…
    Ora so perché lo faccio… 😉

  • do ragione a dag per sul comportamento e a te sul post..

    credo che chi bazzica nel settore, involontariamente applichi già questa regola, senza sapere che sta roba si chiama passivo…

  • Pare evidente che io non bazzico visto che non la applico.
    Mi sembra un tantino eccessivo dover rigirare come un calzino le frasi: non è un po’ un eccesso di zelo? 🙂

  • La presenza della kw nelle prime due o tre parole del title è importantissima. Poi tutto è relativo…

  • certamente alberto…. diciamo che se si ha la possiblità mettere in primo piano le parole è mglio da un punto di vista SEO… da un punto di vista utente, allora questaregola non vale più

  • [QUOTE]alla faccia magari della qualità dello scritto[/QUOTE]

    al “seo” da definizione la qualità dello scritto non importa… (purtroppo)

  • > Mattia Soragni
    > al “seo” da definizione la qualità
    > dello scritto non importa… (purtroppo)

    …in attesa della ricerca semantica (altro che PhraseRank) ! Io sono dell’idea che i motori continuino a perdere qualità giorno dopo giorno… Attendiamo impazienti Wiki che ci libererà dal Google-polio (che è peggio del monopolio)…

  • Per un attimo con il tuo titolo sei riuscito a farmi temere…Ci mancava solo che per il pagerank si doveva cambiare abitudine sessuale…

  • “al “seo” da definizione la qualità dello scritto non importa… (purtroppo)”

    eh lo sto comprendendo, con tristezza, pure io
    mi chiedo spesso cosa me ne faccio delle visite che arrivano da google con parole chiave stupide, tipo “entreneuse”

    sto cominciando a pensare che dei motori di ricerca non mi frega nulla

    Grazie a dio buona parte delle visite mi arrivano con “adso blog” e varianti vari.

    Certo, non ho la presunzione di pensare che stessero cercando proprio me visto che in fondo “Adso da Melk” è un nick che possono scegliere in tanti e che in moltissimi hanno un blog – anche fuffa – o un sito dove farsi raggiungere

    Ieri stavo meditanto uno scriptino che, messo sulla home page e analizzando la keyword cercata, suggerisse al visitatore di andarsene (magari chiedendo scusa) o lo ringraziasse

    appena ho tempo ci medito meglio 🙂

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Max Valle

Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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