I link sui cartelloni non servono!

Percorro piuttosto spesso la tangenziale est di Milano, e (vista la ridicola velocità di crociera) mi piace soffermarmi su ciò che sta ai bordi dell’autostrada: case, fabbriche, aziende… e anche cartelloni pubblicitari.
Uno mi ha colpito particolarmente, in quanto contiene solo ed esclusivamente un URL… l’ho quindi immortalato in questo (brutto) scatto (perdonatemi la qualità, ma fare una foto in corsa da un Doblò utilizzando un iPhone non è proprio semplice, almeno per me):

Un URL su di un cartellone stradale

Non sono un esperto di “affissioni”, e non so quanto possa costare una simile pubblicità (P.S.: probabilmente poco, visto che si tratta da un cartellone posto, se non ho capito male, all’interno dell’Oratorio di Cinisello Balsamo, e che pubblicizza un portale cattolico), ma la domanda che mi sono posto è questa: “Serve a qualcosa?”

La risposta che mi sono dato è NO.
Su quel tratto di strada ci passo da mesi, tutte le volte vedo il link, sorrido, mi riprometto di visitare il sito appena arrivo a casa, e invece dopo un minuto esatto di strada me lo dimentico.
Non so se sia un problema solo mio e della mia memoria, ma se non ho immediatamente una connessione a portata di mano, è ben difficile che possa ricordarmi di visitare un sito di cui ho letto il link su un cartellone (mentre ho letto di recente che il 44% di coloro che leggono un annuncio pubblicitario su di un giornale cartaceo, vanno poi a cercare ulteriori informazioni su internet!).
E anche se l’avessi (la connessione), guidando un’auto nel congestionato traffico autostradale, non credo mi fermerei sul bordo della strada a digitare in fretta e furia un link in un browser.
Forse lo farei se avessi in auto un bel display, una connessione a internet wifi a banda larga, e un browser che risponde a comandi vocali… ma qui si parla di fantascienza (almeno per l’Italia, e almeno per le auto alla mia portata economica 🙂 ).

Concludendo: personalmente investirei quei soldi in SEO e/o in annunci AdWords.
Nel caso preso in esame, il posizionamento del sito in Google Trends for Websites è “do not have data to display”, mentre in Alexa il traffic rank è intorno alla 2milionesima posizione.
Su quel tratto di strada transitano più di 100.000 veicoli al giorno, e l’insegna è visibile in entrambe le direzioni.
Devo aggiungere altro?

P.S.: e comunque quasi certamente mi sbaglio, visto che sui cartelloni stradali sembra ci abbia scommesso pure Google…

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20 Comments

  • Ricordo le prime lezioni gratuite di Madrigrano…. diceva che non serviva pubblicizzare il sito internet a caratteri cubitali ma che l’unico posto dove serviva fosse presente era proprio sul web.

    Anch’io sorrido quando vedo gli indirizzi web sui posti piu’ disparati, mi riprometto sempre di andarli a vedere ma, quando sono a casa, non me li ricordo nemmeno a morire… 🙁

    Quoto in pieno l’articolo qui sopra.

  • Beh, serve ad attirare l’attenzione, ma nulla di più. Come hai infatti sottolineato, dopo neanche un minuto e mezzo te lo sei scordato.
    Stesso discorso vale per gli annunci radio, dove alla fine ti danno l’indirizzo web.
    Per ben due casi, nelle scorse settimane, avevo bisogno di ritrovare due promotori. E ti assicuro che non è stato facile. Questi non sapevano nemmeno dove iniziava il SEO / SEM, quindi ho rintracciato le aziende con delle long tail da paura che solo loro sanno come sono riusciti ad accaparrarsi (vista l’indecenza del loro sito).

    A parte tutto, però, non sei giustificato dal non andarlo a vedere. Hai detto che hai l’IPhone … quindi una connessione ad interenet in realtà ce l’avresti pure 🙂

  • Due considerazioni
    1. Che ne pensate di Meetic che da qualche tempo è partito con gli spot in tv; se non erro ho visto tali pubblicità su reti Mediaset. Immagino che i costi di tali passaggi siano “proibitivi”…

    2. Tu hai pubblicizzato http://www.Jesus1.[dominio illeggibile] nel tuo spazio… Ora io riprenderò il tuo post nel mio blog, mio zio riprenderà il mio post sul suo sito e così via… Ed ecco che la chiesa diventa 3.0 e si affida al viral marketing (scherzo, anche se credo che le campagne virali per la chiesa non siano una novità…)

  • Considerato che ne hai parlato, e che il tuo blog conta qualcosa in più dei 25 lettori manzoniani, forse hanno fatto un’affare…oltretutto ora che l’hai fotografato non hai scuse di dimenticanze…puoi visitare il sito! 😉

    Scherzi a parte, non è tanto, a mio avviso, un discorso di “utilità” (a cosa serve un cartellone con la url del sito) piuttosto di “misurazione dell’utilità”. Ovvero, paradossalmente, quel cartellone potrebbe avere, per qualche strano motivo, una redemption eccezionale, ma chi l’ha esposto non saprà mai quanto ha reso, perchè fuori da internet non esiste una misurabilità puntuale delle esposizioni pubblicitarie…

  • @Massimiliano Scorza
    Essendo “Pubblicità cartellonistica” e non “Advertising On Line”, la misurazione di cui parli andrà fatta con gli stessi strumenti usati per le altre “campagne cartellonistiche”…

    Ti faccio notare una cosa, a meno che tu non l’abbia già fatto…
    Per certi versi l’advertising su web è radicalmente diverso da tutte le altre forme di pubblicità principalmente (ma on solo) per via delle 2 seguenti proprietà:
    1. facilità nella misurazione del rendimento
    2. possibilità di cambiare rotta in modo assai repentino

    Gli spot durante il Super Bowl (football americano) costano 90.000 dollari al secondo; pensi che ci sia modo per monitorarne il rendimento? Seocndo te, a parte qualche statistica (tipo l’inaffidabile aditel), come fanno a sapere quante persone hanno visto lo spot?
    1. Può darsi che in quei 30 secondi il telespettatore abbia deciso di alzarsi per stappare una birra…
    2. Può darsi che in casa, di fronte alla TV, ci sia una sola persona; può anche darsi che invece i telespettatori siano 15…

    I markettari del web sono stati abituati ad avere la vita molto facile… Ma tutto sto discorso meriterebbe un post a parte.

    Eppure c’è una lotta spietata per l’acquisto di tali spazi pubblicitari.

  • Ciao!
    per quanto riguarda la tracciabilità dei media esterni ad internet, è vero che i numeri non saranno mai precisi. Tuttavia un sistema di controllo esiste, seppur non preciso: la realizzazione di un pay off su misura per una determinata campagna, un’immagine particolare, un sito web esclusivo per quella campagna, possono far capire l’affluenza, nonchè l’efficacia di un sistema pubblicitario offline.

    Sono d’accordo nel momento in cui si dice che visto l’indirizzo di un sito offline, a ricordarlo si fa più fatica, ma consideriamo che:
    1) chi non se lo ricorda e non lo va a cercare, tendenzialmente non è molto interessato;
    2) chi non se lo ricorda e lo va a cercare, tendenzialmente è interessato;
    3) chi se lo ricorda è un visitatore che ha già raggiunto un obiettivo e chiamiamola pure conversione, rispetto alla nostra campagna pubblicitaria.

    Se una persona fa più fatica ad andare da qualche parte significa che sono veramente interessato: è per questo che tenderei a considerare questo utente già con un valore/azione intrinseca, ma pur sempre utile allo scopo finale.

  • E’ il dominio che è sbagliato!!

    Jesus1.com (ammesso e non concesso che sia .com) non se lo ricorderà mai nessuno, da noi… ma pensa se invece avessi letto:

    http://www.gesù.com

    magari, di fianco ad un campanile di una chiesa col crocifisso bene in vista… scommettiamo che poi l’avresti digitato nell’address bar?

    Sono inoltre d’accordo con Mattia riguardo alla misurabilità: se usassero “gesù.com” solo per Quella pubblicità, ma poi il sito vero restasse su Jesus1.com, si riuscirebbe a tracciare i ritorni senza grossi margini d’errore 😉

  • … in realtà in dominio sul cartellone è jesus1.it, che poi rimanda a jesuschrist.it… quindi la tracciabilità è possibile 🙂

  • Beh ma volendo un banale trucco per misurare la pagina potrebbe anche essere quello di creare una landing ad hoc e non renderla indicizzabile, quindi chi ha raggiunto quella pagina è perchè ha letto l’url da qualche parte e l’ha digitato fisicamente.

    In questo modo hai una stima già migliore, no?

    Per il resto secondo me i cartelloni possono avere un loro perchè, forse non però per chi guida in strade a bassa percorrenza dato la mole di oggetti che girano attorno fra macchine, moto, altri cartelli…

  • @Tagliaerbe: mi hai battuto sul tempo… lo stavo scrivendo io… 😀

    @ Matteo Crippa: esattamente quello che intendevo e di quello che confermava anche petro. se il dominio fosse tracciabile nonchè nascosto alla rete, le persone che vi accedono per forza hanno visto quel determinato cartello. E’ naturale, però che non si hanno molte altre informazioni, ovvero in quale strada (se magari viene fatta su più punti di una città/provincia/regione) o le caratteristiche anagrafiche… tuttavia per la valutazione dell’efficacia del messaggio un dominio a se, sarebbe la soluzione migliore… naturalmente il tutto contornato dalla capacità di analizzare i dati che ne derivano.

  • E dei cartelloni pubblicitari che via bluetooth mandano informazioni al cellulare di chi ci passa davanti, ne vogliamo parlare?

    Questo fine settimana al mare ho visto una pubblicità trainata da un aereo: Master (arial blu su sfondo bianco). Niente più. Questo sì è un esempio di pessima pubblicità…

  • @Mattia Soragni, beh volendo basterebbe creare un url ad hoc per ogni cartellone, con questo dovresti avere una corrispondenza reale, certo è che se hai 10 cartelloni lo puoi ancora fare 100 o ti inventi un /qualcosa, ma già chi lo vede se non se lo scrive va in crisi, 1000 è la fine 😀

    Si potrebbe raggrupparli per zone, da li scremare le zone meno profique, e quindi concentrarsi su quelle ad più alto tasso di “conversione” con una nuova campagna con un url migliore e che pian piano riesce a farti capire qual è l’affissione migliore.

    In giappone han risolto molto, velocizzando il tutto, utilizzando i QRCode nei cartelloni e pubblicità su giornali, niente da ricordare, fai una foto e il cellulare salva in memoria l’url decriptato.

    Potrebbe diventare un trend interessante anche da noi… fra un bel po’ (come al solito :x)

  • Se il 44% di coloro che leggono un annuncio pubblicitario su di un giornale cartaceo vanno a cercare ulteriori informazioni su Internet probabilmente lo fanno perchè sull’annuncio è scritto qualcosa di più di un semplice indirizzo web. Insomma il lettore del’annuncio ha qualche motivo in più (un immagine e lo slogan ad esempio) per ricordarsi la URL e andarla a cercare. Inoltre se stai leggendo un giornale la tua attenzione e il tempo a disposizione è maggiore rispetto a quella solitamente dedicata ad un pannello pubblicitario in tangeziale. In base a ciò ritengo con certezza che la redemption di una URL su un pannello sia necessariamente inferiore al 44% non credi?

  • @Albert Antonini Mangia
    Non sono un pubblicitario, ma credo che una redemption su un pannello, superiore al 20% sia già un ottimo traguardo (indipendentemente dal tema e dal messaggio).

  • Secondo me la pubblicità sui cartelloni non serve a niente nel mondo del web; invece potrebbe essere utile ad esempio ad un sito di vendita di prodotti online la distribuzione di biglietti da visita, che una persona può conservare facilmente nel portafoglio ed una volta tornato a casa consultare il sito web e fare acquisti.

  • La chiesa fa viral marketing dagli albori del Cristianesimo come religione/stato 🙂

  • “dopo un minuto esatto di strada me lo dimentico.”

    io dopo 32 secondi!

  • @danny
    un “minuto esatto di strada” equivale a quanti “chilometri esatti di tempo”?

    Scherzo…

  • Salve io non sono molto esperta nel campo pubblicitario, ma ricevo giornalemente offerte varie e mi piacerebbe utilizzare le forme più efficaci di pubblicità L’ultima offerta è l’installazione di un video su pannelli lcd posti in varie parti, dai bar, palestre e così via…c’è qualcuno che mi sa indicare approssimativamente la ricaduta che potrebbe avere tale azione pubblicitaria?
    Grazie mille

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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