I buoni contenuti NON attirano link

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram

Questo è un post su come il link building “naturale” sembra non funzionare più, a dispetto di quanto dice Google.

Non so quante volte Google abbia detto: “Produci ottimi contenuti e se gli utenti li troveranno utili, li consiglieranno ad altri e ti linkeranno”. Ma dimmi Google, come faccio a portare queste persone da me tramite il tuo motore di ricerca? “Produci ottimi contenuti e loro (in qualche modo) arriveranno. Troveranno i tuoi contenuti e ti consiglieranno ad altri!”.

Era il primo gennaio. Decisi di lanciare un nuovo blog seguendo i consigli di Google. Partii con mixthenet.com e decisi di scrivere sugli argomenti che amo, volendo posizionarmi per quelli. Finora ho scritto 31 articoli di “prima classe”, tutti con contenuti davvero ottimi. Il mio motto era: “non ho intenzione di focalizzarmi sul prendere link per i motori di ricerca (facendo link building “manuale”); cerco piuttosto di ottenere traffico verso i miei articoli e, in questo modo, spero che alcune delle persone che li leggono li trovino utili e li linkino!”. Ho quindi utilizzato il 90% del tempo per scrivere contenuti, e solo il 10% per fare link building.

L’ho fatto per 6 mesi. Alcuni articoli sono finiti nella home page di Digg 5 volte (è facile finirci se sai come fare, con un articolo mediamente buono, ma i miei pezzi sono stati diggati molto più della media perché erano veramente utili). 10 articoli sono finiti in StumbleUpon, ottenendo 20.000 visualizzazioni ciascuno; uno di questi ha avuto un grosso successo, con oltre 110.000 visualizzazioni. Ecco le statistiche del sito a partire da Gennaio:

Le fonti di traffico di mixthenet.com

Che dire di Google? Solo 2.000 persone? Significa circa 10 al giorno (attualmente 10-20 perché non ricevevo molto traffico durante i primi 2 mesi).

Alcuni giorni fa ho preso i miei post più popolari e ho fatto una analisi per vedere che traffico Google ha mandato loro nel corso del tempo. Sono rimasto scioccato nel vedere che la maggior parte di questi post non è posizionato nella top 100 per delle parole chiave che non sono nemmeno così ostiche, almeno a giudicare dalle SERP. Ironia della sorte, i post che hanno ricevuto più traffico da Google sono quelli per i quali ho speso un po’ di tempo facendo link building in alcuni forum che trattano di web marketing o scrivendo guest post (con una sola eccezione: c’è stato un post che è diventato popolare sia in Digg che in StumbleUpon, e 2 siti importanti lo hanno ripreso. Ma comunque non è posizionato nella top 20 per la keyword prevista, ed è frustrante vedersi superato in quella SERP da chi ha fatto link building “manuale”).

Due post di mixthenet.com che hanno sfondato in StumbleUpon e Digg

Ho imparato 2 lezioni.

La prima, è che il social bookmarking (Digg, StumbleUpon, Mixx, Propeller) fa schifo se si vogliono ottenere buoni link (per un post che ha fatto più di 30.000 visualizzazioni ho preso 2-3 link da siti con PR2-3 che hanno una sezione giornaliera dei “siti interessanti”, quindi non si tratta di link di valore). Ho anche preso qualche link buono, ad esempio da HowStuffWorks (che è un blog con PR7). Ma con 400.000 view, un link del genere lo devi prendere 🙂 Tuttavia, il risultato non è stato sufficiente a convincermi di concentrarmi al 100% su questa strategia. Voglio dire: spendere 10 giorni a scrivere per ottenere (forse) un link PR7? Durante la promozione del mio sito su Digg, ho incrociato diverse persone col loro sito in home page, per più volte di me. Ma che hanno ottenuto gli stessi miei risultati.

Nel 2007, se un articolo diventava popolare in Digg/StumpleUpon prendeva parecchi link di qualità. Questo articolo, che parla di motori di ricerca “di persone”, ha fatto più di 100.000 view da StumbleUpon ed è stato ripreso da 5 importanti siti che hanno scritto dei post ad hoc per recensirlo. Ma ora le cose non sono così semplici.

Seconda lezione: il mantra di Google “crea ottimi contenuti e gli utenti ti troveranno” non è più valido. Il fatto che continuino a propagandarlo mi disgusta. Ho capito che creare ottimi contenuti è solo un pezzo del puzzle (quindi non sto dicendo che farlo sia male, ma che è solo una parte del puzzle, non è l’unica cosa).
E se Google iniziasse improvvisamente a raccomandare di fare link building? i webmaster non spenderebbero più tanto tempo a creare buoni contenuti. Le SERP si riempirebbero di contenuti di scarsa qualità, invisi agli utenti. La redditività di Google ne soffrirebbe. Inoltre, Google ha sempre raccomandato di ottenere solo “link naturali” (certo, puoi otternerli con buoni contenuti 🙂 ) ma da quello che abbiamo visto gli utenti non linkano molto ai giorni nostri. Ecco perché, credo, la maggior parte delle SERP che vedi è composta da gente che fa link building.

Prova Seozoom

Come proteggere te stesso dalla propaganda di Google (presente e futura)

C’è una domanda che puoi porre a chi fa propaganda (ho imparato la cosa da Thomas Sowell, un professore di economia), che può letteralmente distruggere le argomentazioni di chi la fa. La domanda è: “Hai le prove di ciò che dici?” Una buona domanda da porre a qualcuno di Google quando dice di “produrre ottimi contenuti” è: “Hai la prova che la maggior parte dei siti presenti in SERP è dove si trova perché ha seguito solo l’indicazione di “produrre ottimi contenuti” e null’altro?” In base alla mia esperienza, ciò è lontano dalla verità e ne ho le prove concrete.

I buoni contenuti hanno importanza?

Sì. Personalmente, ho notato che il numero dei visitatori aumenta in base alla produzione di buoni contenuti. Inoltre creano trust, authority e tutto il resto. E magari qualcuno potrebbe anche linkarti (anche se non accade molto, di questi tempi). Ho intenzione di continuare a produrre ottimi contenuti per tutti i miei siti, più per una questione di principio (voglio contribuire a dar valore al web, non ad inquinarlo) che di risultati (ottenere link).
Per concludere, voglio lasciarti con un video di Matt Cutts che parla proprio di come ottenere link naturali producendo interessanti/utili contenuti e utilizzando Digg, Twitter, Facebook e altri social.

Liberamente tradotto da Case Study: I Listened to Google and I Failed, di Darko.

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
×
Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

32 Comments

  • Ma fare l’uno e l’altro no?
    E poi un link da PageRank 7 lo trovo stratosferico, che volevi di più :)?
    Probabilmente se i contenuti sono eccellenti e poi si spendono anche energie per promuoversi i risultati esplodono letteralmente, come è giusto che sia.

    Reply
  • Rimane vero che lo scoppo di Google, è di elencare per primi nella SERP i contenuti migliori in assoluto. Purtroppo la capacità di trovarli non è ancora abbastanza grande nonostante tutta la complessità del algoritmo di Google. Tuttavia, non ci sono più i doorway, le pagine farcite di sole parole chiave. Il web è migliorato moltissimo grazie a Google.

    Reply
  • Comprendo e condivido le frustrazioni espresse da questo articolo, ma non sarei così pessimista sui contenuti “buoni”.

    In fondo le cose cambiano se si inquadra diversamente cosa si intende per “buoni” e “utili”: dal mio punto di vista, poi, i social network non fanno che DILUIRE paurosamente i vari criteri che usa Google per il posizionamento, creando una confusione secondo me senza precedenti. Sta di fatto che sta diventando un’impresa riuscire a piazzarsi decentemente nelle SERP, specie per alcuni argomenti.

    Reply
  • Ciao, dal mio punto di vista (premetto di essere un nuovo appassionato di Seo, web marketing ecc), il punto è che bisognerebbe avere un obiettivo ben preciso.
    Parliamoci chiaro Se si vogliono visite per fare soldi forse contenuti ottimi neanche servono più di tanto.
    Per esperienza personale, basta un buon contenuto ben ottimizzato. Così rientri nelle serp, riporto l’esempio del sito linkato, almeno a giugno era terzo per la chiave streaming calcio, dopo il sito Rai, eppure è graficamente scarno, e con contenuti non ottimi, ma interessanti e che invogliano i lettori a seguirlo per il modo in cui l’autore parla loro e per le buone idee di pubblicazione che ha. Non so quante visite faccia e quanto guadagni.
    Se poi vogliamo un sito dove chi ne usufruisce sia fidelizzato, allora bisogna avere i migliori contenuti possibili per sbaragliare la concorrenza. E non pensare troppo ai link. Ho letto in un post una volta, meglio 500 con fiducia in te che 5000 saltuari e poco fiduciosi. Concordo.
    Tornando all’articolo però il concetto chiave che mi sembra di carpire è una domanda.
    Assodato che google ha “difficoltà” ad indicizzare “ottimi” contenuti, preferendo chi ha tanti link provenienti da siti con pr alto eccc?
    Come si fa ad impostare una buona campagna di link building? da dove iniziare? su cosa puntare? c’è un modo per farlo a costo zero? bisogna elemosinare i link?

    Sarei grato a voi tutti se qualcuno volesse pubblicare un post su questo argomento, io da neofita non credo di esserne in grado, e tutti quelli che trovo sono del 2008.

    Impossibile andare a cercare notizie su un argomento del genere e vedere che molti di quelli che dovrebbero essere sempre al passo con i tempi in realtà campano con gli ad sense su post indicizzati 2-3 anni fa. Non è bello no?

    Reply
    • @JustSign: trovi qualche indicazione cliccando sui tag “link-building” e “link-baiting” di questo blog… 😉

      Reply
  • Condivido, ma secondo me le cose cambiano sulla lingua inglese. Quindi hai ragione sia tu che Google.

    Attualmente sto sperimentando la distribuzione attraverso network omogenei e fidelizzati di follower, come Facebook o Twitter. Tu che ne pensi?

    Reply
  • Amen! Matt Cutts sembra sempre di piu’ l’orso Yoghi a raccontare sta favola dei contenuti che attirano link. Un buon sito con contenuti decenti e ottimizzati puo’ ambire a ottime posizioni nella serp anche senza link building ma per keywords o industrie competitive campa cavallo!

    Reply
  • Per me il top è creare buoni contenuti su uno o + siti che linkano buoni contenuti su un altro sito target, un buon fai da te…

    Niente di nuovo credo.

    Ma mette insieme traffico e link building… chi ha orecchie x intendere… 😉

    Reply
  • Articolo che condivido in pieno. Aggiungo nel mio piccolo che forse google parla di cose che non fa o che non è ancora in grado di valutare per mantenere alta la sua reputazione.

    Reply
  • Mi sembra che ci sia un presupposto sbagliato nell’articolo: il volere giudicare Google, che è un motore algoritmico, come se si trattasse di una persona.
    Vedo spesso questa considerazione: ci si innamora di Google, dei suoi “pensieri” e dei sui “giudizi”, gli si chiede rispetto e morale. Poi, spesso si giunge all’amara scoperta: si tratta solo di una macchina che, sebbene segua criteri semantici complessi, ci considera un numero tra i milioni di numeri.
    Una sola regola: ama chi ti legge e fai ciò che vuoi.

    Reply
  • lavoro per un portale turistico: ho notato un certo aumento di accessi da parte di chi cerca immagini…

    La domanda quindi è: meglio privilegiare le immagini piuttosto che produrre testi che non legge nessuno? 🙂

    Reply
  • Sono d’accordo con il principio per cui è corretto puntare sulla qualità (o almeno ci proviamo), e perdonate se sembro approssimativo nel dire che internet per certi aspetti non presenta nulla di nuovo: l’impegno è una strada in salita, sovente ciò che è più ‘facile’ paga di più, come negli altri mezzi di comunicazione.

    Reply
  • ciao io credo che un sito/blog perchè si indicizzi ha bisogno di almeno 8 mesi di duro lavoro ed intendo tanti articoli e di buona qualità( intendo almeno 400 parole, outlink e link interni video buon uso delle immagini etc) questo permette di indicizzarsi bene. Il link bulding tramite i social network è veramente difficile ormai. In italia i social network sono un gioco per il 90% degli utenti quindi ci spero poco, spero invece nel traffico che possono generarmi.

    Ho un’altra domanda invece sul mod rewrite delle url delle ricerche che avvengono sul proprio sito è una cosa che mi interessa ma che non saprei come fare

    Reply
  • Oltre ad essere d’accordo con Ale Sportelli, cioè che linka l’autorità prima del contenuto sostengo un’altra cosa: la mancanza di forza del brand. Se avessi avuto un blog che parlava di social media marketing senza quel dominio chi mi avrebbe cagato (e dubito che qualcuno lo faccia anche così, forse giustamente :D).

    Inoltre noi che diamo consigli sul web marketing non possiamo focalizzarci solamente sul contenuto o sul link building. Esiste un mondo per promuoversi, per fare brand awareness e quindi ottenere link una volta che si fanno dei buoni post perché si è percepiti come autorevoli…

    Le cose che dice Google poi dovremmo sapere tutti perché le dice: per mantenere alta la sua reputazione.
    Se un motore di ricerca fornisce contenuti copiati e poco informativi la gente non lo usa più per cercare.

    L’analisi di Fabio inoltre non è stupida perché anche se tutti sappiamo che per essere linkati dobbiamo anche linkare, è anche vero che in ecosistemi piccolissimi concedere autorità ad altri vuol dire perdere poco a poco la propria.

    Ed inoltre gli utenti poco evoluti (in Italia soprattutto) neanche sanno cosa vuol dire condividere un link..

    Si potrebbe disquisire in eterno su questa tematica, il mio consiglio è seguire la propria strada con convinzione aggiungendo un pizzico di creatività e i risultati arrivano (ma so che molte volte potrebbe non bastare).

    Reply
  • Mi fa sempre sorridere la considerazione sui “contenuti di qualità”.
    Perché, il contenuto di qualità non è la conditio sine qua non?
    Non è il prerequisito assoluto? Mah…

    Reply
  • @Dario:
    le questioni sono tante, il valore che un blog ha per google va di pari passo con il valore che i lettori hanno per il blogger che scrive.

    E qui mi riferisco al simpatico commento di Alex Sportelli, che si riferisce proprio alla reputazione on line del blogger, non tanto ai contenuti che scrive (che rimangono importanti 😉 ).

    Reply
  • Concordo con Mirko sulla nicchia. In effetti l’autore non ha parlato di quanto fosse concorrenziale o meno la nicchia dell’argomento su cui andava a scrivere.

    I link di qualità ok, ma se tutti ottimizziamo il blog internamente, utilizziamo i social per creare viralità e traffico e riusciamo ad avere link da siti o altri blog con un buon pagerank, saranno altri i fattori che premieranno un sito anzichè un altro.

    Cioè a parità di ottimizzazione on page e off page secondo me verrebbero in ballo fattori legati all’anzianità del sito e del dominio, all’eventuale keyword nel dominio, all’assenza di pubblicità e banner nel sito, ecc.

    Probabilmente bisognerebbe tenere più in considerazione il fattore tempo: e cioè che a parita di ottimizzazioni, chi prima si posiziona, prima arriva…

    Reply
  • Con il contenuto di qualità non si è posizionato bene, ma cmq ha attirato traffico.
    Credo sia importante quello soprattutto.

    Reply
  • @Tommaso Baldovino:

    concordo perfettamente con quanto da te affermato.
    Se non si hanno fondi per creare una campagna seria e strutturata di link building, bisogna aspettare parecchio tempo prima che google ci premi nei risultati di ricerca.

    Infatti, il mio obiettivo riguardo all’investimento sul mio mini network che segnalavo nel post precedente, è proprio andare avanti per un anno, e iniziare pian pian ad aiutarmi attraverso social media e guest posting su altri blog.

    Penso comunque sia anche una questione di sovraffollamento di blog dedicati ad argomenti non troppo tematizzati.

    Se parliamo di ricette di cucina (ho un blog in questo settore 😉 ),
    la concorrenza è enorme, quindi dobbiamo focalizzare i nostri sforzi sul creare una nicchia ben precisa, e non un “semplice” blog dedicato alle ricette.

    Il focus su una specifica nicchia, deve essere fatto prima del lancio del blog e non durante ;).

    Ecco quindi che un mio errore può essere di aiuto ai lettori del Taglia, per capire che non si può partire con un progetto senza aver prima valutato, controllato, studiato e sviluppato una strategia iniziale.

    Reply
  • Concordo a malincuore con l’esperienza del ragazzo.

    Gestisco un piccolo network di blog, mi sono organizzato e investito tanto tempo per:

    – creare un forum privato per i miei collaboratori;

    – formare gli articolisti per creare dei post di alto valore e formattati professionalmente;

    – creare una frequenza di pubblicazione costante, anche se non altissima, nell’arco dei mesi.

    Il risultato:

    il traffico rimane invariato da mesi, e ad ora non riesco neanche a ripagarmi dell’investimento.

    Conclusioni:

    le stesse del post.

    Agire solo sul creare contenuti di qualità non basta, bisogna investire almeno il 30/40% del proprio tempo nel creare dei link di qualità in entrata, altrimenti il traffico non arriva e prima o poi si è costretti a fermarsi.

    Reply
  • L’analisi mi piace: in passato ho avuto anche io risultati simili, e pur continuando a credere nell’importanza di scrivere contenuti di qualità, è assolutamente vero che da soli non servono a molto. E’ anche vero però che 6 mesi sono un periodo di tempo limitato, io su alcuni blog inizio ad avere un ritorno in termini di visite da Google dopo più di un anno di lavoro. Sarebbe interessante vedere la situazione tra altri 6 mesi.

    Reply
  • Ho dato un occhio al sito in questione… sinceramente non mi sembrano articoli di chissà quale qualità. Molti hanno molti screenshot e relativamente “poco testo” quando sappiamo benissimo che conta di più il contrario.

    Scrivi in inglese e quindi il mercato è ancora competitivo.

    Hai scritto solo per 6 mesi. Sai benissimo che per creare un minimo di trust al sito ci vuole almeno 1 anno di lavoro e “duro lavoro”. Probabilmente inizierai a vedere risultati nelle serp dopo questo periodo. Prima se non fai attività di link building è veramente difficile emergere.

    Il test a mio avviso non è attendibile dunque.

    Reply
  • @la maggior parte delle SERP che vedi è composta da gente che fa link building

    quoto 100%!

    sto facendo una Campagna SEO (si può ancora usare questo termine senza essere presi a sassate?) per un cliente, ed ho un competitor che è in cima alle serp per tutte le chiavi desiderate dal mio cliente, e non ha niente che sia minimamente “white hat”… aahh Mon Dieu!

    Reply
  • Ciao a tutti,
    secondo me la questione dei link è correlata anche al “grado di evoluzione dell’utente” in relazione alle questioni SEO/webmarketing.
    Vi spiego cosa voglio dire.
    Un utente “evoluto” sa benissimo che linkando un sito, ne fa aumentare la propria popolarità perché il sito linkato riceve un link che ne contribuisce ad aumentare il proprio pagerank. Se il sito linkato è un sito che parla degli stessi argomenti del sito linkante, questo aspetto può divenire addirittura controproducente per il sito linkante.
    Al contrario un utente “poco evoluto” magari nemmeno conosce da cosa dipende il pagerank, e quindi linkerà con una maggiore “spontaneità”.

    Reply
  • Taglia ma questa cosa è? una barzelletta? ahahah
    La riflessione del ragazzo è di una banalità disarmante…. in sostanza ha scoperto l’acqua calda.

    E’ vero che google parla di contenuti (ed in parte sbaglia a parlare SOLO di contenuti dato che, come tu ben sai, i link non dipendono solo da quello) ma non mi sembra dica che se fai un bel post allora devi aspettarti che venga linkato e che per alcune parole si posizioni nelle serp… ma dai 😀

    Magari questo in pochi mesi con qualche post voleva posizionarsi per chissà cosa ed avanti a sè a blogger che lavorano da anni. Ciò che non ha capito il ragazzo è che la gente non linka solo il contenuto ma linka anche “l’autore” del contenuto. La gente non linka solo un post sul tagliablog ma linka “il tagliablog”… probabilmente lo stesso post sul blog del signor nessuno può essere considerato in maniera diversa.

    Content is the king? sisi certo 😀

    Reply
  • Interessantissimo articolo che condivido a pieno. Volevo però dare una diversa interpretazione alla costruzione di contenuti di qualità. Un contenuto di qualità ti permette, utilizzando i social network e altri strumenti di per veicolare il messaggio, di creare attenzione verso il contenuto e verso chi lo crea. Questo permette e permetterà di creare eco, rumor su te stesso e crea un indotto naturale di visibilità che accede sulla pagina del contenuto senza utilizzare i risultati di ricerca. Penso che nel futuro i buoni contenuti creeranno condivisioni sociali e penso sempre di più che il futuro sia una rete di connessioni tra persone e non connessioni di pagine di link. Ancora complimenti per l’approfondimento su questa tematica.

    Reply
  • I contenuti sono per i lettori

    Il link building per i motori di ricerca.

    Un sito solo con ottimi contenuti crea pochi visitatori, ma fidelizzati.

    un sito con un’eccellente strategia di link building e contenuti mediocri ottiene molte visite poco fidelizzate.

    se oggi si vuole il successo online bisogna assolutamente creare buoni contenuti ed investire risorse nel link building

    Reply
  • Avevo già letto l’articolo originale in lingua inglese e già l’avevo ritenuto veramente interessante. Il ragazzo che scrive ha azzeccato proprio la questione, scrivere buoni contenuti è utile ma non è l’unica cosa su cui concentrare l’attenzione. E’ anche vero che, l’affetto dei lettori lo conquisti solo con i buoni contenuti.

    Reply
  • Mi e’ piaciuto pareccho questo articolo! Conferma tutte le mie empiriche osservazioni alla faccia di quanto ogni tanto si legge sul social bookmarking, che per quanto mi riguarda, forse non ha mai funzionato.
    A forza di sentire opinioni e vedere altri praticare altre strade… mi possono venire dei dubbi anche a me. Ecco che invece un bell’articolo come questo mi rasserena…

    ThanX

    Reply
  • Sono completamente d’accordo!
    Ad ogni modo i contenuti sono importantissimi. Aiutano ad aumentare la popolarità e l’autorevolezza e di conseguenza arrivano tante visite.
    …magari non da Google… …ma l’obbiettivo finale restano le visite no? 🙂

    Reply
  • I contenuti sono alla base ma non escludono tutte le successive strade da seguire di Link Building.

    Sono cose che vanno a “braccetto”.

    Reply

Rispondi

Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

Iscriviti alla Newsletter
Main sponsor
logo kleecks

Sponsor

I buoni contenuti NON attirano link
Scroll to Top