Guru del marketing = servizio di successo?

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Un Guru del Marketing :-)

Nei giorni scorsi mi son messo a leggere i profili di alcuni “grandi guru” del (web) marketing; in particolare, mi sono capitate davanti due piccole biografie: quella di Seth Godin e quella di Guy Kawasaki. Entrambi personaggi immensi, con migliaia di fan, di lettori dei loro libri e dei loro feed, ma che quando si tratta di lanciare qualche servizio davvero disruptive non è che mi abbiano poi convinto granché.

O più probabilmente sono solo io che non ci ho capito una mazza delle incredibili piattaforme che hanno pubblicato sul web, e loro sono davvero dei grandissimi illuminati… ma procediamo illustrando i 2 casi.

Seth Godin = Squidoo

Squidoo non l’ho mai capito davvero, al punto che ho dovuto far ricorso ad un amico per farmelo spiegare.

Intendo dire: quello che ho capito io è che Squidoo è un sito che permette di creare, in modo semplice e senza conoscere l’HTML, delle paginette (chiamate lenses) molto ben ottimizzate lato SEO. In altre parole, un portale che raccoglie pagine personali zeppe di link, organizzate per categoria, e fa un revenue sharing (con l’autore della “lente”) degli introiti generati dai banner esposti.

Ebbene, sta roba pare che sia uno dei 100 siti più popolari negli USA, con oltre 1.000.000 di lenses attive e 800.000 visite giornaliere. Mentre la mia pagina su Squidoo mi ha portato ben 9 visite negli ultimi 2 anni.

Guy Kawasaki = Alltop

Se Squidoo ha comunque alcune componenti originali, Alltop è un aggregatore. Ben fatto quanto vuoi, ma è pur sempre un aggregatore.

Ne esiste anche una versione italiana, con dentro fonti che trovo discutibili e non così top (è un mio parere, si intende), ma a parte questo non credo che Alltop possa essere un considerato un servizio così incredibile da essere messo (ben 2 volte) nella firma di Twitter di un personaggio che ha più di 200.000 follower, come se fosse il proprio sito di punta.

Alltop linkato dal profilo Twitter di Guy Kawasaki

Eppure pare che faccia qualcosa come 60.000 utenti unici al giorno…

Wordlift

Conclusione

Vorrei che qualcuno riesca a spiegarmi, in parole semplici, cosa hanno di speciale Squidoo e Alltop. Cosa hanno di davvero diverso da tanti altri servizi simili (che spesso sono moribondi o semisconosciuti).

Perchè inizia a venirmi il sospetto che certe cose funzionano solo perchè c’è dietro l’ombra del grande guru, e non perchè particolarmente innovative o interessanti.

Della serie: se lanciassi io dei servizi simili, non se li filerebbe nessuno (e non troverei nessuno disposto a finanziare la startup). Ma siccome a lanciarli è il personaggio conosciuto e riverito da tutti, allora utenti e soldi sono assicurati (anche se il progetto in questione è un “già visto e sentito”).

E’ questa la Potenza del Brand? 🙂

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

26 Comments

  • Si, ci sono delle tipologie di siti che ogni tanto appaiono come “grandi prodotti web” e non se ne capisce il perchè.
    La mia impressione è che siano cose nate in casa, o nei garage visto che parliamo degli usa, e poi hanno riscosso abbastanza successo da evitare al creatore di cercarsi un altro lavoro.
    Un’altro esempio? fark.com.

    Reply
  • Qualche settimana fa ho cercato di approfondire Alltop, non mi ha lasciato nulla, nulla di nuovo.
    E comunque concordo con Alessandro, anche Tagliaerbe è un brand, se volessi potresti cavalcare qualche onda…

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  • @ Michele

    Ho già risposto al commento 19

    ma aggiungo qualcosa:

    Quando si propone l’acquisto di qualcosa, gli italiani devono per forza spiegare tutto, si preoccupano del brand, del controbrand, di creare delle cose perfette, insomma PeSSIMISMO PURO.

    Piuttosto che preoccuparvi di vendere un prodotto e di preparare una bella pagina di vendita, vi preoccupate di chi vi deve visitare, del seo, del brand, se si è un guru, ecc.

    Se non siete capaci di vendere, o non conoscete nessun sistema di vendita, o non volete creare un’organizzazione di vendita con collaboratore, scrivete un ebook con la VOSTRA SAPIENZA e fatelo vendere dalla Bruno editore, oppure da me, ma fra qualche tempo, sto preparando qualcosa, ma adesso non posso dire nulla.

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  • Io ho una pagina di squidoo che l’anno scorso, in occasione durata qualche mese, ha fatto una media di 500 visite al giorno e per una settimana ha avuto un picco di 3000-4000 visite al giorno diventando una delle 100 pagine piu’ viste di squidoo.
    http://twitpic.com/11nvyg

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  • Direi che il problema non è solo la potenza del brand.
    Il brand ha tutto questo peso perchè gli utenti – piuttosto che fare riflessioni sull’effettiva funzionalità di questi prodotti, come tu hai fatto – si lasciano abbindolare dalla fama di queste persone.

    Ormai mi sono convinto di questo:
    – un prodotto utile è ricco di funzioni,
    – un prodotto ricco di funzioni è complesso,
    – un prodotto complesso non lo capisce nessuno,
    – un prodotto che nessuno capisce non avrà mai successo.

    Spero che qualcuno mi smentisca ovviamente. 🙂

    Reply
  • Mi ero dimenticato di inserire il mio sito e poi volevo aggiungere qualcos’altro.

    Quando si seguono i nuovi siti, bisogna perderci un po’ di tempo per capire come funzionano.

    Facebook è una cagata pazzesca , ma ha 400 milioni di utenti più o meno attivi, altri siti sono “più meglio assai”, ma come vedi non hanno fortuna.

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  • Caro, Davide, come tutti i blogger italiani, sei appunto un italiano, questo vuol dire che sei pessimista e parti sempre col discorso che gli altri debbano finanziarti una tua idea e soprattutto che debba per forza essere originale.

    Gli americani partono con l’idea che loro sono il progetto, lo mettono in pratica, o comunque preparano un bel business plan e poi cercano finanziamenti, partono persino nei garage.

    Qui, invece, vogliamo partire subito alla grande, anche se siamo dei perfetti sconosciuti.

    L’originalità non sempre è una buona idea e te lo dimostro.

    Come già ho detto in altre occasioni, sono di San Giovanni Rotondo, il paese di Padre Pio; e qui l’originalità si spreca, diverse persone hanno preparato dei padre Pio su vetro, su tegole, tessuti e altre forme particolari, le hanno proposte ai chioschi che ne sono un’ottantina a prezzi esorbitanti, non ne hanno venduto uno, mentre tutti quelli che hanno proposto una foto di Padre Pio incollata su legno, hanno avuto una fortuna incredibile e dietro a loro altri e adesso girano con macchinoni.

    Di conseguenza è inutile avere idee originali, se poi va bene anche un’idea già sfruttata e migliorata, prova a lanciare una nuova idea e pubblicizzala tramite il tuo blog, qualche cliente lo troverai, puoi calcolare dal 5 al 15% di quelli che leggono il tuo blog, forse non ti basta, ma questo è l’inizio, prepara un programma di affiliazione ai cui aderenti dai dal 30 al 50% e vai avanti, pubblicità tramite Adwords e simili, un prezzo non superiore a 15 €.

    Ti costa tanto preparare tutto ciò?

    Con Squido ho ricevuto un centinaio di visite, non mi chiedere come ho fatto, ricordo solo che mi sono iscritto ed ho inserito qualcosa, poi ho lasciato correre, perché avevo altro da fare.

    Appena ho un po’ di tempo ci riprovo.

    Certo se lo vedi un po’ e lo abbandoni, non hai nessun risultato.

    PS. Se non credi al mercato italiano, prova a lanciare una tua idea nel mercato americano, tanto l’inglese lo conosci, anche se non ti conoscono, quel mercato si muove in modo diverso da noi. Si intende che devi usare un nome inglese.

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  • Il valore dell’idea o del prodotto spesso è relativo, il gioco stà nell’immagine che si crea intorno a un servizio 🙂

    Quindi la bravura stà nel creare un immagine e una aspettativa di risultato…

    Un pò come certi e-book ridicoli sul “guadagnare sul web” che vengon venduti a caro prezzo in centinaia di copie.

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  • E’ come dice Webcream, dovete imparare a pensare fuori dagli schemi.

    E non basta una pagina su squidoo per avere dei buoni risultati… 😉

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  • “se lanciassi io dei servizi simili, non se li filerebbe nessuno (e non troverei nessuno disposto a finanziare la startup)”.
    Sbagli, se fossi tu a lanciarli avrebbero successo perchè tu SEI un guru 😉
    A parte gli scherzi penso che sia esattamente così come esposto nell’articolo e cioè alcuni servizi, indipendentemente dalla qualità del servizio stesso, hanno successo solo in base da chi vengono lanciati.
    Non è vero il contrario, cioè non è vero che debbano NON avere successo se lanciati da un “nessuno” come me ad esempio, ma spesso accade che abbiano successo solo a rimorchio…

    Reply
  • Sono convinto che sia solo la potenza del Brand a far trovare visite e soldi per determinati progetti.
    Non hanno niente di speciale a confronto di altri servizi similari.

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  • saro tordo io pero io non ho manco capito a cosa serve alltop sembra un minestrone

    Reply
  • Secondo me iniziano a far iscrivere tutti gli amici ed i conoscenti, anche se questi poi nemmeno usano il servizio e già in fase di pubblicità dicono che migliaia di utenti lo stanno usando e questo trucco credo funzioni moltissimo. Una pubblicità del tipo “ehi, lo stanno usando già tutti, tu che fai?” un po’ tipo facebook o gmail… passaparola!

    Reply
  • Praticamente ciò che si comincia a fare con i profili social anche in Italia 🙂

    Reply
  • Beh,

    Il funzionamento è il seguente: gente come Seth Godin e Guy Kawasaki, ma anche Shoemoney (a livello più basso), John Chow (a livello più basso) etc. ha un grande seguito e popolarità nella loro nicchia, composta in larga parte da quelli che Rand Fishkin chiamerebbe “linkerati”.

    Come conseguenza alltop, squidoo (e mahalo) tra sti linkerati e il push che gli arriva da altre spinte di marketing si beccano un sacco di link ed autorità.

    Risultato finale è che in USA i siti rankano bene (alcuni miei clienti ci competono quotidianamente) e fanno cash coi contenuti altrui, o offrendo “protezione” alla reputazione online delle aziende… http://sethgodin.typepad.com/seths_blog/2009/09/launching-brands-in-public.html).

    Una cosa tipo “I’m in your serps, killing your reps” 😉 .

    Di questo parla spesso Aaron Wall: http://www.seobook.com/black-hat-seo-case-study

    Reply
  • Si, è questa la potenza del brand. A parità di qualità di servizi e prodotti il brand può fare la differenza… e questa è la nostra scoperta dell’acqua calda 😀 dato che questo avviene praticamente da sempre innanzitutto OFFLINE.

    E detto tra noi credo che in Italia anche tu avresti 1000 possibilità in più di lanciare un progettino rispetto ad un perfetto sconosciuto. Tagliaerbe è un brand e non fare finta di non saperlo 😉

    Reply
  • Anche io convengo con te che questi siti non abbiano nulla di estremamente innovativo e ingegnoso, ma è un po’ la stessa cosa che avviene nel tuo piccolo su twitter.

    Hai 815 Followers senza seguire nessuno e praticamente è solo un rimando ai post del tuo blog.

    A mio parere credo che sia molto più comodo usare gli RSS per seguirti piuttosto che seguirti su Twitter, che non usi affatto e non riesco proprio a capire perché hai 815 Followers…forse solo perché sei il “Tagliaerbe”…è anche questo il potere del brand ?

    Reply
  • Bè è quello che accade da anni in ogni aspetto del marketing (moda, cibo, auto ecc) dove, chi ha raggiunto l’apice, può anche produrre schifezze, ma difficilmente vedrà il suo prodotto denigrato o abbandonato.
    Il web e la blogosfera non fanno eccezione!

    Reply
  • Quotone a Mik. Inoltre considera che pure tu che ne parli da scettico gli fai un bel link a entrambi. Aggregheranno pure un mare di spazzatura, ma sono considerati dallo stesso Google siti di autorità perché hanno un visibilione di link… and that’s all!

    Reply
  • Certo che è la potenza del brand.

    Se questo articolo uscisse sul WSJ forse diventeresti anche tu più rapidamente un gurino e potresti co-promuovere i tuoi servizi

    aloha!

    Reply
  • E il bello è che squidoo è stra-pubblicizzato nel campo del marketing dicendo che porta migliaia di visite, meglio di qualsiasi sito di article-marketing e al livello di guest post su blog abbastanza visitati..
    E la cosa non si presenta solo in America, ma anche in Italia(mi pare di aver letto la cosa su un paio di ebook italiani: chissà se prima di scrivere hanno fatto una prova o solo a me non ha mai funzionato => risultati simili ai tuoi in poche parole)

    Reply
  • Hanno di speciale il fatto che pure tu, che non li ritieni speciali, dedichi loro pubblicità gratuita.

    La fregata del word of mouth su Internet sta proprio qui, quando di mezzo ci stanno dei webmarketer, raramente premia i contenuti o i servizi migliori.

    Reply
  • La questione in oggetto mi sembra sia emersa in diversi tuoi post degli ultimi giorni.

    Bisogna farsene una ragione Taglia, vale di più saper comunicare, esporre, descrivere che le idee in se stesse.

    Se poi si è talmente famosi o ritenuti guru nel proprio campo ( non conta esserlo davvero) si riesce i a farsi finanziare anche la scoperta dell’acqua calda); in questo caso non serve neanche saper comunicare.

    Questo è quanto è emerso a parer mio(http://www.faresoldierisparmiare.it/2010/01/18/guadagnare-col-working-capital/) anche nel working capital di telecom italia in cui tu stesso hai avuto modo di presenziare.

    Reply

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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