Guadagnare scrivendo e guadagnare… facendo

Nonostante da mesi si disquisisca circa la discesa dei blog (e relativa crescita dei social), nelle ultime settimane ho ricevuto diverse email tutte molto simili, del tipo “vorrei fare i soldi su internet, in quale nicchia mi consigli di scrivere per guadagnare con adsense?”

Pare insomma che per molti l’unico sistema per guadagnare online sia quello di fare un sito, infilarci dei banner, e aspettare l’assegno mensile. Probabilmente la “colpa” è delle varie leggende metropolitane che girano da anni in Rete, dove sedicenti guru illustrano (ovviamente a pagamento) i loro “infallibili metodi”, o dove vengono mostrati assegni AdSense con scritte sopra cifre pazzesche.

E quindi ci si illude che guadagnare con un blog sia una passeggiata, una cosa alla portata di tutti. E soprattutto sia il solo modello di business possibile online.

Bene, non è così.

Noti personaggi italiani che operano nel web marketing, dai quali in tanti han preso e prendono spunto, stanno decisamente cambiando rotta: son partiti da un progetto editoriale ma ora fanno soldi (o cercano di farli) anche con altro.

Penso a Robin Good, che proprio dopodomani terrà un live webinar dal titolo “Come Creare un Business Online Senza Dover Dipendere dalla Pubblicità”.

Penso a Giorgio Taverniti, impegnato in vari eventi itineranti (GT Study Days), gtConference, Symposium GT) che hanno il loro culmine in un Convegno SEO annuale.

Penso a Alessandro Sportelli, che è partito da un forum sul web marketing ma pian piano è passato ai corsi e alle consulenze, con un nuovo marchio (Facebook Strategy).

Sto parlando di persone che hanno usato il loro sito, blog, forum come un trampolino. Non si sono fossilizzati nel loro contenitore, ma lo hanno sfruttato come rampa di lancio per partire verso altri lidi. Il sito è servito a calamitare gli utenti e a costruire un brand, ma il passo successivo è quello di spostarsi su altre aree, più legate alla formazione e alla consulenza, e meno alla dipendenza da revenue pubblicitarie: anche il sottoscritto ha fatto questo percorso 😉

C’è vita anche oltre il banner, datti da fare!

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45 Comments

  • VERAMENTE su Adsense se ho capito bene,

    facendo un sito che parla di cellulari si guadagna di più.

  • Bisogna anche dire che non tutti hanno voglia di fare corsi di fuffa. Piuttosto punterei sulle consulenze “ad personam”

  • La penso come Assente. Dai, quella fuffa lì non si può sentire. Con tutta la simpatia, a me a vedere i video di Robin Good mi sembra di assistere a una parodia della Gialappas. 😀
    E’ chiaro che vendere consulenze e servizi, paga di più che scrivere. Ma questo non significa che quel tipo di consulenza dia poi davvero i frutti sperati (e pagati) in chi ne usufruisce.

  • Ah, scusa, un’ultima riflessione: concordo nel non far dipendere tutto il proprio business da Google, ma penso anche che Google non abbia alcun interesse a distruggere i suoi publisher. E se dunque un blog funziona, perchè mai Google dovrebbe penalizzarlo all’improvviso, visto che con quegli Adsense è il primo a guadagnarci?

  • Quanto mi piace internet e le scoperte che ci si fanno!

    “L’ontogenesi ricapitola la filogenesi” anche in questo mondo: come lo sviluppo dell’individuo ricapitola quello della specie alla quale appartiene, cosi’ anche il pianeta online scopre le tante Americhe già note da un pezzo sull’offline (prima che l’offline si chiamasse cosi’).

    Ma dài? Non esiste solo la pubblicità? Non esistono solo i banner?

    Non è che per caso internet è un luogo di luoghi di incontro e di aggregazione?

    Non è che magari un blog e un sito servono anche per comunicare idee, competenza, autorità e autorevolezza? Per darsi visibilità?

    E che per avere successo è utile, auspicabile, probabilmente necessario tirare fuori idee nuove, esplorare nuovi territori e opportunità e perfino (rivelazione!) lavorare?

    Si’, lavorare è necessario!

    Forse è questo che si dimenticano di dire i vari sedicenti guru o, meglio, è questo che i loro tanti seguaci non vogliono sentire: fuori o dentro il web per ottenere qualcosa bisogna darci dentro con l’olio di gomito.

    Anche se dispiace sentirselo dire, Babbo Natale non esiste.

    Nemmeno sul web.

  • @assente/Mammafelice: non esprimo giudizi sulle 3 persone citate (che comunque sono note a tutti, perlomeno nel nostro settore); il post è solo una risposta ai tanti, soprattutto giovanissimi, che si approcciano al web in un modo esclusivamente “editoriale”.

    Nel caso specifico di Robin Good, ricordo che già un anno fa gli chiesi pubblicamente lo “spaccato” delle sue revenue, e già allora Robin stava pensando ad una strategia di diversificazione: https://blog.tagliaerbe.com/2009/11/google-ha-in-mano-gli-editori-del-web.html

  • @Mammafelice: ti ricordo che il sottoscritto è stato bannato (ingiustamente) da AdSense a inizio 2007, senza saperne il motivo. Probabilmente (spero!) le cose son cambiate in questi anni, probabilmente il mio blog non “funzionava” 🙂 , ma conosco altri illustri bannati, “caduti in disgrazia” perché su AdSense basavano il 100% delle revenue.

  • Interessante post, condivisibile per chi decide di lavorare sulla passione per la quale scrive!

    Io penso che esistono anche tante altre persone che attraverso il web vogliono crearsi una rendita ( guadagno con bassissimo lavoro ) e vi assicuro che si può fare.
    All’inizio ci vuole un enorme lavoro ma poi se sono stati fatti i giusti passi si possono arrivare a guadagnare cifre interessanti anche lavorando, per mantenerle, 1 ora al giorno. Cifre anche di qualche migliaio di euro al mese.
    è una questione di strategia e perseveranza!

    Io personalmente non cerco in internet altro lavoro, cerco in internet rendite!

  • Dimenticavo.

    Anche io non sopporto i cosiddetti Guru!

    Quando mi capita di fare delle consulenze per il guadagno online spesso cerco più partners che non allievi!

  • Ci si può illudere di guadagnare con un blog come di guadagnare con i corsi. Le strade che portano al successo sono infinite, e tutte difficili da percorrere.

    @Mammafelice

    Se non salvi Robin Good ne restano ben pochi in quel mondo, almeno lui l’impegno ce lo mette.

  • Ciao Davide!
    Fra i grandi assenti citerei anche Enrico Madrigano, uno che in ambito Seo ha fatto lo stesso percorso degli altri, costruendo prima la sua reputazione e poi monetizzando con corsi online e seminari. La cosa importante e’ capire che se non si hanno vere competenze, costanza, ed una visione strategica sul proprio business aprire un blog e’ inutile, il mercato e’ saturo di immondizia prodotta da sedicenti venditori di fumo!

  • Io invece non escludo non ci si possa creare una rendita con adsense e pubblicità. Credo si tratti solo di scelte. E’ noto a tutti che spesso i guadagni di adsense vanno di pari passo con i volumi di traffico e la “quantità” di contenuti.

    Quando creai WMF mi chiesi se piazzarci adsense o meno. Ho provato per soli 10 giorni ed ho avuto conferma di ciò che già pensavo: non ne valeva la pena dato che WMF fa ben pochi visitatori (rispetto ad esempio a GT).

    Quindi perchè mettere adsense su un forum che per me è come un figlio se adsense non mi da praticamente nulla? Certo, avrei potuto puntare ad una politica di incremento bizzarro della quantità di contenuti e pagine (so perfettamente come fare), avrei anche potuto fare il pazzo sulla SEO ma alla fine ho deciso di rimanere coerente con l’obiettivo iniziale: un forum in cui si scrive quando si ha qualcosa da dire… altrimenti niente, un forum in cui si parla SOLO di web marketing e tutto il resto è OT.

    Ovviamente un progetto del genere è difficilmente monetizzabile con la pubblicità a tanto al kilo. Quello che voglio dire è che è solo una questione di obiettivi ed è brutto (almeno secondo me) modificare i propri obiettivi iniziali facendosi condizionare dalle entrate di adsense.

    Per quanto riguarda il resto concordo con Ilaria (come spesso accade :)).
    Ciao ragazzi

  • @Ilaria
    bravissima, riflessioni che condivido in toto

    @Alex
    ciao Alex, piacere di leggerti… anzi, per me leggere i tuoi post è sempre un piacere 🙂

    Condivido quello che dici, e penso che ci sia da riflettere soprattutto sul punto “modificare i propri obiettivi iniziali facendosi condizionare dalle entrate”. Ecco, a mio modo di vedere è questo il punto: 1) scrivo per passione 2) scrivo per “monetizzare”. Se le due cose coincidono, metà dell’opera è fatta. Ma solo metà.

    Far “rendere” un sito (blog, forum, ecc) è un duro lavoro, che deve perseverare per anni, e alla fine (se ci facciamo caso) i risultati si ottengono spesso (per non dire quasi sempre) quando il sito diventa un “authority site” (il Taglia nel campo marketing, Tu nel campo FB, Madrigano nel campo delle consulenze, ecc.).

    Quando un sito diventa “autorevole” allora le possibilità di monetizzazione aumentano, perchè aumenta la conversione fra visitatori/prodotto offerto.

    My 2 cents.

  • Si Nico la penso come te… pensa, e di certo non è un segreto, che su WMF la prima proposta (SERIA) di pubblicazione di un banner l’ho ricevuta a distanza di + di 2 anni dalla sua nascita (2 anni di vera fatica a ritorno “diretto” zero). Certamente mi fa piacere ma posso fare tranquillamente anche senza :)… non mi cambia la vita.

    Se avessi creato wmf per monetizzare direttamente mi sarei sicuramente rotto le scatole dopo un paio di mesi. Invece l’ho creato senza sapere dove mi avrebbe portato (non che ora lo sappia perfettamente :D).

    Una delle cose in assoluto che mi riempie di orgoglio è leggere alcuni dei ragazzi del forum (web marketing expert) che traggono vantaggi loro stessi contribuendo! Era esattamente quello che volevo… il forum non è un blog.

  • Personalmente, suggerisco di non pensare assolutamente di fare soldi tramite il blog e basta, quindi attraverso la sola attività di editoria online. E’ una strada …impossibile, semmai praticata felicemente soltanto da alcuni. Il mio suggerimento è quello di avere un prodotto e/o servizio da vendere, quindi iniziare ad essere editori di se stessi in quella nicchia. I soldi li fai dai prodotti/servizi, non dalle parole …

  • Su internet il modo di guadagnare è davvero vastissimo e ricollegandomi agli adsense ho provato diversi argomenti: notizie, manga, tecnologia, etc. e devo dire che quello che frutta di più è appunto la tecnologia e a me da anche soddisfazioni, dove ci sono post che arrivano anche a 180 commenti… (ovviamente sono onesto, al momento non camperei un giorno con gli adsense, direi che a occhio e croce mi ripagherei il mio server….)

    Sono d’accordo con Sportelli, dove su alcuni siti che ritengo proprio dei figli non ne valga la pena di metterci gli adsense per prendere 2 soldi, quando si possono usare in tanti altri modi….

    Per le consulenze concordo col dire che è un bel business… però solo chi può permetterselo lo dovrebbe fare….. e i nomi citati penso proprio che se lo possano permettere compreso Enrico….:-)

  • Un blog che nasce per coprire una nicchia e monetizzare con Adsense è un blog che nasce senza altra passione se non quella per i soldi. Sfondare partendo da questi presupposti mi pare veramente dura.

  • Vero, non si guadagna molto facendo e mettendo solo il banner.

    Ma è anche vero che tutto ciò è alimentato da “gente” che dice di guadagnare 2000 euro di adsense….quando poi i numeri sono tutt’altro.

    Sicuramente come dice taglia, uscire dalla logica del CPM e PPI è necessario.

    Corsi, consulenza.
    Guardate google. sicuramente il 92% del suo guadagno è il motore, ma anche partendo come motore ora si lancia in telefonini, tv, applicazioni e tutt’altro.

    in una parola: DIVERSIFICARE.

    Voglio precisare però che mettersi a fare corsi non sempre è la scelta migliore: va anche detto che c’è gente in giro che fa corsi di marketing e web e ne sa poco o nulla. Chi li controlla questi? boh.

    Ora pare che la strategia del momento sia farti iscrivere sui loro siti, tu concedi la mail e loro ti fanno scaricare un ebook (di dubbissima utilità, per adesso ho trovato utile solo quello di ale sportelli) e poi ti bombardano con il direct marketing fino a farti perdere la pazienza e a farti cadere gli zebedei.

    Do merito a Robin Good, è stato un pioniere, ma anche a me, quando lo vedo nei corsi, come Mammafelice, mi sembra di vedere la Gialappas…senza offesa!

    Speriamo che come nella realtà, anche sul web, da un mucchio di cialtroni piano piano si distinguano i professionisti dalla gente che scrive solo per guadagnare.

    my two cent

  • I sognatori dovrebbero sapere sin dall’inizio che un blog qualora monetizzasse (banner, link interni, infoprodotti, consulenze, ecc.) necessita di tanto lavoro iniziale sia in termini di posizionamento, di visibilità ma soprattutto per instaurare la fiducia tra il blogger e i lettori.

    Purtroppo le formule “fare soldi in tot giorni” illudono la maggior parte di questi. Le prime rendite con i miei blog (infoprodotti, qualche affiliazione ma soprattutto consulenze), le ho create dopo quasi due anni di pubblicazioni costanti e inedite e come dice Alessandro, all’inizio “vera fatica a ritorno “diretto” zero”. L’importante è esserne consapevoli.

  • Ho scoperto l’Internet Marketing attraverso gli autori/imprenditori americani e australiani. Nei loro consigli base (i soliti “10 tips…”) per monetizzare un blog, descrivono sempre AdSense come modalità più semplice ma meno redditizia, anche su siti con molto molto molto traffico. Da anni ormai sostengono che il blog è una piattaforma di lancio per infoprodotti, community, consulenze 1 a 1… Molti di loro hanno centinaia di allievi che riportano risultati eccellenti basati sui consigli/insegnamenti ricevuti.
    Da poco sto analizzando come si traduce in Italia quello che ho imparato da questi autori. Mi stupisce quanto spesso sia ancora necessario specificare che monetizzare un blog non sia solo AdSense o altre pubblicità. Ma è veramente così diffusa questa convinzione?

  • Secondo me la monetizzazione con i banner deve essere vista solo nel breve periodo.
    Il web serve per creare la propria attività, il proprio brand e la propria immagine. E il banner può essere la prima forma di monetizzazione, per ripagarsi le spese di hosting e per avere le prime soddisfazioni per andare avanti.

    Ma poi una volta creato il brand occorre vendere la propria abilità e le proprie capacità, proprio come hanno fatto e stanno facendo questi grandi personaggi che tu stesso tagliaerbe hai elencato.

    E poi dipendere solo dalla pubblicità online può essere un po’ troppo rischioso. Vedasi ad esempio i casi di ban di Adsense. Vedersi azzerate le proprie entrate dall’oggi al domani, per chi deve vivere solo di quello, non è il massimo.

    In ogni caso, anche all’inizio, io sono dell’idea di inserire più di uno sponsor di affiliazione, in modo da ridurre il più possibile il rischio di vedersi azzerate le entrate in pochissimo tempo.

  • @Alberto Cabas Vidani

    “Ma è veramente così diffusa questa convinzione?”

    Blog con Adsense sta passando di moda, ora i must sono gli infoprodotti e i corsi.

    Mi verrebbe da dire che c’è molto altro ancora, ma va bene così, che a me la ressa non piace.

  • Ottimo post, il blog è uno strumento per il tuo business, non il tuo business!

  • Il messaggio di fondo che il post lancia è senza dubbio condivisibile.
    Però…
    Però non tutti possono fare consulenze ed eventi. Anzi, forse sono già troppi quelli che le fanno.
    Ci sono persone che davvero fanno soldi con gli annunci di adsense ma non sono blogger, sono aziende strutturate in cui 4/5 persone lavorano 10 ore al giorno realizzando contenuti e spingendoli poi nelle serp con impegno.
    I commenti fin qua letti mi ricordano un po’ il problema che ho quando mi chiamano amici e mi chiedono “di fargli il sito”. Come se il mondo dei professionisti che utilizzano internet come mezzo, e come fine, fosse un tutt’uno. Io sono solito dire che anche per noi vale la stessa cosa che per le attività legate al mondo della automobili. Non è che il carrozziere fa anche l’elettrauto, il concessionario, il meccanico, vende ricambi e si occupa del marketing dell’automotive.
    Il web è ampio e le professionalità ampie e variegate. Chi deve fare consulenze o vendere ebook o organizzare eventi magari lo deve fare perchè solo con progetti editoriali non riesce a sopravvivere.
    Ma un professionista che si occupa solo di questo il tempo per organizzare eventi proprio non ce l’ha.

  • Uh. Io invece, al momento, continuo a preferire la via del prodotto editoriale. Ma sarà perché, in fondo, alla pubblicità non ci penso poi granché.

    Comunque, se potesse interessarti, io sulla ricerca spasmodica di guadagni facili via internet, anche in parte prendendo ispirazione da quel che ho letto su questo blog, ho scritto un racconto: http://silasflannery.blogspot.com/2010/10/il-prezzo-del-caffe.html
    Bisogna dire che alla fine un’alternativa il mio protagonista la trova.

    (E scusa per la spam; lo so che non si fa, ma mi pareva una cosa vagamente pertitente al tuo post).

  • @Mik
    è proprio quello che intendevo io. Nel mondo reale il modo di monetizzare il blog è legato agli infoprodotti, siano essi ebook, video, corsi, ecc…
    Ma se è necessario un post come questo che stiamo commentando, vuol dire che sono in molti a non saperlo/non averlo capito, ancora.

  • La questione è semplice, ed è un po’ simile ad esempio alle storie di Superenalotto, Poker, Trading etc etc: pochissimi guadagnano tanto, pochi guadagnano bene, qualcuno guadagna normale, e tantissimi ci perdono (in questo caso tempo).

    Sul fatto poi del trampolino di lancio, anche lì, stessa storia: è vero che ti può aiutare, però devi essere bravo, e purtroppo (o per fortuna) solo in pochi lo so veramente per poi fare strada 🙂

  • concordo assolutamente… anche Baricco disse in una intervista a Repubblica che lui NON guadagna i soldoni come scrittore ma con consulenze, ospitate e simili… non è quello che stanno facendo questi cosidetti guru?

  • Beh, sono un po’ esperto di marketing e di acquisti.

    Una volta lessi un articolo o forse un libro in cui si diceva che se proponi l’acquisto di un prodotto e lo pubblicizzi talmente che all’improvviso hai una grossa richiesta, sei pronto a soddisfarla?

    Il tuo fornitore può venderti 10.000 prodotti, ma se te ne richiedono 20.000 cosa fai; devi avere più di un fornitore.

    Questo per dire che non c’è solo Google, c’è anche Yahoo, eDintorni e persino Virgilio sta preparando un servizio del genere, altri per il momento non ne ricordo.

    In ogni caso sono d’accordo con quelli che dicono che non bisogna farsi distrarre dai soldi e gestire il blog solo per questo, hanno solo dimenticato di usare una parola: PASSIONE; passione che bisogna avere in tutte le cose e non solo per gestire un blog, anche nella vita normale.

    La PASSIONE la si deve avere in tutte le cose come quelle persone, per capirci, diciamolo pure “pazzi” che spendono migliaia di €uro per un modellino di aereo che se lo dovessero vendere, sì e no gli darebbero 200 €uro.

    E poi c’è altra roba per guadagnare tipo infoprodotti, consulenze ecc., cosa che hanno detto in molti nei commenti e con i quali concordo in toto.

    Poi ci sono anche quei siti in cui scrivi un articolo, ti pagano e ti fai pubblicità al tuo blog.

  • A me personalmente vedere Robin Good (che e’ simpatico e un bravo comunicatore) che fa’ corsi mi sembra uno di quei Guru americani che ti insegnano la formula del successo e della ricchezza. Ma se hanno il segreto perche’ non se lo usano per loro?. Credo che gli sia andata benino per qualche anno con Adsense ma poi vedendo il calo e non essendo strutturato per evolvere il suo prodotto editoriale si e’ inventato formatore che e’ anche un business proficuo per carita’…. Preferisco anche io la linea editoriale , se si e’ bravi e professionali si puo” creare un brand e una testata che puo’ essere anche venduta , alla fine e’ questo il vero business di un editore. Pensate ai vari siti acquisiti recentemente da Edizioni Master ad esempio come hanno capitalizzato bene il loro lavoro…….

  • Per guadagnare con la pubblicità dovete riscoprite cosa significa concretizzare un prodotto editoriale online.
    Al momento farsi strada con un PRODOTTO DI QUALITA’ è molto semplice perchè in molti settori non c’è vera concorrenza, ma significa perdere le nottate a studiare, informarsi, mantenersi aggiornati, gestire i rapporti di collaborazione e scrivere. Cosa che davvero in pochi sono disposti a fare.
    Se poi dei buoni contenuti sono valorizzate da un semplice ed efficace lavoro SEO siete a cavallo.

  • Per chi non vive di Blog, il blog è un canale di earnings da non buttare via, se alla fine dell’anno Google porta nelle tasche di un blogger qualche migliaio di euro, lo considero una buona integrazione ai proventi di tipo “professionale”. Secondo me ci sono writers che invece sottovalutano questo aspetto e scrivono per puro piacere, ma potrebbero togliersi piccoli sfizi con il bonifico a volte inaspettato di adsense! 🙂

  • A mio avviso il post è scritto troppo in modo da togliere ai neofiti l’idea di fare soldi (con banner e adsense) semplicemente creando un sito o un blog su un argomento di nicchia.

    A mio avviso è invece il primo passo che deve venire invariabilmente prima di qualsiasi attività collaterale: soltanto iniziando dalla base avremo poi siti web dai contenuti validi che possono poi aspirare a fornire servizi collaterali di valore. Noi di Forexinfo ci siamo arrivati dopo due anni di crescita del fatturato per pubblicità ad organizzare dei corsi online ed in aula, è stata la naturale evoluzione dello strumento “forexinfo.it”, farlo prima sarebbe stato un suicidio a livello economico.

    Secondo me di gente competente ce ne serve ancora, ma la competenza va formata partendo dalle basi, quindi ben vengano nuovi blog che come primo obiettivi hanno 100€ al mese con adsense, nel tempo possono fare grandi cose!

    Noi, però, invogliamoli, a costo di farne fallire 99 su 100. E’ il mercato, giusto o sbagliato che sia.

  • Io ho sempre sognato di aver un e-commerce, peccato che in Italia esiste una legge idiota a riguardo, mentre in altri paesi non e’ cosi’: in Italia devi avere anche un negozio offline! Correggetemi se sbaglio…

    Ho un sito in ambito fitness con un discreto numero di visite (15000 – 20000 mensile), peccato che il CTR e il CPC siano inaspettatamente i piu’ bassi di tutta la mia rete: ricava da AdSenze la stessa cifra di un altro (in completamente altro settore) che ha un quinto di quelle visite.

    Ogni tanto provo a trovare partner per realizzare un e-commerce su quel sito, ma finora non e’ stato facile: o mi scontro con la poca consapevolezza del mio interlocutore o per esempio ho ricevuto un “offerta” da uno che mi voleva vendere la sua piattaforma a fronte di un canone mensile; in pratica io vendo i suoi prodotti e lo faccio guadagnare e in piu’ gli devo anche pagare l'”affitto” della sua piattaforma (non ricordo ma era una cifra esagerata, tipo 1000 euro all’inizio e centinaia di euro al mese).

    Per non parlare del circuito delle affiliazioni: secondo la mia limitata esperienza e’ ridicolo e a tutto vantaggio dell’affiliante (e non dei poveri affiliati). Ma riguardo a queste sarei curioso di sentire esperienze “reali”
    e diverse…

  • @ Jonathan:

    non mi risulta serva anche un negozio fisico per aprirne uno online: basta che fai la comunicazione al comune dichiarando che fai vendita sul web e la sede è casa tua, il tuo ufficio o la tua sede legale e poi fai l’iscrizione/variazione alla camera di commercio.

    Le difficoltà del negozio online per chi non ha il negozio fisico è che devi comunque comprare i prodotti in stock (altrimenti non ottieni prezzi su cui puoi ricaricare ed essere competitivo) e quindi devi farti un minimo di magazzino che se poi il negozio online non parte hai il problema di smerciare il tutto… per non parlare dei problemi logistici.

    La legge però, stavolta, non ti ostacola affatto.

    In bocca al lupo per tutto! 🙂

  • @ Antony

    IN Italia dobbiamo sempre fare gli invidiosi.

    Se qualcuno conosce un metodo per fare soldi, perché lo non usa lui?

    A te chi dice che non lo faccia?

    Se un italiano vuole fare come gli americani,

    ecco che diventa automaticamente un imbecille.

    Se a te non piace una persona, non comprare quello che vende, ma non ne giudicare il metodo.

  • Adsense mi inizia ad andare stretto…però su un mio sito di prestiti, ricevo click da 1,5€ con un ecpm che supera i 50€!
    Quindi per chi sà posizionare siti web che lavorano in una nicchia precisa come la mia, con adsense ci puoi fare i veri soldi!
    😉

  • @ Jonathan

    Neanche a me risulta che ci siano difficoltà per aprire un e-commerce,

    non so chi ti abbia dato questa informazione,

    ma non è così,

    Per avere delle informazioni, quando le si ignorano, bisogna andare nel luogo giusto,

    se questa informazione l’hai letta su internet,

    ricorda che a volte ci sono degli spiritosi che non hanno niente da fare e diffondono info false, magari solo perché loro sono convinti che sia così.

    Vai al Comune ufficio ANNONA, oppure chiedi alla Camera di Commercio.

    Se puoi vuoi avere info di prima mano, allora vai in “PARLAMENTO”.

    Nel senso che devi controllare il sito del Governo sulle leggi e poi agisci di conseguenza.

  • Mi spiace contraddirvi ma AdSense è un sito poco serio, bannano persone come se niente fossee, ironia della sorte, bannano chi è senza colpa e di certo chi ha delle colpe saprà come non farsi bannare. Io sono stato bannato e non considero più questa gente, sembra che li facciano tutto in automatico e non si ci può mettere in contatto con nessuno..Per me personalmente può anche chiudere, anzi io non lo seguo più, ne lui ne chi fa pubblicità sul suddetto sito e spero che pian piano, la mia goccia piccolissima diventi un lago.

  • @ Salvo commento 41

    Chiaramente adsense deve funzionare in automatico, ma questo non significa nulla.

    Gli americani ragionano in modo diverso da noi.

    Mi hanno detto che se vieni bannato,

    basta dire che non lo fai più

    e loro ti “perdonato”.

    È ridicolo, ma è così.

    Noi italiani, invece, vogliamo conoscere il motivo per cui ci hanno bannato; su Facebook mi hanno bannato, ho lasciato perdere, dopo un po’ ho “fatto il furbo”, mi sono iscritto con un’altra email.

    Dopo un anno ho ritrovato l’email con la quale mi avevano bannato, mi sono detto “perché non provare a farmi inserire di nuovo in Facebook con questa email?”

    Così ho scritto, mi hanno chiesto Nome, cognome, e …., gruppi a cui partecipavo, anzi scuole, glieli ho mandati ed adesso aspetto.

    Vi tengo informati.

  • E quando poi sono convinti che basti aprire un sito per riuscire a vendere non te lo dico! Con il blog almeno devi scrivere e si rendono conto che qualcosa dovranno pur farla. Invece con l’e-commerce son convinti sia un distributore automatico! E io me la rido hi hi hi (anche se in realtà un po’ da piangere mi viene! Però per questo ho aperto il mio blog!).

  • Guadagnare esclusivamente con la pubblicità è pura utopia. Per realizzare un’impresa online, bisogna muoversi su più fronti:

    – Ebook didattici e di formazione
    – Affiliazioni
    – Pubblicità adsense, ma soprattutto da inserzionisti privati.
    – Casa editrice online
    – Consulenze

    Solo cosi si può arrivare ad un fatturato annuo rispettabile.

    Servono grandi numeri in ogni metodo che si utilizza. Creare un solo ebook e un solo sito non serve a nulla.

    15 ebook, tradotti anche in lingua inglese e una decina di blog e siti, in qualche anno possono rendere anche 4/6.000 euro mensili lordi.

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Max Valle

Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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