Google, YouTube e il loro approccio a Bitcoin e Criptovalute

Bitcoin e Criptovalute
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Ci sono fondamentalmente 2 tipi di utenti: quelli che vogliono contenuti con all’interno pareri imparziali, e quelli che invece vogliono ascoltare esclusivamente la stessa campana. Non vogliono un punto di vista oggettivo, vogliono solo conferme alle loro idee e alle loro tesi.

Sebbene Google, nel lontano 2011, ci disse che era importante “descrivere entrambi i lati di una storia“, posso garantirti che puoi avere un enorme successo se nei tuoi articoli o nei tuoi video suoni sempre e soltanto un’unica nota.

Detto in termini più tecnici: il mondo è pieno di fanboy legati a doppio filo al proprio bias di conferma. Cercano solo contenuti in grado di sposarsi perfettamente con la tesi che hanno in testa. Non vogliono sentire obiezioni o pareri anche solo vagamente contrari.

Ti faccio un esempio pratico. Da qualche mese, per diletto personale, sto studiando i bitcoin e le criptovalute.

Oltre a leggere/studiare contenuti testuali presenti su alcuni siti e blog, ho scelto di informarmi tramite video (e quindi YouTube). Ho individuato in breve tempo un ristretto numero di canali utili e interessanti, che offrono contenuti di buona qualità, ma ciò che mi ha colpito di più sono i correlati/suggeriti che YouTube propone sulla destra del video che stai guardando, oltre ai “consigliati” con cui popola la tua home page (da loggato) quando inizi a guardare una certa tipologia di filmati.

Ebbene una buona parte di questi video sono un mix fra titoli e anteprime clickbait, se non vera e propria disinformazione.

Si tratta, solitamente, di piccoli canali, con poche migliaia di iscritti, che fanno mediamente poche centinaia di visualizzazioni per ogni video prodotto. Ma se scorri tutti i video presenti sul canale, vedrai che quelli più visti (e con maggiori interazioni) sono proprio i più “esagerati” dal punto di vista del titolo e dall’anteprima.

Eccoti un paio di esempi di canali con poche centinaia di iscritti e (in media) meno di 500 view a video… ma quando azzeccano il giusto mix fra titolo e anteprima (ovvero il video al centro), fanno il botto:

Video sulle criptovalute

La cosa incredibile è che YouTube, anziché nascondere questa tipologia di contenuti (che spesso non sono solo clickbait, ma addirittura pericolosi per il tipo di consigli che danno), la mette in bella evidenza.

Il motivo? A mio modesto parere, è perché c’è un sacco di gente che vuole guardare proprio quel tipo di video. Non importa se le informazioni contenute sono sbagliate, fuorvianti, senza senso: vuole sentirsi dire che con 1.000 euro investiti in una criptovaluta è possibile diventare ricchi, e/o che sarai tu il prossimo milionario in crypto investendo pochi soldi. Ci sono interi canali che parlano solo di “HODL!!!” e “to the moon!!!” (modi di dire che indicano – rispettivamente – l’acquistare e tenere i bitcoin perché presto il loro valore crescerà all’inverosimile).

E allora YouTube si tura il naso e suggerisce quei contenuti. Con buona pace di tutta la manfrina sull’EAT (“Expertise Authority Trustworthiness”) e YMYL (“Your Money Your Life”) che Google continua a propinarci da anni…

P.S.: con il Core Update di Giugno 2019, Google ha colpito notissimi siti che parlano di bitcoin e criptovalute. Fra questi CCN.com (che ha perso più del 71% del traffico via mobile e più del 90% delle revenue giornaliere, recuperandolo – per sua fortuna – pochi giorni dopo), CoinDesk (che, secondo SISTRIX, è calato del 34,6%) e Cointelegraph (-21,1%). Tutti siti molto noti nella nicchia delle crypto, e con una buona reputazione.

Mentre purtroppo, su YouTube, continuano a crescere e prosperare canali del genere:

Bitcoin gratis???

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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2 Comments

  • Belle riflessioni!
    Solo un paio di note:
    1) Credo che “HODL” non sia il grido di chi cerca un profitto a breve termine ma di chi crede che siamo all’inizio di una rivoluzione ma che ci vorranno comunque anni prima di arrivare ad una adozione mainstream (almeno così la leggo io).
    2) Provo lo stesso fastidio per i titoli clickbait che leggo nel tuo articolo… Ancor di più non sopporto certe anteprime fatte tutte alla stessa maniera: sorrisoni, enormi scritte in sovraimpressione, contrasti esagerati… e promesse che non verranno mantenute guardando il video nella sua interezza.
    Secondo me però non è una “scelta” di YouTube, ma deriva dagli algoritmi che evidentemente non sono in grado di identificare un video fatto per un certo target (gli ingenui, quelli che cascano sui titoli clickbait) da un video fatto per un altro target (quelli che cercano sostanza e si sono già fatti il callo con anni di contenuti “clickbait”).
    O forse siamo nel mezzo: la tecnologia per filtrare questi contenuti magari ci sarebbe, ma non c’è l’impegno nell’applicarla. Del resto gli ingenui sono la maggioranza e chi cerca “sostanza” non ha molta scelta. 😀

    Reply
  • Da qualche mese sto sperimentando la piattaforma youtube e per farlo ho guardato tonnellate di video ed analizzato canali sia nel mio settore (web marketing e web design) che in settori diversi e posso confermare che le stesse stranezze succedono in in tutti i campi.
    Ho visto un sacco di esempi in cui YT premia più il cattivo contenuto ma clickbait e flame oriented rispetto a contenuti completi e imparziali.
    La sto trovando una piattaforma molto “spietata”, il suo obiettivo è fare watch time a qualsiasi costo.
    Poi per fortuna ci sono molte eccezioni, (mi viene in mente Dario Bressanini)

    Reply

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Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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