Google Wave, l’email… “sociale”?

Nei giorni scorsi mi è arrivato un invito a Google Wave.

Appena l’ho detto su Twitter sono stato tempestato di richieste (“hai mica un invito?”) e rosicamenti (“beato te, a me ancora nulla…”), che dimostrano come l’ennesima operazione di hype di Google abbia funzionato alla grande, anche con questo nuovo prodotto.

Ma, diciamocelo, Google Wave rimane (almeno per ora) solo un grosso hype. O poco più.

Perchè Google Wave non avrà successo

Per iniziare, perchè taglia fuori tutti quelli che utilizzano Internet Explorer (quindi almeno la metà dei navigatori, che include moltissimi “surfisti da ufficio”, obbligati dall’azienda ad utilizzare IE): appena ho aperto l’invito, mi sono trovato infatti davanti ad un paginone che mi diceva di utilizzare uno degli altri 3 browser (Chrome, Firefox o Safari), o in alternativa di installare Google Chrome Frame. Si, hai capito bene, Google Wave NON è accessibile col browser di Microsoft, e se proprio vuoi farlo andare devi “imbastardirlo” installandoci sopra Google Chrome Frame: ottimo tentativo per debellare IE, non c’è che dire.

Secondariamente, perchè è un prodotto estremamente di nicchia, pensato da un tecnico per un tecnico, e non per la massa: non si riesce a spiegare cosa sia in poche parole (il video qui sotto ci prova, ma ci riesce solo parzialmente),


non si riesce a collocare in nessun ambito conosciuto (ho fatto un breve sondaggio e mi son sentito dire: “è una roba tipo l’email, ma più incasinato” oppure “assomiglia un pò a Skype, ma non c’è niente da installare” e anche “a prima vista mi ha ricordato Facebook, ma poi non ci ho capito nulla”), e ha dentro cose assolutamente inutili che solo un pazzo maniaco programmatore/sviluppatore può apprezzare (che cavolo mi frega di poter fare il “view page source” di ogni singolo messaggino???).

Google Wave è una email-chat sociale, ma son certo che NON ammazzerà la posta elettronica (come invece si era affrettato a titolare qualcuno…): vai a spiegare a certi dirigenti di mezza età che le email “one-to-one”, che già vedevano come uno strumento molto poco affidabile e riservato, ora non si usano più e che possono invece essere lette da altri “invitati” (o finire pubblicate all’interno di qualche sito). O vai a spiegare alla segretaria che ora non deve inviare un messaggio ad un indirizzo email bensì deve invitare un interlocutore a far parte di una “conversazione”.

Google Wave fa troppe cose insieme: è un pò email, un pò chat e un pò instant messenger, con una spruzzata di social (che va tanto di moda…). Ha dei gadget per integrare sondaggi, giochi, mappe e pure traduzioni in real time. E volendo si può pure embeddare in un sito o in un blog.

Col risultato che non fa bene nessuna di queste cose.

P.S.: se invece sei fra i pochi che hanno davvero capito come funziona e a cosa serve Google Wave, posta un commento… e spiegacelo! 🙂

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59 Comments

  • Te lo spiego appena lo capisco,

    oltretutto non conosco l’inglese,

    ma mi arrangio con traslate di Google

    Se è tutto quello che hai detto

    è fenomenale,

    ma se non funziona …

  • Ohhhh alleluja finalmente qualcuno che scrive qualcosa di obiettivo e che non si fa influenzare!!!

    Io non ci perdo nemmeno tempo a scriverne, ho l’invito da due settimane, mi sono iscritto, l’ho visto, ci ho giocato un po’ e ho verificato che non si può fare nulla o meglio, “ha dentro cose assolutamente inutili che solo un pazzo maniaco programmatore/sviluppatore può apprezzare”

    Poi sono andato a vedere i vari blog, ho letto degli articoli con tante belle parole da cui però non si capiva ancora cosa fosse e a cosa servisse.

    Poi mi sono visto i video… mah.. ho pensato, forse la mia mente non è ancora cosi aperta e orientata all’innovazione e il futuro…

    Vabbe insomma, attendo anch’io qualcuno che mi dica “per usare google wave devi fare 1, 2, 3 e serve a …. si sfrutta al meglio se…. diventerà presto strumento indispensabile o comunque importante perchè…

    Mi fa davvero sorridere chi invoca e prega per questo invito come fosse oro, io se potessi ve lo regalerei!!

  • Hmmm… ho l’invito dal secondo giorno ma, forse sto diventando vecchio e dopo 10 minuti ho mollato… magari cambiero’ idea se qualcuno posterà su Twitter una spiegazione chiara dell’Onda…

  • Credo che un ‘beato te’ te l’ho lanciato io via Twitter… ecco qua uno dei rosiconi 🙂

    In ogni caso, anche se ben argomentato, mi sa tanto di ‘link baiting’ questo articolo, non me ne volere. 😀

    Sicuramente Wave è in fase embrionale e verrà sviluppato per soddisfare le persone, verrà modificato e integrato di nuove cose (magari verranno eliminate le superflue) e snellite le applicazioni….

    Vedremo con il tempo se l’Onda ci travolgerà, questo articolo me lo scrivo e me lo segno.

    Buona giornata!

  • Ciao Taglia,

    concordo con te su tutto.
    Aggiungerei però:

    1) Ancora non possiamo dire se e come Wave avrà successo perché è troppo ridotta la massa critica di utilizzatori. Credo che ne potremmo parlare con più cognizione forse tra 3 anni.

    Ad esempio tra i conoscenti ho 4 persone che usano wave (tu escluso), ergo non ci perdo tempo, perché nessuno lo usa. Se avessi 40 conoscenti che fanno già uso di Wave ci smanetterei di più.

    2) Ogni innovazione non cancella le precedenti. Lo sappiamo dai tempi dei libri stampati, del web, dei blog, del web 2.0. Nessun mezzo ha mai “ammazzato” i precedenti. Si tratta solo dell’utilizzo e punto di vista degli utenti.

    Per riassumere, al momento Wave è un bel giocattolo, che ho riposto nella sua scatola. Quando sarà il caso aprirò la scatola per scoprire se è diventata una fantastica sorpresa (che per ora non c’è).

  • Ciao Mr, io non ho idea di cosa sia Google Chrome e al momento mi interessa poco.

    Scrivo solo per dirti che A D O R O questi tuoi articoli così sinceri e taglienti.

    Non se ne può più di sentire i soliti articoli buonisti dove tutto è splendido e rivoluzionario.

    Certe volte qualcosa funziona male ed è inutile! Almeno fino a quando non spiegano come usarlo 🙂

    Continua così.

  • Al momento mi trovo perfettamente d’accordo conte, in fase embrionale lascia molto a desiderare, vedremo….

  • Non so se Wave avrà o meno successo però c’è una fondamentale differenza tra Wave e tutti i sistemi di comunicazione nati negli ultimi 10 anni e osannati come sostituti della posta elettronica.

    1) Wave utilizza, come “endpoint” della comunicazione degli indirizzi, in tutto e e per tutto uguali ad indirizzi email.
    2) Wave, come l’email, utilizza un concetto di federated servers, in cui quindi ogni azienda può avere il suo wave server e i wave server possono comunicare tra loro. Esattamente come l’email.
    3) Wave, è prima di tutto un protocollo aperto, evoluzione dello standard XMPP, un protocollo che chiunque potrà implementare.
    4) Wave fin dalla nascita è stato concepito per non essere un Walled Garden, ma una piattaforma aperta.

    Tutte queste cose significano che se dovesse prendere successo allora si potrebbero creare dei gateway per far si che email e wave possano comunicare tra loro, per far sì che alcuni possano utilizzare wave per scrivere un contenuto e altri possano ricevere una email se non hanno wave, e rispondere via email al wave che i primi riceveranno sul wave.

    Se, mai, l’email dovesse morire, ci vorranno almeno 10 anni: nessuna piattaforma che non preveda una compatibilità con l’email e un affiancamento di tecnologia può pensare di mettere in discussione l’email.

    Con questo non voglio dire che Wave funzionerà. Secondo me il client web di google è troppo confusionario al momento e credo che questo sia il problema principale. Forse dobbiamo aspettare che qualche visionario trovi il modo di togliere tutto ciò che non serve e semplificarne l’interfaccia, o che nascano i primi client “desktop”. Forse Google con questo client ha voluto buttar dentro più del dovuto, per far vedere quanto quella tecnologia può dare, per far capire al mondo che quella tecnologia ha i numeri per “sostenere” le esigenze di comunicazione dei prossimi 10-15 anni, ma credo che per diffondersi veramente debbano semplificare il client, MOLTO.

    Il fatto che non va con IE è una scelta, momentanea. IE gli stava creando problemi, hanno deciso di cogliere la palla al balzo e nella beta portarsi in casa solo persone che non usano IE. In questo modo
    1) penseranno alla compatibilità con IE più avanti, quando magari anche IE avrà migliorato il motore javascript
    2) si assicurano di ottenere un utenza mediamente più “scafata”: chi usa firefox e chrome ha fatto una scelta, è più facile che sia sostenitore di una tecnologia nuova.
    3) approfittando dell’hipe possono provocare lo switch di altri utenti a browser più standard.

    Secondo me non l’hanno pensata affatto male.

    PS: non sono il solito fan di ciò che è made in google. Anzi, sono uno di quelli che pensa che google diventerà la prossima Microsoft, fornzando il mercato nella direzione preferita approfittando della posizione dominante, però analizzando i dettagli dei protocolli e dell’architettura di wave un tecnico non può non notare che ci sono delle menti eccelse dietro alle scelte.

    Wave è una innovazione.

    Il fatto che la gente oggi non sappia definire cos’è wave non mi crea alcun problema: se chiedevi di definire l’RSS o LinkedIn qualche fa ti rispondevano con le stesse frasi confuse. Ora credo che nessuno metta in dubbio il successo dei blog e dei social network.

    Inoltre secondo me bisognerebbe smettere di usare “Sociale” ovunque: Wave non ha niente di sociale in più di quasi qualunque strumento che usiamo su internet oggi. Se usare una rubrica o permettere di comunicare significa “Sociale” allora togliamo un aggettivo inutile. Se è solo buzz.. allora non mi interessa parlarne. Ma in fondo gli articoli che dicono che qualcosa è il nuovo qualcosaltro e le risposte “opposte” sono fondamentalmente buzz.

  • invece secondo me sbagli, e di grosso. ADESSO wave è per i tecnici, ma domani chissà. ADESSO wave è chiuso alle mail esterne ma domani no. ADESSO gmail è una cosa, ma domani sarà inglobata in wave. Come? facile, semplificando leggermente l’interfaccia di wave, wavizzando un po’ quella di Gmail e poi fondendo le cose.

    Come ho scritto sul mio blog personale, sono dentro a una wave che pubblica in real time su uno psuedomicroblog, è un bot scritto da un amico. domani sarà possibile editare in molti (con versioning) contemporaneamente un post e poi pubblicarlo in real time. Ed è solo il primo utilizzo, fatto con le API da developer…

  • Ciao a tutti, l’argomento è sicuramente interessante sia per gli smanettoni che non.
    Io l’invito no nl’ho ancora ricevuto m a non lo attendo nemmeno con ansia. Come ha già detto il buon Francesco “MrJinx” è un giocattolo nuovo, forse innovativo, da guardare a bocca aperta e poi riporre per un po’.
    Mi ricordo infatti cosa feci con facebook tempo fa.
    Mi ero iscritto perchè per caso avevo sentito di questa nuova “chat allargata” (social era una parola ai tempi ancora non utilizzata) che tra gli universitari americani stava prendendo piede per scambiarsi informazioni.
    L’ho guardato si e no 10 minuti e poi l’ho messo nel dimenticatoio.
    Dopo qualche tempo (penso forse più di un anno ma può essere molto di più, ho la memoria un po’ labile ultimamente) mi arriva un invito ad usare il nuovo social da un amico. Provo ad iscrivermi ma la mia mail era già utilizzata (e da li mi ricordo la vecchia iscrizione e sono andato a riesumare l’account).
    Dopo pochi mesi l’esplosione in Italia fino a diventare il fenomeno di massa che ora è.
    Visti i precedenti quindi mai dire mai su google wave…potrebbe essere un flop come riservare grandi sorprese come diventare un grandioso “fenomeno di nicchia per smanettoni”.
    Ciao bella gente.

  • Ho richiesto un invito a Google e aspetto di provarlo… così magari vi darò la mia opinione!

  • Perfettamente d’accordo con Marco e Stefano. Probabilmente le stesse critiche rivolte a Wave ora sono state rivolte anni fa quando nasceva l’email. Inoltre Wave è ancora in fase Alpha, criticarlo ora ha poco senso, così come inneggiarlo.

    Sarà solo il tempo a determinarne il successo, ma le premesse ci sono tutte.

  • Quindi non mi serve… 🙁
    Aspettavo uno strumento di collaborazione on-line con project planning, diagrammi di gant etc… ma nulla.

    Vabbè, riprendo la ricerca o ce lo faremo in casa.

  • Sono d’accordo col fatto che nessuno metodo futuro, potrà mai abbattere i precedenti, in quanto si integrano a vicenda e soprattutto si integrano.

    Mi ricordo la voce che circolava negli anni 80, quando dicevano che il computer avrebbe diminuito il consumo della carta, invece, l’ha aumentato, in quanto il computer ne offriva delle nuove; si potevano stampare le torte dei diagramma, interaggire con vari dati e stilare nuove classifiche o comunque nuove opportunità per tutti i dati.

    Mi ricordo un ingegnere che stampare con Commodore 84 i dati delle case che costruiva, adesso lo stesso lavoro si fa in un attimo.

    Taglia è un pessimista inguaribile e quindi pensa che Google Wave non serva a nulla o quasi, aspettiamo un po’ e poi vediamo.

    Mi sono auto invitato a Google Wave, ma non mi hanno risposto, mi sono iscritto due volte con lo stesso account Google, questo a dimostrazione che non controllano; non ho potuto quindi vedere come funzione questo Google Wave, e non capendo l’inglese, ma utilizzando Google traslate, mi è sembrato di capire che si può implementare (Si dice così?) una chat nel proprio blog.

    Comunque da quello che dite un po’ tutti sembra una cosa fenomenale.

  • Io ci ho giocato un po’ e non posso che confermare la gran confusione e l’idea di inadeguatezza che si prova ad usarlo.
    Detto questo però seguo la linea di chi crede che sia qualcosa di embrionale, ma con grosse potenzialità.
    Ovvio, io, voi e altri giovani matusa del web, così abituati alla mail, magari fatichiamo e faticheremo da matti e metterci nel mood giusto per capire wave, ma credo che facendo uno shift generazionale per mia madre vedere twitter o friendfeed non sia tanto diverso 🙂

    I ragazzetti di 10/12 anni avete idea se vivono in un mondo lento di mail (non hanno il blackberry) o in uno veloce di istant messagging ? di mms ? di foto e video sul cellulare ?

    Io dico che sono andati incontro a quella generazione, la generazione di messanger, degli sms, delle pagine piene di stimoli eterogenei appiccicati di myspace.

    Io dico che quelli sono il loro faro e dato che quelli sono anche il nostro futuro prossimo, magari una bella chance ce l’hanno i ragazzi di Google.

    Ovvio che c’è molto da lavorare ancora….ma vogliamo chiedere ad una release alfa anche un’interfaccia superusabile ?

    Voi che ne pensate di queste mie allucinazioni post-wave ?

  • una cosa interessante del lancio di wave e’ che stanno usando lo stesso sistema usato per gmail cioe’ la possibilita’ di iscriversi solo tramite invito all’epoca funziono molto bene per gmail chissa se ci sara il bis

  • Come tutti quelli che scrivono, ogni tanto dimentico di rileggere e nel post precedente ho scritto due volte INTEGRANO A VICENDA, e ho scritto interagire con due gg, chiedo scusa a tutti.

    @ Reborn

    Non sono gli altri che ti devono spiegare come funziona, qualcosa, se tu che lo devi capire, se poi hai qualche dubbio, puoi chiedere aiuto.

    Le castagne dal fuoco non te lo devono togliere gli altri.

    @ mister.jinx

    Tre anni mi sembrano troppo per sapere se funziona.

    Aspettiamo un po’.

    Google dovrebbe invitare più persone, così si trovano prima bug ed altro.

    Troppe cose disturbano, dovrebbero mettere delle funzionalità che dovrebbero essere attivate a richiesta e non stare tutte lì a disturbare.

  • Questo nuovo strumento dovrebbe essere una specie di all in one per internet, questo fà mancare una cosa fondametale La semplicità…

    Già avere uno strumento che difficilmente è descrivibile dagli utilizzatori è una bella fucilata al marketing del prodotto (se nn ci fosse stato dietro il margchio google probabilmente non saremo quì a parlarne)

    Google stà cercando di rosicchiare alla concorrenza funzioni alla quale sopperisce lei.

    Bisognerà vedere lo sviluppo dell’applicazione, io non la marchierei subito come fallimentare perchè la possibilità di effetti di propagazione virale dell’utilizzo è sempre probabile, personalmente comunque non sono un fan dell’all in one, preferisco strumenti separati veloci e immediati da usare…

  • Ciao Francesco,

    magari i tempi fossero più rapidi di 3 anni! Credo però che per avere una diffusione che puoi considerare di massa 3 anni possano essere più che ragionevoli.

    Ad esempio parlavo proprio ieri con un amico che lavora nel settore assicurazioni dove tutte le filiali dell’assicurazione per cui lavora ha i PC “blindati” alla versione 6.0 di Internet Explorer. Eppure non la versione 7 di IE, ma la 8 è diffusa da diversi mesi.

    Per i tecnici come giustamente notava Marco Cilia in un commento precedente il passaggio è già avvenuto e l’innovazione è già usata e percepita. Gli early adopters esistono da sempre.

    Senza offesa per nessuno chiediti utenti usano ancora il client tradizionale di posta elettronica, anziché una comoda webmail come quella che Google con GMail e GApps mette a disposizione che puoi consultare quando dove e come ti pare da sistemi desktop e mobile diversi ?

    Eppure ci sono utenti che si sentono più sicuri e protetti con le email nel loro PC (e non in giro per server di Google).

    Quale secondo me è l’approccio più corretto? Entrambi perché si tratta di bisogni, mentalità e di approcci diversi.

    Per tornare a Wave bisogna vedere cioè se Google nel lungo periodo (appunto 3-5 anni) ha individuato le esigenze della massa degli utenti che usano la mail anche in modo collaborativo, twittano, stanno su Facebook, seguono cioè le onde dell’informazione.

    Do anche per scontato la trasformazione di GMail in GWaveMail o prodotto/servizio simile. Però tutto sta in base ai bisogni e desideri degli utenti.

    Ad esempio secondo me Google ha visto con largo anticipo un problema sentito dagli utenti: il loop informativo. Su questo io credo che Wave potrebbe dare un bell’aiuto agli utenti.

    Ma torniamo sempre alla massa critica di cui scrivevo prima. Fino a quando non ci sarà massa critica, non potremmo apprezzare tutte le funzionalità di Wave.

  • Il mio giudizio è dato su quello che posso vedere ora, non su quello che sarà.

    E se Google non vuole le critiche, deve smetterla di far uscire prodotti in beta (anzi, in alpha), solo per mantenere elevato l’interesse nei suoi confronti (e magari far contenti gli azionisti…).

    Google Wave potrebbe essere un successo, ma potrebbe anche essere il secondo Google Base: prodotto uscito 4 anni fa, da qualcuno definito “l’anti eBay”, capito probabilmente da nessuno, e scordato probabilmente da tutti 🙂

  • @Tagliaerbe: mi sembra che hai già cambiato rotta. Nell’articolo hai scritto “Perchè Google Wave non avrà successo:”, mentre ora dici “Google Wave potrebbe essere un successo, ma potrebbe anche essere il secondo Google Base” … mi sembrano due cose piuttosto diverse… stai già cambiando idea sulla previsione? 😉

  • @Stefano Bagnara: no, non cambio idea: ho voluto solo fare, almeno per un attimo, l’ottimista 🙂

  • sono d’accordo su molti aspetti citati.

    però personalmente la questione della semplicità non la vedo cosi facile da spiegare. ormai tutti la cercano ma personalmente vedo che anche siti come Facebook di semplice non hanno quasi niente.. non so quante volte ho dovuto fare la lezioncina a miei amici per fargli avere trovare un po di ordine nelle idee su facebook.

    credo che sia una buona idea quella di wave. che ha molti aspetti da sviluppare e perciò non mi aspetto la massima semplicità ne la massima fruibilità al momento. dopotutto è per questo che anche wave è al momento chiusa..

    personalmente spero che abbia un po di successo. non tanto per google stesso ma per un formato che penso possa dare molte possibilità in moltissimi ambiti. che poi nelle ditte non tutti la useranno a questo sono abituato dopotutto ho trovato ditte in cui il tecnology gap era esasperante.. quindi spero di usarlo in una ditta in cui si capisca l’utilità dell’innovazione .

    per il resto effettivamente non si potrà vedere bene l’utilità di Wave finche non lo si avrà nell’uso comune e per tutti i contatti e amicizie. vedremo nei prossimi anni.

  • Google Wave non avrà successo. E’ solo una grande montatura per far parlare sempre di Google! Io non so quanti servizi lanci Google al giorno, ma pochi di questi riescono ad avere veramente successo.

  • se ho capito bene intendi che non avrà successo solo perchè è di google?

    mi sembra un po buttata cosi come argomentazione.

    cmq da quello che ho visto mi sembra che google ci stia mettendo parecchio impegno rispetto a tutti i prodotti che lancia quasi quotidianamente. se poi sarà un altro flop mi spiace per loro.

  • Ciao Tagliaerbe,
    finalmente ho ricevuto anche io il tanto atteso invito a google wave!

    Ti dirò, a me sembra una figata incredibile. Si possono fare un sacco di cose a mio parere utilissime, come liberarsi dei thread di email e condividere invece una discussione, vedendo chiaramente i contributi dei partecipanti e anche la timeline!

    Come hanno detto in tanti, il difetto di questa piattaforma è che è compatibile solo con se stessa, per cui anche io mi ritrovo ad avere solo 5 contatti e a non poter quindi sperimentare al meglio le varie potenzialità…

    Secondo me come tool collaborativo è ottimo, perché unisce email, chat, filesharing e wiki. Al di fuori di un ambiente di lavoro o di nerd, finché non sarà condiviso da tutti i tuoi amici probabilmente non servirà a molto e sarà solo un giochino carino 🙂

    Se l’hai usato un po’ di più in questi giorni, quali sono le tue impressioni successive?

    Ciao, Giulia

  • @Giulia: mah, saran 15 anni che sento parlare di “groupware” (o, come si dice adesso “collaboration tools”; qui: http://www.mindmeister.com/maps/show_public/12213323 ne trovi elencati un buon numero), e in Google Wave non è che veda ‘sta grande novità.

    Per ora, per il lavoro che faccio (e in base ai contatti che ho), me la cavo con email (per alcune cose) + instant messenger (per altre).

    E faccio una fatica enorme a vedere certi miei contatti (alcuni dei quali continuano a preferire l’uso del vecchio telefono… mortacci loro) impegnati in “un’onda” 🙂

  • L’unico difetto di Google è che non lo fa provare a tutti.

    Perché se lo provano poche persone,

    non sapranno mai se potrà reggere un grosso traffico.

    Per il momento accontendiamoci di altro,

    di Facebook dove mi hanno cancellato, di Netlog dove pure mi hanno cancellato, e di altri sistemi dove ci sono ancora.

  • @Tagliaerbe: hai ragione, ma da fan di google non posso fare a meno di notare quanto sia originale, bella e molto geek questa applicazione 🙂
    Non è per tutti: mia madre ad esempio non ci capirebbe molto.
    E’ anche vero che alcune app lanciate da google sono un po’ naufragate o sono rimaste di nicchia, ma altre sono diventate praticamente degli standard (a parte il motore di ricerca, pensa a gmail o a google maps).
    Vabbe’, quando avrò qualche contatto utile in più vedremo se è davvero valido come sembra!

    @Francesco: non credo che sia un difetto non far provare una cosa in versione beta a tutti… altrimenti non sarebbe una beta, ti pare? 🙂 Ovviamente trattandosi di google ottenere un invito per provare la beta è un po’ una corsa all’oro…

  • Meglio di Facebook

    Anche i commenti dovrebbero avere un titolo, non si può fare nulla per questa opzione?

    Ero iscritto da molto tempo a Hi5, ma solo adesso ne sto apprezzando le potenzialità.

    Molto simile a Facebook, persino nel colore, ma ha il vantaggio che ogni persona può cambiare il suo profilo con 1933 template.

    Ho già fatto un gruppo ed adesso lo sto pubblicizzando.

  • Ciao Taglia,

    come ti ho scherzosamento già risposto su FB a me sembra che stai un po’ invecchiando! 😀

    E’ vero che è tutto in beta, che ha diverse lacune e che non tutto cio’ che si poteva immaginare è pronto.. ma mi pare evidente che si intravedano perfettamente quali potrebbero essere i vantaggi di un uso massiccio dell’onda rispetto alla mail…

    Te ne dico uno solo per tutti che a me colpisce per la sua “semplicità” ma al contempo per il suo aspetto “rivoluzionario” : di una conversazione fra 2, 3 o anche 1000 persone compreso tutti i loro messaggi e le loro risposte, le foto, gli allegati, le copie , gli “inoltri” ecc ecc … esiste in wave UNA SOLA copia di tutto e questa sta in UN SOLO SERVER (certo di google ovviamente 😉 ) non consuma banda e non “inquina”…

    Si passa dal “messaggio” inviato alle persone alle persone portate sul “messaggio” !

    A me solo questo basta per darne un giudizio strapositivo.

    Poi, il discorso del “successo” .. ma perchè il ns parere deve essere positivo o meno solo in funzione al fatto se avrà un successo planetario oppure no ?

  • Vero, sto invecchiando, ma se non capisco le potenzialità di una cosa in 2 minuti e soprattutto se non riesco a spiegare a cosa serve nello stesso lasso di tempo a chi mi domanda “cos’è Google Wave?”, credo che il prodotto/servizio in questione abbia qualche piccolo problemino.

    Ma sicuramente mi sbaglio 🙂

  • Perdonatemi, ma secondo me non avete capito nulla se dite che Google Wave non avrà successo o, peggio, non serve a nulla. Io lo sto’ testando da un po’ e devo dire che è eccezionale. Migliora incredibilmente il flusso di lavoro, di qualsiasi lavoro, così come le comunicazioni personali. Mette ordine nel comune disordine delle telecomunicazioni. Purtroppo richiede che entrambi, chiaramente, si abbia googlewave, quindi questo potrebbe causare un rallentamente alla sua diffusione, diversamente dalla gmail che invece ha dilagato in pochissimo tempo.
    Però io ci spero molto e vorrei che almeno i “tecnici” capissero il valore aggiunto di tale organizzazione delle comunicazioni, perché essendo i primi a cui arriverà l’evoluzione delle mail, saranno responsabili di trainare nel futuro anche il resto della popolazione.

  • salve gente …apprezzo molto i vostri commenti e piacerebbe anche a me poter giudicare questo nuovo prodotto di bigg….se qualcuno ha un invito da girarmi gliene sarò grato: mimmotursi et gmail dot com.

  • Ottimo articolo, rispecchia al 100% il mio pensiero.

    Certo ancora è presto però per dare un giudizio definitivo.
    E’ pur vero che così com’è ha poche speranze di successo.

    Aggiungo un’altra considerazione…la privacy…

    Su una wave posso aggiungere nuovi interlocutori senza chiedere il permesso a quelli attuali…viva la privacy…

  • @Fabrizio Trentacosti: nulla da dire sulle previsioni, ognuno ha la sua e lo scopriremo solo vivendo. Ma la considerazione sulla privacy mi pare lasci il tempo che trova: una mail può essere inoltrata senza chiedere il permesso a nessuno. Un commento di un blog può essere visto da tutto il resto del mondo senza chieedre il permesso di nessuno. Qualunque sistema di comunicazione di gruppo che conosco (online ed offline) non prevede che per mettere a conoscenza un terzo di ciò che è stato detto fino a quel momento sia *necessaria* (tecnicamente) l’autorizzazione di tutti i partecipanti. In una riunione privata una singola persona può con un registratore (o con dei banali appunti) prendere nota e poi portare a conoscenza terzi senza chiedere il permesso.

  • permettimi però che un commento di un blog non è come una conversazione privata.
    Se io sto scambiando email con te è vero che tu puoi benissimo inoltrarle a chi vuoi ma questo non significa aggiungere un altro intrlocutore alla conversazione.

    E’ come se noi 2 stessimo parlando in una stanza e tutto ad un tratto io faccio apparire 2, 3 persone nella stanza, che possono sapere tutto quel che ci siamo detti.

    Se wave vuole essere forte sui luoghi di lavoro, questa filosofia non regge.

    Non so, magari mi sbaglio, vedremo. 😉

  • Dopo 3 minuti di utilizzo sono giunto alle tue conclusioni. Sinceramente la prima sensazione è stata: non è possibile. Poi @rudybandiera mi ha segnalato il tuo articolo e mi sono detto “non sono solo”. Bah… speriamo che siano tutti esperimenti di programmazione… cmq magari un paio di righe ce le scrivo pure io!

  • mi sfugge ancora come così tante persone non vedano la potenza di questo strumento..

  • @simplemal: molto interessante ciò che esponi, ma ancora non mi hai convinto. Appena però riesco ti garantisco che ci rifletto sopra. Ma quanto esponi tu mi sembra più un CRM.

  • Guarda sicuramente mi sbaglierò, ma non vedo nulla di più di un aggregatore. Ma ribadisco sto cercando di conoscerlo meglio e documentarmi. Vi ricordo però una cosa: siamo riusciti a fare diventare interessante e invitante anche tweetistonz… peccato che non esiste.

  • @Merlinox: “nulla più di un aggregatore.”
    Che cosa intendi? Se parli di aggregatore nel senso più utilizzato (aggregatore di feed) allora proprio non c’entra nulla con tale funzionalità. Non vedo nemmeno come lo si possa utilizzare da aggregatore di feed. Se è questo, quello che pensi, probabilmente hai guardato un altro prodotto, o hai dedotto da uno screenshot 😉

    Se invece parli di aggregatore di comunicazione, beh, ti pare poco? Quali sarebbero secondo te gli aggregatori esistenti rispetto ai quali wave non ha “nulla di più”?

    PS: sono il primo a dire che l’attuale interfaccia utente è ostica e a mio parere dovrà cambiare.

  • @Stefano Bagnara penso di conoscere decentemente cosa sia un feed. E’ un aggregatore di messaggi con thred (fatto male), ma non molto di più. Diciamo meno invasivo di un replyall e più interattivo di una twitterata?

    Tu meemi l’hai provato? Secondo te c’è un gap tecnologico così ampio? Mah… continuo a provarlo (che non significa che fisso uno screenshot…) 🙂

  • @Merlinox: conosco e ho usato meemi, ma proprio non vedo alcuna relazione tra wave e prodotti similari.

    Sostanzialmente wave è un editor collaborativo che unisce interazione sincrona ed asincrona. Non aggrega nulla.

    Si partecipa alle wave tramite una rete di server (come i server posta), e ogni wave è ospitata da un singolo server (come i server web).

    Il gap tecnologico rispetto a qualunque tecnologia esistente sta proprio nel protocollo base che permette l’interazione in tempo reale da parte di soggetti multipli di un singolo documento (wave). La tecnica di fondo si chiama “Operational Transformation” ed è il cuore. Tutto quello che abbiamo visto fino ad oggi, invece, erano mashup di ciò che si può fare con il web e il protocollo http. Sempre e comunque vincolati da ciò che è l’HTTP o da ciò che è l’SMTP (nel caso della posta).

    Wave è una cosa nuova e il servizio web che provate oggi, chiamato Google Wave, è solo una piccolissima parte di ciò che si può fare con quel protocollo ed è solo uno dei modi di affrontare il problema comunicazione con quel protocollo.

    Quindi con wave più persone possono collaborare sia in tempo reale che in maniera asincrona (anche consultando lo storico di ciò chè successo) ad un singolo documento. Se questo documento sia una informazione che ci scambiamo, un foglio di calcolo, un film creato in maniera collaborativa, un blog, contenuti di un sito web, un disegno vettoriale o altro lo stabilirà qualche mente geniale che saprà trovare una idea semplice e banale che tra qualche anno potrebbe essere la normalità.

    TI rivolto la domanda: cosa si può fare con un blog rispetto a ciò che si poteva fare anche prima con il web? Niente, perchè di fatto il blog è un sito web. Stessi protocolli, stesse tecnologie. Eppure non mi sembra trascurabile ciò che il blog, come specializzazione del web, ha fatto.

    Il protocollo HTTP ormai è stato “stirato” in tutte le direzione e portato ad erogare applicazioni per le quali non è nato (vedi le varie chat web). Però la diffusione di queste ultime è indice, a mio parere, di quanta domanda ci sia per tecnologie più collaborative.

    Chi usava (o lavorava su) internet a metà degli anni 90 forse si ricorderà come i newsgroup (protocollo NNTP) fossero più utilizzati del neonato web (HTML+HTTP). C’era anche gopher. Di fanno non c’era niente che il Web (html+http) permettesse di fare e che non fosse già possibile fare in maniera similare con le tecnologie esistenti.. eppure oggi il web è la sostanza principale di internet.

    Non dico che Wave sarà il prossimo Web, e sinceramente non lo credo nemmeno plausibile, ma senza innovazione non c’è futuro. E’ la prima volta in vari anni che qualcuno si lancia in qualcosa che è nuovo dalle radici e non cambia solamente l’abito a qualcosa che esiste già.

    Google ha lanciato uno strumento e lo ha fatto in maniera aperta (l’accesso è limitato al momento, ma per altri motivi. L’approccio è decisamente open). Non è stato l’inventore del web ad inventare i siti che poi hanno avuto più successo. Nel 93 nessuno avrebbe potuto ipotizzare che il web sarebbe diventato quello che è oggi, che avremmo avuto bisogno di motori di ricerca potenti e complessi come google, che sarebbero esistiti così tanti blog.

  • Grazie @stefanobagnara, il tuo commento è certamente interessante, anche se nella scala ISO OSI della conoscenza media sei a un livello molto profondo e non so quanto la massa possa apprezzarlo.
    Sicuramente, mi fido da quanto dici, il protocollo può essere una vera evoluzione, ma da quanto sto costatando in queste ore l’utilizzo di Wave è, nella “merlinoxsfera” molto molto basso se non nullo. Ho coinvolto 14 famosi blogger in un Wave e giuro nessuno in 2h ha risposto… sembra quasi che abbiano visto tutti il giochino nuovo, un po’ di surf e arrivederci e grazie.

    Tu, ad esempio, lo stai usando? Come?

  • @Merlinox: se leggi ciò che ho scritto nei vari commenti precedenti sono molto critico rispetto a quello che oggi possiamo provare. Io non lo sto usando se non per provare e ragionare su qualche applicazione interessante.

    Come tutte le tecnologie collaborative è quasi completamente inutile fino a che non raggiunge una massa critica.

    Se faccio un sito migliore di Facebook ma con un centesimo dei suoi utenti (che sarebbero comunque una enormità) non avrò successo e ci troveremmo io e te all’interno del nuovo social a chiederci se qualcuno lo sta usando e perchè non viene usato.

    Non sono certo io l’esperto che può risponderti. Credo che per questo chiederei a chi di mestiere si occupa di far funzionare una discoteca.

    Google per ora sta testando lo strumento. Deve ancora capire come gestire bene la visibilità delle conversazioni, come gestire il problema spam. Quando avranno capito meglio qual è la direzione probabilmente troveranno un modo per far si che si diffonda.

    E’ troppo presto per usarlo, siamo ancora nella fase in cui se ne deve parlare, e mi pare che se ne parli.

    Ripeto che così com’è ora non credo potrà avere successo, ma questo non significa che sia un progetto sul quale mettere una pietra sopra e passare al prossimo. Ognuno farà quello che vuole ma io lo tengo sotto stretta osservazione.

    Al momento non conosco altri nuovi strumenti altrettanto interessanti: se secondo voi ce ne sono ditemelo!

  • Sono riuscito ad avere un invito

    ma non riesco a capire se posso invitare delle persone

    per il momento è un po’ astruso per me

    smanetto un po’ e poi faccio sapere.

  • Salve, ho inviti per Google Wave (20), chi ne volesse uno mi contatti a infoATlaura-stitch.it. La priorità verrà data a chi ha una mail di Google. Dicasi anche che, per chi già lo utilizza, di aggiungerci come contatti reciprochi.

  • Beh, anche io di inviti per Wave ne ho a mazzi, ma credo che l’entusiasmo sia un bel pò calato… non ho capito se perchè ora lo hanno tutti, o se perchè non lo usa più nessuno 😀

  • Si concordo pienamente sull’entusiasmo calato, ma una mia opinione è che il suo utilizzo debba essere valutato nel tempo, un pò diciamo come agli albori del telefono, molti pensavano “è un giocattolo che dura poco…” e invece…., comunque se son rose fioriranno e intanto non è male farsene una piccola cultura, ho già scoperto che inserendo opportuni TAG nel campo ricerche di wave “public” escono fuori centinaia e centinaia di contatti da tutto il mondo e quindi c’è come sbizzarrirsi e non ultimo i vari gadget che sono già messi a disposizione da altri utenti, tipo video chat (scusa se è poco) senza dover installare nessun script, gallerie immagini, videoconferenze, giochi, includere video youtube intanto che si stà chattando, ecc. ecc.

  • ..certo arrivare a dare ad un’email l’attributo di “killer” mi sembra un pò esagerato.
    per quanto mi riguarda, preferisco prima “testare” il prodotto e poi darne un’opinione (quanto più possibile obbiettiva).

    Mi era già arrivato un invito ma non ho ancora fatto il mio vero ingresso in questo nuovo prodotto google. Forse perchè non ne ho ancora sentito la vera esigenza.

    Forse perchè a implementare le sue funzionalità di posta c’ha già pensato Facebook (per rimanere in tema di social).
    Ormai si possono includere più persone nella conversazione, aggiungere immagini, link e video. Forse quando vedrò i limiti di Facebook, mi lascerò trascinare dall’Onda di Google…

  • Quindi adesso Google Wave è definitivamente chiuso?

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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