Google conferma il “Vince’s change” (ma nega il “Brand Update”)

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Kleecks

A quanto pare, l’update di Google del 18 gennaio (che avevo chiamato Brand Update) ha generato in ambito SEO un discreto polverone.

Matt Cutts, nel video qui sopra, ha voluto chiarire i dubbi sollevati da chi domandava se ora Google assegna un peso maggiore ai brand ai fini del ranking; ho estratto i punti più significativi della sua risposta (che scateneranno sicuramente dibattiti e riflessioni):

Non pensiamo al brand, ma ad altri parametri
Nel Search Ranking Team di Google non si parla di brand, ma di altri 5 parametri:

  • trust
  • authority
  • reputation
  • PageRank
  • high quality

Si, il cambiamento c’è stato…
… ma è solo uno dei 3-400 cambiamenti che facciamo nel corso dell’anno: non lo chiamerei un update, è solo un piccolo cambiamento, che nel Googleplex abbiamo chiamato Vince’s change.

La cosa ha infatti impattato su un piccolo numero di query, e non ha avuto effetti sulla long tail. Un esempio? cercando su Google la parola ‘eclipse’, al primo posto non troviamo la Mitsubishi.

Il nostro obiettivo non è dunque quello di mettere sempre i brand ai primi posti delle SERP, ma i risultati che riteniamo migliori per gli utenti. L’obiettivo è ritornare risultati di alta qualità (con trust, reputation, authority, PageRank).

Quello che dovresti fare abitualmente, non cambia: lavora per costruire un buon sito, rendilo fantastico, diventa una autorità nella tua piccola nicchia, senza puntare per forza ad una nicchia enorme: le persone ti linkeranno, parleranno di te, sarai considerato un esperto al quale far riferimento.

Fonte: Google Confirms Algorithm “Change” But Down Plays Brand Push.

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
×
Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

Altri articoli correlati

Work For Equity

Startup innovative: Work for Equity

Tra gli strumenti volti a favorire la crescita delle startup innovative vi è il work for equity una possibilità ancora poco utilizzata dalle società e

9 risposte

  1. Sinceramente non vedo grossi ed improvvisi cambiamenti.. è da tempo che, lentamente, ci si avvicina ad una cosa del genere…

    @tagliaerbe: in effetti sì… quei 5 parametri sono le basi del brand sul web.. la stessa cosa detta in due modi diversi 🙂

  2. @tagliaerbe Daccordissimo… si tratta in effetti di traslare il concetto di “brand” in termini algoritmici.
    Se lavori per un buon brand online ottieni buoni risultati 🙂

  3. Si Taglia, mi sono espresso scherzosamente ma effettivamente pensavo la stessa cosa :)… sempre che per “brand update” loro non intendano altro come ad esempio tenere in considerazione veri e propri “marchi registrati”… non so… magari è una cavolata. Ciao 🙂

  4. Beh, io ritengo questa modifica interessante anche per i piccoli. Se anche un piccolo riesce a crearsi un suo piccolo brand e scrive bene in questa maniera sarà premiato da google più di chi scriverà i soliti articoli e verrà premiato perchè ha già la sua reputazione.

    Insomma non lo ritengo un vero e proprio dramma, ma piuttosto una interessantissima novità da sfruttare al meglio!

  5. Leggi bene quanto dice Matt Cutts… i 5 parametri che ha indicato, ma soprattutto il paragrafetto finale (dove spiega cosa dovresti fare abitualmente), non equivalgono in fin dei conti al concetto di brand? 😉

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *