Cosa è il Trust, secondo Google?

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Se lo chiede un utente, che osserva come Google parli spesso del concetto di “Trust”, senza però rendere disponibili dei documenti ufficiali su questo dibattuto tema.


Google utilizza la parola Trust come una sorta di “termine pigliatutto”.

Il PageRank è il più noto tipo di trust: osserva i link e quanto questo sono importanti. Di conseguenza, se ricevi un sacco di link di alta qualità, tendi ad avere un grosso trust per Google.

Ma ci sono anche altri segnali, oltre 200, che Google utilizza ai fini del ranking. Potremmo dividerli in 2: da un lato il concetto di trust e dall’altro quanto bene corrispondi ad una determinata query. Quanto sei d’attualità su quel tema. Qual’è il tuo information retrieval score in merito a ciò che l’utente ha digitato.

Il PageRank è uno di questi algoritmi di trust, con i quali Google cerca di determinare reputation, trust, authority.

Fondamentalmente l’obiettivo è cercare di determinare la reputazione e la qualità di una pagina o di un intero sito web, e quindi è importante avere un sito molto affidabile, che gode di una buona reputazione.

Ma è anche importante avere un sito, o una pagina, che risponda al tema della ricerca dell’utente. Quindi, in un mondo ideale, è bene avere entrambe le cose: da un lato un’alta reputazione, dall’altro fornire all’utente una corrispondenza esatta di ciò che ha digitato sul motore.

Google utilizza parole come fiducia, reputazione, autorità, e il PageRank è un esempio di questo genere di cose, ma non c’è un algoritmo specifico su questi temi.

Google cerca solo di capire quanto un utente considera la tua pagina di qualità, quanto la considera utile e quanto il tuo sito è in grado di rispondere alle domande che l’utente si è posto.

Prova Seozoom

Se la risposta di Cutts ti è sembrata un po’ troppo vaga e poco pratica, questa immagine tratta da SEOmoz sarà forse in grado di chiarirti le idee su cosa è Trust e cosa non lo è:

Trustworthy vs. Untrustworthy

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

7 Comments

  • Ahahah, ma come, il PR non era diventato un fattore di poco conto per Google? Ora esce che è ancora un fattore da tenere in considerazione per attribuire un valore di autorevolezza ad un sito web…ma possibile che ogni volta ne esce una nuova dove si scredita quanto detto in precedenza?

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  • Concordo con il post e con la lista di SEOmoz ma ho un caso pratico: guardate la serp della keyword “cognomi” su Google.

    Al 1° posto compare un sito che ha parecchie delle caratteristiche citate nell’ Untrustworthy tra cui: design datato e amatoriale, pochissimo testo, nessun segno di presenza social, contenuti non aggiornati da oltre 10 anni (!!!), grafica e logo scadenti… e nonostante tutto ciò è al primo posto da anni…

    Questo mi dice che alla fine la link popularity è ancora un elemento decisivo: possibile però che un sito non aggiornato dal 2000 sia ancora al primo posto solo perchè all’epoca ha ricevuto migliaia di backlink?

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  • Domain are keyword based….

    Secondo me, nella pratica, questo ad oggi ancora è un plus e non un minus… almeno in Italia: nel mio settore vedo spesso domini che sono primi per keyword singole importanti e presenti nel nome, e anche se hanno un buon trust non sono aggiornati da mesi eppure stanno in cima…

    Direi che ultimamente vedo una percentuale di RANDOM sempre maggiore nel numero di impression che google concede ai siti nelle serp, mi pare quasi come se avessero così tanti parametri che non riescono più a capire cosa misurare, quando e quanto.
    Quindi non fanno che portarti un tot di visite in base allo storico e via così….

    Reply
  • Il trust risponde al fatto di trovare su google quello che vuoi, in questo senso sono d’accordo con Mik. Mi piace il post e mi sembra molto interessante, ma è complicato alla volta poter calcolare l’importanza e l’affidabilità di un sito in base a tutti questi parametri.

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  • Eh si, ma dai poi alla fine sono anni che è così, si affinano gli strumenti, ma la regola è sempre quella! 😀

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  • Sarebbe bello avere un tool che ti calcoli da solo il trust di un sito secondo tutti questi fattori..ne conoscete per caso qualcuno?

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  • Da quella lista ne deduco che secondo Seomoz l’abito fa il monaco.
    Sicuramente aiuta, però …

    Per me il trust è principalmente mantenere le promesse implicite o esplicite fatte agli utenti.

    Cerco “tetris online”, entro in un sito, e non trovo il gioco del tetris, non ha mantenuto la promessa facendomi perdere 5 secondi del mio tempo.

    Cerco “acquista samsung galaxy s2”, entro in un sito, acquisto, e non mi arriva la merce, mi fa perdere centinaia di euro, altro che 5 secondi.

    Quindi direi che l’importanza del trust, varia da settore a settore, da query a query, dipende da quanto è importante la fiducia e costoso il tradirla.

    E’ difficile calcolarlo con un algoritmo, e non come faccia Google, tuttavia io mi ispirerei al modello sopra.

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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