Google sbarca su Twitter… il motivo?

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Premessa doverosa: Google è su Twitter da parecchio tempo.
E’ vero, non con l’account @google, ma (giusto per fare qualche esempio) con quelli di Blogger, Google Reader o Google Apps e con quelli di alcuni dipendenti storici (come Matt Cutts, John Mueller o Adam Lasnik).
E ora partiamo col post 🙂

Due giorni fa Google ha aperto ufficialmente un account su Twitter, inaugurandolo con un messaggio (in binario) che sta semplicemente a significare “I’m F E E L I N G L U C K Y”

Il primo twit di Google

Non sono ancora chiari i motivi dello “sbarco ufficiale”, ma credo che le ipotesi siano principalmente 2…

Prima però, una seconda doverosa premessa: la crescita di Twitter è spaventosa.
Giusto per darti qualche dato recente, Twitter ha da poco superato il market share di Digg:

Twitter supera Digg

In UK ha registrato un +974% in un anno:

La crescita di Twitter in UK

E in Twitter la gente cerca informazioni, eccome se cerca…:

La ricerca su Twitter cresce...

Torniamo ora alle 2 ipotesi:

1. Google vuole un diverso canale di comunicazione…

Ipotizzo che il crash di Gmail di alcuni giorni fa abbia smosso qualcosa (o qualcuno 🙂 ): tanto per cominciare, Google ha creato una Apps Status Dashboard pubblica dove mostra in real time lo status dei 10 suoi più importanti servizi.

Ma soprattutto in Google si saranno resi conto che c’è un mondo parallelo dove migliaia (milioni?) di persone comunicano in tempo reale, dove il flusso di dati si muove in diretta e non in (leggera) differita come in un motore di ricerca, dove le informazioni si diffondono molto più rapidamente che attraverso un blog o un gruppo di discussione.

Un mondo che ancora non controllano, sul quale non hanno ancora infilato (o quasi) il naso del loro crawler, sul quale non hanno ancora appiccicato i loro annunci pubblicitari.

2. … di conseguenza, Google comprerà Twitter

Immagino Eric Schmidt, Larry Page e Sergey Brin seduti intorno ad un tavolo…:

Nel 2003: “Un motore di ricerca non può essere fatto solo di siti web, ci sono anche i blog!”“OK, compriamo Pyra Labs! (Blogger/Blogspot)”.

Nel 2006: “Un motore di ricerca non può essere fatto solo di siti e blog, ci sono anche i video!”“OK, compriamo YouTube!”.

Nel 2009: “Un motore di ricerca non può essere fatto solo da siti, blog e video, c’è anche Twitter!” … completa tu la frase 🙂

P.S.: pure io sono su Twitter… non lo capisco, ma mi adeguo.

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

39 Comments

  • @Francesco Martino
    Scusa, ecco una fonte più diretta:
    http://online.wsj.com/article/SB121557163349038289.html?mod=hps_us_whats_news

    forse Youtube nasconde problemi che Eric and co. non avevano considerato, ad esempio tutto il materiale coperto da copyright non attrae di certo gli inserzionisti.
    Di bolle di investimento ce ne sono state, di esperimenti di Google andati male anche: ad esempio Lively che clona Second Life, fallito l’uno e in crisi l’altra.
    Il bello di internet è la velocità, il brutto è ancora la velocità: si fa in fretta a salire e altrettanto presto a scendere. Proprio per questo l’investimento è più rischioso: è un mondo veloce, quasi quanto il cinguettio di un sms.

    Reply
  • Una cosa che prima mi ero dimenticato di dire: se ho un concorrente e questo è in cattive acque, mi conviene comprare la sua azienda, quanto costa, costa, è chiaro che cerco di parlare il meno possibile, ma non devo tirare troppo la fune, altrimenti lo compra un altro e alla fine ho sempre un concorrente, quindi i dirigenti di Google sono stati intelligenti, il loro Google Video non funzionava, hanno comprato Youtube che devono solo monetizzare, visto che ora non hanno come concorrente Youtube che prima c’era; questo a dimostrazione ancora una volta che i giornalisti di Repubblica non capiscono nulla di ECONOMIA.

    @ ziosteve

    Non c’è bisogno di pagare i giornalisti per avere pubblicità contraria, vuoi far arrivare il tuo sito fra i primi posti? Parla male dei politici:

    Al Governo c’è Berlusconi?
    Parla male di Berusconi.
    Al Governo c’è Prodi?
    Parla male di Prodi.

    e così via, ma soprattutto chiedi un parere ai lettori e vedrai quello che succede; altro che primo posto.

    ————— >>>>>>>>> Francesco Martino

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  • i prossimi anni saranno duri per tutti tranne che per google, quindi penso che dominera tutto il mercato web, e non solo .l’ultima notizia …. sta entrando nel settore energia. roba da pazzi

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  • @ Taglia: concordo pienamente con te: la frammentazione dei msg può essere utile e l’instant messaging, il real time, hanno una propria platea che il marketing può essere interessato a raggiungere. Velocità a scapito della qualità? Talvolta.

    Twitter, per come lo usiamo in molti, è un ripetitore dei post pubblicati ed aumenta la massa di informazioni circolanti con enormi ripetizioni (e qui nasce la figura del newsmaster preconizzata dal grande Robin Good)

    Twitter non è indicizzato da google. Se google acquista [+indicizza] twitter (visto che jaiku non ha funzionato a dovere) mette le mani sull’indicizzazione delle real-time news. Un flusso mostruoso di informazioni, un’antenna puntata verso tutti i fatti del mondo.

    CNN lancia su twitter la news dell’ultimo incidente aereo, il panettiere che vede un vaso di gerani schiantarsi di fronte alla sua vetrina la pubblica con il suo palmare: e google ci fornisce in tempo reale tutte le informazioni. Potenzialità di marketing? Smisurate con la possibilità di gestire campagne che si modificano al variare degli indici di borsa in tempo reale, a seconda se qui piove e là nevica.

    Eric Arthur Blair era un dilettante al confronto…

    Reply
  • @ camu

    se in Italia si dovessero pagare gli sms,

    nessuno li accetterebbe

    e non dico che gli operatori fallirebbero,

    ma …..

    Reply
  • @camu: non per tutti gli operatori, che io sappia; e poi, in fondo, già Google fa ampio uso degli sms per le notifiche degli appuntamenti del calendario! E speriamo non sospendano anche quello…

    Reply
  • @Inedia, il problema è che in Italia è il mittente a pagare gli SMS, mentre qui in America è il destinatario. Quindi non vedo probabile un ritorno di questo servizio nell’immediato nel Belpaese.

    Reply
  • Ehrrrmmm ma Google non aveva già acquisito Jaiku? http://www.jaiku.com/
    Se posso azzardare una previsione (che spero venga smentita), Twitter non decollerà mai in Italia se prima non ri-abiliterà le notifiche via sms (sospese, in Italia, per abuso).
    E’ questa la chiave del suo successo negli USA, raggiungere sempre e ovunque anche chi non ha una “flat” dati sul cellulare: non c’è bisogno di controllare i nuovi tweet se è un sms ad aggiornarci 😀

    Mi sono registrato a Jaiku (in closed beta da anni) proprio nella speranza che presto Google, forte delle sue infinite risorse, tornasse ad attivare le notifiche sms (anche lì sospese in l’Italia per abuso)… ma questa sua presenza su Twitter mi ha spiazzato :-/
    Non vorrà mica comprarli entrambi?!

    Approfitto di questo mio (primo) commento per fare un saluto al Tagliaerbe..! Quando torni a fare un salto su NGI? 😀

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  • Ragazzi, partita chiusa. Ho appena comprato Twitter. Magari mi ci apro anche un account… 😛

    Reply
  • @Frankie: ti spiego il mio “non capisco” 🙂

    Io (come molti altri) ho un tempo limitato per informarmi.
    Non ho il tempo di leggere cose che non siano legate al mio lavoro.
    Non ho il tempo di leggere cose che somigliano agli SMS di un adolescente.
    Non ho il tempo di setacciare una montagna di sabbia per tirar fuori una pagliuzza d’oro.

    Quindi, siccome non amo Novella 2000 e non mi frega nulla di sapere che il blogger tal dei tali (che magari stimo moltissimo quando scrive sul suo blog) ha cambiato marca di dentifricio, per ora sto cercando di star lontano da Twitter (e dal suo “socio perditempo” che prende il nome di Facebook).

    Me ne rendo conto, Twitter può essere un incredibile strumento di marketing e di lavoro, ma il rischio che si trasformi in un altrettanto incredibile “time-waster” è davvero molto elevato: quindi me lo devo prima studiare e “capirlo” per bene, e nel frattempo preferisco continuare ad informarmi all’antica, utilizzando il mio fido feed reader, e socializzare all’antica, tramite il mio blog 🙂

    Reply
  • @ Stefano Piotto

    Sì, passami i bilanci, ma passami pure i soldi che hai incassato.

    Soldi ci vogliono non bilanci, soldi, soldi e soldi.

    @ per gli altri:

    Noi italiani dobbiamo imparare a ragionare come i ragionieri.

    Se Google vuole comprare Twitter, lo vuole monetizzare, altrimenti che lo compra per la gloria?

    Non ho capito , però, se ragioniamo per ipotesi o veramente Google è interessato ad un acquisto.

    Se ci sono delle persone che sono “dentro” Twitter, vuol dire che qualcosa c’è.

    Sono un convinto assertore della strategia del Cavallo di Troia, se vuoi battere un avversario, vuoi conquistare un castello, l’unico sistema è “stare dentro” o trovare comunque un sistema per combattere da dentro, come il Cavallo di Troia; e a quanto pare Google è d’accordo con me; ha mandato in avanscoperta i suoi dipendenti, per vedere come funziona, cos’è e cosa non è questo Twitter.

    Praticamente sta valutando il suo potenziale e se gioca bene le sue carte, compra; se sbaglia lo comprano altri.

    Non c’è comunque solo Google, ci sono anche gli altri; che so Bill Gates, Yahoo (E non ditemi che non ha soldi) e tanti altri colossi.

    Quindi …

    ————— >>>>>>>>> Francesco Martino

    Reply
  • @Francesco Martino – Quelli di Repubblica scrivono solo per fare polemiche e basta.

    Io penso che la “polemica” sia i miglior tipo di pubblicità. Se ci pensate YouTube qualche anno fa era conosciuto solo da chi girava parecchio per il web;

    Successivamente i media hanno iniziato a parlarne negativamente (video bullismo ecc..) e questo ormai “titanico” servizio ha iniziato la sua fase di “bum” in Italia.

    Stessa cosa sta avvenendo adesso con Facebook…

    Non mi stupirei se fosse la stessa “YouTube” o “Facebook” a pagare i media per far scrivere polemiche riguardo i loro servizi.

    Nella vita non si deve dare mai niente per scontato, vedrete quante cose/meccanismi si possono comprendere in questo modo.

    Reply
  • 🙂

    Il tuo raionamento non fa una grinza… e che GG si voglia muovere sui social gira nell’aria da un po’… motivo per cui vanno usati e capiti.

    Comunque in una giornata l’account di google ha fatto quasi 30.000 contatti… fra cui alcuni piuttosto significativi, direi.

    Reply
  • quindi mi dite che la maggioranza degli esperti di rete che frequentano questo (ottimo) blog sono dei “Seo Lemmings”: non capisco ma seguo quello che mi sta davanti…

    il fatto che non capiate che senso abbia un servizio che fa gola ai grandi della rete non vi pone un dubbio sulla vostra capacità di analisi?!

    (sembrerà il contrario ma non voglio fare polemica: visto che di SEO non capisco quasi niente mi sarei aspettato che dei SEO esperti fossero anche profondi conoscitori delle dinamiche della rete…)

    Reply
  • @————— >>>>>>>>> Francesco Martino
    Mah, io ho citato Repubblica solo come fonte di informazione…
    se poi vogliamo fare i sottili anche Mediaset ha denunciato Youtube, insomma i rapporti delle grandi aziende con certi mezzi non sono così idilliaci: non tutti gli adv sono convincenti come adwords

    P.S./OT [Ho vissuto tra leasing e mutui per anni nella mia impresa familiare, se vuoi ti giro i bilanci ah ah]

    Reply
  • Personalmente devo ancora capire a cosa serva Twitter. Io mi sono scritto un plugin che mi “posta” sul mio canale tutto quello che faccio sul blog e qualcosa in più, ma per il resto rimane soltanto qualcosa di inutile 🙂

    Reply
  • Come si vede che nessuno di voi è un commerciante o un imprenditore.

    Gli americani non ragionano con le chiacchiere o con l’odio come ho visto in qualche commento: Gli americani nel cervello hanno il denaro e con questo ragionano, hanno fatto un investimento ed hanno già previsto quando andranno in pareggio, tre anni sono pochi, ce ne vogliono almeno cinque, forse 10, dopo si potrà parlare di guadagno.

    I giornalisti di Repubblica fanno i conti in tasca a tutti, ma i loro non li fanno mai, parlano male di Berlusconi e poi i loro libri li fanno stampare dalla Mondadori Printing che è di Berlusconi.

    Parlano male di Google e poi ne usano i sistemi di ricerca.

    Ci si può fidare di queste persone?

    Vogliamo parlare male di Google? Parliamone, ma diciamo fatti concreti, non chiacchiere inutili e vampate d’odio; siete stufi di Google usate Yahoo o qualche altro.

    Ci sono altri concorrenti, ma alla fine se uno cerca delle informazioni e SUBITO, di quale motore di ricerca si deve servire?

    Parla con un amico ragioniere e domandagli quanto tempo occorre per rientrare del proprio investimento iniziando da zero con una nuova attività, se è onesto, ti risponderà almeno cinque anni.

    Se investi 100.000 €, questo non significa che il primo anno guadagnerai 20.000 € e così via per gli anni successivi, sempre 20.000 ogni anno; non è così, il primo anno non guadagnerai nulla, il secondo anche e il terzo forse vedrai un po’ di luce, il quarto e il quinto comincerai a recuperare il tuo capitale e dopo …

    Quelli di Repubblica scrivono solo per fare polemiche e basta, solo per deridere ed intanto prendono milioni di euro dal Governo sia di sinistra che di destra, per la cultura che fanno, dicono; ma anche i gestori di tutti i blog fanno cultura, ma non hanno sovvenzioni dallo Stato, anzi …, anzi il Parlamento ha approvato una legge che ci vuole un direttore responsabile: Sia ringraziato e lodato!

    ————— >>>>>>>>> Francesco Martino

    Reply
  • cos’è che non vi è chiaro di Twitter?!

    a questo punti, immagino che per molti esperti Facebook sia solo un inutile duplicato dei blog, e lasciamo stare un orrore come TUMBLR…

    Reply
  • io concordo con Battelle quando dice “What’s the most important and quickly growing form of search on the web today? Real time, conversational search. And who’s the YouTube of real time search? Yep. Twitter.”
    Poi il discorso sulla difficoltà di trovare modelli di monetizzazione appropriati è giusto ma viene successivamente.

    Questo il post di Battelle cui mi riferisco: http://www.businessinsider.com/twitter–youtube-2009-2

    Reply
  • “P.S.: pure io sono su Twitter… non lo capisco, ma mi adeguo.”

    Ahahaha… esattamente il modo in cui la penso anche io. Per il momento mi limito a pubblicare i nuovi post del blog e notizie spot che mi piace condividere con chi mi segue… ma in fondo in fondo non l’ho capito neanche io! ,-)

    Reply
  • @Stefano Piotto: ho sempre detto che YouTube è costato un pò troppo, l’ho detto pure a Stefano Hesse quando l’ho intervistato 😀 : http://www.tvtech.it/video/44/google-web-masterminds-intervista-a-stefano-hesse/

    @Pino: la difficoltà di monetizzare qualcosa che non sia una “normale” pagina web, è nota. Ma credo che Google possa vedere in Twitter qualcosa di utile anche da un lato “social”… ad esempio, frugando nei followers/following dei profili, non credi che potrebbe crearsi una ottima mappa degli “influencer”? 😉

    Reply
  • C’è però da dire che Google potrebbe avere difficoltà a monetizzare come sta accadendo per YouTube. Che dici Taglia? Come sempre ottimo articolo.

    Reply
  • Dopo la fuga della Warner da Youtube, un articolo di Repubblica annuncia: YouTube è lo smacco più grande di Google: l’ha pagato 1,65 miliardi di dollari ed è ancora in perdita.
    Comprare tanto per comprare, non vale la pena: forse questa volta la triade di Google prenderà un po’ più di tempo per valutare l’investimento.

    Reply
  • Anche se l’account l’ho aperto parecchio tempo fa (Facebook all’epoca non era in italiano) lo sto usando soltanto da poco tempo in maniera un po’ più strategica.

    Tutti i blogger americani lo usano e lo “sbandierano” sui loro blog attraverso icone, plugin e quant’altro.

    Presumo che un motivo ci sia.
    Alessandro

    Reply
  • Parlo da tecnico e da una personcina che in questi giorni sta scrivendo il proprio business plan per il progettuccio italiano che vorrebbe controbbattere twitter e tumblr.

    Se G. acquistasse Twitter ci sarebbe solo un guadagno da entrambe le parti, sia di immagine che di oboli.

    Twitter ha sicuramente il suo asso nella manica (e secondo me centra Tumblr) ma con tutti i soldi che ha avuto in questi anni per ammortizzare il tutto ha bisogno di un grande, stesso dicasi per Tumblr.

    Reply
  • io continuo a non capire, di tecnologico non ho trovato nulla, poi è limitatissimo, …

    x me nessuna acquisizione di google si è rilevata un grande affare, aveva tanta liquidità e la borsa pompava le quotazioni … ora le cose sono cambiate, e sta potando tanti suoi servizi lontani dal core business,
    quindi andrebbe valutato se l’acquisto di twitter porta valore aggiunto al motore di ricerca

    già ora google può indicizzare tutte le pagine di twitter,
    l’unico valore aggiunto può venire dal monitoraggio dei click,
    obiettivo che però potrebbe raggiungere acquistando tinyurl e simili
    e in tal caso sarebbe esteso ma ad un buon campione di tutto il web

    quindi l’acquisto di twitter per me sarebbe più che altro una operazione di immagine

    Reply
  • @Bobo: no, non ho molti accessi anche perchè, per ora, sto utilizzando principalmente Twitter per rigirarci dentro il feed del TagliaBlog (e non per “contenuti esclusivi”).

    Curiosamente, nonostante questo tipo di utilizzo (che definirei di bassissimo profilo…), ho superato i 200 follower (in continua crescita).

    Ne deduco che il mezzo sia importante, ora bisogna capire come utilizzarlo per un fine che non sia quello che tipicamente vedo in giro, stile SMS adolescenziale (“mi alzo – lavoro – mangio – lavoro – mangio – dormo”) 🙂

    Reply
  • @ Manu: anche per Google non sono più i tempi di You Tube… io alla pluralità sono favorevole quando ci sono gli standard, altrimenti preferisco uno solo.

    Guarda i browser siamo ancora qui a romperci le scatole su IE6-7 Firefox Safari ecc. ecc.

    salutoni

    Reply
  • Ciao, anch’io non lo capisco molto, anche se da quando ho infilato su twitter il sito http://www.occhio.it ho visto arrivare diversi navigatori da lì

    E’ twitter, bellezza! .. si potrebbe parafrasare: forse è utile a certe categorie di utenti piuttosto che ad altre…

    Anche facebook mi convince poco come strumento personale, anche se lo uso per il marketing.

    Reply
  • Ottimo articolo…. è molto probabile che google acquisti twitter (il tuo ragionamento non fa una piega), il problema è che a breve ci ritroveremo in una rete in cui tutto appartiene a Gogle e saremo condizionati (come se già adesso non lo fossimo) da un solo BIG…

    Reply
  • E se google compra tutto poi che cosa ci resta??
    Comunque l’operazione la ritengo probabile: twitter non ha introiti pubblicitari, dunque una offerta anche non elevatissima (anche se sappiamo che a Mountain View i soldi gli escono dal cul…, vedi l’acquisto di Youtube) potrebbe farla vacillare; dall’altra parte della barricata Google vuole mettere sti stramaledettissimi adsense dappertutto e twitter ha milioni di accessi al mese.

    Fai 1 + 1 e il risultato mi sembra semplice…

    Reply

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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