Google brevetta un suo social network?

Google sta diventando sempre più social, ma in realtà non ha un vero e proprio hub centrale dove queste interazioni sociali possono essere visualizzate tutte assieme. Le cose potrebbero però cambiare in futuro, e una nuova richiesta di brevetto da parte di Google mostra un esempio di interfaccia che un sistema del genere potrebbe utilizzare:

Come potrebbe essere il Google Social Hub

Un’altra immagine mostra le icone che indicano una più ampia gamma di aggiornamenti di stato, snippet e notifiche che potrebbero essere incluse nell’interfaccia:

Altri particolari dell'interfaccia del Google Social Hub

Google ha già inserito diverse funzionalità sociali nei suoi prodotti, e ha già fatto in passato vari tentativi che si spingono decisamente nella direzione dei social network (vedi Friend Connect, Buzz e l’ultimo arrivato +1).

Ma il nuovo brevetto (pubblicato il 28 Aprile 2011) fa un passo oltre, è parla espressamente di Social Messaging User Interface, delineando nell’abstract il concetto di “hub per l’interazione sociale attraverso dispositivi elettronici”:

In one aspect, a data processing device includes a display screen displaying a social interaction hub, the social interaction hub including a collection of records. Each record includes a counterparty identifier identifying a counterparty of a past social interaction event, a mode indicium identifying a mode by which the past social interaction event with the counterparty occurred, and a collection of mode indicia each identifying a mode by which a future, outgoing social interaction event with the counterparty can occur. The counterparty identifier, the mode indicium, and the collection of mode indicia are associated with one another in the records of the social interaction hub.

C’è dunque la probabilità di vedere, nel prossimo futuro, una sorta di “social hub” di Google, che aiuterebbe a centralizzare tutti le caratteristiche sociali presenti nei prodotti/servizi di BigG.

E’ possibile che assuma un aspetto come quello che troviamo nelle immagini del brevetto, ma non lo sapremo fino a Google non deciderà di riunire tutti i suoi “pezzi sociali” in un unico posto: il contenuto del brevetto e gli screenshot non sembrano comunque integrare molte delle funzionalità sociali presenti nell’attuale offerta di Google, come (ad esempio) cose personalizzate come My Maps.

+1 non è dunque l’epilogo di tutti i social di Google?

Liberamente tratto da A Hint of What Google’s Social Network Might Look Like?, di Bill Slawski.

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9 Comments

  • Mi sembra che, almeno in parte, Google Profile stia già iniziando a svolgere questa attività. Gli aggiornamenti di Buzz, le segnalazioni di +1, la possibilità di associare diversi profili social, sono tutte funzionalità che fanno pensare che a questo scopo verrà dedicato proprio Profile.
    Non credo vedremo un doppione con funzioni simili.
    Dato che si parla di dispositivi elettronici è più probabile che si tratti dell’app mobile di Profile, magari con alcune funzioni specifiche per la mobilità, come la possibilità di integrare e visualizzare i check-in di Latitude e l’integrazione con Contacts.

  • Google sta disperatamente tentando di entrare nel mondo “social” da anni. Con pessimi risultati. Oltretutto gli sforzi profusi vanno a discapito della sua mission principale: la web search.

  • Beh potrebbero farlo: non sarebbe niente di nuovo, ma sicuramente raccoglierebbe molte utenze affezionate ai servizi google…

  • E vai col flop!!! Da Wave a Lively, passando per Buzz, Knol, Orkut e Picasa (solo per citarne alcuni).
    A meno che Google non stia brevettando “UN’INTERFACCIA” e non un “PRODOTTO”…

  • In effetti google è forte con il servizio di ricerca ed il servizio di posta.. il resto è stato un flop clamoroso.

    C’è da dire che forse la ricerca e la posta (con spazio illimitato) è stato il “pioniere”, o comunque ha offerto un ottimo servizio, dopo ha solo inseguito e cercato di imitare!

  • @Max oddio il servizio di ricerca secondo me è peggiorato… come concorrente c’è solo bing che sta anche crescendo.

  • Volevo Esporre una piccola considerazione sui “fallimenti” di Google. Con la potenza di fuoco che è in grado di mettere in campo, ogni servizio genera in ogni caso una notevole quantità di dati preziosi per Google, senza contare la sperimentazione. Da questo punto di vista credo che occorra ridimensionare il concetto di fallimento per molti dei prodotti sopra citati.

    Inoltre occorre effettuare le debite considerazione su cosa possa essere oggettivamente considerato un fallimento. Ad esempio Orkut lo è? Per quale serie di parametri o motivi? Il fatto che sia il social network numero uno in India e Brasile, paesi così lontani dalla nostra realtà, non implica che Orkut sia un fallimento.
    Dopo tutto conto più di 100 milioni di utenti. ^_^

  • Purtroppo la mentalità italica fatica a comprendere il “fallimento”, pensando che sia una cosa negativa-in-sè. Della serie “fallisce chi è un fallito”. In realtà negli States ragionano diversamente…Tutti i big fanno sbagli a volte clamorosi, ma noi li vediamo a mio parere nell’ottica sbagliata, nel senso che tentando su diverse strade gli errori sono inevitabili, ma fondamentali per acquisire conoscenza e esperienza nei diversi campi…vogliamo parlare dei flop di Microsoft, di Intel e altri giganti? Lasciando stare il discorso che per Google buttare giù qualche milione di dollari in questi esperimenti è una sciocchezza…

  • Faccio fatica ad accostare la parola Google a fallimento, come si fanno a considerare successi solo ricerca e posta? E maps, heart, Android, apps, adsense, reader, feedburner ecc ecc dove lì mettiamo? A confronto Facebook è un giochino da 4 soldi…

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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