Ecco come Google fa SEO sui suoi siti web

Google SEO

So che può suonare ridicolo (se non addirittura assurdo), ma anche in Google c’è chi lavora per migliorare la SEO dei siti… di Google. 🙂

Google possiede infatti 7.000 siti web, gestiti da centinaia di team distribuiti in tutte le nazioni del mondo. Ogni giorno, questi siti ricevono circa 200 modifiche (più o meno grandi).

Secondo quanto riportanto in un recente articolo pubblicato su Think with Google, i siti di proprietà di Big G vengono gestiti seguendo le stesse linee guida che Google fornisce a noi umili webmaster: in altre parole, questi siti non riceverebbero alcun trattamento di favore.

Queste sono le 3 strategie SEO che Google utilizza per meglio posizionare i suoi siti web:

1. Per grandi risultati nella SEO, inizia in piccolo

Potrebbe suonare scontato, ma focalizzarsi su piccole modifiche incrementali in una strategia SEO a tutto tondo può davvero produrre notevoli risultati nel corso del tempo.

Il sito di Google My Business, ad esempio, ha quasi raddoppiato il traffico organico, in parte perché sono state implementate una serie di best practice fondamentali, come mostrare ai motori di ricerca quali URL indicizzare implementando correttamente il canonical.

Ovviamente correlazione NON significa causalità, ma alcuni siti di Google hanno ottenuto una forte crescita organica dopo avere apportanto alcune semplici modifiche lato SEO.

Miglioramento della SEO su Google My Business

Oltre all’aggiunta del canonical, puoi notare che c’è stato un aumento del traffico in corrispondenza dell’aggiornamento della sitemap XML con i tag hreflang e del miglioramento dei metadata.

2. Non avere paura dei cambiamenti, abbracciali

Le funzionalità della search sono in continua evoluzione, per far emergere i contenuti più pertinenti per gli utenti e tenere il passo con il cambiamento e l’evoluzione dei comportamenti e delle abitudini delle persone.

Per esempio, oggi oltre il 50% del traffico web proviene da dispositivi mobile, e Google si è adattato rapidamente a questo trend sviluppando cose come AMP e PWA (Progressive Web App).

Può esserci il rischio di essere sopraffatti da queste novità, ma secondo Google più si abbraccia il cambiamento e si fanno esperimenti, migliori saranno i risultati lato SEO.

Ad esempio, nel corso del 2018 Google ha lavorato per correggere gli errori presenti in Search Console, per implementare i dati strutturati e per mettere AMP sul sito Think with Google: sistemando un problema su AMP che colpiva gli URL del sito, ha ottenuto un aumento delle impression del 200%.

Un miglioramento generale dei contenuti ha invece aumentato la percentuale di quelli selezionati come featured snippet, ottenendo 1.000 impression in più al giorno.

Miglioramento della SEO su Think with Google

3. Dove è possibile, consolida

Potresti essere tentato dal creare più siti web con contenuti molto simili, indirizzati (ad esempio) a utenti con differenti profili o diverse aree geografiche.

Anche Google ha commesso questo errore: nel corso degli anni, ha sviluppato un gran numero di siti semi-duplicati nati da differenti campagne o obiettivi di marketing.

Il problema di questo approccio è che il contenuto duplicato non solo confonde gli utenti, ma anche i motori di ricerca: creare un unico sito (di grande qualità) anziché un sacco di micro-siti è il modo migliore per incoraggiare la crescita organica nel corso del tempo.

Per esempio, Google ha consolidato all’interno di Google Retail sei differenti siti web, ottenendo il raddoppio della percentuale di click sulle call to action e un aumento del traffico organico del 64%.

Miglioramento della SEO su Google Retail

Secondo Google, concentrandosi su queste 3 aree si può sviluppare una strategia SEO flessibile (per adattarsi alle novità), solida (che permette di ottenere ottimi risultati) e adattabile praticamente a tutti i siti web.

Il mio parere?

  1. Il pezzo offre alcuni spunti interessanti, ma poi non va nel dettaglio, non approfondisce. Non offre esempi in cui il tipico SEO possa rispecchiarsi.
  2. Si parla molto di tecnicismi (alcuni proprietari, come AMP), e molto poco di contenuti (che invece sembra siano la priorità assoluta, almeno in tanti altri articoli e video di Google).

In estrema sintesi, buona l’idea… ma sull’esecuzione, sono perplesso.

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5 Comments

  • Strano che non menzioni il fatto che i siti di google ottengono link “Follow” da google stesso. A prescindere dalle novità introdotte credo che a qualunque sito un link da un dominio ospitato sotto “google.com” è una spinta lato SEO che pochi altri siti al mondo possono offrire.
    Di link building interna credo non abbiano parlato, vero?

  • Be’, è consolante sapere che pure Google lotta ogni giorno per seguire i propri standard 😀

  • Questi dati relativi al traffico da dove provengono?

  • Credo siano rielaborazioni dell’analytics presente sui siti stessi.

  • Propaganda ad uso e consumo.
    Google mi piace sempre meno per come si comporta pubblicamente… giustamente qualcuno ha fatto notare i link “follow” da Google stesso.

    Ma dai, di cosa stiamo parlando? 🙂

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Max Valle

Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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