Google Search Console: una mano tesa ai SEO?

Google Search Console

Il 20 Maggio 2015, Google ha mandato in pensione i suoi arcinoti Webmaster Tools, rinominandoli col nome di Google Search Console.

L’URL accorciato che rimanda al servizio (g.co/SearchConsole), fino ad oggi non fa altro che puntare a https://www.google.com/webmasters/tools/home?hl=it, ovvero al vecchio URL degli Strumenti per i Webmaster di Google.

E anche all’interno del pannello non si trova nulla di nuovo, a parte il rapporto “Analisi delle ricerche” notevolmente migliorato (rispetto a quando si chiamava più anonimamente “Query di ricerca”). Ma questa miglioria risale a diversi giorni prima del lancio di Search Console (precisamente al 6 Maggio 2015).

Quindi, cosa c’è di tanto interessante in questa operazione di rebranding?

Nel post di (ri)lancio del servizio, Google dice che l’obiettivo è quello di rivolgersi “a tutti coloro che hanno a cuore la Search”, e anche di sperare che Search Console venga utilizzato per “migliorare la visibilità dei contenuti nel motore di ricerca”: ehi, sembra che il target siano proprio i SEO!


Anche in diversi passaggi del video qui sopra, Google sembra indirizzarsi proprio ai SEO e alle tipiche attività che questi professionisti effettuano normalmente. Dice infatti che:

Con Search Console, Alice può essere certa che Google trovi il suo sito e lo mostri con le query di ricerca corrette.

Search Console mostra anche gli errori rilevati durante la lettura del sito e dell’app.

Alice potrà verificarli e correggerli per mostrare le sue pagine nei risultati di ricerca.

Ogni volta che crea una nuova pagina prodotto, Search Console la aiuta a capire quali termini portano gli utenti alle sue pagine dei risultati di ricerca.

Inoltre, può utilizzare i dati per scoprire quali pagine e prodotti del suo sito sono più apprezzati, e focalizzandosi su questo, cercare di aumentare il traffico verso il suo business.

Dopo la stretta del (not provided), che tanto ha fatto imbufalire tutto il settore, la nuova funzionalità “Analisi delle ricerche”, assieme alle parole del post e del video, sembra invece un buon tentativo di riappacificazione ed avvicinamento ai SEO.

E d’altra parte, i Webmaster Tools – pardon, Search Console – di Google son sempre stati lo “strumento base” più utile per chi fa SEO… o no? 🙂

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su google
Google+
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su pinterest
Pinterest

5 Comments

  • Mi pare di non vedere più le variazioni percentuali in analisi risultati…

  • Una cosa interessante da notare è anche questo passaggio: “The Python search query data download will continue to be available for the moment, and replaced by an API in the upcoming quarters”. Quindi probabilmente ci sarà il lancio di una nuova api che permetta di accedere alle query di ricerca programmaticamente.

  • Per il momento sembra solo un rebranding, anche se tutti gli aggiornamenti degli ultimi tempi fanno pensare ad un maggiore attenzione verso i proprietari dei siti web (e verso i SEO) da parte di Google, speriamo che continui su questa strada 😉

  • Ciao Taglia ! in alcuni sitiweb mi capita di notare che il monitoraggio delle query della nuova Google search console, non va bene. Non segna tutte le keyword e le impression. Mentre se faccio switch alla versione vecchia funziona tutto. non so se capita solo a me ma altri hanno potuto appurare la stessa falla.

Rispondi

Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

Seguimi sui social
Iscriviti alla Newsletter
Main sponsor

Sponsor

Scroll to Top