Google prova a fare Digg?

Quasi un anno fa parlavo di un web più umano e meritocratico, meno legato agli algoritmi dei motori.
Ipotizzavo search engine che integrano i risultati della ricerca col social bookmarking e l’editoria sociale.
Ora scopro che nei laboratori di Google si sta sperimentando, da qualche giorno, uno strumento di rating che consente di aggiungere/spostare/eliminare i risultati delle SERP:

Google-Digg

E’ possibile contrassegnare con un asterisco arancione un risultato (fig. 1a), farlo salire (freccina verso l’alto) o eliminarlo (simbolo della X).
Tali funzioni saranno attive solo per qualche settimana, a titolo sperimentale, e solo se loggati col proprio Google account; non dovrebbero in alcun modo interferire con le SERP “ufficiali” di Google.

Conclusioni

Alla luce di quanto sopra, rimango sempre più sulle mie posizione di 11 mesi fa: i motori integreranno il “voto umano” nei loro algoritmi.
Ad oggi il voto (e quindi il posizionamento) si esprime principalmente tramite i link, ma non solo: molto probabilmente, Google sta già ordinando le SERP anche in base ai click sui risultati delle ricerche (e presto, si vocifera, arriveranno Orion e altri strumenti atti a ridimensionare il peso della link popularity).
A tal proposito, vi consiglio caldamente la lettura dei punti di vista di Salvatore Cariello (Rilevanza dei click nelle serp), Fabio Dell’Orto (La rilevanza del numero dei click potrebbe essere un fattore della Buzz Optimization) e questa ottima discussione sul forum GT.
E non correte subito a cliccare come forsennati i vostri siti, mi raccomando 🙂

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6 Comments

  • Questa non è meritocrazia, questo è MAGGIORITARIO…

    Il voto degli utenti abbassa la qualità media dei risultati e ci troveremo nelle stesse condizioni del marketing tradizionale ovvero per farsi cliccare faremo annunci con Tette, Culi …

  • Mi immagino già tutti che cliccano sulla freccia “up” accanto ai propri siti, spero possano esserci alternative.. Il rischio è che quelli meglio posizionati siano degli utenti con più amici 😀

  • Per quanto gli utenti si accaniranno a cercare di far salire i loro siti, fortunatamente GG ha detto (non ricordo in quale post l’ho letto) che questi risultati non influenzeranno la visione globale ma solo quella localizzata dell’utente registrato.
    E meno male dico io!!!

    Purtroppo non riesco a provare niente, perchè pur essendo googleaccountato … non vedo ne freccie ne asterischi.

  • Segnalavo qualche giorno fa la cosa qui: http://www.seonida.com/seo/110-google-sperimenta.html su Seonida.

    Io non credo che nessun motore si appoggerà mai a voti degli utenti per capire quale risorsa è migliore tra un elenco, troppo manipolabile.

    Credo invece che una metodologia di questo tipo potrebbe essere usata per capire “perchè” agli utenti piace un certo tipo di sito.

    Rapporto tra colori e contesto semantico, quantità di AD rispetto al testo, rapporto tra link e testo, quante foto ci sono in una pagina, quanto sono grandi, l’uso di grassetti.. etc.. etc..

    Se ad esempio un motore riuscisse a capire le “preferenze” di usabilità (indipendentmente dalla qualità del contenuto questa volta) degli utenti rispetto agli ambiti semantici di ricerca (un sito porno e un sito turistico hanno esigenze diverse) potrebbero arrivare ad utilizzare questi “voti” per creare un parametro realmente utilizzabile nel ranking rispetto al contesto semantico.

    Si potrebbe ad esempio capire che nei siti turistici gli utenti prediligono certi colori, un certo tipo di navigazione (form di ricerca al posto del menu ad esempio), un certo numero di foto, di una certa grandezza, e un testo di un certo tipo.

    In altro ambito, ad esempio la finanza, le “preferenze” del navigatore tipo potrebbero essere altre, meno foto, più testi, altri colori, e un altro rapporto tra link e testo.

    Al contrario un porno non vuole testo, ma solo un enormità di foto e video 😉 etc etc..

    In sostanza non si dovrebbe votare il contenuto ma la struttura.

    Diventa molto meno manipolabile: il profilo di un sito con migliaia di preferenze se non è in linea con i risultati del resto del contesto semantico è banalmente “truccato”.

    FantaGoogle rulez 😉

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Max Valle

Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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