Google compra PostRank: in arrivo la Social Analytics?

Google + PostRank

A poche ore dal lancio ufficiale del bottone +1 Google fa un’altra mossa strategica nella direzione dei social, annunciando l’acquizione di PostRank.

Credo fermamente che i 2 eventi (+1 e PostRank) siano strettamente correlati e si muovano in un’unica direzione: quella di ottenere il maggior numero di “segnali sociali” da poter utilizzare per migliorare da un lato la qualità dei risultati del motore di ricerca, e dall’altro la quantità di fattori mostrabili all’interno di Google Analytics.

Sappiamo bene che Google ha più volte ammesso di utilizzare i dati di alcuni social ai fini del ranking, e con queste 2 mosse assisteremo probabilmente ad una ulteriore accelerazione dell’influenza di Twitter, Delicious ed di un’altra quindicina di servizi all’interno delle SERP di Google.

Una delle parole più usate è engagement, e credo che questo termine entrerà presto a far parte del vocabolario di Google: se per il freddo search engine da sempre basato su asettici algoritmi si tratterà di una bella rivoluzione, lo stesso si potrà dire per quei webmaster che ancora non si sono resi conto dell’importanza e del ruolo che i “fattori sociali” rivestono all’interno del più importante motore di ricerca del web, e che dovranno necessariamente adeguarsi se non vorranno veder perdere posizioni nelle SERP.

In altre parole penso che, a parità dei tradizionali fattori SEO (on-page e off-page), un contenuto che riceve qualche Like, Retweet e/o +1 si possa posizionare meglio sul motore rispetto al contenuto che riceve “solo” dei link. E penso anche che l’acquisizione di PostRank accrescerà ulteriormente il valore e il peso che Google imputerà alle varie interazioni sociali.

Se poi il tutto si potrà monitorare dalla dashboard di Google Analytics, tanto meglio… non credi?

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17 Comments

  • Spiragli interessanti, curiosissimo di veder evolvere la situazione. Decisamente scettico sulle troppe novità che Google sta introducendo nelle sue serp…

  • Le serp stanno cambiando radicalmente.
    Che la SEO verrà notevolmente ridimensionata?

    Buona giornata a tutti!

    Ciao Davide e grazie per l’amicizia!

  • @Taglia: “(…) a parità dei tradizionali fattori SEO (on-page e off-page), un contenuto che riceve qualche Like, Retweet e/o +1 si possa posizionare meglio sul motore rispetto al contenuto che riceve “solo” dei link.”
    Cioè: non solo link, ma anche Like, RT, ecc. E, per estremo, se un articolo, ad esempio questo, riceve solo Like, RT ecc. e nessun link? Ma, concretamente, cosa fa Google quando assegna un valore ai “fattori sociali”? Si limita a contare? E il fattore tempo? Un articolo potrebbe ricevere 10 RT oggi e 0 nei giorni successivi.
    … spero di non aver divagato 🙂

  • @Dario: ovviamente non ho una risposta (un po’ perché non sono Google, un po’ perché Google non ti darà certamente dei dettagli così precisi), ma il mio consiglio è comunque quello di inserire i bottoncini nel tuo sito: se non aiutano a posizionare, sicuramente aiutano a diffondere (vedi soprattutto il Like e il Retweet) 😉

  • Concordo in pieno con te Davide: anche io sono convinto che acquizione di PostRank e l’introduzione bottone +1 siano strettamente correlati.

    Si stanno aprendo prospettive nuove ed interessanti nel campo della SEO e del Web Marketing in generale; da verificare se tutto ciò raggiungerà i risultati sperati da Google. 🙂

  • L’idea che le posizioni delle serp non saranno frutto solo di un mero calcolo matematico ma anche dell'”appeal” che hanno i siti indicizzati è un’idea abbastanza vintage, che difficilmente in passato ha avuto successo a causa dei tanti problemi tecnici.
    Confido molto sulle capacità di Google, ma mi aspetto un bel rinnovamento, quindi le aspettative sono alte.
    Mi domando gli esperti SEO come reagiranno a questa cosa….

  • Io non so come si evolverà l’ambiente social nei prossimi anni. Se questo fenomeno continuerà a permeare il nostro modo di usare il web o se ad un certo punto, vuoi per effetto di sbilanciamento della qualità dei contenuti verso un impoverimento degli stessi, vuoi per un effetto di “information overflow” (che si osserva bene in twitter), l’invasione social nel web si ridimensionerà.
    Quello che mi sembra di azzardare come ipotesi, dal punto di vista SEO, è che i riferimenti social prenderanno via via l’importanza che nel posizionamento hanno oggi i link.
    Chissà se si assisterà a qualcosa del tipo che un retweet mio avrà influenza esigua mentre un retweet da parte della CNN darà un contributo notevole al posizionamento…
    Visto che parliamo di Google, mi riservo una riflessione. Secondo voi non sarebbe ora che in generale questa azienda abbandonasse la strategia alla Risiko di conquista di un territorio alla volta? Secondo voi in un’epoca di globalizzazione spinta, di cui internet è l’emblema stesso, non è controproducente per un’azienda come Google perseguire nel lanciare prodotti sempre solo per gli Stati Uniti prima e poi il resto del mondo bho si vedrà? Apple per esempio è meno avvezza a questo tipo di comportamento e mi sembra che la cosa paghi di più.

  • Per @fabio Non confondere Correlazione con Causa. È vero che i siti che si presentano nelle prime posizioni hanno tendenzialmente un maggior numero di tweets, likes/shares e quant’altro. Ed è vero che nell’ultima edizione dei ranking factors di SEOmoz (alla quale ho collaborato) gli shares di FB offrono la correlazione più alta come fattore esterno di ranking. Ma non necessariamente questo significa che l’algoritmo di Google li includa (anzi: Matt Cutts proprio ieri confermava all’SMX Advanced che Google non può vedere gli shares).

    Personalmente – pur avendo tutti ragione in pensare al Social in sè – ritengo che il motivo vero dell’acquisto di PostRank è da andare a cercare nell’attuale evoluzione dei motori di ricerca e dei loro risultati di ricerca.
    Sappiamo tutti che i Social Signals sono presi in considerazione per i rankings tanto da Google che da Bing… solo che Google ha un problema: non può accedere al Walled Garden di Facebook.

    Dal momento che, poi, le varie versioni del Panda Update vedono nel giudizio dell’utente un fattore di ranking e, quindi, che elementi come i tweets/retweets, stumbles, +1 e likes/shares sono intesi come voti (in questo senso stanno lentamente soppiantando i links per tutto ciò che si definisce web popularity), allora possiamo comprendere perché PostRank faceva gola a Google:

    ottenere dati social per rafforzare i propri risultati di ricerca…

    Un saluto

  • @gabriele Perché prima gli USA e poi il resto del mondo? Semplice: volume d’affari di Adwords e pubblicità display negli USA (e mondo anglosassone) rispetto alla somma dei vari Google regionali (immaginati quello italiano).

    Pura.questione.di.soldi.

  • Un’avvicinamento da parte di Google verso i social era più che prevedibile, ma facciamo attenzione quando parliamo di SEO, senza dubbio i tweets, gli shares e i +1 avranno il loro peso, sono una carta da giocare, non costano niente e generalmente fanno bene al brand, ma sono forse l’ultima cosa che un SEO deve prendere in considerazione.
    Non vorrei che queste considerazioni facciano perdere di vista il vero fattore di posizionamento: la cura della qualità dei contenuti!
    La ricerca dei backlink, le attività social, devono rappresentare solo una rifinitura, Google negli ultimi anni è migliorato tanto e rispetto a 3-4 anni fà ho ridotto notevolmente gli interventi SEO sui miei prodotti, adesso l’algoritmo mi ricompensa molto di più per il mio lavoro quotidiano incentrato sul fornire all’utente contenuti completi e di qualità.

  • @Leo solo una domanda… d’accordissimo sulla necessità (anzi! l’obbligo) di avere contenuti di qualità. Ma i contenuti in un sito se non sono promossi attraverso link building e social share non rendono un sito più visibile.

    Credo che tu stesso abbia dato una risposta:
    “ho ridotto notevolmente gli interventi SEO sui miei prodotti…”.
    Questo significa che prima avevi svolto azioni SEO.

    Quindi, sono state quelle azioni SEO che hanno reso visibile i tuoi contenuti e reso popolare il tuo sito. Essendo popolare e, quindi, essendo ben posizionato per le keywords giuste, allora sì che i contenuti di qualità anche se non direttamente promossi possono comunque generare links/tweets/likes… è quello che si definisce Inbound Marketing o Content Marketing (abbastanza passivo nel tuo caso, per come lo descrivi).

    I contenuti sono il re, ma senza segnali esterni come i links e i social signals non esisti in Google. O prova a non fare SEO adesso partendo da zero con un sito 😉

    P.S.: comunque sarebbe stato utile, per comprovare le tue affermazioni, che avessi detto qual’è il tuo sito. Senza questo dato le mie e le tue parole non possono essere al 100% provate e, senza offesa, la tua dichiarazione è nebulosa e non scientifica.

  • Hai ragione, ma non ho detto di non fare SEO, forse non ti è chiaro il concetto di SEO:
    SEO significa anche generare contenuti di qualità, vedi sono gli articoli come questo che portano la gente fuori strada.

    La mia preoccupazione è che la gente passi troppo tempo dietro ai backlinck e a giocare con facebook piuttosto che a produrre e investire su contenuti di qualità.

    La mia dichiarazione stai tranquillo è abbastanza chiara e scientifica a tutti coloro che da anni vivono con l’editoria online.

  • @leo Non voglio fare quello che dice “non sai con chi stai parlando”, perché non è proprio nella mia natura… ma dire all’unico SEO italiano, al quale SEOmoz ha chiesto di partecipare al suo survey sui Search Ranking Factors 2011, che forse non mi è chiaro il concetto di SEO mi sembra un poco forte 😉

    In realtà noi due non stiamo dicendo cose contraddittorie. Entrambi diciamo che senza contenuti di qualità non si può pensare di avere risultati a lungo termine anche a livello SEO (e Social SEO).
    Però non posso essere così d’accordo sul fatto che non si debba prestare attenzione ai backlink e alla promozione via social:

    1) i backlink, sono tuttora il fattore che Google indica come l’elemento principale nel loro algoritmo per quanto riguarda i rankings, anche se il loro peso sta diminuendo. Un sito, soprattutto se è al principio, ha bisogno di backlink per poter arrivare al momento di break even nelle SERPs, superato il quale può anche permettersi di vivere solo dei links che naturalmente generano i suoi contenuti.

    2) i social signals sono, al di là di tutte le possibili correlazioni coi rankings, anche il sistema più veloce per indizzare i nuovi contenuti. Un ping di un post permette l’indicizzazione di un post in due giorni; un tweet in circa 1 minuto, grazie a Caffeine.

    Insomma, contenuti e azioni SEO esterne non si escludono, anzi! si complementano. Perché fare contenuti di qualità è solo una parte del SEO (content), ma se non rientra dentro a un concetto di Inbound Marketing (= promozione di un sito attraverso contenuti di qualità promossi su più canali), allora anche il sito più bello a mondo e rilevante della Terra rimarrà un sito conosciuto solo da quattro gatti.

  • Fermo restando che a mio modesto parere “+1” e compagnia rimangono strumenti di mera profilazione utenti più che di “puro” posizionamento, i social signals sono ormai un elemento che ha pur in minima parte peso per Google… questo magari puo’, in prima istanza, modificare o “evidenziare” l’aspetto delle SERP (del tipo i miei contatti di Twitter hanno condiviso un link che compare nei miei risultati, ed io lo vedo).

    La mia idea è che FB/Twitter… siano una sorta di “canali preferenziali” con cui ottenere una sorta di “autorevolezza sociale” da parte degli utenti. Ma mi pare ovvio che la loro valutazione algoritmica eviti logiche prettamente matematiche tipo “chi ha più share vince”, sia perchè sarebbe facile fregare sia per via del pesantissimo limite dei “walled garden” che ricordava Gianluca.

    Del resto, ormai, è spesso più rapido ed efficace essere condivisi su FB che ricevere un backlink da un sito: a quel punto le visite quantomeno potranno aumentare ed il loro peso si vedrà anche se, a mio parere, non con una relazione esplicita di causa-effetto che molti tendono a voler vedere per forza.

  • perdonami per l’insolenza 🙂
    concordo con te, sono due attività che si completano ma:

    “ll sito più bello a mondo e rilevante della Terra rimarrà un sito conosciuto solo da quattro gatti”

    Il bello è proprio questo, ci stiamo dirigendo verso una realtà in cui Google lo sà che il tuo sito è il più bello del mondo!
    E ci sarà bisogno di fare sempre meno promozione.

    Spingere molto sui social signals e sui backlinks ha senso solo se hai un prodotto alla pari con gli altri!

    Questo è quello che percepisco dalle reazioni di Google giorno per giorno 🙂

    Grazie per il tempo che mi hai concesso in questo confronto,
    Buon Lavoro

  • @Leo la tua è una bella visione. Anche molto utopica però e un po’ contraria alla visione capitalistica del mondo di cui Google tra l’altro è anche un’espressione piuttosto chiara.
    Non riesco davvero a vedere un web in cui grossi nomi con grandi disponibilità di capitali e quindi possibilità di promozione, non siano ai vertici delle SERP.
    Ciao!

  • Beh secondo me Google potrebbe anche “saperlo” un giorno, ma pensare a soluzioni troppo “naturalistiche” senza alcun tipo di ottimizzazione ad hoc mi pare francamente eccessivo… il backlink “tosto” ti serve ugualmente, devi farlo maturare nel tempo per consolidare la tua immagine: qualsiasi criterio “innato” non funzionerebbe perchè sarebbe eccessivamente soggettivo.

    Concordo anch’io sul fatto che i brand autorevoli saranno comunque i primi, del resto un’ altra politica molto forte è il criterio con cui Google associa le aziende famose ad “entità” autorevoli, a prescindere da quanto usi i social e da tutti i fattori classici.

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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