Google+, un social per pochi?

Ci ho messo parecchie ore a studiare Google+. Da quando ho iniziato ad usarlo ho seguito 2.723 persone, ci ho scritto dentro decine di post e ho utilizzato tutte le sue funzionalità. Ho anche cercato di portare alcuni utenti normali ad usare Google+, a partire da mia moglie (abbiano discusso per 45 minuti della cosa) e sono giunto ad una conclusione:

Mia madre non utilizzerà mai Google+

Come posso esserne certo? Semplice. La maggior parte degli “utenti medi” sono dentro Facebook e non sono disposti a considerare un altro social fino a quando non ne sentiranno parlare i loro amici. Poiché la maggior parte delle persone attualmente in Google+ sono geek, addetti ai lavori, star dei social media e giornalisti – Google ha dichiarato pochi giorni fa di accettare solo persone con un importante social graph, in modo da assicurarsi che ne traggano una buona esperienza d’uso e possano testare a fondo il servizio prima di aprire le porte ad un pubblico più ampio – la possibilità che una persona normale (metaforicamente parlando, mia madre) possa sentir parlare di Google+ da un utente normale è un bel po’ remota.

Per allora sono certo che Facebook reagirà (=copierà) le migliori feature di Google+ (Facebook ha già convocato una conferenza stampa nei i prossimi giorni nella quale andrà ad annunciare qualcosa di “impressionante”). Ciò significa che gli utenti normali, quelli che non si interessano abitualmente a tutto ciò che fa Google, non sentiranno il bisogno di cambiare.

E allora per chi è Google+?

E’ per noi!

E’ un posto dove geek, early adopter e guru dei social media possono parlare lontani da persone che credono che Justin Bieber sia il nuovo Cristo reincarnato. In Google+ possiamo farlo. E vogliamo davvero mandarlo a rotoli?

Inoltre, ammettiamolo, ci sono elementi di Google+ davvero fantastici per un geek.

Iniziamo col modo con cui si può mettere un testo in grassetto o in italico. C’è una bella finestra di editing come quella presente, ad esempio, in Quora? No.

Per mettere il grassetto devi mettere 2 asterischi intorno alla parola. *In questo modo*. E per l’italico? devi usare l’underscore intorno al testo. E il sottolineato? metti i trattini.

E questo è solo l’inizio. Parliamo dei Circles, le cosiddette “Cerchie” (in italiano): i grandi appassionati di social media, come me, amano follemente cose come le liste e i gruppi. Perché? perché vogliamo spendere centinaia di ore per assicurarci che i nostri social graph siano ben organizzati.

Le persone normali NON fanno queste cose. Loro vogliono solo aggiungere i loro 20 amici della vita reale e i loro 30 familiari, e sono a posto così. Gli utenti medi/normali vogliono solo che il sistema porti loro cose divertenti, senza fare nulla.

Vedi, se metti un classico geek della Silicon Valley di fronte ad una TV, e gli dici di guardarla per 4 ore, quello non saprà cosa fare. Inizierà a creare una lista dei suoi programmi preferiti, cercherà di capire come ottimizzare il DVR per poter saltare le pubblicità, e cose del genere.

Gli utenti medi/normali, invece, vogliono solo guardare la TV e bere birra.

Cosa voglio dire con questo? che Google+ è per gli appassionati di tecnologia. Se vuoi semplicemente sederti e avere un sistema che fa tutto il lavoro – il che non significa che sia perfetto, ma che va bene per la maggior parte delle persone – allora Facebook è quello che cerchi, soprattutto fino a quanto tutti i tuoi amici saranno chiusi lì dentro. Ma se vuoi davvero poter scegliere chi ascoltare, allora Google+ è ciò che cerchi.

E non ho ancora parlato di Hangouts (in italiano, “Videoritrovi”): cazzarola se è fico. Puoi avere fino a 10 persone contemporanee in una videochat, e puoi parlare con tutte loro. Da quando l’ho provato, ho smesso di usare Skype.

Comunque sia, è chiaro che Google ha svoltato l’angolo. Sono riusciti a dimostrare a tutti che possono competere anche nell’ambito dei social. Ma non sono ancora riusciti a convincere mia madre a usare Google+, e questo è solo un bene per me.

Concludendo voglio solo dire che Google+ mi piace molto, e che non mi interessa il giudizio dell’utente medio. Ci ho trovato dentro molte cose utili, e spero di trovarci dentro anche a te. Ma ti prego, lascia tua mamma su Facebook.

Liberamente tradotto da Why yo momma won’t use Google+ (and why that thrills me to no end), di Robert Scoble.

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Max Valle
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