Google Penguin e i link… da evitare!

Ormai è appurato che il Penguin Update ha colpito chi si è mosso male con i link, più o meno volontariamente.

Pochi giorni prima che il Pinguino di Google iniziasse a falcidiare le SERP, Eric Ward di Search Engine Land aveva pubblicato un post con un elenco di “15 tipi di link innaturali“, seguito a ruota da Carson Ward di SEOmoz che di link da evitare ne aveva trovati ben 17 tipi.

Cos’hanno in comune (quasi) tutte queste tipologie di link?

Semplicemente sono “easy link”.

Il concetto è ottimamente spiegato da Danny Sullivan in questo post, dal quale estraggo il passo saliente:

Se sei stato colpito dal Penguin, se non vuoi essere colpito in futuro, o se vuoi lavorare seriamente con Google a lungo termine, è basilare comprendere che gli “easy link” saranno sempre vulnerabili. Non importa se hanno funzionato in passato. Non importa se sembrano ancora funzionare anche adesso. Non importa se pensi che siano un problema che Google non sta gestendo al meglio. Gli unici link che contano, quelli che ti permetteranno di vincere, sono gli “hard link”.

Se ci rifletti un attimo, il concetto è semplice ma illuminante.

In pratica, meno fatica fai a procurarti un link, più quel link rischia di essere malvisto (e quindi penalizzato) da Google. Più fatica fai, e più è probabile che quel link piaccia al motore di ricerca.

Quanto tempo ci vuole ad inserire il tuo link in una singola directory, o peggio in uno di quei servizi che garantiscono di sottoporre il tuo link a migliaia di directory (di pessima qualità)? O a riempire di link un singolo articolo da spammare – duplicato – su centinaia di siti di article marketing e di comunicati stampa? Probabilmente pochi secondi, al massimo qualche minuto. E forse qualche euro per “agevolare” la diffusione.

E quanta fatica ci vuole invece ad ottenere costantemente link in modo naturale, da siti a tema e di qualità? Probabilmente servono alcune ore di lavoro al giorno, tutti i giorni, magari per mesi o per anni. Il tempo di produrre diversi contenuti ottimi e originali in modo continuo e persistente.

Schematizzando, viene fuori una cosa del genere:

Più il link è difficile da ottenere, più piace a Google

Sullivan riassume brevemente il concetto su Google+ con questa frasetta:

I motori di ricerca non vogliono che tu faccia link building. Vogliono che tu, quei link, te li guadagni.

In pratica, col Penguin si ufficializza il tramonto dell’era del “link building” e l’inizio di quella del “link earning”: non valgono più i link che ottieni (in modo innaturale) ma quelli che ti meriti (in modo naturale) 🙂

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40 Comments

  • Mi sembra assurdo tutto questo, quindi anche il link che punta al mio sito da questo commento sarebbe di poco valore in quanto facile da ottenere? Come possono stabilire questo?

  • Il sistema al quale punta Google è di logica il migliore dei sistemi possibili. Link tutti spontanei e naturali.

    Ma così come non esiste il miglior mondo possibile, cioè esente di contrasti, guerre, incidenti stradali e crisi economiche. Possiamo benissimo dire che Google insegue un utopia e sotto certi aspetti un’ideologia.

    Così come la storia ha dimostrato le ideologie vengono abbattute o prima o poi si azzoppano da sole.

    Concludendo questo mio intervento dico semplicemente che essendo impossibilitati a trovare link naturali, l’unica strada fattibile è la più deprecata da Google: l’acquisto di link.

    La compravendita di link migliorerà cercando di apparire quanto più naturale possibile. A vantaggio dei grossi player del mercato che hanno molto da investire.

  • E torno a dire che, ad esempio, il caso di un comunicato stampa è emblematico. Il testo DEVE essere per forza uguale su tutti i siti sui quali lo si diffonde. E a quel punto un link, anche senza anchor text, potrebbe essere relativamente e rischiosamente facile da “guadagnare”.

    Quoto infine Luce dicendo che a questo punto la soluzione-scappatoia tornerebbe a puntare ancora di più sullo scmabio-acquisto di link da siti tematici, per far apparire i link il più “spontanei” possibile. Ma Google non vuole che si acquistino link per stare in cima alle serp, google vuole che tu spenda quei soldi semplicemente su adwords.

  • Se da un lato questo aggiornamento è giusto e poteva anche essere prevedibile, dall’altro apre pericolosi scenari al negative seo, non trovate? Matt Cutts aveva detto che in un futuro non ben precisato forse Google avrebbe messo a disposizione un tool per “disconoscere” i backlink indesiderati. Speriamo arrivi presto!

  • Io non ho ben capito una cosa, ma i link “facili” sono inutili o nocivi?
    Perchè nel primo caso credo che questo nuovo algoritmo sia giusto, nel secondo un po’ meno. Sto facendo i conti con una forte penalizzazione su un sito che ha diversi link in giro, non capisco se è il caso di rimuoverli o meno (considerando che a quel punto non avrei quasi più link e probabilmente sarei penalizzato comunque dal fatto di non avere link).
    Tra l’altro il wmt mi continua a mostrare migliaia di link che ho fatto rimuovere da oltre un mese…

  • Ciao,
    capisco ovviamente le tattiche black-hat, lo spam, la sovra-sovra-ottimizzazione, le 1000Directory-in-1-secondo… ma ora anche che i link “semplici” siano penalizzanti.. è veramente una linea molto labile.. Allora anche StrumbleUpon, Digg e Delicious dovrebbero chiudere.. e tutti i siti di bookmark… Forse davvero al massimo potrei capire quelli creati a centinaia o migliaia in pochi secondi con sistemi automatici.. Questi li penalizzerei. Ma se uno lavoro costantemente e giornalmente impiegando tempo a crearsi link “semplici” ma in modo manuale a mio parere non dovrebbe esserci nessuna penalizzazione…. Secondo me cmq in questo momento c’è ancora molta confusione in giro…
    Un saluto!

  • Ci sono settori, tipo quello dove lavoro io, dove ci sono solo ed esclusivamente siti di addetti ai lavori, nel senso di concorrenti oppure di clienti/fornitori. I concorrenti di certo non ti linkano, e non so se si possano definire “naturali” i link da siti di aziende legate da rapporti d’affari.
    Qualsiasi altro link non può essere da siti “a tema”, e risulta quindi potenzialmente a rischio. E allora, come facciamo?

  • Mi Pare ASSURDO!

    a parte che mettere link ci valore è sempre fare link building (lassociazione link building spam NON MI PIACE AFFATTO)

    Cmq se fosse veramente così si potrebbero buttare a terra tutti i siti del mondo.

  • Taglia ti seguo sempre con attenzione e mi occorre gentilmente una tua risposta a questo quesito: E’ vero, o meglio, è più consigliabile su un blog/sito mettere il nofollow a tutti i link che portano a siti esterni dal proprio? Ad esempio in un post i link che portano alla pagina di download di un software o servizio online recensito? Grazie ciao 🙂

  • Buongiorno a tutti.
    Senza voler entrare in polemica con nessuno, è chiaro dai commenti che passato ormai più di un mese dalla release del primo Penguin, che esiste molta confusione.
    Infatti, Penguin non colpisce un sito perché ha links da direttori, footer, sidebars… ma colpisce quei siti il cui profilo link possiede nella sua stragrande maggioranza link con anchor text uguali a keywords commerciali esatte (esempio: hotel Rimini).
    Il fatto che poi i siti con quel genere di link super ottimizzati siano normalmente presenti in direttori, footer, sidebars, etc. etc. è perchè è lì che soprattutto uno li ha costruiti.
    Il problema di avere links da siti di quel tipo è che tendono ad essere sitewide, per cui il numero di links con anchor super ottimizzati si moltiplicano in modo esponenziale, ed è per quello che la loro percentuale diventa enorme rispetto a quella dei links con anchor “naturale” e branded.
    Quindi, il famoso lavoro di pulizia deve essere fatto con lo scopo
    1) o di eliminare i links
    2) o di cambiarne l’anchor text

    In ogni modo, mi immagino che tutti voi sappiate che da tempo i links da footer non passavano PR, che Google da tre mesi sta cominciando a deindicizzare numerose directories SEO e che quelle che ancora sono indicizzate in realtà non ti passano che uno 0,00001 di PR, che sidebars e blogrolls sin da quando esiste il concetto di reasonable surfer che sono sotto l’occhio critico di Google… quindi è sin da prima di Penguin che quelle tattiche non sono ben viste, sono miopi (a meno che non si ricerchi il successo a brevissimo termine) e che possono condurre a una penalizzazione.
    Quindi è da anni che gli unici veri links che uno dovrebbe cercare di ottenere sono quelli editoriali, costruendoli con azioni di content e outreach. Un lavoro duro, che costa e che ha bisogno di tempo. In un certo senso quello che qui il post chiama link earning in realtà non è altra cosa che link building, quello vero, così come si fa, pratica e dice di fare da… per lo meno dal 2005 (Florida Update). Tutto il resto è SEO tonto.
    P.S.:
    per chi diceva che avere una firma con link in questi commenti è rischioso, lo è solo se ti firmi “sito di comparazione carte di credito” (e se fosse sul mio blog non saresti neppure pubblicato), ma se ti firmi con nome e cognome no (branding persoanale, entities associations). Inoltre il link è nofollow, quindi non conta.
    Per chi parlava di links in articoli e comunicati… a parte la più che dubbia natura – imho – che hanno i portali di article marketing – in linea di principio quei links sono editoriali e giustificati dal contesto. Certo, io li renderei branded (esempio: Hotel Miramar a Rimini e non direttamente Hotel Rimini)

    Sapete una cosa? Pur se comprendo l’incazzz. e anche i drammi che Penguin può aver generato, io sinceramente spero che serva a far cambiare il modo di fare link building in Italia e che i siti davvero incomincino a farsi valere per quello che apportano e per lo sforzo in costruire relazioni e contenuti che davvero generino links “naturali”, e non vedere siti che rankano solo perché si ha schiacciato invia in un bel software di sottoscrizione a direttori e marcatori sociali.

  • Io lo leggo come non fate i furbetti, fate le cose fatte bene.
    Un comunicato stampa di qualità di una valida azienda pubblicatelo dove volete (il comunicato stampa esisteva prima di internet).
    Magari non mettete 10 link, non mettete i link solo dietro le chiavi che vi interessano, non usateli come link popularity o come esclusive strategie di SEO, ….
    Lo scopo del comunicato stampa è la massima diffusione quindi se di qualità e senza “doppi fini” deve poter circolare ovunque.

  • Questa è la conferma che, per quanto mi riguarda, ormai non conviene più perdere tempo dietro al link building, da mesi noto in tutte le mie serp un gran nervosismo, negli ultimi mesi sto assistendo ad una serie di grandi cambiamenti che non mi fanno ben sperare come piccolo editore online, e sono uno che è cresciuto frequentando le comunità SEO ed ha sempre giocato pulito.

  • Quoto Felice, perchè con questa logica a ragione lui e io qui che metto la URI di un mio concorrente?

    Quoto Luca, perché ad ogni aggiornamento vengono colpiti gli spammer che devovo solo pensare qual’è la nuova strategia per tornarea a lucrare e chi in buona fede a seguito un po’ la scia si trova quel po’ che era riuscito a fare azzerato.

    Quoto Edoardo, perché ancora c’è gente che è convinta che Google non pensi al suo business ma al bene sociale.

    Quoto Angela perchè come fai a punirmi se ci possono essere backlink di cui non sono neanche a conoscenza.

    Google continua a fare giustamente i propri interessi, io cerco di allontanermi sempre di più da un modello di business basato su un unico interlocutore che fa e sfascia quello che vuole quando vuole.

  • Ad un nostro cliente è successo che per un suo sito è stato bombardato di link dalle firme di furum di dubbia utilità (piazzati tra l’altro da una SEO Agency che gli ha fatto poi un’offerta per il lavoro svolto a sua insaputa) è stato (giustamente) penalizzato ma ora non riesce più ad uscire dalla penalizzazione anche se i link sono stati alla fine rimossi. Ne ho parlato di recente qui: http://www.mocainteractive.com/blog/link-naturali/

  • Cosa intendi quando dici che un link (come quello su questo commento) può essere penalizzato? O ancora meglio per andare su qualcosa di molto concreto e pratico: stai consigliando implicitamente di non inserire (ad esempio) il proprio link in firma di un commento o su un forum?

  • @Stefano Quello che dice è sbagliato, in parte.
    Ovvero, il link tossico in questo caso sarebbe quello in cui tu invece di firmarti Stefano ti fossi firmato “Concessionario Renault Milano”. Non è il link in sè, è l’anchor che rende tossico un link.

  • Grazie mille per la risposta 🙂
    Però ora mi sorge in un’altra domanda. E se io ad esempio mi firmassi “Stefano Corso” (nel caso specifico del sito che ho linkato che vende corsi) sarebbe comunque a rischio? Cioè un anchor text “smart” potrebbe essere ancora in qualche modo utile o in quel caso sarebbe semplicemente indifferente?

  • No, perché anche in quel campo (la semantica e il concetto di entità) Google da tempo capisce come comportarsi in caso di sinonimi e ambiguità.

  • E’ interessante. La scelta ha una sua logica. Link guadagnati e non ottenuti con l’ astuzia, o con una strategia ragionata, ma che forse potrebbe privilegiare anche siti che non hanno contenuti di qualità.

  • @massimiliano Quella logica è sempre stata la logica corretta e predicata. Solo che dopo tanto predicare Google ha agito.
    Riguardo al fatto che possa privilegiare siti che non hanno contenuti di qualità, al di là di alcune determinate situazioni (siti penalizzati rimpiazzati da siti morti o con contenuti non del tutto relazionati, ma all’interno di nicchie altamente condizionate dallo spam), in realtà quello che tu dici è un controsenso, a meno che la gente sia rincoglio…ta e linki a siti di bassa qualità.

  • @ Gianluca Fiorelli: Ho apprezzato molto il tuo commento e soprattutto la prospettiva. Anche se, ad oggi, il problema sembra un altro.

    E’ vero, come dici, che son anni che certe cose le sappiamo- e che in alcuni casi le abbiamo ignorate perchè bene o male funzionavano, perchè permettevano campagne interessanti anche con budget non eccezionali, perchè consentivano di ottimizzare i tempi replicando alla fine certi processi su progetti diversi (tot directory, tot am, quasi sempre gli stessi contenitori, ecc).

    Così come è vero che in alcune campagne- laddove il budget lo consentiva- sono state fatte operazioni più raffinate ed eleganti, e alla fine più solide.

    Tutto vero, tutto sacrosanto.

    Ma che penguin abbia aperto (o, a quanto pare, spalancato) lo scenario della negative SEO è quanto meno allucinante. Questo mi pare il problema. Non ripulire o fare i bravi.

    Ed è allucinante perchè sia che tu sia stato pigro, sia che tu sia stato virtuoso, puoi essere spazzato via.

    Quindi: d’accordo sul valore educativo del penguin (mi passate l’espressione?), ma in questa maniera si apre la porta anche agli spammer della domenica.

  • Io mi chiedevo se valesse anche il contrario. Ovvero: io ho un sito in cui pubblico ricette e spesso a mandarmi queste ricette spesso sono piccole strutture turistiche (B&B, ristoranti e agriturismo). Di solito, in cambio di questo contributo, allego un link della struttura alla recensione… sono questi link da considerarsi innaturali?!

  • @angelo anche lì dipende. Se li metti in footer con keywords esatta si li metti a rischio. Se hai una sezione in cui parli di loro ed editorialmente inserisci un link ai loro siti, no

    @salvatore Gli spammer della domenica non fanno negative SEO, fanno comment spamming di bassa qualità :),
    In ogni modo, il negative SEO esiste da anni, solo che se parla adesso da quando Google mandò le famose notificazioni per links di dubbia natura. Prima semplicemente non ti avvisava. Detto questo, si sta facendo troppo dramma intorno a una pratica che è molto minoritaria, pur se indubbiamente criminale. Però quali sono i siti che cadono sotto i colpi di un attacco di SEO negativo? Solo quelli il cui profilo link era già compromesso per la politica di link building che faceva. Invece, i siti con un profilo link buono difficilmente possono essere realmente penalizzati. Tutti i test fatti finora hanno avuto come oggetto siti del primo tipo. Provate a farlo con, non so. Il sito di Telecom o lo stesso sito del Tagliaerbe; difficile che cadano per quello.

  • Scusate se mi permetto di chiedere, ma sono un giovane SEO e sono avido di imparare al meglio questa vera e propria disciplina.
    Mi sto chiedendo se, oltre article marketing, fosse ritenuto dal “Penguin” cosa brutta il Social News..ovvero se io faccio Link building attraverso i Social, come per esempio su digg, il “Penguin” mi considererà uno smammatore!?

    Grazie.

  • @Gianluca, con footer intendi il fondo dell’articolo?! E keyword esatta vuol dire linkare il nome della loro struttura?! 🙂

  • @Web Siena
    Quello che Penguin punisce sono cose come firmarsi Web Siena :D… più anchor text esatta di quella!
    L’article marketing non è colpito dal Penguin, in linea di principio. Ê colpito da Panda, perché di solito gli articoli su quei portali sono di qualità piuttosto bassa (es.: ezinearticles.com ha perso visibilità nelle SERPs a ogni Panda Update).
    I cosiddetti social links… dipende. Digg, l’esempio che fai tu, adesso come adesso è notoriamente un sito dove lo spam regna sovrano. Veri utenti sono assai pochi. D’ogni forma, ripeto, tutto dipende dell’anchor dei tuoi links più che da dove li collochi.
    Infine tieni presente che circa il 70% dei link da social sono nofollow, quindi non sono una causa diretta di ranking.

    @angelo No, il footer è una zona determinata di un sito. Per esempio qui sotto il footer presenta la P.I. del TagliaBlog e un paio di links. Normalmente Google taglia il passaggio di PR attraverso quei links.
    Il nome della struttura è una branded keyword, se fosse “B&B Siena”, quello sì che sarebbe una keyword commerciale esatta.

  • Io invece penso che Google, alla continua ricerca del miglior criterio di ranking dei siti indicizzati, abbia un po’ perso di vista l’obiettivo, ossia offrire risultati di qualità. Siamo sicuri che un sito appena nato e magari non di grande qualità che riceve, magari casualmente, qualche link naturale, sia più meritevole di un sito molto completo, che, magari, è molto conosciuto perchè ha tanti links “facili” in molti siti? Poi ci sono settori, come l’erotico, ove lavoro io, in cui i links naturali sono praticamente impossibili… e come la mettiamo?

  • @Gianluca Fiorelli grazie per la dritta..però credo una cosa: se mi firmo “Web Siena”, che è simile al nome del mio sito (web-siena.it), identifico nient’altro che una determinata caratteristica identificativa che non è “costruita ad hoc” ma che è una parte fisica distintiva nel mio blog (è il nome praticamente, da non confondere con il titolo).

    Ora, però, quello che dici e che sostengono tutti, è la questione dell’anchor text: ok, scrivere frasi del tipo “free antivirus 2012” può veramente innescare dei sospetti da parte degli algoritmi (anche se mi domando perchè Google allora metta a disposizione i suggerimenti della ricerca con frasi del tutto simili a queste), ma se io ho un’articolo che parla proprio, ad esempio, di dove scaricare antivirus gratis, se faccio link building con anchor corti, generici e molto simili al titolo della mia pagina, perchè Google mi dovrebbe penalizzare!?

    Io non capisco questa motivazione: penalizzare anchor text mirati e specifici verso pagine realizzate proprio per quelle frasi..non sto facendo spam e sono daccordo che la naturalezza del link è inesistente, ma Google deve capire che se io produco contenuti unici e che invogliano a visitare l’articolo che ho realizzato e per questo non dovrebbe penalizzarmi.
    mi affido a voi esperti e a questo meraviglioso spazio per il confronto per poterne imparare di più.

  • Credo che sia necessario non dimenticarsi del fatto che quando si parla all’interno di un articolo e nei relativi commenti è naturale fare delle semplificazioni, mentre l’algoritmo di Google tiene in considerazione tutti i numerosissimi fattori ed elementi che influiscono nella valutazione, e sa quindi riconoscere scenari che potrebbero apparire simili come quelli qui sopra riportati ma che in realtà non lo sono.

  • Mi capita spesso che mi vengano sottoposte domande del tipo “ma è meglio fare così o colà per ottenere un buon risultato?” dove così e colà sono due opzioni potenzialmente simili, io rispondo sempre “quella che ti costa più fatica”.
    In effetti capire l’efficienza di un’azione ancora prima di compierla è la cosa più semplice del mondo: l’efficacia di un’azione dipende sempre dalla difficoltà e dalla fatica che richiede la stessa.
    Più fai fatica più quello che fai è fico.
    E questo è il settimo segreto di Fatima 🙂

  • I link migliori sono quelli che non chiedi e cerchi. La naturalezza sta nella spontaneità con cui ti ‘danno’ il link

  • Se ci fosse bisogno di una ulteriore conferma:

    “I realize encouraging users to make natural links & recommendations is not always easy, depending the market you’re in, but those are really what our algorithms are looking for. On the other hand, links that are just bought, sold, traded, or even placed yourself, are not really the kind of recommendation that our algorithms would use when evaluating your site.” (detto da John Mueller , qui: https://productforums.google.com/forum/#!topic/webmasters/W0y6PDMxxV8/discussion ).

  • Salve, ma tutti i siti che svolgono un servizio di calcolo del pagerank con relativo link da inserire sul proprio sito vengono penalizzati dal nuovo Google Penguin? Ogni visitatore può prelevare il codice da inserire sul proprio sito ma con con anchor text sempre identico.
    Se si esegue una ricerca della parola chiave “pagerank tool” su google compaiono dei siti in prima posizione che permettono di prelevare questi link, ma essendo in prima posizione evidentemente non sono stati penalizzati. Google penguin non penalizza le anchor text corte come ad esempio http://www.nomedelsito.com?

  • Ho lavorato molto con i link, proprio meglio ultimi 4 mesi. L’aggiornamento di Google mi ha tagliato fuori da molte keywords. Sono dell’idea che questi aggiornamenti siano la strada migliore per Google di aumentare il fatturato. Se un sito non riesce a posizionarsi bene con il SEO, è poi costretto di conseguenza ad investire nel PPC. Da parte mia, non darò più nemmeno 1 euro a Google!

  • Sono nuovo in questo forum, ho un sito web di cui curo personalmente i contenuti, non ho mai costruito artificiosamente link, ho sempre scritto articoli originali , utili, attuali, non ho subito penalizzazioni. Noto semplicemente e costantemente un fatto: visite di google= visite provenienti da link, ovvero google apre i rubinetti in maniera proporzionale al numero di visite che ottengo dall’ esterno, questa cosa và avanti così da almeno 2 anni.

  • io credo che da una parte e giusto perche cosi non quando cerchiamo qualcosa noi. cosi troveremo contenuti meno manipolati. e più genuini, po dal lato seo, facendo questo elimina tanti finti seo. e cosi i servizi seo non vengono più regalati x stara dietro alla concorrenza dei finti seo

  • con la versione 4.0 .l’argoritmo e finalmente completato… considero che un motore di ricerca DEVE offrire i migliori risultati e anche i più attendibili

  • ormai e diventato un motore di ricerca troppo evoluto, ora dicono anche che non continueranno con gli aggiornamenti pagerank

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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