Google favorisce i suoi servizi?

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C’era una volta un Motore di ricerca che aveva scelto Don’t Be Evilcome motto aziendale.

Era un Motore, tutto sommato, neutrale e meritocratico: ai vertici delle sue SERP stava chi “meritava” di esserci, i furbetti venivano (prima o poi) scoperti e bannati.

Ma un giorno le cose cambiarono.

Il Motore si mise a sviluppare e promuovere alcuni servizi che prima, abitualmente, linkava soltanto: ecommerce, mappe, finance, salute, comparazione di mutui e carte di credito… le query legate a questi settori iniziarono a mostrare i servizi del motore prima di tutti gli altri, facendo sprofondare i link dei competitor nell’oblio del below the fold.

“Abbiamo creato il nostro Motore per gli utenti, non per i siti web; il nostro obiettivo è quello di dare risposte agli utenti”disse un giorno una portavoce del motore. “A volte la risposta migliore non è in 10 link blu, ma in una mappa o in una serie di immagini. Spesso forniamo questi risultati sotto forma di “risposte rapide” nella parte alta della pagina, perché i nostri utenti vogliono risposte rapide.”

Il Motore, che prima si alimentava con i contenuti di terzi, stava pian piano diventando un editore, creando lui stesso i contenuti che poi inseriva nelle sue SERP. E col tempo andava acquisendo aziende in tutti i settori strategici, diventando sempre più grosso e inarrestabile.

Poi, un bel giorno, il Motore incontrò sulla sua strada un Social. Pare che il motto degli ingegneri di questo Social fosse “Move Fast, Break Stuff”. Ma questa è un’altra storia.

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

21 Comments

  • Sono perfettamente d’accordo con il tuo post. Qualche giorno fa su FullPress.it (l’articolo è ancora in evidenza) in un editoriale mi sono occupata proprio del nuovo atteggiamento di Google. Non a caso ho intitolato l’articolo “Google passa alla cassa e i siti vanno in sofferenza”. Questa storiella, che purtroppo è troppo reale, dovrebbe essere raccontata più spesso. Ma tant’è…

    Anna

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  • Io non ci vedo tutto questo “evil”.

    Gli annunci pubblicitari, i risultati di ricerca e i suoi contenuti editoriali sono presentati in modo trasparente come tali, e sono indipendenti.

    I suoi sforzi editoriali possono essere un problema per noi editori su certe nicchie, però sono utili all’utente, quindi prendiamolo come un dato di fatto e adeguiamoci. Il progresso impone cambiamenti.

    E se un giorno mi farà proprio cambiare mestiere, che ne so, vado alle Maldive ad aprire una gelateria, tanto Google non si metterà mica a fare pure il gelataio? Altrimenti piadine.

    Reply
  • Solo una precisazione sulla mia ricerca.

    Cercando “browser” ottengo una pagina dove in alto c’è il Link Sponsorizzato alla pagina google.com/chrome, ma è chiaro che si tratta di pubblicità, così come è chiaro che essendo pubblicità a pagamento il primo link sarà sempre quello di Google, visto che Google non deve spendere soldi per pagare quella pubblicità.

    Però nella parte dei risultati cosidetti “organici”, ovvero frutto dei circa 200 fattori che Google prende in esame per determinare i siti che hanno diritto di stare in alto, in prima posizione ora vedo la pagina italiana di Wikipedia che spiega cos’è un browser, in seconda posizione trovo la stessa pagina ma del sito Wikipedia in inglese, in terza posizione la pagina di Firefox (noto “concorrente” di Chrome) e in quarta la pagina di Opera (browser credo meno famoso di Chrome e che mi stupisce torvare in questa posizione). In quinta e sesta posizione finalmente vedo le pagine di Google Chrome, rispettivamente in italiano prima e inglese poi. In settima posizione c’è la pagina di Safari, e in ottava di nuovo il sito Mozilla ma stavolta la homepage e non la pagina di Firefox.

    Questo per dire che nella parte dei risultati a pagamento Google Chrome risulta UNICO risultato.

    Mentre nei risultati “organici” Google Chrome risulta solamente in 5a posizione, e i suoi “concorrenti” non vengono penalizzati in alcun modo.

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  • Un saluto a tutti. Dico la mia ribadendo quallo che qualcuno prima di me ha detto.
    Google non è una società no-profit ma una società a scopo di lucro, come la maggior parte; il fatto che sia diventata fornitrice di servizi e anche il search engine per eccellenza è dovuto a diversi fattori che nel tempo è riuscita a conquistarsi. Il fatto di usare questa sua posizione potrebbe far pensare allo sfruttamento della posizione dominante (e le ricerche di Lorenzo prima di me confermano che il primo suggested link è proprio Chrome) ma non mi sento di condannarla. Sicuramente tutti noi associamo il SEO a Google in primis ma non dimentichiamoci che SEO non significa solo la prima posizione nella ricerca organica di Google ma significa sopratutto contenuti fatti bene ed corretta informazione.

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  • E’ il primo messaggio che scrivo su questo blog quindi innanzitutto voglio fare i miei sinceri complimenti al “tagliaerbe” (con cui mi trovo spesso d’accordo).

    Sinceramente non credo che sia così “evil” che Google metta nelle proprie SERP i suoi servizi, l’importante è che sia ben chiaro che sono servizi di Google.

    Faccio un esempio: dopo aver letto questo articolo ho cercato su google la parola “browser” e mi è capitata una SERP con un link adwords (in alto) che però era abbastanza chiaro che fosse un servizio di Google (Il nuovo browser Google – Un browser dal look essenziale ideato per gli utenti. Scarica. – http://www.google.com/chrome) e poi però in prima posizione nei risultati organici c’era Wikipedia, in seconda posizione Mozilla Firefox, in terza posizione Google Chrome, poi Opera, Safari, eccetera…

    Questo per dire che, per quanto Google possa inserire suoi servizi nelle SERP, comunque:
    1) è chiarissimo che siano servizi di Google
    2) alla fine non occupano tutte le posizioni della prima pagina delle SERP
    3) non mi pare che ci sia una vera e propria “censura” di Google

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  • E mano a mano che farà più servizi, eliminerà tutti..

    Google può fare tutto (e probabilmente lo farà) e tutti gli altri saranno schiacciati..

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  • Non ci si può stupire della banalità del fatto che un monopolista favorisca i propri servizi, a meno di non credere a Babbo Natale; Google è il “sistema operativo del web” (86% di reach in Italia ad ottobre ’10) mentre Facebook è IL social network (da solo fa il 26% del totale delle pagine viste degli internauti italiani): di fronte alla forza di questi numeri è difficile credere agli slogan e non al fatto che chi domina tende a perseguire i propri interessi commerciali privatistici.

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  • Ma il motore in questione non è indagato dalla UE per abuso di posizione dominante? 😀 comunque credo che i motori di ricerca non dovrebbero abusare della loro posizione per risaltare i loro prodotti. Credo che il motore in questione inizia ad avere paura che il grande social network insieme alla grande azienda di sistemi operativi possono distruggergli il primato che il motore di ricerca ha ottenuto con la sua politica corretta e dedicata agli utenti. Voi non credete? 😀

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  • Non sono del tutto d’accordo. Google promuove i suoi servizi e ci mancherebbe altro. Ma lo fa quando questi sono i migliori… E la cosa capita spesso.

    Provate a cercare “Answer” su google. Il più celebre Yahoo batte il quasi defunto Google Answer.

    Siamo ben lontani dallo scenario descritto

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  • Sembra di vedere il comportamento della Coop.
    Prima vendevano i prodotti dei produttori.

    Ora (sempre più) cercano di vendere i prodotti di marchio coop e mettono in aree (scomparti) sempre meno visibili i prodotti delle marche.
    Dando priorità a loro prodotti.

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  • Il problema, a mio avviso, è legato alla sovrapposizione dei ruoli tra Google amico-degli-utenti che ti richiede di fare siti in un certo modo e Google-azienda che fa gli interessi degli inserzionisti. mi sembra abbastanza naturale, anche se non certo imprescindibile, che il motore arrivi a favorire se stessa nelle ricerche (non fosse altro: sa come fare…)

    Per il discorso SEO non sono d’accordo con chi lo vede come una “serie di tecniche da applicare”: è un discorso molto più ampio, che necessita a mio avviso di usare primariamente l’article marketing (che surclassa anche la social search, a mio vedere), e per cui non bastano le varie ottimizzazioni più o meno pulite che si vedono in giro…

    Reply
  • @urlo: ti darei quasi ragione, anzi te la do proprio. Ma ci sono molte grosse aziende in Italia che arrivano a fatturati impensabili, promettendo posizioni che non sono in grado di garantire. E purtroppo la diffusa ignoranza li fa pure vivere molto bene!

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  • @salento
    Hai una visione sbagliata del SEO, non devi “venderlo” per promettere al cliente posizioni migliori nelle serp, ma UTILIZZARLO per rendere il sito ottimizzato per gli utenti: testi, meta, title, link… tutto per rendere i contenuti della “pagina” ottimizzati per l’utente, il motore viene dopo!

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  • La verità secondo me è che in fondo in fondo ci sentiamo rincuorati dalla presenza di un colosso come Google. In fondo ci diciamo:”per fortuna esiste mamma Google (o papà)”.

    Sta di fatto che se continua con questo trend è molto probabile che prima o poi acquisisca anche l’edicola di mia mamma…

    C’è da dire anche che alla fine dei conti ci scontriamo con un’azienda che cerca sempre, o quasi, di migliorare i servizi che eroga e di ampliarli sempre più. E questo visto da lontano può anche portare a sospettare che faccia tutto parte di una strategia generale (che non sto assolutamente negando… anzi di sicuro è un mix delle due cose).

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  • Secondo me Google sta peccando di superiorità. Troppo notizie divulgate in forma minimale. Strumenti che danno informazioni pressapochiste. E soprattutto zero trasparenza e comunicazione su penalizzazioni e ban.

    Reply
  • Non ho mai creduto al seo.

    Mi sono sempre chiesto:
    come posso vendere ai miei clienti un posizionamento organico senza avere nessuna certezza su quella posizione?

    Esempio:
    se fino a qualche mese fa ho venduto ad un cliente un posizionamento organico in prima pagina di google del tipo “hotel citta”
    Poi all’improvviso, un mese fa, se non ho inserito l’hotel in google places mi ritrovo fuori dalle serp naturali.
    Con che faccia torno dal cliente a dire, mi spiace ma google ha cambiato algoritmo?

    Io credo che google sia un fornitore di servizi.
    Da una parte offre un servizio di ricerca gratuito per gli utenti
    Dall’altra offre ottimi strumenti di conversione per gli inserzionisti
    tutto questo in un ottimo equilibrio senza “essere diavolo”

    E’ un impresa commerciale, e quindi orientata al profitto.
    Io credo lo faccia bene.
    e mi sembra chiaro e naturale che faccia i suoi interessi.

    A provare a prenderlo in giro con trucchetti regole matrici di link e furbate varie, non ci ho mai pensato perchè lo strumento per essere visibile è li veloce ed economico.
    Se mi conviene e se ho un ritorno lo uso,
    Se non ho un ritorno non lo uso
    sia come cliente che come inserzionista.

    A volte si pensa a google come se dovesse essere qualcosa al di sopra delle parti. E’ un impresa commerciale che offre un servizio con delle sue regole che crea e cambi lui quando vuole. Se mi stanno bene queste regole le uso senno vado ad usare un altro motore. E se vuole proporre un servizio suo piuttosto che un altro può farlo perchè un suo servizio.

    punto.

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  • Raggiungere il monopolio è difficile, mantenerlo è quasi impossibile, sopratutto sul web.

    Google investe tanto, spesso ottiene ottimi risultati, ma altrettanto spesso compie passi falsi colossali…. E il passo falso micidiale per BigG sarà favorire in primis i suoi servizi.

    Ma credo proprio (e lo spero tanto per noi) che quelli di Mountain View questo lo sappiano perfettamente

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  • Fino all’ultima frase mi stava scappando un “io l’avevo detto…” però con l’ultima frase mi hai colto di sorpresa. Adesso continua però 🙂

    Oggi (soprattutto in Italia) il monopolio di Google è pericoloso, però a pelle vedo un Yahoo più combattivo che mai. Speriamo si mantenga e continui con quell’innovazione open che anche Google anni fa promise.

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  • Molto interessante quest’articolo – “Storia”… Effettivamente Big G è andato diventando sempre più grande ed erano in molti a pensare che nessuno sarebbe riuscito a spodestarlo… ma adesso è guerra aperta con Facebook….

    Ad ogni modo Google penso che in parte favorisce i suoi servizi, in parte invece da una grossa mano agli utenti (forse a volte esagerando)…

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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