Google diminuisce l’importanza dell’anchor text?

L’anchor text (o àncora) è una parte del posizionamento.

Un parte di enorme importanza, almeno secondo quanto riportavano i Search Engine Ranking Factor V2 di SEOmoz nell’aprile 2007 (Anchor Text of Inbound Link risulta infatti al secondo posto fra i Top 10 Positive Factors).

Ma forse, oggi, non è più così.
Cosa è cambiato?

Secondo alcuni, Google avrebbe diminuito l’importanza di tale parametro nel corso delle ultime settimane.

Uno dei primi a parlarne è stato Patrick Altoft di BlogStorm (traduco la maggior parte del suo articolo, in quanto ci ho trovato diversi spunti interessanti).

“Un buon numero di query che tengo d’occhio ha subito delle variazioni di recente e diversi siti ben piazzati sono scesi giù di parecchie posizioni.” dice Patrick in questo suo post.
“Questa non sembra essere una penalizzazione, ma una modifica l’algoritmo.”

Altoft ha notato che “le modifiche non sembrano aver influenzato le principali query di tipo “commerciale”, ma sono visibili quando si cercano alcuni nomi di persona.”

E cita proprio il suo caso: “per la parola chiave “patrick”, il mio blog (blogstorm.co.uk) risultava in 5° posizione; questa settimana è invece scivolato al 35° posto.
I siti sopra di me hanno una migliore ottimizzazione on-site per questa keyword, ma precedentemente erano bastati pochi buoni link col l’anchor text “patrick” per posizionare bene BlogStorm.”

Perchè Google avrebbe fatto questa modifica?

Secondo Patrick “l’àncora è il più grande difetto dell’algoritmo di Google. Google vuole mostrare i siti più rilevanti e con maggior trust in cima alle SERP, ma l’anchor text non ha relazione col trust nella maggior parte delle query”.

E fa un esempio: “se un sito ha 5 milioni di link con l’àncora “prestiti”, non significa che sia il migliore per quella chiave.
Ci sono 2 tipologie di posizionamenti: la prima è quella di chi è ben piazzato grazie al TrustRank dei link in ingresso (link provenienti da siti e blog di qualità), la seconda è quella di chi si posiziona bene grazie a migliaia di paid link con la keyword nell’anchor text.
Nessuno linka in modo naturale un sito commerciale inserendo (ad esempio) “prestiti” o “assicurazione auto” nell’àncora: lo linka col nome del sito.
E se comunque il tuo sito si chiama “assicurazioni-auto-ultraeconomiche.com” e tutti gli anchor text che ricevi sono del tipo “assicurazioni auto ultraeconomiche”, non significa che devi posizionarti benissimo per quella chiave.”

Conclusioni

“Penso che il trust dovrebbe giocare un ruolo di maggior importanza rispetto all’anchor text, che fino ad ora è stao di gran lunga la più grave lacuna dell’algoritmo di Google.” conclude Patrick Altoft.

“Se l’anchor text non è più così importante” (si chiede Adulu su Digital Point, commentando il post in questione), “cos’è importante ora?”

La tematizzazione (mi verrebbe da rispondere, a caldo).

E secondo te? 🙂

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12 Comments

  • Non sono propriamente d’accordo con Patrick. Un calo, temporaneo peraltro, come quello che lui ha notato non necessariamente significa un calo di importanza del fattore on page.
    Non scordiamoci che in fin dei conti senza link che stabiliscono – seppur approssimativamente – l’indice di gradimento di un dato sito -al di là poi ti tutte le tecniche per falsare questo aspetto – nessun motore di ricerca potrebbe mettere un sito prima di un altro semplicemente basandosi sulla capacità di fare stemming e di comprendere il testo scritto nelle pagine.
    Gli verrebbe meno un pezzo – estremamente importante – del metro di valutazione.
    Secondo me, tra qualche settimana, il suo sito tornerà tra le prime posizioni come già era.

  • @SEO in Abruzzo
    Forse ho frainteso io il tuo commento, o forse hai frainteso tu il senso del post di Davide.

    Qui non si discute sull’importanza dei link “che stabiliscono – seppur approssimativamente – l’indice di gradimento di un dato sito”, ma sull’importanza della “parolina” scritta tra i tag “A”; io sono d’accordissimo con lui e ti faccio un esempio…

    Immagina che io oggi scriva un post che parli di e-mail marketing e decida di linkare Alessandro Binello.

    Teoricamente i post andrebbero scritti spontaneamente, senza badare alle tecniche di posizionamento; Google parte dal presupposto che la maggior parte dei siti esistenti (non SPAM) siano opera degli utenti medi, non delle SEO agency…. Altrimenti si farebbe prima a tornare ai tempi in cui si usava il tag keyword…
    Questa considerazione lo porta a dare importanza ai contenuti scritti in modo semanticamente corretto ed a valorizzare i comportamenti “spontanei” (che poi siano un po’ pilotati sono d’accordo).

    In questo scenario io il link ad Alessandro lo metterei “spontaneamente” sul nome, ma so che se voglio fargli un “favore” devo usare come anchor qualcosa tipo “e-mail marketing”, “realizzare dem”, “realizzare newsletter” etc.

    A mio parere la cosa più giusta sarebbe dare molta importanza all’attributo title del tag “A”. Questo non snaturerebbe l’integrità del post (sto parlando di post, ma lo stesso vale per i siti non blog) e permetterebbe di descrivere meglio l’argomento del link.

    Un’altra soluzione (meno performante, ma credo sia quella utilizzata nel nuovo algoritmo) potrebbe essere la misurazione del valore del link in base alla tematizzazione della pagina. Questo però ne diluirebbe un po’ troppo il valore e non permetterebbe di trattare tematiche troppo diverse nella stessa pagina.

    Ora mi fermo perché più che un commento sto scrivendo un “post” 🙂

  • Non vorrei sembrare pedante, ma non è “àncora”?

  • Hai perfettamente ragione FabioG3, non userò mai più un maledetto correttore ortografico che stavo testando 😀

  • @Taglia
    Per quanto ne so, a differenza del francese, in italiano non si usano accenti per le lettere all’interno delle parole; a volte lo si fa per una questione di fonetica in alcuni testi con finalità particolari.

    Nessuno scriverebbe: “Oggi sono andato a pésca ed ho mangiato una pèsca…” sarebbe un suicidio.

  • Mi era sembrato bello usarlo per evitare “qui-pro-quo”… ma visto quanto successo, la prossima volta evito… e continuerò con i miei classici errori “fatti a mano” 😀

  • a me non sembra che sia esattamente così. tutti i siti che posiziono e per cui uso anchor-text-link sono saliti ultimamente. mio incluso. mah.. ognuno..

  • Io credo che gogle stia continuando nel suo iter, come succede ormai da tempo G cerca di eliminare (o meglio controllare) tutti quei fattori che possono essere influenzati dai webmaster/SEO e puntare sempre di piu su quei fattori indipendenti non controllabili (almeno teoricamente), e ovviamente l’achor text è stato, è e probabilemtne sarà uno di quei fattori su cui i SEO lavorano molto…

    Ciao

  • Google deve tener conto che linkare un sito con un anchor test particolare, è un evento “casuale”. Nel senso se linkassi dallo stesso sito con forte trust pippo.com e dalla stessa pagina pippo.com/prestiti.html due siti A e B e A lo linko con anchor test “prestito” e B con anchor test “sitoB” non sarebbe giusto che A, solo per una particolare situazione linguistica del contesto o “per caso”, abbia vantaggi enormi rispetto a B. Se poi la maggior parte dei link con anchor zeppe di parole chiave non è anche casuale, è un motivo in più per levare importanza a questo fattore. Non trovate?

  • @www.romasuper.com
    Proprio quello che intendevo io…

  • Ragazzi, per mia esperienza l’anchor text è importante per google, eccome…sia che provenga da un sito di qualità, che da un sito spazzatura…infatti nel primo caso si scalano le serp, nel secondo si esce dalle stesse.
    Quindi attenzione ai siti da cui si viene linkati 😉

  • Ragazzi, secondo me non è così. L’anchor è fondamentale, ancora adesso, va unito alla tematizzazione ma mi sembra rimanga di fondamentale imporatanza. E poi secondo me le serp a una parola, peraltro un nome proprio, funzionano in maniera diversa ed altri fattori di semantica intervengono. Secondo voi?
    Magari mi sbaglio, leggo solo ora le date del post…AD oggi, sett. 2010, non vedo queste differenze o penalizzazioni…

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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