Google Medic Update: proviamo a capirci qualcosa

Google Core Update (Medic Update)

All’inizio del mese, Google ha lanciato un importante aggiornamento algoritmico che ha letteralmente sconvolto i risultati presenti nelle pagine del motore di ricerca (soprattutto quelle di alcuni settori verticali): da un lato sono spariti siti seri ed autorevoli, dall’altro sono comparsi dal nulla siti che non meriterebbero di stare neppure all’interno del server che li ospita a pagamento. 🙂

Capire qualcosa di questo update – che per molti è stata una vera e propria penalizzazione – è davvero molto difficile, ma proviamoci assieme.

Come si chiama?

Google lo ha chiamato “broad core algorithm update”, che banalmente significa “aggiornamento dell’algoritmo di base”. Altri lo hanno chiamato “medic update”, per il fatto che ha colpito tantissimi siti in ambito medico.

Ma in passato non ci sono già stati altri “broad core algorithm update”?

Sì, ormai Google tende a chiamare in questo modo molti dei suoi aggiornamenti periodici dell’algoritmo. La scorsa volta fu il 12 Marzo 2018.

Google Core Update Marzo 2018

Quando è stato lanciato?

Il tweet ufficiale è datato 1° Agosto 2018:

Google Core Update Agosto 2018

Come succede sempre in questi casi, ci vogliono diversi giorni affinché l’aggiornamento possa “dispiegarsi” completamente. Nel caso specifico, Danny Sullivan ha confermato che l’update si è completato l’8 Agosto 2018: se hai notato grossi ulteriori movimenti dopo quella data, potrebbero non essere causati dal core/medic update, ma da qualcos’altro.

Google Core Update Agosto 2018 rollout completo

Importante notare che l’aggiornamento ha colpito contemporamente in tutto il mondo, in tutte le lingue.

Che tipo di siti ha colpito?

Come accennavo poco sopra, il nome “medic update” deriva dal fatto che sono stati colpiti parecchi siti a tema salute e benessere.

Barry Schwartz ha raccolto in un sondaggio più di 300 risposte, e più di 4 su 10 riguardavano siti negli ambiti medical, health, fitness, healthy: da qui il nome con cui Barry ha battezzato il nuovo aggiornamento di Google.

Google Medic Update

Anche il “termometro” di Moz ha mostrato che i siti del settore health sono stati fra i più coinvolti.

Google Core Update MozCast

Attenzione però: Danny Sullivan ha puntualizzato che si tratta di un broad core update, e pertanto sono state colpite praticamente tutte le SERP di Google.

Google Core Update tutte le ricerche

C’è un collegamento fra questo update e il rilascio delle ultime linee guida dei quality rater, avvenuto il 20 Luglio 2018?

La relazione potrebbe sembrare un po’ azzardata, ma ti invito a scaricare il PDF di 164 pagine relativo alle ultime General Guidelines e a fare una ricerca (CTRL+F) per il termine “medical”: noterai che compare per ben 51 volte.

Il punto probabilmente più interessante riguarda l’E-A-T – che sta per Expertise (competenza) – Authoritativeness (autorevolezza) – Trustworthiness (affidabilità) – ed è a pagina 18-19, dove leggiamo (lo traduco in italiano):

Contenuti di alto livello relativi alla consulenza medica dovrebbero essere scritti o prodotti da persone o organizzazioni con competenze o accreditamenti adeguati. Informazioni o consigli medici di alto livello dovrebbero essere scritti o prodotti con uno stile professionale e dovrebbero essere modificati, rivisti e aggiornati regolarmente.

Più o meno lo stesso discorso vale per i siti di informazione scientifica, di consigli finanziari, legali o sulle tasse, e tutti quei siti che hanno un impatto sulla vita, la famiglia e più in generale sui soldi di chi fruisce il contenuto: è il famoso concetto di YMYL (Your Money Your Life), già ampiamente ribadito nelle linee guida di qualche anno fa e ora rafforzato sull’ambito medical.
Sempre a pagina 19, poco più sotto, c’è un altro punto importante:

Ci sono forum e pagine di supporto per persone con malattie specifiche. Condividere l’esperienza personale, è una forma di esperienza quotidiana.

Per esempio, i partecipanti ad un forum possono raccontare per quanto tempo i loro cari hanno vissuto con un cancro al fegato. Questo è un esempio di esperienza personale, non di consulenza medica. Informazioni mediche e consigli specifici (anziché descrizioni di esperienze di vita) dovrebbero provenire da medici o altri operatori sanitari.

Pensa all’argomento della pagina. Che tipo di competenza è richiesta perché la pagina raggiunga bene il suo scopo? Lo standard per la competenza dipende dall’argomento della pagina.

Riassumendo, Google sembra privilegiare contenuti:

  • scritti da persone che possano dimostrare un alto livello di competenza della materia;
  • rivisti e aggiornati periodicamente (ottimizzare vecchi post in modo continuo e costante è una tecnica da sempre utilizzata da siti che – guarda caso – continuano a crescere col passare del tempo e non sono stati sfiorati in alcun modo da questo update, come quello di Salvatore Aranzulla);
  • scritti da professionisti (rispetto a contenuti/pareri scritti da gente comune).

Come fa Google a determinare la competenza di chi scrive e l’autorevolezza del sito?

Se ci basassimo su vecchi discorsi e teorie che girano da sempre fra i SEO, la qualità dei link in ingresso, nonché menzioni e citazioni varie, potrebbero essere un buon parametro.

Ma spostiamoci invece sull’autorevolezza. Sebbene Google abbia formalmente abortito la sua Authorship nel lontano 2014, nelle linee guida dei quality rater troviamo in molti punti il concetto di reputation collegata al creatore del contenuto.

A pagina 15, si legge:

Cerca recensioni, riferimenti, raccomandazioni di esperti, articoli e altre informazioni credibili create/scritte da singoli individui riguardo al sito.

I negozi hanno spesso le valutazioni degli utenti, che possono aiutarti a capire la reputazione di un negozio sulla base delle impressioni delle persone che effettivamente hanno acquistato lì. Consideriamo un gran numero di recensioni positive da parte degli utenti come prova di una reputazione positiva.

Anche molti siti web hanno una reputazione. Ad esempio, potresti scoprire che un quotidiano online ha vinto dei primi giornalistici. Riconoscimenti prestigiosi, come il premio Pulitzer, sono una forte prova di reputazione positiva.

Quando è necessario un alto livello di autorevolezza o competenza, la reputazione di un sito web dovrebbe essere giudicata in base a ciò che le opinioni degli esperti hanno da dire. Le raccomandazioni di fonti esperte, come le società professionali (?), sono una prova evidente di reputazione molto positiva.

La ricerca della reputazione è necessaria per tutti i siti web che incontri. Non dare per scontato che i siti web che usi personalmente abbiano una buona reputazione. Fai qualche ricerca! Potresti essere sorpreso da ciò che trovi.

Cerca informazioni scritte da persone, non statistiche o informazioni compilate da macchine. Notizie, articoli di Wikipedia, post sui blog, articoli di riviste, discussioni sui forum e valutazioni di organizzazioni indipendenti possono essere tutte fonti di informazione sulla reputazione. Cerca fonti di informazioni indipendenti e credibili.

A volte troverai informazioni su un sito web che non sono correlate alla sua reputazione. Per esempio, su Alexa puoi trovare informazioni sul traffico del sito, che non forniscono prove di reputazione positiva o negativa. Puoi ignorare questa informazione poiché non è utile per la valutazione della qualità della pagina.

Importante fornire informazioni anche all’interno del sito. Alle pagine 13 e 14 possiamo infatti leggere:

Ogni pagina appartiene ad un sito web, e dovrebbe essere chiaro:

  • Chi (individuo, azienda, società, fondazione, etc.) è responsabile del sito web.
  • Chi (individuo, azienda, società, fondazione, etc.) ha creato il contenuto della pagina.

La maggior parte dei siti ha una pagina “contattaci” o “chi siamo” che fornisce informazioni su chi possiede il sito.

Tipologia e quantità di informazioni di contatto necessarie dipendono dal tipo di sito web.

Le informazioni di contatto e quelle sul servizio clienti sono estremamente importanti per siti che gestiscono denaro, come negozi, banche, società di carte di credito, etc. Gli utenti devono avere il modo di porre domande e ottenere aiuto quando si verifica un problema.

Riassumendo, queste sono le cose che ti consiglio di fare:

  • Sul tuo sito deve essere presente una pagina “chi siamo” e/o una pagina “contattaci”, con tutti i dettagli per poter capire chi gestisce il sito e come comunicare con lui.
  • Se sul sito scrivono più persone, fai in modo che ognuna di queste abbia una sua paginetta con una bio.
  • Se il sito è nell’ambito YMYL, ovvero include contenuti che possono avere un impatto sulla felicità, la salute o la ricchezza degli utenti che lo fruiscono, le biografie di chi scrive dovrebbero essere molto più curate di quelle di un sito “normale”. Personalmente ci metterei link al sito ufficiale del redattore, a tutti i social (partendo da quelli più “professionali”, come LinkedIn, fino a quelli sotto il diretto controllo di Google, come Google+), e soprattutto link verso eventuali pubblicazioni scientifiche o comunque prestigiose (pensa, per esempio, ad un medico che viene citato in una ricerca di una importante università).
  • In linea generale, fai in modo che il tuo sito (e i suoi autori) vengano menzionati e linkati da altri siti, social e persone, soprattutto autorevoli.

In estrema sintesi, credo sia giunto il momento di curare la tua reputazione – e quella del tuo sito – in un modo un po’ importante rispetto a quanto hai fatto in passato: se sei un consulente, cura il tuo personal brand. Fai in modo che gli altri parlino di te. Sii presente dove si parla delle cose per cui presti consulenza.

Stesso dicasi se hai un sito che vende prodotti/servizi o che offre consulenze in settori YMYL: non devi essere solo cercato e trovato su Google, devi essere il primo nome che viene in mente a chi pensa ad un prodotto/servizio/soluzione in quel determinato settore!

A proposito di brand… sono sparito da Google cercando il nome della mia azienda!

Confermo, pare che un “effetto collaterale” di questo update sia la sparizione dal primo posto, per alcuni siti, quando si cerca il nome del brand.

Solitamente i siti si posizionano piuttosto facilmente per la query “nome azienda” anche senza bisogno di link, soprattutto se il nome dell’azienda è un termine di fantasia.

A seguito di questo aggiornamento, l’home page di alcuni siti è stata retrocessa e al suo posto compaiono (se presenti) i profili social o altre pagine meno rilevanti che citano il marchio.

Hai notato che in certe SERP c’è ora un gran “minestrone”?

Confermo, sembra quasi che Google abbia deciso di inserire nei primi 10 posti un mix di risultati informazionali, navigazionali e transazionali, anche all’interno di SERP che non ne avrebbero necessità.

Intendo dire che se stai cercando di acquistare un prodotto/servizio, Google NON dovrebbe mostrarti – perlomeno in vetta – notizie sul prodotto/servizio o pagine che ne raccontano la storia. E invece ora sembra che in molte “top 10” ci sia entrato di tutto: potrebbe essere un test per capire se questo “cocktail” risponde meglio all’intento di ricerca dell’utente?

A me sembra che con questo aggiornamento Google sia tornato a qualche anno fa, non trovi?

Confermo, pare infatti che diversi siti con un pessimo profilo backlink siano stati premiati da questo update, che ci riporta quasi ad un’era pre-Penguin (dove la quantità dei link vinceva sulla qualità).

In alcune SERP italiane a tema “farmacia online” sono addirittura comparsi in top 10 siti bucati, con all’interno pagine su Viagra e Cialis!

Ivano Di Biasi, co-fondatore di SEOZoom, mi diceva che dalla sua analisi è emerso che, se sei ben posizionato per una chiave secca molto competitiva, oggi Google ti mette al primo posto anche per tutte le keyword di long tail collegate a quel termine: la cosa ci riporta a vecchie tecniche di link building, dove – per l’appunto – puntavi tutto su keyword ad alto volume di ricerca per “portarti dietro” tutte le varianti.

Riassumendo: se con l’ultimo update di Google ti è caduta qualche keyword “pesante”, è probabile che siano scese anche tutte le keyword di lunga coda correlate. Se riesci a recuperare la chiave di short tail, saliranno di conseguenza anche un buon 50% di chiavi di long tail.

Puoi mostrarmi qualche esempio di sito colpito dal Medic Update?

Se utilizzi qualche tool SEO, avrai certamente visto un sacco di grafici di siti web che dal 1° Agosto sono caduti come un sasso.

Preferisco però mostrarti uno screenshot preso direttamente da Google Analytics, riguardante un autorevole sito italiano operante da 18 anni nel settore salute:

Sito penalizzato dal Medic Update

la media degli utenti unici del sito era di oltre 250.000/giorno, ora è attorno a 80.000. In pratica, ha perso circa 2/3 del traffico.

Se iniziassimo ad analizzare approfonditamente il sito dal punto di vista SEO, sono certo che troveremmo margini di miglioramento (come spesso capita analizzando qualsiasi sito, anche quelli in perfetta… salute (mi scuso per il gioco di parole 🙂 ).

Il punto è però un altro. Se viene penalizzato così brutalmente un sito dove medici reali offrono consulenze e pareri autorevoli, forse Google non rispetta la sua “missione” (che è quella, lo ricordo, di cercare di rispondere nel miglior modo possibile alle domande degli utenti, indipendentemente da eventuali “sbavature tecniche” presenti on-site).

Se il sito, per molti anni, ha svolto puntualmente il suo compito, senza cercare in alcun modo di fregare il motore di ricerca e badando sola alla rigorosità e qualità dei consulti medici, e ora il posto di quel sito (e di altri siti di qualità) viene preso da risultati molto meno autorevoli, qualche domanda Google dovrebbe farsela.

Se comunque ti capitassero sotto gli occhi casi eclatanti di siti ingiustamente – a tuo parere – penalizzati, puoi segnalarli via Twitter a Gary Illyes:

Segnalare siti penalizzati dal Medic Update

Anche io sono stato penalizzato, c’è modo di uscirne?

Google ha dichiarato che bisogna rifarsi a quanto twittato ufficialmente a Marzo 2018, ovvero:

Google Core Update come uscirne

Francamente questi 2 tweet suonano un po’ come un “ci spiace, non potete farci quasi nulla”; infatti dicono:

Non esiste una “correzione” per le pagine che potrebbero funzionare meno bene se non quella di concentrarsi sulla creazione di contenuti di qualità.

Come con qualsiasi aggiornamento, alcuni siti potrebbero notare perdite o guadagni. Non c’è niente di sbagliato nelle pagine che potrebbero ora posizionarsi meno bene. Invece, è che i cambiamenti apportati ai nostri sistemi stanno avvantaggiando pagine che in precedenza erano sotto-premiate…

La cosa è stata ribadita anche da Takeaki Kanaya di Google Japan: “what you can do to the impact of this update is to create the quality content that the search users are looking for as usual”, ovvero “come al solito, ciò che puoi fare è creare il contenuto di qualità che gli utenti stanno cercando”.

Infine John Mueller, a chi gli chiedeva un consiglio in un hangout del 21 Agosto, ha dato questa (vaghissima) risposta:

…essenzialmente sono cambiamenti algoritmici che possono accadere in qualsiasi momento. Non è che stiamo dicendo “questi siti sono diventati improvvisamente brutti e hanno bisogno di essere modificati”, ma piuttosto “le cose si sono evolute e cambiano nel loro complesso”, e quindi ciò può riflettersi nei risultati di ricerca.

Nulla di nuovo sotto il sole, peccato che stia avvenendo l’esatto contrario rispetto a quanto dichiarato da Google, con siti inguardabili saliti in vetta alle SERP e siti di ottima qualità precipitati in coda.

Speriamo solo in un rollback o a qualche pesante ritocco manuale, perché l’avvilimento di tanti SEO e webmaster che col web ci campano da anni, in modo assolutamente etico e pulito, è davvero grande…

Conclusione

Termino con il “solito consiglio”. Se vuoi fare impresa online, sul lungo periodo, evitando che un ban o una penalizzazione ti possano mandare sul lastrico, la parola d’ordine è DIVERSIFICARE: diversificare i settori, i siti, le fonti di traffico e le fonti di reddito.

Ma forse sarebbe stato meglio pianificarlo un po’ prima di questo update di Google…

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13 Comments

  • Trovo davvero strano che in un mondo dominato da algoritmi, quello dei motori di ricerca, ci si affidi ai quality raters umani per svolgere un lavoro di ricerca e valutazione delle referenze. Avrebbe senso se questi quality raters fossero medici in questo caso, peró come la mettiamo con il conflitto d’interessi o il livello di preparazione nella materia?

    L’algoritmo di Google potrebbe essere più imparziale, certo nei limiti del grano che desidera ricevere ogni anno dagli inserzionisti (questo é sicuramente un “conflitto d’interessi” che negli update ha il più grande impatto). Quindi secondo me, come per il Watergate, per capire questo update bisognerebbe seguire proprio il flusso di denaro: “follow the money”. Quindi qual é il settore che genera più di 160 miliardi all’anno solo negli Stati Uniti? È proprio il mercato della salute. Se ci sono meno middle e low players in SERP questi sicuramente andranno ad investire in Google Ads.

    Concordo sul fatto che i risultati di Google siano in parte tornati ad un bel po di anni fa.

  • Ciao, tra gli articoli letti online mi sembra che la tesi legata ai quality rater sia la più convincente.
    Magari collegata al numero di link in entrata come ulteriore parametro di valutazione.
    Su un nostro cliente questi due parametri infatti almeno ci danno un filo logico da seguire.
    Settore chirurgia estetica e plastica: siti strutturati in modo similare, contenuti validi e scritti da professionisti. Il nostro cliente scende il competitor sale tanto .
    Analizzando i link in entrata il sito competitor ha registrato un discreto aumento negli ultimi 3 mesi e in più ha attivato Trustpilot.
    Può essere plausibile che un rater valutando un maggior numero di link e la presenza di recensioni positive possa dare un + a un sito piuttosto che ad un altro molto simile ma privo di elementi “facili” per valutare la autorevolezza.

  • alessandro ti rispondo io poi sicuramente lo far anche il taglia.

    allora per i quality rater bisogna fare attenzione a non cadere nell’erronea convinzione di credere che possano influenzare le serp.
    il loro lavoro viene usato per istruire la macchina che poi autonomamente imparerá come lavorare per valutare i siti web.
    Quindi, trovo personalmente giusto che ci siano esseri umani che abbiano indicazioni su come valutare determinate situazioni se poi questo modus operandi viene trasmesso alla macchina.

    Sul testo dell’articolo nulla da dire, ineccepibile, una perfetta sintesi di quanto appreso e letto fino ad ora a livello internazionale e internazionale.

  • Se ho capito bene, nella sostanza Google è alla ricerca di associazioni di tipo Top of Mind (lato utente). Per intenderci: “mi serve un esperto di Digital Marketing?” Se gli utenti della rete pensano che sia Davide Pozzi, lo penserà anche Google.

  • Il problema dei quality update è che non esiste un unico pattern a cui guardare. Ogni sito crollato o che ha perso traffico può avere problematiche differenti e fattori specifici che ne hanno comportato la perdita di traffico. Il sito medico può essere crollato per motivi diversi rispetto a un sito di informazione di ricette ad esempio. L’analisi va fatta a partire dagli aspetto on site (spesso la prima voce da curare in qualsiasi azione di recupero) e solo dopo sul raffronto qualitativo in riferimento a quanto riportato nelle linee guida dei quality raters. Analizzate il sito che ha perso traffico e quelli che sono saliti e cercate di capire quali sono le differenze (nell’onsite, nella reputazione, nel profilo link). Non dimenticate poi il profilo link. In molti ritengono che Penguin sia scomparso, ma è semplicemente ora integrato nel core update di Google e quindi ha già un peso (di cui non possiamo conoscere l’entità) in questi quality update.

    Per i siti di informazione, ho notato un pattern. Spesso in prima pagina vengono ora mostrati gli articoli con “data” di pubblicazione più recente. In questo caso sembra si favorisca la freschezza del contenuto (il freshness update è già in piedi da diversi anni) e infatti a perdere posizioni sono stati articoli meno recenti.

  • Davide a proposito di questo tuo pezzo, che ritengo comunque giusto:
    “Personalmente ci metterei link al sito ufficiale del redattore, a tutti i social (partendo da quelli più “professionali”, come LinkedIn, fino a quelli sotto il diretto controllo di Google, come Google+), e soprattutto link verso eventuali pubblicazioni scientifiche o comunque prestigiose (pensa, per esempio, ad un medico che viene citato in una ricerca di una importante università).
    In linea generale, fai in modo che il tuo sito (e i suoi autori) vengano menzionati e linkati da altri siti, social e persone, soprattutto autorevoli.”

    ci sono siti in Italia che hanno bio perfette, link a profili a pubblicazioni scientifiche, come i medici in Topdoctors.it e, nonostante tutto, è stato colpito. Ci sono siti poi, senza alcuna expertise, profili e bio di medici ecc. che sono saliti. Purtroppo ritengo non sia l’unico elemento a fare la differenza.

  • Questo update continua ad essere privo di senso, ho due siti nello stesso settore, lo stesso redattore, con una gran parte di kw simili, ma uno è crollato e l’altro no.

    Ovviamente l’intent dei contenuti è uguale/simile, ma i contenuti in se sono ben diversi. Secondo me questo update ritornerà ad essere un downgrade.. 😀 molto presto!

  • Trovo questa novità, come diceva la “buonanima” del Ragioner Fantozzi / Paolo Vilalggio, “una ca###ta” pazzesca: come riporta giustamente il sito, sono balzati tra i primi risultati di ricerca siti che non meriterebbero neppure di esistere sul Web, aggregatori, mentre – curiosamente – siti ben gestiti, ben curati, portati avanti da professionisti seri e qualificati, sono stati spediti in nona pagina.

    Vorrei sapere per quale motivo, secondo Google, un medico è più rilevante dell’altro: li conosce personalmente? E dai… -_-

  • Grazie per questo tuo Articolo Davide, un ottimo riassunto dei fatti farcito di considerazioni molto interessanti.

    Personalmente sono convinto che questo aggiornamento abbia “aggiunto” carne al fuoco.

    Pensiamoci un attimo: quando parliamo di Web tendiamo ancora a farlo riferendoci quasi esclusivamente al web dei “siti” a discapito di quello dei “risultati”.

    Al giorno d’oggi non possiamo fare a meno di constatare come i “risultati di ricerca” abbiamo assunto forme e vooumi del tutto nuovi, parlare di “risultati” nel 2018 assume certamente un significato più ampio. Se fino a ieri il “risultato di ricerca” era appunto una query restituita in SERP, oggi lo è anche una risposta vocale diretta di Google Assistant.

    A mio avviso, premesso che non ho basi ufficiali per dirlo, questo update a scosso le SERP perché prepara Google verso un nuovo ecosistema denso di metriche e riferimenti lontani anni luce da quanto abbiamo praticato per anni in ottica SEO.

    Personalmente credo che questa condizione di SERP scadenti sia solo il segnale momentaneo che ci deve far capire che qualcosa è cambiato, qualcosa di grosso.

    Attenzione però, non intendo qualcosa tra l’ecosistema dei siti e Google ma al contrario qualcosa di grosso nel rapporto uomo – macchina.

    Condivido a pieno il ragionamento sull’authorship e credo si avvicini molto al tema. Se posso aggiungere credo che proprio in funzione del cambiamento dello scambio di informazioni nel rapporto uomo-macchina, in questo momento, la chiave sia quella di un corretto utilizzo dei dati strutturati.

    In fondo se ci pensiamo un attimo, quando è stato fatto il famoso rollback riguardante le facce degli autori in SERP (e con esso tutta la parte “meccanica” di authorship) Google ci ha fatto espressamente capire due cose:

    1) che per lui il concetto di autore fosse importante
    2) di non avere ancora gli strumenti per poterlo rendere operativo senza farsi fregare dal primo SEO dietro l’angolo.

    Oggi Google ha fame di dati strutturati perché è l’unico modo che ha per liberarsi dalla grande falla concettuale e tecnica con la quale l’abbiamo sempre conosciuto, appunto i backlinks. Oggi Google dispone di strumenti inimmaginabili sino a qualche anno fa. Penso a Rank Brain, più in generale al machine learning e ai processi di intelligenza artificiale per i quali investe miliardi ogni anno.

    Sarebbe interessante come caso studio poter marcare a schema il sito dei dottori di cui parli, marcare le bio, le risposte, attribuire correttamente le entità ad ogni persona e ad ogni “malattia”. Personalmente non credo che la situazione resterebbe uguale…

    Proviamo? 🙂

  • Una osservazione : in Italia, nel settore ecommerce delle farmacie online, il cui fatturato é fatto essenzialmente dalla vendita dei prodotti del benessere (non farmaci) è successo che per tantissime key word di Marche top seller (brand venduti in farmacia) , nella serp é COMPARSO Amazon come secondo risultato di ricerca, dopo il sito della Marca.
    I siti di Ecommerce di farmacie storici , ben strutturati e con tanti accessi, sono stati fortemente penalizzati., ed in alcuni casi scomparsi per importanti key word. Mentre sono saliti, fino allé prime pagine, siti non sicuri, non mobile responsive, addirittura farmacie della svizzera italiana, con due righe o una sola parola sul brand e che non vendono online.
    In altri termini ha tolto la vera concorrenza ad Amazon.
    Ora, Amazon sta entrando nel mondo della salute, a livello globale. Negli Stati Uniti ha acquistato Pill Pack, farmacia online innovativa e milionaria … e per arrivare all’Italia, idove non puoi ancora vendere farmaci con ricetta, da qualche anno Amazon é entrata nel settore di Cura della Persona. E chiama continuamente siti di farmacie online per inserirsi nella sua piattaforma come venditori.
    Che dire?
    Certo, da un punto di vista tecnico é spiegabile , nell’ottica della user expérience che Amazon soddisfa sempre.
    Ma qualcosa di strano c’è .
    Forse ha davvero ragione chi dice “guarda dove vanno i soldi”.

  • Purtroppo secondo me questa volta Google non ha ben operato con questo nuovo algoritmo, infatti siti che trattano materia in ambito in medico non proprio specifici e con buoni contenuti dal punto di vista medico scientifico si ritrovano ad essere nei primi posti delle Serp e altri siti e portali sicuramente molto più appetibili in termini di contenuti sono stati retrocessi bruscamente, ora se è vero che comunque i contenuti sono molto importanti per il posizionamento non capisco allora come questo sia potuto accadere. Mi auguro che anche Google si accorga di questo minestrone che è capitato alle Serp e porga rimedio a quanto è accaduto.

  • Io ho un caso davvero strano, ho un sito di una psicologa, tutte le keywords in top 10 da circa 3 anni + Prime posizioni su ricerche Geolocalizzate + Adwords. Situazione perfetta insomma per tre anni mai uno scossone. Eppoi Il 5/8/18 Siamo passati con tutte le parole chiave dai primi risultati della prima pagina in quinta pagina, poi giù di due pagine il 26/9 poi risucchiati dentro il wormhole (non è più posizionato) il 17/10. Secondo me Sono matti! Non credo che autorevolezza, profilo link o lunghezza dei contenuti possano risolvere la cosa a parte un bel rollback di Google

  • Google ha cannato di brutto.
    Escludiamo il mio sito perché sarei di parte, ma pensate che dovrebbero sparire da internet i seguenti siti:
    farmaco e cura
    ortopedia borgotaro
    medici italia
    pazienti punto it
    my skin
    pneumologo ballor
    E tanti altri colleghi fisioterapisti?
    Per chi poi, per scienza e salute blogo?
    Per in ran?
    Per green style?
    Per altri giornali in cui scrivono dei giornalisti?
    Pensate che nel sito dell’humanitas scrivano solo dei primari? Ho letto delle cose che un medico non avrebbe nemmeno mai pensato!
    Poi ci sono siti verticali di colleghi fisioterapisti che hanno perso tanto, anche a livello locale rispetto ad altri siti vuoti.
    Poi ieri cercando dolore al ginocchio mi è venuto fuori un sito di un montascale in 6° posizione?!!!???!
    mah

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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