Google, Bing e i “Fattori Sociali” di Facebook e Twitter

Sull’influenza (o farei meglio a dire “non influenza”?) di Facebook e Twitter nell’ambito dell’indicizzazione/posizionamento sui motori di ricerca se ne è parlato ampiamente nel corso dell’ultima edizione del SEO Web Marketing Experience.

E’ un tema sul quale molti continuano a nutrire dubbi e a porsi interrogativi: il fatto che nei motori siano “iniettati” contenuti sociali sta diventando la norma, ma non è ancora chiaro se e quanto questi pesino all’interno delle SERP.

Danny Sullivan (consiglio la lettura dell’intero pezzo, What Social Signals Do Google & Bing Really Count?) ha posto 7 domande a Google e Bing circa la rilevanza dei “fattori sociali”; ecco la traduzione:

1. Se un articolo è retweettato o citato parecchio in Twitter, considerate ciò come un segnale per trovare tutti i link nofollow che possono naturalmente derivare da esso?

Bing: Abbiamo bisogno di guardare l’autorevolezza dell’utente. Guardiamo quante persone segue, quante lo seguono, e ciò può aggiungere un po’ di “peso” ai normali risultati della ricerca. Ha un peso molto maggiore in Bing Social Search, dove i tweet di persone autorevoli vengono posizionati in alto, quando osserviamo una miglior pertinenza.

Google: Si, lo utilizziamo come segnale. E’ usato come segnale sia nella ricerca organica che nel rank delle news. Lo usiamo anche per migliorare le nostre news a livello globale prendendo nota del numero di persone che hanno condiviso un articolo.

2. Quando cercate di calcolare l’autorevolezza di qualcuno che tweetta, ed è associato ad una determinata pagina di Twitter, cercate anche di “conoscere” chi realmente è?

Bing: Si, calcoliamo l’autorevolezza di chi tweetta. Per noti personaggi pubblici o editori, creiamo l’associazione fra i tweet e la persona.

Google: Si, facciamo questo calcolo e usiamo la qualità dell’autore. Non conosciamo chi sono tutti nella vita reale 🙂

3. Calcolate se un link deve avere più peso a seconda della persona che lo tweetta?

Bing: Si.

Google: Si, lo utilizziamo come segnale, in special modo nella sezione “Top links” di Google Realtime Search. L’autorità dell’autore è indipendente dal PageRank, ed è attualmente utilizzata solo in alcuni casi nelle normali ricerche web.

4. Tenete traccia dei link condivisi all’interno di Facebook? Sia quelli sulle Bacheche che quelli sulle Fan Page?

Bing: Si, guardiamo i link condivisi che sono contrassegnati con “Everyone”, e anche i link condivisi sulle Fan Page.

Google: Trattiamo i link condivisi sulle Fan Page di Facebook come i link condivisi in Twitter. Non abbiamo dati presi dalle Bacheche di Facebook.

5. Calcolate l’autorevolezza di qualcuno su Facebook? Sia attraverso le Pagine Personali che le Fan Page?

Bing: No, non lo facciamo. Da Facebook prendiamo solo ciò che è pubblico, solo aggiornamenti e cose rese visibili a tutti. Non prendiamo cose condivise solo con gli amici, quindi non sappiamo quanta autorevolezza ha un utente su Facebook. Su Facebook non c’è lo stesso semplice meccanismo che regola i retweet su Twitter. Mostriamo i contenuti di valore condivisi dagli utenti su Facebook, ma solo quelli pubblici. Per esempio, quando Gary Coleman morì abbiamo notato che un video di Different Strokes con dentro la sua frase preferita (“what ya talk’in ’bout Willis”) cresceva in popolarità. Ciò è successo perché un sacco di persone stavano condividendo quel contenuto il giorno della sua morte.

Google: Anche in questo caso, applichiamo lo stesso trattamento di Twitter. Non abbiammo dati personali estratti da Facebook.

6. Calcolate se un link deve avere più peso a seconda della persona che lo condivide su Facebook?

Bing: Siamo in grado di dire se qualcosa è di qualità su Facebook sfruttando Twitter. Se lo stesso link è condiviso su entrambi i social, è più probabile che lo sia.

Google: Rispondiamo esattamente come per la domanda 5.

7. Giusto per essere chiari, i nuovi dati di Facebook non sono ancora utilizzati all’interno della normale ricerca web, giusto? (domanda posta solo a Bing, in quanto rilevante solo per quel motore)

Bing: No.

Insomma, “mi piace” e “retweet” non sono ancora i sostituti dei link, ma iniziano comunque ad avere un certo peso negli algoritmi dei motori di ricerca: anche l’illustre Rand Fishkin di SEOmoz, leggendo il pezzo di Danny Sullivan, è giunto alla conclusione che già ora i link condivisi attraverso Twitter e Facebook hanno un impatto diretto sul ranking.

La “socializzazione della search” è ufficialmente iniziata.

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10 Comments

  • Buon seguimento della notizia!
    In effetti con Rand ed altri il fatto che i Social Signs fossero usati per determinare i rankings era qualcosa che stavamo discutendo da tempo, per lo meno dal passato gennaio.
    L’intervista non ha fatto altro che darci ragione confermando in gran parte le nostre supposizioni.

  • La confusione però regna sovrana, visto che, recentemente, sono stati condotti dei test che mostrano come, ai fini puramente SEO, twitter, facebook e youtube non portano nulla.
    Invece Giorgio Tave sembra pensarla in modo un po’ differente.
    Secondo me è inevitabile che i like saranno equiparati ai link così come condivisioni e retweet. Su twitter pesa però il fatto che sia un social solo per addetti ai lavori o cmq utenti molto evoluti. In Italia non prenderà mai il volo.

  • Giorni fa pensavo dopo il paid to write, nasceranno il paid to like e il paid to retweet !?!?! 😀

  • @Giuseppe: purtroppo fan e follower si possono comprare già da parecchio tempo… non metto link ma basta cercare su Google e trovi tutto.

  • Senza contare esempi tipo la famigerata pagina di fb “Ragazza scoperta dal fidanzato a fare sesso in webcam” che con un banale trucco è riuscita ad arrivare a ben più di 200.000 “mi piace”!

  • La SEO è ancora molto molto grezza secondo me, il SEO contest di giorgiotave lo ha dimostrato, altro che link dai social.

  • Che gioia trovare finalmente un bell’articolo su quest’argomento. Sono un completo sostenitore dell’importanza della social media strategy in accompagnamento a quella SEO più tradizionale. Diciamolo chiaro, la SEO non è più quella di una volta ed oggi è la gente quella che conta ed influenza sul ranking, più di ogni altra cosa. Tra l’altro è abbastanza curioso pensare come anni fa si accusava Internet di distruggere il fattore sociale ed oggi ne sia diventato il centro focale per eccellenza. Che la SEO ne subisca le conseguenze mi sembra più che normale.

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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