Con AMP ti posizioni meglio su Google?

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Il 7 Ottobre 2015 Google ha annunciato AMP, e devo dire che la reazione è stata piuttosto tiepida.

Se per il passaggio al mobile-friendly SEO e webmaster si sono mossi abbastanza in fretta (soprattutto dopo l’annuncio che sarebbe diventato un fattore di ranking 😉 ), AMP è stato invece snobbato un po’ da tutti.

E allora Google ha provato a dare una scossa ai “proprietari dei siti web” nelle scorse settimane, con un paio di mail.

La prima, con oggetto “Implementazione delle pagine AMP (Accelerated Mobile Pages)”, era del tipo:

Google ritiene che i contenuti del tuo sito di notizie potrebbero trarre vantaggio da una migliore esposizione nella Ricerca Google, grazie all’implementazione delle pagine AMP (Accelerated Mobile Pages). I seguenti passaggi ti guideranno nella procedura di creazione di pagine AMP. Al termine di questi passaggi, la Ricerca Google potrebbe mostrare queste pagine nelle funzioni relative all’iniziativa AMP.

La seconda, questa volta con oggetto “Preparazione del sito al lancio delle pagine AMP (Accelerated Mobile Pages) nella Ricerca Google”, recitava invece:

Google ha determinato che i contenuti del tuo sito potrebbero trarre beneficio da una funzione di prossima introduzione nei risultati della Ricerca Google. Questa funzione è basata sulle pagine AMP (Accelerated Mobile Pages), ovvero pagine HTML leggere strutturate in modo da caricarsi velocemente sui dispositivi mobili. A breve, Google mostrerà pagine AMP valide complete di funzioni speciali nei risultati di ricerca. Le pagine AMP conformi sul tuo sito saranno considerate idonee a essere mostrate nei risultati di ricerca con queste nuove funzioni.

Ti invitiamo a essere uno dei primi siti ad adottare questa interessante tecnologia. I seguenti passaggi ti guideranno nella procedura di creazione di pagine AMP per i tuoi contenuti.

Nota che nelle 2 email, sebbene non si parli espressamente di posizionamento, è scritto “i contenuti del tuo sito di notizie potrebbero trarre vantaggio da una migliore esposizione nella Ricerca Google” (nella prima) e “i contenuti del tuo sito potrebbero trarre beneficio da una funzione di prossima introduzione nei risultati della Ricerca Google” (nella seconda).

AMP porterebbe quindi dei vantaggi/benefici, seppur non indicati in dettaglio da Google. Ma di quali vantaggi e benefici parliamo?

Basta fare qualche ricerca su Google.it via smartphone, e lo capisci in un attimo. Sì, perché dal 23 Febbraio 2016 i siti che hanno implementato correttamente AMP hanno iniziato a comparire fra i risultati del motore di ricerca, anche in Italia.

Ecco le (enormi) differenze fra la stessa query effettuata via desktop

Query effettuata via desktop su Google

e via smartphone, query digitata nello stesso identico momento:

Il carosello di Google AMP

Come vuoi facilmente notare, nel secondo screenshot compare in posizione molto prominente un “carosello” di risultati, composto da immagine + link + icona del fulmine affiancata da AMP.

Puoi scorrere queste immagini sfiorandole, e se ci clicchi sopra entri istantaneamente nell’articolo senza lasciare Google. Esatto, hai capito bene: “tappando” non vieni portato sul sito dell’editore, ma rimani all’interno del motore di ricerca (che, in pratica, ti mostra una versione cache del sito esterno, di conseguenza molto più veloce).

Il sito dell'editore visualizzato tramite la cache di Google AMP

Per alcune query il sito che implementa AMP viene invece presentato all’interno di un box a 3 risultati, sempre ben evidenziato con la sua piccola etichetta:

Il box di Google AMP

Riassumendo:

  1. Google afferma che “le pagine realizzate con AMP si caricano in media quattro volte più in fretta delle pagine di mobile web tradizionali e usano fino a 10 volte meno dati”. In poche parole, molta più velocità e molta meno banda consumata.
  2. Sembra che nella maggior parte dei casi le “pagine AMP” escano su query legate a notizie: se sei un editore ti consiglio di darci al più presto una occhiata, perché molti dei tuoi concorrenti, che hanno già implementato questa nuova tecnologia, ti stanno togliendo visibilità.
  3. Sia che si tratti del “carosello” che del “box”, i risultati sono integrati in modo molto prominente sulla pagina di Google. Ciò NON significa che “se utilizzi AMP ti posizioni meglio”, ma il fatto che Google metta in una posizione così alta ed evidente coloro che fanno uso di AMP, spingerà inevitabilmente un sacco di editori a saltare sul carro (tutti i più grossi quotidiani online italiani sono già presenti).
  4. A quanto pare puoi continuare a monetizzare i tuoi contenuti come facevi prima, perlomeno per quanto riguarda i banner inseriti all’interno del testo: ovviamente scordati di utilizzare formati pubblicitari come la skin, o peggio altre cose invasive e fastidiose. Qui trovi altri dettagli circa i formati e i network pubblicitari supportati.
  5. L’implementazione di AMP è piuttosto semplice (perlomeno per chi mastica un po’ di codice). Su GitHub si trova un sacco di documentazione, e anche per WordPress sono già disponibili vari plugin.

Interessante notare che uno di questi plugin, tale PageFrog, supporta sia Google AMP che Facebook Instant Articles (nonché Apple News): che sia il caso di provarlo? 😉

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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40 Comments

  • ciao e grazie del contributo.
    Ho una domanda di approfondimento sulla questione amp.
    Dal momento che le performance sono migliori a livello di velocità..
    Se a uno venisse in mente di utilizzare invece di un normale template + la versione amp dello stesso template, SOLO la versione amp per tutto il sito?
    Come la prenderebbe google?
    Chiaramente i contenuti dovrebbero essere compatibili sempre con la tecnologia amp, ma se questo non fosse limitante.. potrebbe avere senso?

    grazie

    Reply
  • Salve a tutti. Riflettevo sull’opportunità di implementare una versione amp del mio sito. Premesso che della tecnologia amp non so davvero nulla perché ancora non l’ho usata, ma volevo sapere se utilizzandola assieme ad ajax si possa fruire di pagine interattive complesse che interagiscono con db.
    Grazie

    Reply
  • Ciao, e complimenti per il blog che seguo spesso.

    Mi chiedevo, io ho installato sul mio sito un plugin wordpress di Amp opensource (credo sia il più usato e funzionale in circolazione)..nella console di google non ho nessuno errore e le pagine sono indicizzate. Tuttavia questo plugin al momento non include il supporto ad adsense e francamente perdo entrate vistosamente. Mi chiedevo cosa succede se disinstallo questo plugin e ne installo uno con la compatibilità di adsense?

    Ma aldilà del mio caso, eliminando il plugin amp o semplicemente le pagine amp (per chi non usa wordpress) succede qualcosa di negativo? Google rimuove semplicemente le pagine dalla serp oppure rimangono nella cache e quando qualcuno le trova cliccandoci trova pagina di errore? Con tutte le penalizzazioni del caso?

    Grazie e spero di essere stato chiaro.

    Reply
  • Personalmente sto testando anche io questa nuova “tecnologia” ma mi sembra tutto tranne che una cosa clamorosa, anzi mi sembra un po’ una cagata: queste famose pagine AMP che si dovrebbero caricare alla velocità della luce, non sono altro che pagine in cui viene rimosso pressochè tutto ciò che è presente in un sito (no script, no menù, no barre laterali, no css se non in linea, no commenti e a volte neanche banner pubblicitari, no video etc), grazie al c**** che poi le pagine si caricano 4 volte più velocemente……

    tanto per fare un esempio concreto, io ho attivato un tema mobile specifico per il mio sito, in modo tale che se uno visita il sito da smartphone, il sito è già molto alleggerito di suo: ho fatto un confronto tra il caricamento di una pagina AMP del mio sito e la stessa pagina normale (quindi NON amp) ma con tema mobile attivato: praticamente la differenza di caricamento è stata nulla o di 1 secondo di differenza al max, ma con l’enorme differenza che da tema mobile puoi anche commentare, c’erano script attivi, menù laterale etc mentre sulla pagina AMP non c’era nulla di tutto ciò…

    inoltre da i test che ho effettuato in questi 2 mesi ormai, noto che alla fin fine sono solo i siti di news che ne traggono beneficio e vengono probabilmente indicizzati a dovere (essere registrati a google news sicuramente è la chiave di tutto ciò), per chi ha un blog normale o cmq non scrive news, non comparirà mai tra i risultati e non ne trarrà alcun beneficio,

    Ben venga se sarò smentito, ma per ora queste pagine AMP servono solo alle testate giornalistiche….

    Reply
  • Ho scritto proprio stamattina un post a proposito dell’hangout con cui Google ha introdotto AMP in italiano. Ne parlava Luca Forlin (testualmente: responsabile per l’Europa, il Medio Oriente e l’Africa delle partnership strategiche di Google nel settore news e informazione). Tra le altre cose, a domanda precisa ha risposto che la pagina AMP non ha nessun beneficio SEO diretto rispetto alla corrispondente canonica, ma ovviamente si può avere un vantaggio indiretto da una migliore esperienza utente, ecc. ecc.
    Più in generale, ho l’impressione che G voglia andare ben al di là delle news: Forlin parla esplicitamente di intenzione di rendere AMP uno standard “pervasivo”. Credo che ci sia alla base l’equivoco di ritenere AMP una risposta a FB instant articles, mentre vuole essere una tecnologia adatta a qualsiasi tipo di sito. Non nell’immediato, perché Forlin dice anche chiaramente che AMP non è pronta per ecommerce o interazioni complesse,
    Un po’ controcorrente, credo che abbia dei risvolti molto interessanti per qualsiasi tipo di sito, ma prima di sbilanciarmi troppo voglio fare qualche altra prova.

    Reply
  • Sto testando AMP in questi giorni e mi notifica alcuni errori sulla Search Console; la diagnostica non mi sembra molto chiara e alcune segnalazioni mi sembrano quasi un controsenso (del tipo, un attributo alt su un’immagine che non sarebbe… corretto). Da quello che capisco alcuni plugin di rating tendono a generare tag non compatibili con lo standard, e sto approfondendo per risolvere. Se ho novità vi faccio sapere, nel frattempo qualcun altro sta riscontrando problemi del genere?

    Reply
  • Ma ha senso implementare AMP per modesti blog?
    Penso di no, ma sia importante per portali di news… o sbaglio?

    Reply
    • Guarda se per le cose che scrivi sul tuo blog, nelle SERP di Google esce il carosello (o il box) di AMP… e poi decidi. 🙂

      Reply
  • Quindi in pratica non esiste ancora un unico plugin che risolve il problema dell’AMP.

    Reply
  • Si hai ragione Davide, l’ideale sarebbe che lo integrassero in WordPress.

    Reply
  • Alla fine i plugin da installare dovrebbero essere tre, Amp, Page Frog e Glue “il collante” per Yoast SEO.

    Sia Amp che Glue hanno ancora molti problemi, il rischio è che si facciano più danni che miglioramenti.

    Tutti i plugin di Automaticc che ho provato non mi hanno mai convinto, temo che anche AMP sarà una delusione. Spero che Yoast integri AMP dentro il suo.

    Il mio problema di immagini duplicate dovrei averlo risolto, credo che AMP non leggesse un codice CSS e mai lo leggerà, quanto meno mi è servito per fare un po’ di pulizia nel codice e nelle immagini del sito.

    Comunque per ora non userò Amp.

    Reply
  • io ho installato frog, ma dalla serch consolle continua a dirmi che non c’è amp, forse perché l’ho fatto solo da un paio di giorni. Non ho però capito de devo installare anche AMP come plugin o frog è sufficiente. inoltre ho letto che bisogna risalvare i permalink?? mi dite per favore come farlo e se è vero?
    grazie

    Reply
  • Salve, avrei una richiesta: la realizzazione di pagine AMP con l’inclusione dello script v0.js caricato dalla cdn di google comporta l’installazione di cookie nei browser degli utenti? Si tratta di cookie di profilazione? ed occorre quindi gestirli come previsto dalla legge entrata in vigore nel giugno 2015? Grazie per l’attenzione.

    Reply
  • E’ sconcertante quanto Google stia modificando notevolmente il comportamento di tutti.
    Tra poco ci dara’ direttamente un struttura dati precompilata da seguire per fare i siti internet.
    Ammesso che sia una scelta utilizzare questa tecnologia ma non vi sembra assurdo adattare addirittura il codice html al volere di un motore di ricerca?
    Dovrebbe essere il motore di ricerca ad adattarsi alle varie strutture dati e ad indicizzare i contenuti.
    Una semplice riflessione..

    Reply
  • Bell’articolo! Come sviluppatore mi son inizialmente posto alcuni problemi come: “e il responsive web design?” ma facendo ricerche ho capito che AMP è solo un’alternativa di rappresentazione dei contenuti, che grazie a google vengono serviti in maniera più veloce.
    Confermo inoltre che dall’applicazione di ricerca Google non compaiono ancora, mentre se si accede da Browser a Google.it allora compaiono. Inoltre Google visualizza tutte le notizie AMP relative alla ricerca effettuata in un switch-tab, cioè scorrendo a destra e sinistra carica la notizia AMP di altre testate, con un’alta velocità.

    Reply
  • Non mi piace molto il canonical, come specificato da Martino.
    cosa ne pensate?

    Reply
  • Ciao Davide,
    così come Andrea Leti, anch’io inizialmente avevo notato che da IPhone non è visibile l’icona AMP sul carosello.
    Ho verificato, però, che navigando dall’applicazione Google non è visibile, lo è invece utilizzando Safari.
    Iris

    Reply
  • Ciao, ma l’implementazione delle pagine AMP, è per tutte la tipologie di siti o solo per quelli di notizie?

    Reply
    • Penso tu possa implementarlo su tutte le tipologie di siti, ma se poi il “carosello” o il “box” non vengono mostrati (magari perché hai un sito “statico”), non credo che tu ne ottenga qualche beneficio.

      Reply
  • Non per fare il bastian contrario..
    ma ho provato a cercare “iphone” DAL MIO IPHONE SU GOOGLE.IT e non compare nulla di AMP

    Reply
    • Prova a cercare qualcosa di correlato a qualche “breaking news” (magari su sport o politica): il carosello di AMP, come scrivevo, sembra che venga mostrato quando ci sono diversi siti di news che pubblicano notizie attorno ad uno specifico argomento…

      Reply
  • Ciao Davide e complimenti per l’articolo!

    Si sta facendo un gran parlare delle pagine AMP, e, come utente WordPress, desidererei qualche informazione prima di valutarne l’adozione sul mio sito tramite i plugin disponibili.

    1. Attivando quanto detto, i banner e le pubblicità presenti attualmente rimangono invariate quando la pagina viene visualizzata da mobile?

    2. Per quanto riguarda statistiche e conteggio, cambia qualcosa o posso continuare ad ottenere tutti i dati come faccio ora attraverso analytics, senza la necessità di modifiche?

    3. Per quanto concerne il carico sul server, attivando questa modalità, vado ad appesantire?

    Reply
  • Provato Pagefrog, richiede l’istallazione di AMP plugin che ha un rating basso, solo tre stelle.

    Sul mio sito mi duplica le immagini, non ho voglia di perderci tempo, mi sembra ancora poco affidabile.

    Comunque grazie, lo terrò d’occhio per vedere come evolve.

    Reply
  • Ciao Davide, grazie per le preziose informazioni.
    Ho installato PageFrog ma quando devo settare Google Amp mi rimanda sul link di installazione
    Quindi c’è ne un altro da installare?
    Grazie

    Reply
  • Un’altra domanda:
    non capisco se i risultati in prima pagina stile carosello (o più generalmente quelli in cima) siano risultati globali oppure solamente di siti inseriti all’interno di Google News.
    Grazie

    Reply
    • Credo comunque che il carosello di AMP venga “evocato” quando si parla di cose che hanno a che fare con le “notizie dell’ultim’ora”. Ecco perché non ha probabilmente molto senso implementare AMP su un sito “statico”…

      Reply
  • (altro dettaglio interessante: il rel canonical della pagina AMP su Google)

    Reply
  • Ciao Davide,
    sono mesi che utilizzo il plugin AMP di Automaticc credendo fosse il plugin adatto con il supporto migliore e ottimizzato, invece si è rivelato una gran ciofeca! Escono sempre nuovi errori sulla Search Console e per questo motivo i miei contenuti non vengono indicizzati AMP, quindi ora sto valutando l’opzione di utilizzare Pagefrog che sembra davvero ottimo!!!

    Te quale utilizzi? Non riesco a trovare alcuna versione AMP sul tuo sito…

    Reply
    • Per ora non uso plugin per AMP, ma mi ispira PageFrog (l’ho linkato in coda al post), che supporta anche Facebook Instant Articles e Apple News.

      Reply
  • Davide, può essere che venga cachata in qualche modo. Ma l’esistenza dell’iframe è facilmente verificabile visitando un qualsiasi file AMP partendo da una ricerca su Google effettuata con l’user-agent modificato su un dispositivo mobile.

    Le URL AMP si mostrano come (ad esempio) https://www.google.it/amp/www.ilfattoquotidiano.it/2016/02/25/spending-review-per-renzi-vale-25-miliardi-ma-la-manovra-ne-ha-tagliati-solo-7-e-uscite-correnti-sono-aumentate/2492263/amp/?client=ms-android-google#fpstate=amp_viewer

    (se lo visiti con un user agent non mobile verrai rediretto alla pagina finale, va cambiato l’user agent per restare su Google.it)

    Guardando con l’inspector del DOM si può vedere come il contenuto sia presentato tramite iframe. Nel sorgente non si trova perché il sorgente è tutto javascript, l’iframe viene sparato dal JS, immagino in qualche modo precaricato.

    Ad ogni modo il concetto chiave è che il contenuto resta formalmente sui server di chi lo genera.

    Reply
  • Sapevo che era già integrata in WordPress e in alcuni social… Quindi mi aspetto un boost gratuito in questi casi

    Reply
  • > entri istantaneamente nell’articolo senza lasciare Google

    Tecnicamente non è così. L’articolo è caricato in un iframe dentro Google, ma siccome è super leggero Google può permettersi di precaricarlo, dando così l’impressione di una navigazione senza passaggi.

    Ma è a tutti gli effetti un banalissimo iframe, l’articolo resta caricato sullo spazio hosting della testata.

    Reply
    • Grazie della precisazione! Quindi Google non mette nella sua cache/CDN nulla? Qui https://www.ampproject.org/docs/support/faqs.html dice:

      “In addition, AMP files can be cached in the cloud in order to reduce the time content takes to get a user’s mobile device” e soprattutto “Google has stated that it will provide a cache that can be used by anyone at no cost, and all AMPs will be cached by Google’s cache”.

      Reply

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Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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