Gli utenti dei social network non cliccano sui banner!

La tabella qui sopra, che mostra il penoso CTR medio di una campagna fatta su Facebook, risale ad un paio d’anni fa.
Parecchi mesi dopo, la situazione non è affatto cambiata: una recente ricerca di IDC ha infatto confermato nuovamente che i “Social Network Users Less Receptive To Advertising”.

In poche parole, il tipico frequentatore di Facebook e Myspace clicca pochissimo sui banner: se il 79% degli utenti “web-generalisti” clicca almeno su di un annuncio nel corso di un anno, la percentuale scende al 57% per i frequentatori delle reti sociali.

E il social networker acquista pure meno: la percentuale è solo dell’11%, contro il 23% dell’utente web.

I motivi? sono principalmente 2:

Gli interessi dell’utente

Secondo IDC, chi frequenta i social network lo fa principalmente per 4 motivi:

  1. comunicare e “connettersi” (faccio cose, vedo gente…)
  2. per conformarsi alla massa (della serie: “mi hanno mandato un invito, come faccio a dire di no?”)
  3. per divertirsi (io direi, più schiettamente, per perdere tempo facendosi gli affari degli altri)
  4. per scopi legati al lavoro (per esempio, LinkedIn è pieno zeppo di head hunter (da un lato) e gente che vuol cambiare professione (dall’altro)).

Dal mio punto di vista, l’analisi è molto più semplice.
Il frequentatore dei social è molto focalizzato al “flusso” della discussione, molto attento a giocare con lo strumento (frugare fra i profili degli altri utenti, rispondere a richieste di ogni tipo, creare contenuti, installare strane applicazioni…) e molto poco attirato da ciò che si trova “a contorno” (=i banner).
Ma c’è anche un altro motivo.

La posizione del banner

Gli annunci pubblicitari nei social sembrano posizionati da qualcuno che non ha mai letto certi ovvi consigli che girano da anni.

Se le esperienze ricavate dal team AdSense di Google sono queste (più scuro è il colore, maggiore è il rendimento):

I migliori posizionamenti dei banner su una pagina

ecco invece dove sono posizionati i banner nella mia pagina su MySpace:

Il posizionamento dei banner su MySpace

e in quella di Facebook:

Il posizionamento dei banner su Facebook

Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro: lo 0,04% di CTR, visti i 2 screenshot qui sopra, può già dirsi miracoloso 🙂

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12 Comments

  • C’e’ anche un fattore di “soglia di attenzione”. Mentre nei siti normali l’utente “scansiona” i contenuti, saltando qua e la’, nel caso dei social network l’attenzione ricade quasi tutta sulla pagina principale. Se pensiamo a giochi come pet society o simili, flash o meno, non c’e’ spazio per inserire altre cose e l’occhio non si allontana dalla barra centrale. E ultimamente dalla barra della chat di Facebook. Le aree “calde” vanno ripensate completamente in un social network…

  • Su FB però sono mooolto a tema. Mi è capitato di cliccarci più di una volta…

  • aggiungerei anche che il copy delle campagne su FB non aiuta… con testi simili credo che i risulati sarebbero pessimi anche su altri canali… OK, ora sto aseagerando, ma lo dico per rendere l’idea…

  • Fb punta tutto sulle relazioni e la semplicità, ha fatto questo gran successo secondo me anche grazie alla poca invadenza dei banner.. Fb dovrebbe trovare metodi alternativi di guadagno, a mio parere..

  • quella del rendimento in base ai colori del sito e degli ads mi è nuova… il mio nuovo blog dovrebbe quindi avere una veste dark style? 😀

  • Beh su Facebook vale il target ma anche in quel caso sono messe male e non è ottimale. In giro ci sono certi esempi…

  • bhe se parliamo di ads e di social network…
    e di “piccoli” esempi…

    ciaopeople basa il business totalmente sul adv
    come ci vedete?

    (michele: facebook è finanziato)

  • D’altra parte gli annunci di Facebook sono gestiti da Microsoft e quindi questo spiegherebbe MOLTE cose 🙂 Ok, sto esagerando, ma un accordo effettivo tra FB e M$ per la gestione degli ads c’e’, infatti il servizio di facebook ads e’ venuto proprio dopo la chiusura di questo accordo.

    Comunque sia è sbagliato trattare facebook come un canale promozionale qualsiasi… Esiste da solo un anno, ha delle metriche particolari, ha un modo di impiego particolare: non è contestuale come adwords, non è semplicemente ad impression come ai vecchi tempi perche’ si paga per click, è anagraficamente profilato. C’e’ bisogno di una serie di capacità nuove.

    …questo post mi ha stuzzicato e ho riflettuto un po’.

    E se i numeri indicati sono veri, e’ stato un test davvero mediocre. Scusate, ma io in 3 giorni di un esperimento di campagna ho avuto su una campagna solo italiana: 159.000 impressions, 174 click e quindi una percentuale di clickthrough dello 0.11%, significa matematica alla mano che sono stato quasi quattro volte piu’ bravo di costoro a fare una campagna su facebook ads. E sapete quanto ho speso ? 12.92 dollari.
    Un po’ di matematica: la campagna di cui sopra ha generato 4445 click. Hanno quindi speso un budget 25 volte superiore al mio. Facciamo 13 dollari per 25 ? 332 dollari.

    Un’analisi su un costo di 332 dollari? Ma quanto può essere seria ?

    E quanto è durata ? Io ho ottenuto una media di 43.000 impressions al giorno, se fosse stata sul mercato italiano sarebbe durata 250 giorni (8 mesi circa). Sul mercato americano probabilmente le impressions sono ancora piu’ elevate, quindi probabilmente il tempo è MOLTO più breve.

    E vi dirò di più: nel 2007 i costi dei facebook ads erano molto più bassi di adesso, quindi i costi erano presumibilmente minori.

    In sostanza, un’analisi fatta da dei cialtroni. Ci fosse un contatto manderei un preventivo. 😀

    La realtà dei fatti ? Per ottenere l’attenzione degli utenti c’è bisogno di essere più proattivi. L’avvento dei social network di prossima generazione potrebbe causare una evoluzione delle strategie di web marketing e una moria selvaggia delle agenzie che rimangono ancorate al passato…

  • Veramente percentuali bassissime, ci si poteva attendere un calo certo rispetto ai siti commerciali dove l’utente approda dai motori, ma al di sotto dello 0.1%…

  • Ci vogliono BANNER INTERATTIVI, questi sono vecchi…

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Max Valle

Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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