funzino apocrifo

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Dopo il SEO contest mondiale (globalwarming awareness2007) e quello spagnolo (habitaquo), ne arriva uno “universitario”.
funzino apocrifo è infatti la parola chiave per la quale 8 gruppi di studenti, iscritti al Master in Web Technology dell’Università dell’Aquila, puntano a posizionarsi al meglio sui 3 motori di ricerca (Google.it, Yahoo.it e Live.it) rispetto alle keyword:

  • funzino apocrifo
  • pesce apocrifo
  • pesce funzino
  • funzino mediterraneo
  • apocrifo mediterraneo

Della cosa ne sta parlando da qualche giorno sia il forum Tutti Per Uno che quello di HTML.it, mentre il forum GT ha addirittura deciso di “adottare” uno dei gruppi partecipanti alla competizione.
Non potendo ovviamente parteciparvi, posso solo fare i miei complimenti al Prof. Flammini, docente del corso di Web Mining e ideatore dell’iniziativa (se ci fossero state cose simili ai miei tempi, forse avrei fatto pure io l’università :-)), e un grosso “in bocca al lupo” a tutti i partecipanti.
UPDATE: la competizione si è conclusa il 15.06.2007, con un Seminario SEO presso l’Università dell’Aquila. E’ un momento storico: i SEO contest e il posizionamento entrano ufficialmente nelle scuole italiane 🙂

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

11 Comments

  • Da ex-studente della citata università non posso che premiare la fantasia del professore per la prova finale in un corso che spiega il FUNZIONAMENTO DI UN MOTORE DI RICERCA, ma ,come molti accademici e non solo concordano, il “mestiere” del SEO non si può definire tale. Il mondo dell’I.T. è pieno di figure “professionali” che non hanno senso nel lungo termine e questa ne è una. Quando si parla di Information Retrival si parla di un’argomento molto più ampio, del quale il Page Ranking ne è una minima parte ed anche alquanto antiquata. Ora da qui a definirsi esperti di Page Ranking la vedo dura. E’ come definirisi esperti di equazioni di secondo grado, senza studiarsi l’analisi matematica per intero.I motori di ricerca sono, nonostante l’età, molto giovani e inconsistenti, come dimostra l’avanguardia del web (semantico) 3.0. Mi chiedo: dove sarete, voi SEO Experts, quando il ranking verrà sviluppato da agenti soft molto complessi ed evoluti e non guidati da semplici equazioni di verosomiglianza e quando il web capirà la logica e non solo la sintassi di una query ? Quanti commenti assurdi ho letto sull’argomento da 20-enni rampanti alla ricerca di qualcosa di “figo” da scrivere sul biglietto da visita (SEO Specialist o Search Engine Climber).
    My 2 cents.

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  • Ci son cascato anchio… nelle branchie di questo pesce 🙂
    Forse per leggerezza nella ricerca, ma non mi ero accorto che il fatto era vecchi di un’anno!
    Ho dato per scontato la notizia fresca di Repubblica.it, e invece l’ormai famoso pesce “Funzino Apocrio”, puzzava già da un bel po’.

    P.S. Tra questo pesciolino e il mestiere Seo… c’è di mezzo il mare! 🙂

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  • Nessun accanimento, è solo la triste constatazione che la stampa italiana spesso e volentieri da risalto a notizie totalmente inutili senza una minima cognizione di causa. Lo ‘spesso e volentieri’ si trasforma in ‘sempre’ quando la notizia sfiora la sfera informatica.
    Come dice Lei il Vostro ‘era solo un progetto finale per un esame di un Master Universitario, niente di più’ e tale doveva rimanere aggiungo io!
    Perchè pubblicizzare una simile ……. (aggiunga quel che vuole) ? A chi giova?
    Adesso chi lo spiega ai clienti dei “SEO veri” che l’esperimento del Master è totalmente distante dalla realtà ed inutile ai fini del posizionamento in un contesto di Keywords realmente efficaci?
    > > > … e così via.
    Questi danni chi li paga?
    Non sarebbe onesto inviare a Repubblica una reale interpretazione dell’iniziativa?
    Riguardo a Giorgio Taverniti, stimo le sue capacità di attrarre attorno a se la crema del panorama SEO italiano, la sua professionalità ed il carisma acquisito sul campo ma, soprattutto, il fatto che la funzione di ricerca del suo blog.giorgiotave.it NON restituisca alcun risultato inserendo le keywords ‘funzino’ , ‘apocrifo’, ‘funziono apocrifo’.
    Non me ne voglia, ed in bocca al lupo per il Suo futuro!

    Reply
  • Scusami Spider ma non riesco proprio a capire.
    Io non difendo a spada tratta il “contest”, o meglio il lavoro degli studenti. Sono assolutamente aperto al dialogo, ma non comprendo tutto questo accanimento nell’iniziativa, dettato solo dal fatto che Repubblica.it ne ha parlato. La gara si è svolta un anno fa e sembra che nessuno si sia lamentato. 🙂
    Dov’è lo SPAM? Si è trattato di un gioco condotto su una keywords inesistente. Ti assicuro che sono arrivate tantissime email di consensi per l’originalità dell’iniziativa svolta in ambito universitario.
    Gli studenti hanno imparato moltissimo in questo ambito. Te lo assicuro!
    E’ impensabile mettere in mano a chi sta imparando l’arte del SEO un progetto reale. Ci sono stati dei gruppi partecipanti alla gara che hanno intrapreso una strada sbagliata e il loro sito è stato pesantemente penalizzato. Non credo che sia il caso affidare a loro un lavoro legato ad una attività reale. Chi pagherebbe i danni? 🙂
    Tra l’altro non è il primo “contest” che viene realizzato “sporcando” le SERP di Google. Il forum GT proprio ora ne sta organizzando uno. Globalwarming Awareness2007 ha ricevuto molti consensi e poche critiche o sbaglio?
    Non intendo assolutamente paragonare le iniziative sia ben chiaro.
    Il nostro era solo un progetto finale per un esame di un Master Universitario, niente di più.
    Volevo precisare inoltre che anche Giorgio Taverniti ha presidiato la valutazione dei progetti degli studenti, proprio perchè riteneva l’iniziativa degna di nota, essendo svolta in ambito universitario.
    Ripeto comunque che ogniuno è libero di trarre le dovute conclusioni e di criticare su ciò che ritiene sbagliato.
    Le critiche fanno bene a tutti, e molto! 🙂

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  • Concordo su tutta la linea con Brunox, il mestiere di SEO è ben altra cosa!
    Non biasimo il Sig. Emilio Calvano che ha evidentemente un interesse personale a difesa del contest e del suo promotore ma non vedo cosa si possa studiare od imparare da una simulazione totalmente distante dalla realtà e pertanto del tutto inutile ai fini formativi e professionali.
    Inoltre, il sig. Calvano non me ne voglia, non vedo nulla di sbagliato nel dimostrare di essere i migliori ed anzi i nostri Atenei dovrebbe preoccuparsi ‘esclusivamente’ di rendere tali i propri studenti.
    Una domanda: inserire nei database dei maggiori motori di ricerca con link a siti senza alcuna utilità non è SPAM?
    Bastava attivare una collaborazione con un’azienda reale di un mercato competitivo e provare a posizionare il sito di quest’ultima.
    Non credo che sarebbero finiti su Repubblica ma, in caso contrario, lavoro ‘vero’ per tutti non chiacchiere!

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  • Volevo precisare che non si è trattato di un reale SEO Contest, ma di una piccola gara “fra studenti”, utile a valutare una prova di esame del Master in Web Technology.
    Repubblica.it ne ha parlato solo ora perchè qualche giorno fa il Prof.Flammini ha inviato una segnalazione ironica alla redazione di repubblica: “Funzino apocrifo, il pesce d’aprile per i motori di ricerca dell’Università di L’Aquila”. Sembrerebbe che alla redazione sia piaciuta. 🙂
    Volevo precisare inoltre che la gara si rifarà: modalità diverse, keyword diversa, ecc.. Quindi in un certo senso Repubblica.it è in anticipo più che in ritardo 🙂

    Rispondo invece riguardo la tua proposta di creare un SEO Contest nazionale con una “key forte e reale” autocitandomi:
    “Utilizzare una keyword “reale” vorrebbe dire sporcare inutilmente i risultati di Google, creando non pochi disagi per gli utenti e per tutti coloro che hanno investito tempo e denaro per comparire ai primi posti per quella keyword (magari perchè identifica il loro Business ed anche il loro pane quotidiano).
    I Seo Contest devono servire solo per studiare ed imparare, non per dimostrare di essere migliori di altri.
    Questo puoi sempre farlo cercando di lanciare il tuo Business sfruttando le tue esperienze e capacità SEO, e cercando di comparire ai primi posti per una parola chiave che abbia a che fare effettivamente con la tua attività.
    Comparire ai primi posti con un sito “fittizio” che nulla a che fare con quella keyword, secondo me non è da premiare, anzi è SPAM!”
    Ciao

    Reply
  • Funzino Apocrifo? Sono d’accordo con Brunox. E con chi ha dato una valutazione critica al contest universitario.

    Mi sarei divertito di più se avessere indicizzato al primo posto una pagina per le parole “hotel roma” o tuscany bed and breakfast…. forza provate.

    Come mai Repubblica ne parla adesso?

    Reply
  • Innanzitutto grazie perchè mi avete fatto capire come mai, dopo quasi un anno, sono arrivati dei commenti sul funzino apocrifo… motivo? Repubblica.it ha pubblicato ieri un articolo (http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/scienza_e_tecnologia/funzino-apocrifo/funzino-apocrifo/funzino-apocrifo.html) che ne parla.
    Sul come ne parli e sul fatto che ne parli quasi 12 mesi dopo, preferisco sorvolare.
    Concordo invece sul fatto che il mestiere del SEO è ben altra cosa, anche se son certo che da un SEO contest, se ben pensato e organizzato, può effettivamente aiutare a capire come ragionano i motori (e anche gli “avversari” 😉 ).
    Concludendo: un master universitario NON può insegnare in dettaglio il mestiere di SEO, che è fatto di studi e test continui: ma (ribadisco) è molto positivo vedere che in una scuola è germogliato l’interesse per questa nuova disciplina… ai miei tempi si parlava di Cobol e gli insegnanti (di matematica) studiavano informatica (male) di notte per insegnarla (malissimo) di giorno… 🙁

    Reply
  • Mi dispiace Taglia, ma stavolta non mi trovi d’accordo.. anzi sono estremamente imbestialito, se non altro per come è stato impinzato di auto-elogi il contest, nell’articolo su La Repubblica.

    Lo ritengo un esperimento del tutto deviante per la nostra categoria e al quanto rischioso di facili illusioni per alcune tipologie di clienti.

    Io ci lavoro tutti i giorni con queste problematiche, e questi fanno sembrare il nostro lavoro la cosa più ridicola e inutile del mondo.

    Visto che ormai tutti tentano di emulare il GT Seo Contest, a questo punto vi faccio anch’io una proposta.

    Perchè non ci mettiamo insieme per fare un vero esperimento?

    Scegliamo una “key” davvero difficile e proviamo ada attaccarla. Ora ne parlerò anche con lo staff della mia comunità e vedrò se è il caso di fare una cosa del genere prima che qualcuno ci screditi ancora con la esagerata popolarità riservata a tali esperimenti.

    Ripeto per non essere frainteso, che non ritengo inutili i seo contest, anzi, io stesso sto partecipando a quello del Gt, ma se non lo avete fatto vi invito a leggere l’articolo su La Repubblica per avere un’idea di come sia stato esaltato il fatto di “scalare i motori”. Mi chiedo se abbiano usato anche Adwords??!!

    Boh! Poi può anche essere che mi sbaglio io..

    Reply
  • Che si dia spazio alla goliardia all’interno degli atenei italiani è cosa nota ma l’evidenza data all’iniziativa mi lascia quantomeno perplesso. Il lettore non immerso nelle problematiche ‘SEO’ potrebbe leggere il posizionamento delle pagine degli studenti come un’impresa titanica ma in realtà così non è.
    Raggiungere tale risultato con termini ‘inventati’ è semplicissimo e non richiede particolare destrezza; se nel web non esiste tale termine è ovvio che tutti i motori di ricerca visualizzino il risultato in top page! Se poi i siti che contengono tale termine sono solo 8 come potrebbe verificarsi il contrario? Non biasimo l’iniziativa, divertente e formativa, ma il mestiere di SEO è ben altra cosa!

    Reply
  • Concordo pienamente con Tagliaerbe: è un’iniziativa decisamente costruttiva per la quale vanno fatti infiniti complimenti al professore Michele Flammini.
    Sono Antonella e faccio parte del gruppo Antema, uno dei gruppi partecipanti al seocontest funzino apocrifo, e devo riconoscere che in tutti i miei anni di studi (e vi assicuro che non sono pochi) non mi era mai capitato di essere cosi entusiasta e invogliata a svolgere un esame. Sicuramente un pò è dovuto al fatto che si tratta di una gara (la voglia di vincere non manca a nessuno); però anche il dover mettere sul campo le nostre conoscenze, ingegnarci per trovare strategie originali, chiedere consiglio ai seo più influenti del web e scrivere articoli, fare filmati e quanto altro ancora, rende la cosa stimolante!
    Quindi, ringrazio Tagliaerbe per aver dato spazio a questa notizia perchè penso ne valga la pena. Rispondo con un bel “Crepi il lupo” e spero che altri professori seguano l’esempio del nostro prof.

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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