Postare frequentemente è davvero così importante?

Con l’avvento di Caffeine, la freschezza dei contenuti ha assunto una importanza sempre più rilevante (o almeno così si pensa/dice…).

Sul delicato tema qualcuno ha voluto conoscere il parere ufficiale di Google, e ha domandato a Matt Cutts: “Alcune persone hanno l’impressione che i blog sono buoni per la SEO solo se vengono aggiornati di frequente. Che importanza gioca la frequenza nel PageRank di un blog e di altri siti dinamici? Il contenuto non è forse più importante del numero di post pubblicati al giorno/settimana?”

Cutts divide sostanzialmente in due la risposta:

Utenti: è importante mantenere una buona frequenza di post, perché gli utenti amano vedere blog sempre aggiornati, con contenuti freschi, sempre diversi.

Motori: per i motori di ricerca, è molto più importante puntare alla qualità dei contenuti. Cutts fa l’esempio del suo blog, dove non posta tutti i giorni (a volte nemmeno tutte le settimane), ma cerca comunque di scrivere contenuti che possano essere di aiuto per gli utenti, oppure contenuti divertenti, interessanti. Piuttosto è meglio metterci parecchio tempo, documentarsi, e poi produrre un contenuto unico, di valore, nel quale è presente il proprio punto di vista su un determinato tema: ciò lo renderà più utile, attrarrà attenzione e link (vedi anche un altro video di Cutts, sui “contenuti vs. link“), e lo farà posizionare meglio nei motori.

A mio parere è presente una contraddizione di fondo nel discorso, ovvero quella di pensare in un modo per gli utenti, e in un altro per i motori di ricerca. Tra l’altro, non credo che gli utenti abbiano un “monte ore” illimitato, che permetta loro di leggere un sacco di contenuti su un sacco di siti/blog differenti. E non credo nemmeno che i motori di ricerca abbiano – ad oggi – algoritmi talmente sofisticati da capire la differenza fra un contenuto di buona qualità rispetto ad uno mediocre.

Probabilmente Matt Cutts, fra le righe, sta dicendo che il top sarebbe produrre un sacco di contenuti di altissima qualità, per fare felici visitatori e search engine… ma di botti piene con mogli ubriache ne ho viste ben poche, perlomeno nel panorama web attuale 🙂

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20 Comments

  • Dipende dai contenuti, e dagli utenti. Nella mia esperienza, più i contenuti sono visitati più guadagnano posizione in serp (oltre a tanti altri fattori).

    Certo è che può capitare di scrivere un post breve che magari si creda abbia un minor valore rispetto ad altri, salvo poi essere contraddetti dalle visite ricevute e dalle posizioni in serp raggiunte.

    Ho provato sia a scrivere contenuti frequenti ma più superficiali (anche più al giorno) che contenuti più sporadici ma più approfonditi. Spesso sono riuscito a posizionarmi ottimamente scavalcando per le medesime keyword anche grossi portali con un trust abbastanza forte.

    Nei post brevi questo è accaduto quando sono riuscito a scrivere notizie in anteprima per la blogosfera italiana.

    Coi post più lunghi e più sporadici lo scenario è stato il medesimo ma ho perso un pochino di utenza abituale, recuperata ampiamente con l’aumento delle visite provenienti dai motori.

    A parer mio, seppure il taglio editoriale di approfondimento è poco usato, è quello che rende i risultati migliori; sia in termini di visite che per quanto concerne il posizionamento.

    In conclusione, sono dell’idea che è meglio scrivere 2 o 3 post approfonditi a settimana, piuttosto che 5 o 6 ma molto più superficiali.

  • Invece io penso che sia doverosa la distinzione fatta tra utenti e motori di ricerca.
    Questa distinzione indica che scrivere spesso fa felici gli utenti che conoscono e seguono il nostro blog.
    Scrivere “bene” invece ci aiuta a salire negli indici e di conseguenza a farci conoscere da chi ancora non segue il nostro blog!

    Io purtroppo non riesco a scrivere giornalmente sul mio blog ma sono d’accordissimo che la qualità aiuta la popolarità e di conseguenza sia motori che utenti sono accontentati.

  • Posso raccontare la mia esperienza. Gestisco il più grande blog per una certa nicchia, e con lavoro e fatica ero riuscito a posizionarmi nella prima pagina della SERP per quella nicchia. All’epoca i post erano giornalieri o ogni due giorni. Per mancanza di tempo mio e dei miei collaboratori, la frequenza dei post è drasticamente calata, con un post ogni 7-10 giorni e anche la mia posizione nella SERP è calata di parecchio..

  • Bravo Taglia, come sempre: ottimi spunti di riflessione!

    Mi piace sottolineare la tua riflessione:
    “E non credo nemmeno che i motori di ricerca abbiano – ad oggi – algoritmi talmente sofisticati da capire la differenza fra un contenuto di buona qualità rispetto ad uno mediocre”.

    La mia domanda è: quali strumenti/algoritmi ha un motore per decidere se un contenuto è migliore di un altro? Non certo basandosi sulla lunghezza degli scritti, altrimenti (per fare un esempio) Ungaretti sarebbe penalizzato rispetto a Leopardi 😛

    Si dice sempre “scrivi contenuti buoni e di qualità”…
    Secondo voi qual è il “metro di valutazione” della bontà di un contenuto?

  • Sul blog di economia vado a periodi: a volte posto tutti i giorni, altri magari uno a settimana…cambia pochissimo in quanto a visite e sui motori di ricerca sono sempre fra i primi.
    Ho notato che cambia la remunerazione di adsense: è in media più alta quando posto tanto, però qui le variabili in gioco sono tantissime quindi non so nemmeno quando questo influisca.

  • Cutts ha fatto una distinzione molto contraddittoria rivelando quelli che sono i punti deboli della SEO.
    Peraltro ha dimenticato anche il fattore sociale, ovvero la popolarità dell’autore nel caso di un blog monoautore, riveste un ruolo di primaria importanza quando si cercano consensi, link e posizionamento.

  • Come scrivevo non molto tempo fa, il contenuto è importante!

    http://blogfolio.archimede.nu/agenzia-di-comunicazione/2010/04/il-principio-di-archimede.html

    Quello che forse sfugge è che Google ha già gli strumenti per valutare la qualità di un post.
    Nei centri di ricerca più avanzati sono già disponibili algoritmi che calcolano la qualità di un post, in base ad alcuni fattori (tempo di permanenza sulla pagina, accesso, pagine di uscita, ecc).
    La combinazione di analytics con i dati delle query su Google permette di calcolare con precisione il comportamento utente. Sarà questo parametro, in un futuro non proprio lontano, ad essere usato per valutare la qualità dei contenuti e di conseguenza premiarlo con un buon posizionamento.
    Magari riprendo il concetto sul nostro blog appena ho un po’ di tempo, riportando anche i dati di qualche simulaziona fatta.

  • Scrivere per gli utenti con un occhio ai motori di ricerca : penso sia questa la ricetta ideale. Il discorso della quantità e qualità è trito e concordo con la frase finale di Taglia sulle botti piene e mogli avvinazzate.
    Sul mio blog preferisco lasciare un giorno ‘scoperto’ piuttosto che postare tanto per farlo..gioverebbe poco a chi mi legge tutti i giorni!

  • Non sono d’accordo (con te Taglia). La qualità per i motori di ricerca è algoritmica, quindi misurabile. Citazioni, link, buzz, retweet, citazioni in facebook (come si dice in questo post, no?).

    Magari i mdr, senza questi parametri, non saprebbero mai distinguere e valutare la qualità Dante da quella di Giustino da Velletri, ma un concetto di qualità, anche se opinabile, ce l’hanno.

    (Forse intendevi altro, e ho frainteso: nel caso me ne scuso.)

    Mi sembrano tuttavia discutibili certe premesse di Cutts: che gli utenti vogliano contenuti sempre nuovi, a valanga. Non è forse il problema di certi social network, dai quali spesso se ne esce (esco, ma non credo di essere il solo…) storditi per la quantità ingestibile di stimoli- non sempre, appunto, di qualità?

  • Premesso che io sono sempre alla ricerca, come molte altre persone, di contenuti di qualità per gli argomenti che mi interessano.

    Ma il SEO funziona in maniera totalmente diversa.
    Non ci prendiamo in giro, il Tagliablog si può permettere di postare 5 articoli a settimana o qualcuno in meno. Perchè ha un Trust eccellente conquistato negli anni.

    Per un blog giovane come il mio per colmare l’immenso gap con i blog della mia nicchia devo postare, per piacere a Google, non meno di 2/3 articoli al giorno compresi sabati e domeniche.

    Non tutti saranno daccordo con quello che ho appena affermato, ma da esperienza fatte sui blog che ho lanciato e sulle decine di blog che ho seguito nel lancio, la quantità, oggi, è fondamentale. Penso, purtroppo, che per la posizione nelle SERP è molto più importante della qualità dei post.

    Ovviamente, quando il blog è cresciuto moltissimo in numero di visite che arrivano dai motori, allora la qualità diventerà più importante, per fidelizzare l’utenza.

    Ma per ora, e questo vale per ogni blog giovane, bisogna puntare sulla quantità, mantenendo un discreto livello di qualità!

  • @Emanuele: si, per qualità dei contenuti intendevo proprio la “bontà nuda” di ciò che scrivi.

    Un bellissimo esperimento in tal senso potrebbe essere questo: prendiamo uno dei blogger più famosi del mondo, che quando scrive sul suo blog riceve ennemila citazoni, link, etc… e lo mettiamo a scrivere per un blog di scarsa qualità. Credi che il pezzo scritto sul blog scarso si posizionerebbe bene nei motori? non credo proprio.

    Non lo credo perché i motori, allo stato attuale, ordinano le SERP in base ai link (e, da qualche tempo, in base alle “citazioni sociali”). Ma NON sono assolutamente in grado di “andare in profondità” a livello di contenuto… cosa che oggi solo un essere umano può fare.

  • @ Taglia: esatto. Google non è in grado di di valutare la “bontà nuda”, perchè usa certi parametri. Mi torna in mente L’attimo fuggente, e le poesie valutate con assi cartesiani e numeri. Non si regge.

    Per quanto riguarda l’esperimento: un blogger che riceve ennemila citazioni ci sarebbe anche, e non sono io 😀

  • A volte essere tra i primi offre vantaggi senza eguali. Vedi il caso di Beppe Grillo e del suo blog. Lui non sa neanche cosa sia la SEO.

    Certo, è anche vero che pubblica contenuti ogni giorno.

  • Argomento davvero interessante, dove in questo periodo mi sto cimentando davverto tanto, compreso il mio sito di comunicati stampa che si sta rivelando un esperimento davvero interessante…

  • Giudicare le poesie è già difficile per gli umani, figuriamoci per le macchine. Quindi no, la qualità intesa come valore letterario Google non la capisce di certo. Vede però le statistiche, i rimbalzi etc, può insomma capire se un testo è popolare e gradito dagli utenti.
    Riesce anche a giudicare abbastanza bene la pertinenza dei termini, basta guardare la wonder wheel per rendersene conto.
    La mia esperienza è che per posizionarsi serve dargli in pasto con una certa regolarità buone quantità di testo ben ottimizzato SEO. Serve a poco scrivere tanti testi brevi e non ottimizzati, ed è anche poco utile scrivere un testo eccezionale una volta ogni 10 anni.
    Quello che si pubblica deve però essere utile per gli utenti.
    Probabilmente quello che il buon Matt vuole comunicare è che alla fine sono gli utenti che giudicano, e che anche se ti posizioni benissimo pubblicare materiale irrilevante per gli utenti è solo una perdita di tempo.

  • Quoto “Puntoblog”, secondo me all’inizio la quantità è molto importante; ma i fattori in gioco sono tantissimi e parlarne così sarebbe davvero superficiale. 😀

  • Sono d’accordo con Tagliablog: perché la distinzione tra motori di ricerca e utenti?

    Per me è l’utente che comanda e regola e, alla fin fine, è per l’utente che si lavora, soprattutto in certi tipi di blog e di siti.

    Attenzione: su alcuni temi, anche se ce ne fosse la possibilità, cioè se si potesse avere la botte piena e la mogli ubriaca (accade piu’ spesso di quanto si pensi) e dunque si potessero produrre in quantità contenuti di valore, gli utenti non sarbbero in grado di leggerli e soprattutto di “assobirli” e implementarli. Il che sarebbe un danno prima ancora che spreco di risorse.

  • Bè anch’io nel mio blog sui videogiochi ho fatto una sorta di test. In pratica per 2 settimane non ho pubblicato neanche un post e ho notato che la differenza in termini di visite è stata piuttosto bassa, anche se c’è stato un calo, ma parliamo di 50-100 visite al giorno in meno (al posto di 350 siamo stati intorno alle 250).

    In definitiva bisogna trovare il giusto compromesso, cercando di tenere una certa qualità ma anche una certa frequenza, che non significa necessariamente postare ogni giorno…

  • @aljoscia Parli di una differenza tra 350 visite a 250 e per te non è tanta… stiamo parlando quasi del 30% di traffico in meno! Direi che la differenza c’è eccome. Se poi il test fosse durato più a lungo gli effetti sarebbero stati più evidenti.

    A parte questo, sul nostro blog vediamo che siam posizionati bene e riceviamo tanto traffico da post vecchisimi, anche di 2 anni, su argomenti molto in voga, come le informazioni fiscali sugli e-commerce.
    Eppure il blog non è che sia aggiornato in maniera puntuale.

    Bho… dipende da diversi fattori, compreso quello che fanno gli altri mi sa.

  • Nel mio blog ormai attivo da 1 anno e mezzo le ho provate tutte e da quando scrivo 5 notizie/guide al giorno le visite le ho triplicate in 2 mesi e mezzo.

    Voglio però dire anche che le uniche notizie di rilievo che hanno avuto successo nelle serp sono quelle scritte con un linguaggio meno da giornalista e più da utente e questo mi fa molto pensare..

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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