Il feed RSS è morto. E adesso?

La scorsa settimana, Google ha annunciato la prossima chiusura del suo Reader.

Motivo? Quello ufficiale è che “l’uso di Google Reader è diminuito, e stiamo focalizzando tutte le nostre energie su un minor numero di prodotti”.

Possiamo pensare che ciò non sia vero, e che sia solo una mossa di Google per portare gli utenti a consumare contenuti dentro altri suoi contenitori (due a caso, Google+ e Google Currents).

Ma proviamo invece a credere alle parole di Google, ovvero al fatto che siamo di fronte al declino dei feed RSS.

Se davvero le cose stanno in questo modo, se davvero gli utenti di Internet NON si informano più tramite un feed reader, cosa utilizzano oggi? Cosa ha preso il posto di Google Reader?

Prima di rispondere a queste domande, voglio però condividere un paio di dati del TagliaBlog.

Innanzitutto quello degli iscritti al feed del blog, che han superato da tempo la soglia dei 5.000. Ammetto che la curva di crescita si è piuttosto appiattita nel corso degli anni, ma FeedBurner rimane comunque la terza fonte di traffico (nonché la sesta e la nona) se prendiamo le rilevazioni di Google Analytics dello scorso mese:

Sorgenti di traffico del TagliaBlog, a Febbraio 2013

in base a questi dati, e considerando l’ambito in cui opero, possiamo quindi affermare che i feed non sono affatto morti, e sono ancora fra gli strumenti preferiti dal lettore fidelizzato (e fra quelli in grado di portare una consistente fetta di traffico al blog).

Ma se mettiamo il naso fuori dalla nicchia webmarkettara, e iniziamo ad osservare il mondo esterno con una angolatura più ampia, possiamo notare che l’utente “medio-tecnologico” si nutre di informazioni che gli arrivano addosso da ben altre fonti.

Tipicamente, dai social: so di molti che ormai si informano quasi esclusivamente grazie al News Feed e/o i Gruppi di Facebook. Altri che prediligono Twitter (che tra l’altro ha più volte affermato di essere un information network, e non un social).

Personalmente ci ho provato, ma trovo il rumore ancora troppo alto rispetto al segnale.

I social mi distraggono, sono dei time waster micidiali in grado di soffocarmi di informazioni inutili e di farmi perdere il focus.

Sono d’accordo che la serendipity (=scoprire una cosa non cercata e imprevista mentre se ne sta cercando un’altra) ha una certa importanza, ma preferisco utilizzare strumenti che spingano verso di me i contenuti che voglio, già filtrati e impacchettati, piuttosto che andarmeli a cercare in mezzo ad un oceano di informazioni variegate.

Filtrare il “rumore” e tenere il “segnale”

Il punto è proprio questo: trovare un tool che, automagically, elimini ciò che non mi interessa e mi restituisca solo quello che mi è davvero utile.

I feed non assolvono a questo compito, semmai riescono giusto ad organizzare in un solo luogo tutte le fonti che abitualmente leggo: appena un gradino sopra i bookmark, i cari vecchi “preferiti” dello scorso millennio.

Nel 2013, dobbiamo ammetterlo, i feed sono uno mezzo piuttosto antiquato e parecchio inefficiente per gestire un grosso flusso di notizie.

Le alternative (intelligenti) al feed reader

Una strada potrebbe essere quella dei news aggregator: siti come Techmeme, che in una sola pagina aggregano, filtrano e raggruppano le notizie più “calde” del momento in base a quantità e qualità delle citazioni. Ovviamente anche Google News fa parte di questa categoria.

Un altro sistema interessante (e ancora poco usato/sfruttato) è Google Alert, che via email (o feed) è in grado di mantenerti aggiornato su una certa query o di monitorare una determinata notizia.

Ma l’aspetto che forse vedrà maggiori sviluppi nel prossimo futuro, e quello sul quale mi sto orientando per sostituire la logica del vecchio feed reader, è quello dei news discovery tool, strumenti intelligenti che promettono di consegnare i contenuti migliori in base ai temi desiderati.

Come spiega Robin Good, che ha raccolto in una mappa più di una trentina di queste risorse, questi tool sono in grado di aiutarti a filtrare un sacco di spam inutile, lasciandoti solo la “roba buona”.

Parola d’ordine: “personal”

La parola chiave che caratterizza 2 di questi tool, che sono fra quelli che mi hanno particolarmente colpito, è “personal”.

Prismatic si autodefinisce un “personal interest-based newsfeed”, mentre Trapit viene considerato un “personal discovery engine”.

Non sono più gli URL dei feed ad essere al centro dell’applicazione, ma gli interessi personali dell’utente. Al tool viene dato in pasto un argomento, e in cambio viene restituito un elenco ben organizzato di risorse, che non è detto provengano dai soliti 4 siti ultra-famosi.

C’è infatti spazio per un bel po’ di outsider, anche se circoscritti all’ambito del topic di riferimento: in pratica, le fonti possono non essere i siti top del settore, ma sono certamente autorevoli perché “validate” dall’algoritmo (e/o dagli altri utenti del servizio che hanno provveduto ad assegnare a queste un voto positivo).

Concludendo

Forse la prossima chiusura di Google Reader sarà un bene.

Ci costringerà, dopo una dozzina d’anni di uso dei feed reader, ad evolvere e a cercare un sistema migliore per tirare verso di noi i contenuti che davvero ci interessano.

Ora bisogna solo capire se già esistono strumenti in grado di farlo, se esistono reti da pesca in grado di intrappolare solo pesci prelibati, o cani da tartufo in grado di riportare solo preziosi tuberi.

O se invece saremo costretti a migrare, a 2013 inoltrato, sull’ennesimo aggregatore di feed, dove perle e banalità sono mischiate in ugual misura.

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19 Comments

  • Ciao TagliaErbe,

    Sono assolutamente daccordo con il fatto che il feed è uno dei modi migliori per rimanere in contatto con i propri fan o potenziali clienti. Io utilizzo anche i social, ma in effetti come scrivi tu nell’articolo, siti come facebook o twitter, sono troppo confusionali per far focalizzare i lettori verso un proprio specifico post. Non di meno, se utilizzati insieme nel modo giusto, feed e social, posso aiutare a fare davvero la differenza. L’importante è sapere come muoversi in questi ambiti.

  • Anche io (su Elettronica Open Source) ho notato un appiattimento della curva, i circa 3000 iscritti a feedburner sono pressoché stabili da un paio d’anni. MA in questi due anni, soprattutto in Italia è arrivato il fenomeno Facebook e poi Twitter ed anche la content curation per i più esperti/volenterosi.

    A mio avviso quindi il Feed RSS è morto, come del resto la SEO…..

    oppure sono morti (per dirla alla Grillo) quelli che ancora continuano a seguire/professare questa vecchia concezione del web?

  • Ciao Taglia, era un po’ che non commentavo un tuo articolo (ma li leggo sempre).

    Io invece credo che gli aggregatori portino soltanto penalizzazione, proprio in virtù del fatto che non producono contenuti propri e che comunque, l’aggregatore, per quanto studiato e ottimizzato, non proporrà né contenuti veramente attinenti, ne del tutto estesi, dato le limitazioni nei feed e soprattutto credo che Google ben presto gli darà un’altra notevole “botta” all’indietro!

  • Non credo che i feed rss siano morti, anzi. Il problema di Google Reader è che è stato chiuso per fare spazio a Google+. Tra l’altro pare che anche il team di sviluppo sia stato negli anni canniballizato proprio per spostare risorse su Google+.
    Probabilmente gli rss andranno ancora forti per anni e lo dimostra il fatto che continuano a crescere i sottoscrittori al tuo rss…

  • Ciao,
    non credo che uno strumento come i feed RSS possa morire all’improvviso e credo anche io che andranno avanti per qualche anno in “naturale lenta decrescita” fino poi, allora si, a scomparire dall’uso anche dei più affezionati…
    Interessanti i “news discovery tool” e ne proverò qualcuno sicuramente…
    Grazie,
    ciao!

  • Ragazzi, che il social sia diventata la calamità delle masse non è una novità, il problema è che in quel marasma si perde il contatto con i contenuti di qualità. Per me gli RSS sono la soluzione per rimanere in contatto con blog come quello del Taglia senza pingarlo ogni 5m in attesa di un suo articolo 🙂

  • Post veramente illuminante, grazie. Credevo di essere una delle poche innamorate dei Feed RSS, che preferisco sopra ogni altra cosa, anche se uso molto anche Facebook e Twitter. Grazie soprattutto della segnalazione delle alternative al Feed, che sicuramente mi torneranno utili! Alice

  • Anche per me i feed sono molto importanti e costituiscono attualmente una buona sorgente di traffico gratuito.

    In sostituzione a Google Reader molti si stanno già spostando su Feedly, che ha subito una vera e propria impennata dall’annuncio di “morte” dato da Google qualche giorno fa.

  • @Web Siena: il punto non è quello dei siti che aggregano (o copiano malamente) notizie di altri siti (e che spesso, giustamente, vengono penalizzati), ma di aggregatori “privati”, utilizzabili dall’utente tramite login e password (e quindi non visibili dai bot e non indicizzabili dai motori di ricerca). Per esempio, Google Reader ha centinaia di migliaia di utenti, ma i contenuti dei feed aggregati non sono pubblici…

  • Se i feed sono morti da qualche giorno, allora bisogna spendere due parole per i blog, che sono dati per morti da qualche anno, eppure siamo qui a leggere e commentare… Noto un certo (sano) sensazionalismo attorno a questa notizia, fa parte delle dinamiche di internet, però, dare per morti i feed solo perché il più famoso aggregatore chiude i battenti mi sembra fuorviante; le alternative sono facilmente reperibili, e magari anche migliori, dico questo perché questo non è l’unico blog dove ho letto questa notizia e l’associazione morte di G-reader=morte dei feed è presente ovunque (ripeto, fa parte delle dinamiche di internet). Ho trovato interessante l’informazione che riguarda la curva delle iscrizioni, mi fa pensare che l’utilizzo dei feed è ben radicato per chi ne conosce le potenzialità, mentre l’utente medio che arriva a internet attratto dai social network, non ha un grande interesse a spingersi al di fuori di essi. Anche questo in fondo è fisiologico, ma io, da amante di internet e di questi dannati cosi, non me ne faccio una ragione.

  • @Tagliaerbe: no ok avevo capito, però non vorrei che dalla discussione, più che interessante, dell’utilizzo dei Feed, si passasse al loro uso in ambito di posizionamento nei motori di ricerca, il che, credo con molte ragioni, venga continuamente declassato in fatto di importanza.

    Gli aggregatori privati sono importantissimi e molto utili, ma vorrei che le numerose persone che seguono questo grande blog non commettano, come me, l’errore di iscriversi ad aggregatori, detti anche di grande qualità, per poi perdere in maniera costante e graduale posizioni nelle SERP.

    Scusate il breve off topic 🙂

  • Feed Reader sempre a portata di mano?

    Crei una pagina fan fasulla, loggato con quella ti iscrivi alle pagine fan dei siti da seguire e eccoti un feed reader direttamente su Facebook…

    io sono per l’ottimizzazione, sarò felice di chiudere Facebook per passare ad altro quando sarà il momento.

    Scusate la lollosità 😀

  • Buongiorno a tutti,
    io in realtà mi trovavo bene coi Feed, ma sapere che ci possa essere un metodo ancora più affinato e più “personal” per arrivare ai contenuti ricercati mi sembra un’ottima cosa! quindi concordo nell’esultare per la morte di google reader!

  • A parte la ricerca sul web, Google Reader è il mio principale fornitore di informazione, non so ancora che fare, tutte le alternative che ho valutato non sono all’altezza 🙁

    Il problema è che tutto si base sui feed rss, che sono stati pensati da esperti per esperti. Senza usabilità e una buona strategia di marketing anche le buone idee naufragano perché non raggiungono il grande pubblico.

  • Secondo me la reale utilità dei feed RSS risiede nella possibilità di sfruttarli nelle applicazioni, quindi ben vengano versioni più evolute degli stessi da parte di altri…

    che Google arrivi a dismetterli mi pare un po’ esagerato, del resto non è neanche il primo (nè credo sarà l’ultimo) dei progetti abbandonati. Io personalmente lo utilizzo per evitare di sovraccaricare il server del mio blog, poco male per il resto…

    PS: a proposito di qualche commento fa, il SEO è come il rock, non è mai morto… siamo seri 🙂

  • Sono d’accordissimo con te sul fatto che la “morte” dei feed sia l’ennesimo sprone all’utilizzo di Google+, che si sta rivelando sempre di più non l’alternativa a Facebook come si diceva all’inizio ma tutt’altro strumento … io i feed non li ho mai amati, ma erano un’ottima fonte di traffico, e soprattutto molto amata da tanti lettori!

  • A parte il discorso rss vivo o morto, ci sono alcune nicchie meno tech savvy (o internet savvy) in cui l’rss non si è mai diffuso veramente. Intendo in Italia ovviamente.
    Sicuramente ci servirebbe uno strumento che filtri in maniera intelligente le fonti. Anche scegliendo oculatamente i feed da seguire e categorizzandoli, si passa un sacco di tempo a leggere headline inutili.
    E comunque il contributo dei social sarebbe da affiancare, perchè spesso i consigli di altri ci permettono di scoprire qualcosa a cui non saremmo arrivati da soli.
    Purtroppo, molti strumenti consigliati da Robin Good si limitano ai social e in molti casi fanno fatica a funzionare in italiano.
    Se vuoi solo informarti non è un grosso problema. Se vuoi fare curation per un’audience molto ignorante di inglese, è limitante.

  • Ciao a tutti,
    io ho letto della morte dei feed RSS attraverso la mia sottoscrizione Google Reader. Visto che i feed sono utilizzati dagli “affezionati” che aspettano il nuovo post e non dai nuovi visitatori, sarebbe interessante ragionare sui dati più segmentati, che ne pensate?
    @Tagliaerbe: le rilevazioni di analytics postate sono relative a tutte le visite o solamente ai returning visitors?

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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