Il Coraggio di “Fare Rete”

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La quasi totalità delle richieste di consulenza che ricevo tramite questo blog, vengono “deviate” su altre persone. Persone più libere di me, di cui mi fido, e sicuramente più competenti del sottoscritto su tantissimi temi.

Perché lo faccio? Perché, come ho scritto qui sopra e come dico spesso:

  1. Il mio tempo è oramai pari a zero, e non è corretto che mi faccia carico di un lavoro che non posso portare a termine in tempi e modi adeguati
  2. Ci sono persone molto più esperte di me in moltissime aree del Web Marketing, e quindi in grado di soddisfare meglio le esigenze del cliente rispetto al sottoscritto

E’ una questione di etica, di morale.

Se non so fare una cosa devo ammetterlo, così come se la so fare male ma conosco chi la sa fare meglio. Io non voglio che Internet marcisca a causa dei tanti autoproclamatisi esperti del web, tuttologi nati ieri capaci solo di far danni alle grosse e piccole aziende che, timidamente, si affacciano online.

Si, perché oggi come 16 anni fa c’è ancora tanta ignoranza, sia da parte di chi compra che da parte di chi vende: l’improvvisazione la fa da padrona, e se negli anni ’90 il tema era quello delle connessioni via modem nel nuovo millennio si è spostato sui servizi (con l’eccezione dei “siti vetrina” che, secondo qualche illustre nome, pare abbiano ancora senso, oggi come allora).

Da un lato c’è da fare cultura, dall’altro c’è da “fare rete”: smettiamola con invidie e gelosie, smettiamola di credere di saper far tutto, cerchiamo partner e professionisti fidati, accordiamoci per una percentuale nel caso il lavoro andasse in porto, e iniziamo così, semplicemente, ad alzare il livello dei servizi offerti da chi opera online.

E se non sei una persona venale, puoi anche girare il prospect for free, aggratis, senza guadagnarci un euro: anche se non avrai il portafoglio più gonfio di certo avrai molte rogne in meno, farai felice un cliente e sarai ricordato come una persona seria e professionale.

Il finto guru rovina anche te, digli di smettere.

Autore
Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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19 Comments

  • Bravo, sono pienamente d’accordo con te, fingere una competenza inesistente può creare danni a persone, piccole imprese.
    Apportare valore su internet è anche questo: scegliere di dire la verità.
    Io ho dichiarato espressamente sul mio blog guadagno serio di essere inesperta e di voler condividere la mia piccola esperienza.

    Ciao Angie.

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  • Dal mio punto di vista, il “fare rete”, collaborare, è soprattutto sinonimo di trasparenza. Il discorso è interessante perché è molto più ampio rispetto alla cerchia degli operatori genericamente definiti “del web”.
    Come ho già avuto modo di illustrare in altre situazioni (ad esempio in questo post http://blog.jpro.it/post/2011/07/01/02-Vs-20-le-aziende-si-sveglieranno) ciò che auspico è una capacità della aziende di virare verso un atteggiamento sostanzialmente più onesto, perché questo genera, in definitiva, maggior valore assoluto al prodotto o servizio offerto, poiché specializzato. L’imprenditore può infatti dirsi realmente esperto di ciò che fa o vende se per lui questa è una vera passione in cui ha infuso tutta la propria esperienza. E di questa esperienza può realmente farsi forte e, soprattutto, può diffonderla ed usarla come arma di comunicazione pressoché infallibile. Non è impegno da poco! Ma non c’è via di scampo. La rete ormai apre, se non tutte, sicuramente molte porte e soprattutto molti occhi. Sebbene ci sia chi vuol rimanere cieco, sarebbe ridicolo pensare di far affidamento solo a queste persone. Trovo più intelligente e lungimirante pensare che saranno i figli di queste ad essere, di tutti, i futuri clienti: sapranno destreggiarsi meglio di noi in cerca di informazioni e convenienza! Sono convinto sia un errore limitarsi a pensare che saranno delle “pappe molli” capaci solo di appoggiarsi a servizi preconfezionati o disposti a pagare prezzi alti per di non doversi disturbare a cercare di meglio.
    Tutte questo non significa che non debbano esistere aziende che offrono servizi prettamente commerciali o che non debbano rivendere prodotti o servizi di altre aziende, anzi! I collettori di esperienza, professionisti o aziende che siano, sono fondamentali punti di riferimento e possono dare sicurezza in quei settori dove altri imprenditori sono in grande difficoltà: in questo senso trovo che il sig. Tagliaerbe sintetizzi al meglio il concetto nel suo post. Dovranno però farlo in maniera sempre più trasparente ed onesta, evitando il vecchio atteggiamento di molti imprenditori italiani che indossano la maglia del tuttologo nel momento in cui è conveniente, salvo poi levarsela al presentarsi del primo ostacolo: questo non è imprendere, è rubacchiare.

    Stefano.

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  • Bel post

    Fare Rete è fondamentale soprattutto in Italia dove la fa da padrone il freelance e le piccole agenzie che potrebbero aggregarsi su grandi progetti specifici!!

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  • Tutti d’accordo, ma sul fare rete mancano le aperture mentali. Il mio modesto metodo è avviare piccoli e piacevoli progetti insieme e vedere se durano nel tempo. Non so se sia il migliore, i risultati ci sono, ma troppi pochi condividono il mio metodo. Le vostre soluzioni quali sono ?
    E grazie al tagliaerbe per avermi girato domande interessanti.

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  • @Tagliaerbe vada per la terra bruciata! I guru, per essere tali, devono avere anche una personalità da guru: se uno è un genio ma un asociale, forse non verrà mai considerato un guru ma un nerd, pur essendo potenzialmente e tecnicamente un guru. Da qua ne deriva che forse, e dico forse, ci sono dei presuntuosi che hanno solo la personalità da guru (estroversi, brillanti) ma non le capacità tecniche… diciamo che per essere un guru si devono avere capacità tecniche-umanistiche, altrimenti si è solo o spocchiosi o nerd.
    Io mi sono capito, o mio guru 😉

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  • La vera rovina sono i venditori di infoprodotti.
    Solitamente persone senza nessuna esperienza pratica che si limitano a riciclare concetti letti in giro.

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  • Sono in piena sintonia con le parole di Davide. Operando esclusivamente sul territorio abruzzese, da circa un anno giro tutti gli utenti extra abruzzo ai colleghi delle altre regioni. Fare rete è importante perchè l’unione fa davvero la forza.

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  • Negli anni mi sono reso conto quanto i miei clienti apprezzino il fatto che quando hanno bisogno gli presento altri professionisti complementari a me che possano fare quello che non riesco io, per motivi di tempo o di competenze.

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  • Il finto guru ci rovina, e quello vero esiste? Oppure i guru sono tutti finti? In questo caso allora i guru non esistono, giusto? Cioè, il guru, se non è finto, chi è? No scusate la domanda ma mi è venuta spontanea

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    • @Rudy Bandiera: il finto guru è solitamente quello che si autoproclama tale.
      I guru esistono, eccome se esistono, e dovrebbe stare alla “sensibilità” di ognuno di noi scovarli nelle pieghe della Rete: il problema è che troppa gente non ha il sale in zucca/le competenze per distinguere fra chi è davvero esperto e chi lo è solo a parole, ed ecco perché è dovere di chi lavora seriamente su Internet di fare terra bruciata attorno ai finti guru 🙂

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  • Pienamente d’accordo, lo faccio anche io da diverso tempo, fortunatamente ho una estesa rete di collaboratori e amici specializzati e quando non c’è possibilità di offrire un servizio qualitativo come azienda mi fa molto piacere passare progetti a singoli professionisti.

    Anche perchè quando la parte commerciale gira bene e ricevi 5-6 richieste di preventivo al giorno sicuramente non puoi fare tutto da solo! Ottimo post!

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  • Assolutamente d’accordo.. 🙂
    A volte alcuni clienti ci rimangono un pò male che li “devii” su altri; inizialmente pensano che non li vuoi o chissà chè… Però alla fine del lavoro sono contenti: la sicurezza di affidarle a persone in gamba da poi ottimi risultati! E poi, facendo “rete” si può pescare pesci più grossi che non con una sola lenza 🙂
    ciao ciao!

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  • Bel post! Approvo in pieno e mi associo come come modo di collaborare sia per il mondo SEO in cui ammetto i miei limiti per es le campagne adwords le lascio a chi le sa fare 🙂 mentre per la sfera del CMS TYPO3 essendo molto vasto mi capita di consigliare miei competitor/collaboratori per alcune attività come la formazione agli sviluppatori perché chi fa formazione a mio avviso deve avere una determinata professionalità, esperienza e ovviamente il tempo per farlo 🙂

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  • Posso solo dire che quelle del Taglia non sono solo belle parole: mi ha messo in contatto piu’ volte con le persone giuste, regalandomi un qualcosa di grande valore. Non avendo io la sua stessa rete di contatti non ho ancora potuto ricambiare, e questa piccola testimonianza e’ solo il minimo che posso fare al momento, oltre logicamente a tributargli la mia stima.
    Certo che nel panorama web che ho conosciuto finora non posso contare molti esempi simili, per cui dovremo tutti imparare un po da Davide per non farlo rimanere l’unico a cui ci si rivolge per sapere se c’è un bravo SEO in giro…
    …anche se credo che non cambierò facilmente pusher di contatti 😉

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  • Mmm, non sono del tutto d’accordo. Mi piace la gente con lo spirito da connettore. Lo faccio personalmente e non chiedo soldi per questo. Diverso è un cliente che viene da me e io giro il brief a un collega. In questo caso sto facendo un lavoro d’accounting e chiedo una percentuale. Poi sul valore della percentuale se ne può discutere.

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  • Magari ci fosse sempre il coraggio di fare network insieme ad altre persone. Quello che tu dici lo applico anche io nei miei contatti.
    Ritengo che da questo punto di vista siamo molto indietro in Italia perché cerchiamo sempre di avere il nostro personale giardinetto al quale si può accedere solo tramite “percentuale” o “commissione di intermediazione” 🙂

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  • Ottimo post!
    Social e network non sono solo parole che fanno figo e 2.0 . Dovrebbero essere entrambe un atteggiamento, un modo di fare, una parte integrante della propria etica professionale. 🙂

    Reply
  • Parole sante, anche io ho un team di persone che ritengo competenti, è brutto improvvisarsi, molto lo fanno e si vedono anche i risultati.

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Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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