Fanpage.it, un nuovo modo di fare editoria online

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Fanpage è un sito (anzi un network di siti, visto che sulla home page se ne contano una dozzina) che negli ultimi mesi ha ottenuto una crescita davvero esplosiva.

Statistiche di Fanpage.it a Gennaio 2011

I record raggiunti a Gennaio 2011 (3.297.595 utenti unici, 4.765.880 visite e 13.064.007 pagine visualizzate) mettono in evidenza il successo di un modello di business, nell’ambito dell’editoria online, molto diverso da quello degli “storici” siti web del panorama nazionale, fondati sulla produzione di contenuti attorno ad un tema “verticale” e affiancata da una solida community (=forum) che macina thread e commenti.

Approfitto di questa discussione, postata su Facebook da Gianluca Cozzolino (CEO & Founder di Ciaopeople), per estrarre i punti cardine del modello di Fanpage.it e cercare di ricavarne qualche dritta per tutti coloro che hanno in mente di fare buoni numeri nel campo dell’editoria su Internet, partendo con un progetto nuovo (o cercando di ridare smalto ad un progetto stagionato ma magari impantanato).

“45% google, 45% facebook, 10% direct”

Questo spaccato del traffico è profondamente diverso da quello della stragrande maggioranza di siti/blog/forum presenti sul web, che solitamente fanno i 3/4 con i motori (=Google) e il resto fra “siti referenti” e “traffico diretto”.

Cozzolino aggiunge altri 2 particolari molto interessanti alla discussione: “news incide per l’85% del traffico da Google” (ovvero 1/3 del traffico totale è prodotto da Google News) e “attività di social media mkting su network di pagine fan” (credo significhi che i contenuti inseriti su fanpage.it vengono promossi all’interno di un network di pagine fan sotto il controllo di Ciaopeople, cosa che permette di ottenere lo strepitoso risultato del 45% di traffico via Facebook).

Infine una chicca, che dovrebbe far meditare sull’importanza dei contenuti “non testuali”: “il traffico sulle fotogallery invece è consistente e ci permette di aumentare engagement e pagine viste”.

“Tutto il contenuto di fanpage è SEO oriented”

Questo passaggio è il più delicato, soprattutto in questi giorni nei quali si parla molto di “AOL Way“, content farm, contenuti originali e contenuti di qualità.

Il network di fanpage.it è molto orientato ai “temi caldi”, agli argomenti “di moda”, e anche (giustamente) a quelli che, a livello pubblicitario, rendono di più. Nei sottodomini troviamo infatti tech, donna, TV, gossip, cinema, auto, calcio, poker, games, music, travel e job, tutte materie al top negli interessi degli internauti.

Cozzolino dice che “ora stiamo potenziando il search con messa in produzione di Keymatic, un software proprietario che ci permette di individuare i trends di ricerca su keywords storiche”. Non so se questa frase è da intendersi come “cercheremo sempre di più di scoprire cosa cerca la gente sui motori, e quindi produrremo nuovi contenuti solo in base a quello”, cosa che che fondamentalmente nega il principio del giornalismo che invece dovrebbe creare notizie in base ai fatti accaduti, e non (solo) a quelli che tirano più.

Una cosa è però certa: il modello di fanpage.it, scala. Quello dell’editore web tradizionale, no. E su questo c’è parecchio da riflettere.

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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57 Comments

  • Buongiorno. scusate l’intrusione. Ma per usare l’app Fanpage news sugli smartphone android, è necessario avere un account facebook?
    O posso benissimo usarlo in maniera libera, e naturalmente che mi vengano notificate sulla barra dello smartphone gli aggiornamenti news. Spero possiate risolvere questo mio dubbio. Grazie saluti Marco-

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    • Nella descrizione dell’app, c’è scritto: “Per personalizzare al meglio la tua esperienza con Fanpage.it occorre effettuare il login con facebook. Ti ricordiamo che hai il completo controllo del tuo account: visita dal menu la pagina delle impostazioni e personalizza la tua applicazione.”

      Reply
  • In base alla mia personale esperienza i prezzi sono ben diversi, 30 euro per un pezzo e 50 per un’intervista, tasse ìncluse

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  • @Anna:

    forse mi sono spiegata male: ovviamente conosco la differenza tra queste due cose. Io volevo dire che se segui la linea dell’articolo da rimaneggiare -articolo già passato al vaglio di qualche grande agenzia- non puoi diffamare nessuno perché stai semplicemente rimaneggiando qualcosa che è già stato mondato della possibilità di contenere elementi di diffamazione. Colui che rimaneggia dovrebbe essere un fesso se -durante il rimaneggiamento- introduce elementi di diffamazione a qualcosa che non li conteneva. Mi sono spiegata meglio? 🙂

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  • @gabri Se rifai il pezzo, il discorso cambia. Le notizie non possono essere inventate, anche se c’è chi lo fa:-). Se hai una news in esclusiva fai il cossidetto scoop (sempre più in estinzione, vista la rapidità di propagazione di una news). La diffamazione non c’entra con il plagio, la diffamazione è quando dici qualcosa di non vera che scredita una persona pertanto può esserci anche con un contenuto originale. Fai confusione con il plagio (contemplato con la legge sul diritto d’autore) e la diffamazione (art. 595 del Codice Penale). Sono due cose completamente distinte.

    Reply
  • Ecco il copyright dell’Ansa: http://www.ansa.it/web/static/copyright.html
    Se leggi tra le righe capisci che se ti beccano ti fanno passare la voglia di fare “copia e incolla” (che trovo deplorevole, al di là del copyright). L’Ansa è un’Agenzia che da svariati anni “vende” news agli altri giornali. Perchè dovrebbe concederti di fare copia e incolla? Sotto Repubblica e il Corriere.it le news c’è RIPRODUZIONE RISERVATA. Se leggi la legge sul diritto d’autore capisci cosa significa.
    Ciao

    Reply
  • @Anna:

    normalmente si riporta la fonte, e va bene. Ma tu potresti prendere la notizia e elaborarla solo leggermente: a quel punto la diffamazione non c’è perché l’editor (lo scrivano) non è fesso e non c’è il plagio.

    Comunque, a dirti il vero, più parliamo e più Fanpage mi pare una testata giornalistica.

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  • @Gabri se le notizie sono dell’Ansa, repubblica, etc. dove quasi sempre c’è la RIPRODUZIONE RISERVATA fai violazione del diritto d’autore. Anche questo reato è penale e comporta una sanziona (soldoni) a discrezione del giornale. Tradotto: l’editore puo’ chiedere risarcimento danni anche di svariati milioni. La legge è la stessa contemplato in campo musicale, per fare un esempio. Immagina di copiare un cd musicale e pensa a cosa può accadere…In una parola. PIRATERIA. La legge sul diritto d’autore è la n. 633 del ’41

    Nell’intervista c’è chi chiede (il giornalista) e chi risponde (l’intervistato). La risposta è come se fosse un virgolettato che quasi sempre scagiona il giornalista. E’ chiaro che se l’intervistato dice di non aver detto cose diffamatorie, il giornalista (chi fa questo mestiere sa cosa fare) ha sempre la prova da mostrare: audio, email, testimoni, etc.

    Reply
  • @Anna:

    scusa, ma se le notizie non fossero niente altro che copia e incolla dall’ANSA e da altre agenzie? Avresti saltato la possibilità della diffamazione a pie’ pari. Poi per le interviste, penso che anche tu avrai visto raramente nella tua carriera un giornalista (o altro tipo di scrivano) che facendo una domanda diffama il prossimo.

    Reply
  • @Aldo Ciao Aldo,
    ti risponde secondo le mie conoscenze professionali (sono giornalista professionista). A mio modesto avviso se produci news ogni giorno, che siano locali o meno poco importa, devi registrare la testata al tribunale. Il consiglio che dò, in questi casi, è di realizzare un blog personale (come questo che ci ospita). In questi casi non è contemplata la legge sulla stampa. Nel caso di Ciaopeople imho ci vuole la registrazione al Tribunale di competenza anche perchè, più grandi si diventa e più si dà all’occhio.

    Reply
  • @Anna ciao Anna, scusami se te li domando direttamente qui, ma mi sembri molto preparata sulla materia. Secondo te, la registrazione al tribunale, nel caso di fanpage e siti simili, è obbligatoria? Non riesco a capire come si possa dire che non sia necessaria? Ci sono nuove leggi Speciali per l’ editoria online? Te le chiedo perchè vogliamo realizzare un piccolo sito di informazione locale ma non vogliamo appesantire il nostro organico creando una testata giornalistica registrata al tribunale . Grazie mille.

    Reply
  • @gabri Altra inesattezza sul giornalista professionista. Per la registrazione al Tribunale della testata è sufficiente un giornalista, sia esso pubblicista o professionista è assolutamente indifferente perchè si parla solo di iscrizione all’Albo dei giornalisti non di un elenco specifico.

    Reply
  • @gabri “Scrivi che le leggi sono da realizzare”. In realtà c’è la legge sull’editoria e quella sulla stampa. Non è importante il mezzo di diffusione, secondo queste leggi. Se fai news ogni giorno sei un giornale, quindi ci vuole la registrazione al Tribunale di competenza. Per quanto riguarda le sanzioni, sei considerato “un giornale clandestino”. Il perchè è semplice. Esiste la diffamazione a mezzo stampa che in Internet ha l’aggravante (reato penale). In caso di reati di questo tipo viene denunciato il giornalista e il direttore responsabile per omesso controllo (se non erro quest’ultimo realto in Internet è stato stralciato).

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  • @gabri Hai scritto troppe inesattezze, quella dei diritti previdenziali è una chicca. Il 50% dei giornalisti italiani è un freelance che di tasca sua tira fuori i soldi per la gestione separata dell’INPGI che è sovrapponibile alla gestione separata dell’INPS. Molti di loro prendono al max 5 euro lordi a pezzo. Far passare oggi come privilegiati i giornalisti è da disinformati. Scusa lo sfogo.
    Per la cronaca, altri tagli in corso a “Il Sole 24 ore”. L’editoria italiana non è in crisi, è in coma…

    Reply
  • Grazie mille Gabri, la mia era una curiosità nata a seguito del tuo intervento, mi informerò e se ottengo info precise le condivido volentieri qui …buona giornata

    Reply
  • @FabrizioRinaldi:

    che io sappia (ma controlla tu stesso), le leggi sono tutte da realizzare. Se tu prendi delle persone che non sono giornalisti e le metti a scrivere, le paghi come “scrivani” (è una modo di dire), non come giornalisti. Il giornalista (per chi è riuscito a diventarlo, dato che in Italia è molto difficile) è un valore aggiunto, DEVE essere pagato per forza in un certo modo e ha tutta una serie di diritti (anche previdenziali) che lo scrivano non ha.

    A me (ripeto, controlla, non vorrei dare notizie false) risulta che non è ancora valida la cosa della registrazione di tutte le testate simil-giornalistiche al tribunale (e che sia necessario un giornalista professionista che faccia da responsabile perché dette testate possano pubblicare contenuti).

    Reply
  • Capisco la tua ottica Giovanni e sono felice la condivida con tanta trasparenza…La qualità di un articolo non si può misurare solo in termini di revenue, per questo abbiamo lavorato tanto sul nostro sistema di valutazione degli autori. Wikio Experts ha un vero e proprio Team di Moderazione che integra i risultati meramente quantitativi (n.articoli scritti, impression…) con una valutazione qualitativa del lavoro svolto dall’editore (capacità di scrittura, stile, errori, capacità di relazionarsi con i moderatori…), tali dati incrociati influenzano il livello dell’autore, che cresce in base al merito, e la sua possibilità di guadagnare (il ragazzino che scrive male non salirà di livello, anche se scrive molto).
    Non voglio entrare troppo nei dettagli, se mi dai un tuo contatto sarò felice di invitarti non appena la piattaforma è operativa così puoi dirmi la tua 😉 fabrizio.rinaldi@wikiogroup.com

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  • @fabrizio.
    Sono un redattore/copywriter con 10 anni di esperienza e ho lavorato con aziende di ogni dimensione. Oggi scrivo prevalentemente per il web e passo metà della mia giornata a fare preventivi in cui specifico che non scrivo articoli da 1, 2, 3 o 5 €. Credo che si debba aprire una discussione seria di cosa significhi qualità dei contenuti, valore dei testi, sfruttamento del lavoro (e delle illusioni) di molti ragazzi che non avranno mai un futuro in questo settore. Alcune realtà citate in questo post sanno di cosa parlo e hanno l’unico obiettivo di generare impression. Il resto sono discorsi buoni per attrarre ragazzini aspiranti “articolisti” e lavarsi un po’ la coscienza.

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  • @gabri: anche se il sito è già attivo? non sono previste sanzioni che tu sappia?

    Reply
  • @aldo:

    ma non salterebbe nulla, basterebbe, se proprio serve, una registrazione al Trubunale. Attualmente non serve.

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  • @Giovanni, sono felice che la cosa ti incuriosisca 😉 Lavori nel settore?
    Non è questione di redattore professionista, Medico o Studente, ma di individuare, premiare ed incentivare gli utenti esperti in un determinato settore , in grado di scrivere articoli di qualità (consideralo un modello evoluto di Wiki).
    Sai che non posso scendere nei dettagli , ma ti invito a scoprire la piattaforma non appena sarà attiva (mancano pochissimi giorni) per poter capire di cosa parlo.
    La qualità è qualcosa su cui sto personalmente investendo molto quindi preferisco non rovinare la sorpresa a nessuno e lasciare scoprire la piattaforma agli utenti non appena Wikio Experts sarà attivo 😀

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  • Buongiorno Fabrizio,
    grazie per la risposta ma non è che ci abbia capito molto.
    Pagate gli articoli/testi in base a RevenueShare, lunghezza dell’articolo, livello di esperienza dell’utente, partecipazione dell’utente alla community, etc? Ma cosa significa? Un articolo da 500 parole su un “Argomento X” scritto da un ragazzino alle prime armi quanto lo pagate? E se lo scrive un redattore professionista?

    Inoltre, questi parametri che hai indicato, non significano “Contenuti di qualità”, anzi. Esclusa l’esperienza, “RevenueShare, lunghezza dell’articolo, partecipazione dell’utente alla community”, etc sono indipendenti dalla capacità di scrivere bene.

    Reply
  • Ciao Giovanni, intervengo in qualità di Community Manager presso Wikio Experts, una piattaforma di creazione contenuti onDemand che sarà lanciata in Italia a breve.
    Credo che gli investimenti a cui si riferisce Andrea, che conosco di persona , siano i 14 milioni di Euro che il gruppo Wikio ha raccolto per lanciare il progetto in tutta Europa.
    Per quanto riguarda la remunerazione della community (ne parlo solo perchè l’hai chiamata in causa), si tratta di un processo progressivo ed estremamente meritocratico basato su molti fattori che permettono a chi scrive contenuti di qualità di andare ben oltre i 6 Euro di cui parli tu (RevenueShare, lunghezza dell’articolo, livello di esperienza dell’utente, partecipazione dell’utente alla community, etc..).
    Tutte variabili, insomma, che incentivano la partecipazione dell’utente esperto e premiano i contenuti di Qualità. A questo proposito cito Francesco Astolfi [webcopywriter.it] che sui modelli di produzione di contenuti dice: “…ritengo che l’informazione specializzata di qualità, specialmente in alcuni settori, avrà vita molto più lunga e fiorente sui bit. Lo stesso Google tende a premiare di più sul SEO i contenuti molto specializzati e lunghi. E nel lungo periodo le reti sociali (virtuali e non) si costruiscono solo dimostrando di essere esperti della materia.”
    Un settore ricco di opportunità dunque, per chi scrive bene e per chi offre alle community lo spazio e gli strumenti per farlo.

    Reply
  • @andrea Per quanto riguarda il discorso se un paio di righe bastano a non far considerare il sito come una testata giornalistica …a quanto vedo secondo fanpage è così. Secondo voi, Posso fare lo stesso anch’io o si rischia qualcosa? Come si puó mettere su un progetto di quelle dimensioni , con il rischio di farlo saltare per queste lacune? Grazie mille

    Reply
  • Woi di Wikio per forti investimenti intendete i 6 euro lordi che offrite per articoli da 500 parole?

    Reply
  • Il progetto e’ molto interessante. Che ne pensate delle Content Farm alla DemandMedia? Produrre esattamente quello che la gente cerca…e cerchera’ online (evergreen) con algoritmi predittivi sofisticati e’ scalabile, innovativo e utile. Noi di Wikio la pensiamo cosi’ e voi? C’e spazio per editori innovativi con forti investimenti, know how, properties ad alto traffico e contenuti multilingua x sfondare in Europa

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  • Per conto mio fanpage è una testata giornalistica . Non credo che mettere un disclaimer con scritto che non lo sia basti …
    C’è una redazione tratta informazione in modo coordinato , continuativo e retribuito da spazi pubblicitari

    A chi si può chiedere di verificare se bastano due righe a fondo pagina ?

    Reply
  • Ciao Ragazzi,Complimenti per il Post!!
    In questo periodo sto cercando di metter su un sito tipo fanpage, però diciamo, più locale e meno generalista.

    Leggevo nel disclaimer che Fanpage non è una testata giornalistica, quindi non dovrebbe essere registrata presso un tribunale.

    Qualcuno mi sa dire se è legale tutto questo? ho è necessaria una registrazione (con tutti i problemi burocratici annessi) per evitare di incorrere in stampa clandestina.

    Qualcuno ha qualche riferimento legislativo?
    grazie in anticipo per la risposta e grazie a Davide per l’ospitalità.

    Grazie mille

    Reply
  • Ho dato un’occhiata nei giorni scorsi a fanpage e devo dire che non mi ha attratto: non è qualcosa che metterei nei bookmark. Come idea SEO mi pare furba e, comunque, non sono d’accordo con Cozzolino quando parla del “contenuto”: c’è moltissima immondizia che viene ancora oggi facilmente raggiunta dai motori di ricerca. Questa immondizia resta tale perché chi l’ha ideata ha ben pensato di creare attrattori basati sulle solite cose che piacciono a tutti: per loro non importa una qualità da gourmet, né Google (per indicare un nome) sarà mai in grado di stabilire cosa è buono da cosa sia cattivo (ma semplicemente stabilire cosa è copiato/riprodotto/tradotto, cosa che sta già facendo, speriamo con buoni risultati). A questo vorrei aggiungere, in tutti i casi, che non sempre ai siti arrivano cloni di Umberto Eco (con tutto il mare di considerazioni che questa banale riflessione potrebbe scaturire, e che lascio alla vostra immaginazione).

    Vorrei spezzare una lancia, invece, a favore del discorso dei costi: Cozzolino proviene dalla regione “più giovane” d’Italia, una regione che ha un bacino di giovani (spesso disoccupati, spesso piuttosto in gamba) enorme. E’ chiaro che se peschi da quel bacino (e comunque non cerchi tra i giornalisti professionisti) i costi si abbassano, al di là di quello che paga l’azienda.

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  • Be’ su dai non siamo troppo cattivi . Sono sicuro che il ceo founder della Santa Lucia valley nonché uno dei 10 ceo Piu potenti del mondo possa spiegare il perché abbia degli stagisti, copi gli articoli e scriva contenuti senza valore aggiunto solo per uscire nei primi posti con titoli abbastanza seo 🙂

    Reply
  • Be’ su dai non siamo troppo cattivi . Sono sicuro che il ceo founder della Santa Lucia valley nonché uno dei 10 ceo Piu potenti del mondo possa spiegare il perché abbia degli stagisti

    Reply
  • Buongiorno. La redazione di FullTravel.it, magazine di viaggi che dirigo, mi ha appena fatto notare che Fanpage prende pezzi da nostri articoli e li rimpasta. Il “copia e incolla” o il “rimpasto di pezzi altrui e non di comunicati stampa” è una pratica scorretta. Non è la prima volta che siamo costretti a notare questa pratica che non è svolta solo da Fanpage.it, sia chiaro, però è imbarazzante parlare di progetti editoriali quando poi ci si avvale di “redattori” che copiano e incollano e nella migliore dei casi “prendono pesantemente spunto”. L’etica impone la citazione della fonte e anche le Note editoriali di FullTravel.it sono sulla stessa linea. Perchè in Italia questo non accade?

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  • Ah tanto per sottolineare la qualità, ecco il titolo di una pagina di fanpage.it che ho trovato facendo delle ricerche su google:
    “Programmi tv: Italia Germania sfida Paperissima, arriva Mai dire Amici”

    Titolo “superchiaro”

    Questo è un nuovo modo di fare editoria online!

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  • L’agenzia che gestisce FanPage.it lavora con stagisti di passaggio, redattori da casa raccattati in giro per il web e un paio di redattori un po’ più esperti che si limitano a leggere ed approvare le cose che mandano questi poveri disperati.

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  • Be seguo fanpage.it fin dalla nascita trovandolo un bel progetto .

    Credo però che intorno a questo sito ci sia un pò troppo rumor (ma già partendo da wired con il post sui ceo del 2010 🙂 ).

    Se analiziamo i dati che il Lawnmower Man ha pubblicato in questo post leggiamo che il network nel gennaio 2011 ha avuto circa 4.7 M di UV.
    Da questo ottieniamo una media giorno di circa 156.000 utenti così divisi:
    10 % direct = 15.600
    45 % facebook = 70200
    45 % google = 70200

    Sugli utenti da google vorrei fare una precisazione sempre seguendo il filo del discorso di davide. Se l’85 % di 70.200 proviene dalle news (circa 60000 dunque da google news) otteniamo che solo 10 K utenti giorno arrivano dall’indicizzazione per keyword di gossip o di informazione (sarei curioso anche di sapere quanti accessi provengono dalla keyword fanpage)

    Un altro punto di pensiero riguarda Ciaopeople il quale è una sorta di social network molto ben graficato con tante fighetterie e con oltre 700 K utenti , poi vediamo incontra gente e youlike altri siti / social dove la ciaopeople mediacompany ha altre centinaia di migliaia di utenti (poi ci sono le apps di facebook ma quello è un altro discorso ancora). Facilmente se i post vengono condivisi su fanpage di questi utenti la visibilità e gli accessi schizzano e come dice il CEO FOUNDER di ciaopeople loro hanno oltre 1.5 M di fan suddivisi su 50 pagine tematiche.
    Ora la domanda sorge spontanea . Che tipo di utenti sono quelli di fanpage ? Imprenditori ? Uomini d’affari o ragazzini ? Chiediamo aiuto all’adplanner di Google e vediamo la risposta in questa img:

    http://www.google.com/chart?cht=bhs&chs=400×143&chd=t:0.502,0.172,0.159,0.131,0.023,0.013&chco=7CAA0A&chls=1,0,0&chxt=x,y&chxl=0:|0%25|20%25|40%25|60%25|80%25|100%25|1:|%E2%82%AC%C2%A072.001+o+pi%C3%B9|%E2%82%AC%C2%A054.001+-+%E2%82%AC%C2%A072.000|%E2%82%AC%C2%A036.001+-+%E2%82%AC%C2%A054.000|%E2%82%AC%C2%A027.001+-+%E2%82%AC%C2%A036.000|%E2%82%AC%C2%A018.001+-+%E2%82%AC%C2%A027.000|%E2%82%AC%C2%A00+-+%E2%82%AC%C2%A018.000&chxs=1,000000,11.5,1&chbh=16,4&chg=20,0,1,3&chm=N*p0,676767,0,-1,11,1,:5&chds=0,1

    Dunque tirando le mie personali conclusioni Fanpage.it è una bellissima idea . Un bel sito molto bello a livello grafico (ma veramente lento a caricarsi forse a causa dell’elevato traffico) ma rimane un sito che genera circa 10 K visitatori giorno dalle serp per keyword che non vedo così alto paganti .

    Ripeto il progetto mi piace e Gianluca e gli altri ragazzi che lavorano quotidianamente sono stati veramente bravi . E poi hanno trasformato fanpage.it in un prodotto virale visto tutti ne parlano. Dunque stay hungry, stay foolish 😉

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  • Caduta di stile, secondo me…

    qui solitamente si parla di siti web che nascono dalla creatività e dal genio di qualche persona, vedi mobnotes.

    Ora salta fuori questo fanpage.it …

    Niente di innovativo, solo un paga poco e scrivi quello che passa. Mi ricorda tanto linkstreaming.com

    Come hanno già detto non è che i quotidiani si vogliono tagliare le vene da soli ma come tutte le aziende di qualità, hanno una linea editoriale da rispettare.

    Internet sta diventando un porcile, ci sono grossi gruppi che acquistano 10-20 siti, pagano qualche articolista, copiano contenuti, fanno 2 o 3 interviste a nomi noti (come fosse segno di qualità) e fanno a pezzi chi per anni ha fatto della qualità il pilastro portante della loro attività.

    Quando un giorno il web sarà solo spazzatura (e ci manca poco), come lo è ora la tv, allora vi fermerete un attimo e vi accorgerete che avete contribuito anche voi a questa apocallisse.

    PS: “Carissimi lettori di Tagliablog,” sa da presidente di S.p.a.

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  • Penso che pirma di fare oi conti in tasca alle persone bisogna considerare la forza di uno strumento, attualmente facebook non si basa sul numero di “mi piace” ad una pagina, è ben noto infatti che il tasto condividi ha un potenxiale più alto della stessa iscrizione allapagina.
    Posso condividere un contenuto pur non iscrivendomi alla pagina, e condividendolo lo mostro ai miei 233 amici (si lo so son un po’ fuori dagli standard di facebook troppo pochi i miei amici?!?) qualcuna di queste 233 persone potrebbe trovare interessante o forse stupida la notizia che ho condiviso e potrebbe ricondividerla per mostrarla ai suoi 500 amici e via discorrendo.
    Insomma questo è alla base di facebook dovreste prenderlo in considerazione e vedere come i conti potrebbero tornare.

    Reply
  • Non discuto sulla qualità del progetto, ma il fatto che dietro ci sia la solita caterva di stagisti, messi a lavoro per sei mesi con la scusa di “imparare un mestiere” epoi mandarli a casa per aprire la porta al gruppo successivo, lo trovo condannabile.

    Reply
  • Non capisco le critiche SEO e le tecniche usate il rischio è il bounche, se Fanpage(condivido geniale il nome lato SEO appunto….) avesse un’agenzia pubblicitaria che raccoglieeese pubblicità pagandosela a CPM il gioco è fatto , simply non è il top lato revenue (alla fine c’è sempre un intermediario di più) e il rischio Bounche fa sicuramente calare il potenziale di Adsense (avete pensato alle affiliation?)

    Complimenti il modello è quello giusto

    Reply
  • Poco tempo fa ho avuto modo di collaborare (e non per poco tempo) con Gianluca e con tutto lo staff di ciaopeople/fanpage e sono sempre rimasto molto colpito dalla sua caparbietà nel cercare sempre l’innovazione e dalla sua capacita di fare “rumors”, le fan page cosi come gli altri progetti (ciaopeople, youlike) sono il risultato di questa sua forza.

    Il discorso dei contenuti che alcuni di voi hanno fatto mi sembra un pò come il discorso della volpe e l’uva, tutti i seo nei loro progetti ne fanno uso ma quanti raggiungono questi risultati ?

    Progetti come fanpage sono difficili da portare avanti senza finanziamenti e senza grossi gruppi alla spalle (affronto questo problema ogni giorno con la mia startup) e credo che ottenere risultati del genere sia davvero difficile senza la competenza e la conoscenza di internet che hanno Gianluca e tutto lo staff di ciaopeople.

    Complimenti a Gianluca, Diego, Paolo e a tutto lo staff.

    ps. devo ancora venire a vedere la sede nuova!

    Reply
  • seguo da un pò il network FanPage, è onestamente, dalla prima volta che lo visto, ho pensato… che ideona… ma non per il network di blog, per il nome !
    FanPage… in un periodo in cui tutti navigano su Facebook, creare un net con quel nome, collegarlo a Facebook e trattare temi di nicchia super divisi, per me è stata una buona idea, semplice ma buona…
    per quanto riguarda i contenuti SEO, forse sono un pò troppo forzati, però in una maniera o l’altra si deve buttar giu un pò le spese… penso che qui parliamo di un bel po di post al giorno, non è che si fanno da soli…

    noto inoltre ( forse mi sbaglio ) una concentrazione sui temi più trafficati, gossip, tv e argomenti che portano tante visite, però con adsense non convertono al massimo – sempre mio pensiero – quindi magari opterei anche per altro… giusto per dire che… non si vive di solo adsense : )

    Reply
  • Carissimi lettori di Tagliablog,

    condividiamo due grandi passioni, quella per la rete e questa per questo blog, un riferimento per chi ama il web e le sue sfumature. Leggo molte critiche e ritengo sia giusto spendere qualche parola:

    – costo contenuto a 3 a pezzo: non è attribuibile all’intero progetto, il contenuto ha un costo che varia, ci sono gli stagisti che imparano un mestiere, poi il crowdsourcing, poi i redattori interni, i caporedattori i responsabili di progetto. Il contenuto può costare 3, 5, 10, 100. Complessivamente posso dire che il costo medio per ogni contenuto è molto più elevato del costo da voi indicato.

    – il contenuto SEO oriented è un contenuto scadente: dissento completamente, penso esattamente il contrario. Il contenuto SEO-oriented è “il contenuto”. Wikipedia ha contenuto SEO-oriented e ne conosciamo il valore. Individuare keywords di pertinenza, creare link contestuali di approfondimento (ora lo sta facendo anche Repubblica), categorizzare il contenuto stesso aiuta il lettore nella fruizione dello stesso e ne permette tracciabilità.

    – Bounce rate: è una caratteristica dei siti di news, la maggior parte dei lettori cerca un argomento, legge ed è soddisfatto. A certi volumi di traffico è piuttosto normale avere un bounce rate su questi livelli. Allego link Alexa dove ho messo a confronto il bounce rate di fanpage, huffington post e techcrunch.

    http://fanpa.ge/bounce-rate-news

    – Qualità del contenuto: è molto importante, tutto il progetto fanpage sta virando verso quella direzione, in questa rubrica abbiamo intervistato Franco Bernabè, Antonio di Pietro, Paolo Ainio, Paolo Barberis, Luca De Biase, Riccardo Luna e tanti altri:

    http://tech.fanpage.it/dialoghi-digitali/

    Non basta, bisogna fare di più. Siamo al lavoro sul nuovo fanpage. Un progetto editoriale che vedrà il coinvolgimento di firme della rete e di cui parlerò più in là.

    – traffico da Facebook: la nostra infrastruttura è di 1,5 Milioni di fan suddivisi tra circa 50 pagine tematiche. Facciamo contenuto per queste pagine indirizzando il traffico verso fanpage, non c’era benchmark per cui abbiamo sviluppato il linguaggio, lo stile, tecniche di engagement e oggi palinsesti che trasmettono il contenuto sulle pagine 24 ore su 24. E’ un nuovo mondo, a noi piace e andiamo avanti. Con grande calma si stanno avvicinando a Facebook i grandi gruppi editoriali. Facebook conta 18 milioni di iscritti, 12 si connettono ogni giorno.

    – non siamo Editori: sono perfettamente d’accordo. Fanpage non è finanziato, siamo partiti da zero con le sole idee ed il nostro tempo. Non c’è una forza politica che lo sostiene. Non prende finanziamenti pubblici. Non è un giornale. Non siamo editori. Siamo i nuovi editori. Con nuove regole sulla gestione dei team, lo sviluppo del contenuto e la diffusione del contenuto stesso. In 16 mesi siamo arrivati a 200.000 visitatori quotidiani. Non abbiamo nessuna intenzione di fermarci.

    Vi ringrazio per la partecipazione e per le critiche che comunque sono sempre uno spunto di riflessione per chi, in startup da tre anni, deve continuamente migliorare i processi produttivi e finanziari di un progetto.

    Buon proseguimento

    Gianluca Cozzolino
    CEO Ciaopeople

    Reply
  • Le statistiche vengono spesso usate per rafforzare argomenti deboli….

    “There are three kinds of lies : lies, damned lies and statistics.”

    P.S: ciò non toglie che sono davvero bravi a fare “rumors” 🙂

    Reply
  • Ma il 2011 non doveva essere l’anno dei contenuti di qualità? 🙂
    A mio avviso il progetto si basa solo sul traffico, alla lunga non premia. Credo che questo mio concetto sia vicino al format di questo tuo blog che vivrà a lungo per lo spessore dei contenuti.

    Reply
  • Ti seguo spesso caro Davide e se devo essere sincerò lo faccio con grande stima.
    Personalmente non credo che siti come fanpage.it abbiano in futuro grandi prospettive, sono troppo SEO oriented e onestamente appena incombo in articoli creati solo per essere indicizzati beh il sito lo “banno”.

    Non credo in siti di news dove:
    – giornalisti di basso livello (sempre che siano giornalisti)
    – articoli corrotti da Google (SEO friendly)
    – grandi investimenti (su facebook investono molto in pubblicità)

    Permettetemi di dire che questi non sono Editori.

    Reply
  • @mik e @web marketing blog
    Fanpage compra parecchio traffico da FB, ed ha un network di pagine FB di dimensioni molto maggiori rispetto ai numeri che date

    Reply
  • Sicuramente i numeri dei visitatori sono da fare invia a tutti…ma come é stato sottolineato se poi si guarda hanno il 58% di bounce..quindi piú della metá legge una notizia o nemmeno…tant´é che il rapporto pagine/visite é quasi 3…

    io avrá un millesimo delle loro visite ma mi riempe sempre di orgoglio vedere che ci sono giorni con bounce = 0,0% (in media é del 1%) e una profondita della visita attorno alle 8 pagine per visitatore…

    Poi bisogna ache vedere quanto guadagno da tutte queste visite???

    Sul discorso del 3 euro come prezzo di mercato, mi dispiacerebbe se fosse davvero cosí e fortunatamente quando qualcuno mi chiedere un pezzo i prezzi sono ben diversi…

    infine per ció che concerne l´orientare il proprio sito o la propria parte redazionale a ció che la gente cerca, trovo che entrambe gli estremi siano sbagliati…trovo giusto considerare cosa la gente vuole e poi compiere delle scelte nel rispetto dell´”idea” e del progetto editoriale.

    Grazie

    Reply
  • Sarò pure controcorrente ma io non vedo di buon occhio tutte quelle visite da FB. Oltre che sono d’accordo con Mik i conti non tornano!

    Per quello che riguarda Keymatic, non è solo intelligente ma anche necessario per costruire un modello di sito online basato sul business!

    Per il discorso dei 3€ a post, ci sono gruppi di editor che prendono anche meno e la qualità non è così bassa quanto credete, purtroppo per gli editor generalisti, il mercato è questo.

    Vengono pagati in più solo grandi firme ( online non ne vedo tante ) e editor specializzati su argomenti specifici e ad alto valore aggiunto.

    Reply
  • Per futuro prossimo penso che si dovrà pensare ad attrarre traffico anche in altro modo oltre al semplice posizionamento su Google.
    Facebook e in generale tutti i social network saranno un’entrata in pù ma non basterà.

    Reply
  • Ma come fa ad avere tutto quel traffico da fb?

    A chi clicca su mi piace sulla fanpage di fanpage.it gli arriva in bacheca tutto lo streaming delle notizie, però gli iscritti sono solo 17.000, troppo pochi per giustificare 71 mila accessi da fb (il 45% dei totali).

    Quindi faranno lo streaming automatico pure a chi clicca su “mi piace” nel sito grazie alle famose pagine fantasma, giusto?

    E poi? Boh, non mi convince.

    Reply
  • L’anno scorso ho curato il posizionamento di un magazine di musica di nicchia, di proprietà di una casa editrice, a cui sono rimasto molto affezionato. Raggiunto un limite di visitatori non c’è stata più crescita.
    Chiamo la direttrice: “La gente su internet vuole il Grande Fratello, X Factor, le boy band: non dico sempre ma ogni tanto un articolo, per raccogliere più visite da Google News…”.
    E lei: “Ste, noi abbiamo una linea editoriale e non la possiamo sacrificare, se no non siamo più quello che siamo”.
    Pochi visitatori ma ho visto l’idea.
    Qui vedo tanti visitatori ma non vedo l’idea: prendi wordpress, prendi redattori volonterosi, prendi notizie di seconda mano e poi? Ah già, prendi Keymatic…

    Reply
  • il modello fan page funziona alla grande e batte di gran lunga il modelli classico di blogo che é ormai storico.
    Il fatto che i content siano pagati 3€ ciascuno non vuol dire nulla. Quello é il prezzo di mercato. Chiaramente ci sono tantissime eccezioni ma il prezzo base é quello.
    Seguire Google Trends é ormai fondamentale altrimenti fai la fame e su questo non si discute.
    non é che fan page mi piaccia granché però funziona.

    Reply
  • ottimo risultato comunque 58% di bounce chiarisce anche i numeri

    sarebbe interessante capire la fonte principale di bounces google organic, facebook o google news…

    cmq numeri molto interessanti

    mi stupisce che la formula pubblicitaria sia esclusivamente adsense

    Reply
  • si, direi anche troppo “SEO oriented”. Infatti si divertono a mettere le chiavi come megavideo, streaming, megaupload nei titoli dei film, cosi’ in google news sono in prima pagina.

    bella gente :S

    Reply
  • Una cosa è certa, i redattori sono pagati 3€ al pezzo… il che non permette la stesura di contenuti di qualità

    Reply

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Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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