Facebook ingloba 60 app nella Timeline. Ovvero si mangia tutti gli altri social.

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Nella giornata di ieri Facebook ha annunciato ufficialmente l’introduzione di nuove app nella Timeline.

Detta così può suonare una operazione di poco conto, ma se prendi il lungo elenco delle app inglobate probabilmente capirai che la parola “app” è utilizzata in realtà come sinonimo di “social”, o comunque di “servizio web ultraconosciuto con una marea di utenti”.

Sto parlando di nomi come Airbnb, Digg, TripAdvisor. O anche di eBay, Foursquare, Spotify (anche se attualmente queste 3 non sono “visibili” dall’Italia). Per non parlare dell’astro nascente Pinterest.

Tutti questi torrenti confluiscono nel grande fiume della Timeline, tramite la quale i nostri contatti di Facebook potranno sapere, in tempo reale, praticamente tutte le azioni che compiamo nel corso della giornata: cosa stiamo cucinando, mangiando e bevendo, cosa stiamo acquistando, cosa stiamo leggendo, guardando o ascoltando, dove stiamo andando.

Ormai non si parla più solamente di “Like”, ma di “Actions“: per ogni app che installo corrisponde una azione (leggere, guardare, ascoltare, etc), ed ogni azione che faccio tramite l’app collegata alla Timeline finisce sotto gli occhi dei miei amici.

Privacy a parte, a mio parere il punto che rischia di passare inosservato è un altro: praticamente tutte le startup più in voga sono saltate all’interno di Facebook. Facebook è oggi una vetrina talmente trafficata che qualunque altro social, per ottenere visibilità, accetta ben volentieri un posto sullo scaffale.

Quali siano le condizioni economiche di questi accordi non è noto, e se la cosa sia davvero “win-win” è tutto da dimostrare: di certo l’utente non ha più la necessità di uscire da Facebook per sapere cosa combinano i suoi amici all’interno dei tanti altri contenitori sociali, che rischiano di finire annacquati dentro l’impero di Zuckerberg. Pezzi di puzzle che possono esserci o non esserci, semplici accessori che magari, un domani, verranno “clonati” dalla stessa Effe Blu.

Un anno fa scrissi che Facebook voleva mangiarsi i siti web; nel 2012, sulla tavola imbandita ci sono finiti i social.

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

8 Comments

  • condividere con i contatti facebook ogni cosa che si sta facendo? ma per carita’… me ne guardero’ bene dall’usare queste app…

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  • Sarà che ho una deformazione professionale che cerca di farmi combattere contro ogni demagogica forma di negazione di identità..MA non credo sia possibile nè temibile quanto dite.

    I social network sono sistemi che inglobano ma sono l’inverso della profondità informativa, la comunicazione è appiattita…è messaggistica rapida…è condivisione ma mai complessa, profonda.

    E’ un mare di piccoli dettagli, ma se scavi noti che le cose realmente importanti restano fuori.

    La “sostanza” resta, se non è “fumo per consumer”.

    Secondo voi è possibile che una banca, un ente ministeriale, una società di consulenza di top management eroghino servizi via facebook invece che sui loro siti???

    Impossibile, oltre che illegale.

    Quindi i social network secondo me saranno sempre e solo degli incubatori o amplificatori di informazioni…potenti veicoli ma mai la realtà completa e totale.

    Anzi prima o poi ci sarà una inversione di tendenza e si ritornerà a concentrarsi di più sui propri siti, sui propri progetti…e meno “drogati” di superficialità, di “sociale a tutti i costi” sempre rifacendoci al tread di un anno fa del taglia.

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  • Tutto questo é veramente incredibile, ma sta avvenendo!
    Pensate un attimo alla storia di Internet: all’inizio c’erano grandi portali, ad esempio Yahoo, e la maggior parte della gente si riversava su quei siti. Poi c’è stato il Web 2.0: ognuno è diventato autore di qualcosa. Pensate a Wikipedia, al fenomeno dei blog, a tutti quei siti su domini gratuiti, ai forum. Insomma, tutti volevano creare qualcosa e mostrarlo a tutti.
    Oggi siamo tornati di nuovo all’inizio: grandi siti raccolgono quasi tutta l’utenza, ad esempio i grandi giornali o i blog famosi. Per il resto c’è solo Facebook: oggi se qualcuno vuole pubblicare un suo lavoro, lo fa su Facebook, rendendolo disponibile solo a “pochi”. Nello stesso tempo gli altri siti invecchiano, basta pensare a quanti blog e forum abbandonati ci sono oggi in giro per la rete.

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  • Beh, le prospettive non sembrano buone.
    Chi è piccolo avrà sempre meno visibilità e sarà destinato sempre più all’oblio e chi è grande, tratta ora con facebook per poter ottenere vantaggi e privilegi in questa fase, prima che lo facciano altri in modo da garantirsi vantaggi rispetto ai competitor.

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  • Sulla crescita di FB, che cerca di mangiarsi il web (e non è certo il solo, peraltro) c’è effettivamente da interrogarsi…
    Comunque a mio avviso non è una evoluzione, ma una riproposizione sul web (o meglio su internet) degli schemi economici e sociali del passato: la torta a pochi grandi network, briciole a tutti gli altri.
    Un brutto ritorno al passato.

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  • Io continuo a pensare, caro Taglia, che qui la cosa si mette maluccio..è proprio come dici tu, per fortuna le tue previsioni sull’inglobamento dei siti web da parte di Facebook non è avvenuta, ma non vorrei che questo sia soltanto l’inizio..se inizia a trascinare al suo interno le applicazioni, quanto tempo passerà prima che una di queste “applicazioni” dia la possibilità di creare un sito internet personalizzato di appoggio al profilo personale..o al posto della pagina legata al profilo..!?!!?..magari in stile WordPress.. :-(..se così facesse, Facebook protrebbe veramente calamitare tutto il traffico “Business” e già mi immagino che le aziende, che già in molte sono presenti in questo Social Network, possano davvero avvalersi di una sua completa affiliazione..Che ne pensi @Tagliaerbe..

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  • Facebook è sempre più il centro commerciale che genera passaggi e le app di questo tipo sono i negozi al suo interno.

    Entrambi però dipendono l’uno dall’altro. È un’interessante evoluzione.

    P.s.
    Naturalmente il pesce grosso (fb) dipende meno dai singoli piccoli

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  • Sono arrivato alla stessa conclusione da tempo, quando ho visto fallire un servizio estremamente interessante, quale Open ID in favore del login tramite account facebook, presente ormai su quasi tutti i grandi siti. Il punto è se tutti i social e siti che hanno uno scarso potere commerciale finiscono li dentro e hanno successo, prima o poi verranno assorbiti dallo stesso Fb, come avviene in tutti gli altri settori del web. La cosa non mi piace ma è inevitabile purtroppo….

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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