Facebook lancia le Sponsored Stories

Ho sempre pensato (e continuo a pensare 🙂 ) che gli annunci pubblicitari di Facebook, intendo quelli che escono sulla spalla destra della pagina, siano poco visti (e quindi poco cliccati).

Ovviamente faccio affidamento sul mio modo di approcciare Facebook, che è focalizzato alla colonna centrale (=il cosiddetto “News Feed”) e a quella di sinistra (=i menu), ma mai a quella di destra (dove so che si trovano gli sponsor, e dove quindi non guardo praticamente mai). Ma ora Facebook Sponsored Stories potrebbe, in un certo senso, scombinare i miei piani.

Nel video qui sopra, puoi facilmente comprendere l’idea che sta dietro alle “storie sponsorizzate”. In pratica, come ha spiegato a Mashable un dirigente di Facebook, ci sono 4 azioni dell’utente che possono essere “trasformate” in pubblicità: i like, i checkin, le azioni eseguite all’interno di applicazioni e i post.

L’inserzionista, menzionato nell’azione dell’utente, può decidere di sponsorizzarla: in questo caso l’azione finirà nella colonna di destra, verrà etichettata come “Sponsored Story”, e all’icona dell’utente verrà associato il logo del brand.

Facebook Sponsored Stories

L’idea è per certi versi simile a quella che sta alla base dei Promoted Tweets di Twitter, ma probabilmente è ancora più potente: vedere il volto di un amico, associato ad un marchio, fra gli annunci pubblicitari, potrebbe calamitare attenzione (e click) ben più di quanto accade ora con i tradizionali Facebook Ads.

Concludo con una delle mie (fanta)ipotesi, riguardante il rapporto fra inserzionista e utente. Visto che gli utenti non sono granché incoraggiati a fare azioni che rischiano di essere sponsorizzate (semplicemente perché, dal punto di vista economico, non ne ricavano nulla), potrebbe essere lo sponsor stesso a contattare gli utenti “top” per acquistare “azioni pubblicitarie”. Dopo la compra-vendita di fan e like, nascerà il mercato della compra-vendita di Sponsored Stories?

UPDATE: Facebook ha annunciato che le Sponsored Stories spariranno il 09 Aprile 2014.

In realtà, da questo update ufficiale sui Facebook Ads, emerge che le Sponsored Stories sono state eliminate perché ora il “contesto sociale” (“social context”) fa ormai stabilmente parte di tutta la logica pubblicitaria di Facebook.

“In futuro, per esempio, quando si crea un “Page post photo ad”, Facebook aggiungerà automaticamente il “contesto sociale” per migliorare le prestazioni ed eliminare il passaggio aggiuntivo di creare le Sponsored Stories” (viene affermato nel post).

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23 Comments

  • Assurda la tua ipotesi Taglia! Se fosse davvero così… credo che la fine del mondo non sia poi così lontana; monopolizzare persino le “azioni” degli utenti mi sembra davvero troppo!

  • Temo di non aver capito quale sia la differenza fra Facebook Sponsored Stories e la stessa pubblicità delle fanpage.

    Ad esempio sulla colonna destra mi capita di vedere “Tizio è iscritto alla pagina Barbablu, iscriviti anche tu”

    Dove tizio è un mio amico iscritto a quella pagina.

    E’ la stessa cosa?

  • Praticamente chiunque potrebbe essere il testimonial di una marca famosa?
    Sarebbe veramente la rivoluzione!

  • Facebook ADS è un poco performante quindi il colosso, che per il traffico che fa monetizza poco, deve pur inventarsi qualcosa.

    Come ogni novità darà un riscontro iniziale e penso che potrebbe nascere un mercato di “sponsored Stories” ma quanto durerà?

    Facebook dovrebbe pensare a qualche forna di business che gli duri nel tempo. Facile a dirsi ma…

  • Non mi convince. Lo trovo “floscio” come impatto.
    Mi rendo conto che i box a lato non hanno un enorme riscontro ma sponsorizzare un’azione non credo sia la strada giusta.
    E se invece si sponsorizzasse una nota? Ossia una vera storia?

  • @Davide Rigon: no, credo funzioni così: il brand decide che quando viene citato da un utente, all’interno di una delle 4 “azioni” previste (like, checkin, azioni eseguite all’interno di applicazioni e post), può fare in modo che l’azione diventi una Sponsored Stories.
    Immagino che il brand potrà “filtrare” l’azione in modo che non tutte diventino Sponsored Stories: per esempio, Starbucks potrebbe decidere di escludere gli utenti italiani (perché non ha punti vendita in Italia). Oppure (faccio un azzardo…) filtrare solo i post “positivi” ed eliminare quelli “negativi”: per esempio, se l’utente dice “sto bevendo un Frappuccino da Starbucks, è buonissimo” questo si trasforma in Sponsored Stories; se invece dice “che schifo ‘sto Frappuccino di Starbucks”, non succede nulla. Altrimenti c’è il rischio che azioni negative diventino pubblicità… l’avran previsto? 😉

  • A mio avviso invece questa è la strada giusta per dare una spinta all’advertising su Facebook, proprio per il fatto di annettere una storia alla pubblicità.

    La possibilità di vedere giudizi e commenti di amici di cui ci fidiamo accanto agli annunci aumenta a dismisura la loro capacità di persuadere. Se consideriamo anche il fatto che i marchi oggetto degli annunci fanno già quasi sempre parte dell’insieme delle cose che ci piacciono o che vorremmo avere, il valore aggiunto è ancora più tangibile 🙂

  • In Sostanza il “contesto sociale”, già presente negli annunci che sponsorizzano contenuti interni a Facebook, diventa più rilevante rispetto all’annuncio stesso tant’è che il “testo dell’annuncio inserito dall’inserzionista”, come ben dice Taglia, potrebbe sparire per rendere più evidente “l’azione dell’amico”. Credo che questo tipo di inserzioni potrebbero rivelarsi maggiormente efficaci delle attuali in termini di CTR. Ho messo anche io giù due righe http://www.facebookstrategy.it/articolo/101/NOVITA–Facebook-ADS-Sponsored-Stories.aspx Ciao 🙂

  • Dico qualcosa che va fuori dal seminato (qui si dice: off topic) e che è anche un po’ frivolo: a me entrare e stare in Facebook di per sé, ora come ora mi risulta un po’ noioso. Le eccitazioni e le scoperte offerte dallo strumento ai primi tempi sono passate, in effetti…
    Devo riconoscere invece che, da un punto di vista di impresa e di marketing, FB mi pare sempre piuttosto innovativo. E’ un po’ come se la strategia di chi lo gestisce fosse quella di introdurre gradualmente ma costantemente piccole novità e di sperimentare di continuo.
    Credo che alla fin fine sia una sorta di laboratorio, molto interessante.
    E questo non è poco, con i tempi che corrono…

  • Ma il brand può usare la mia immagine/nome per promuoversi senza alcun consenso esplicito da parte mia? Se così fosse troverei l’iniziativa orripilante. Oppure non ho capito nulla di questa faccenda.

  • @Nicola dipende dalle tue impostazioni privacy. In generale, così come accade ora, vedrebbe la tua faccia chi è connesso a te e vedrebbe la mia chi è connesso a me. Ciao

  • Il problema che pone Nicola è comunque sacrosanto: non è chiaro se l’utente potrà decidere liberamente di NON associare le sue azioni alle Sponsored Stories dell’inserzionista. Qui: http://www.insidefacebook.com/2011/01/24/sponsored-stories-feed-ads/ infatti si dice “Some users may not want their content turned into ads, and since there’s no way to opt-out or turn off Sponsored Stories, some protest should be expected”

  • Taglia a me è abbastanza chiaro e non cambia nulla 🙂

    http://www.facebook.com/help/?faq=19720

    News Feed stories that appear as Sponsored Stories respect applicable privacy settings. Therefore, only people who are eligible to see your News Feed story are eligible to see it as as Sponsored Story.

    For example:

    1. Jane’s privacy settings allow her friends to see News Feed stories about Pages she likes.
    2. Jane likes the Starbucks Page.
    3. Jane’s friend John can see a story about Jane liking the Starbucks Page in News Feed.
    4. Because of this, John may see the same story on the right hand side of pages on Facebook.

  • Alessandro, credo che Nicola abbia sollevato un altro tema: in pratica dice che NON vuole che le sue azioni, anche quando c’è di mezzo un brand, diventino un annuncio pubblicitario. In altre parole, NON vuole diventare in alcun modo un testimonial. E’ possibile questo?

  • @Alessandro non è detto che un utente accetti/gradisca essere associato a una campagna pubblicitaria, a prescindere da chi è il destinatario della stessa

  • Mi sa che forse ho serie difficoltà a spiegarmi. Cerco di riprovarci 😀

    Oggi puoi settare la tua rpivaci in maniera tale che tutto ciò che fai e dici sia visibile solo ed unicamente alla gente che è connessa a te, parlo quindi dei tuoi amici.

    Oggi quando compi un’azione, se la tua privacy è impostata in questo modo, solo i tuoi amici vedranno il tuo nome e faccia connessa a questa azione (come diventare fan di un BRAND).

    Bene… le storie sponsorizzate non sono altro che i messaggi che già oggi i tuoi amici vedono sulla loro home, quando diventa fan o fai un check in, spostato e resi maggiormente visibili sulla colonna destra DEI TUOI AMICI.

    Lo stesso accede con i like box o i pulsanti mipiace presenti sui siti esterni. Se incontri un likebox su un sito i tuoi amici vedranno la tua faccia ed i miei vedranno la mia brutta faccia. Quindi è tutto sempre ovviamente relativo alle connessione e sarebbe stupido se così non fosse.

    Non ti preoccupare, non diventerai testimonial ufficiale di un BRAND 😀

  • Scusate la miriade di errori grammaticali ma vado di super fretta 😀

  • Se vedrò il marchio sotto al messaggio di un mio amico istintivamente mi sembrerà meno genuino il consiglio.

    Appena facebook fa una scoreggina bisogna subito annusare se sa di fragola o di chanel n° 5.

    E gli altri?

    Per esempio l’avete visto Criteo e il suo retargeting?

    Senza tutte le onoreficienze riservate a facebook, quatto quatto sta offrendo ottimi rendimenti ai publisher e vedo che sempre più inserzionisti di qualità lo stanno usando.

    Mentre che fine ha fatto quell’innovativa startup che offriva telefonate gratis in cambio di un piccolo audiospot? Non è nemmeno decollata.

    E MSN (live) messenger, che da tanti anni ha centinaia di milioni di utenti, quanti fantastiliardi credete ci abbia guadagnato con la pubblicità?

    Solo spiccioli, perché le conversazioni sono refrattarie alla pubblicità.

  • E’ un sistema pubblicitario molto innovativo. Rimango sempre più sorpreso dalle capacità creative che hanno molti esperti di informatica e di marketing, in grado di creare sempre nuovi sistemi di sponsorizzazione. Come sono lontani i tempi in cui esistevano solo dei semplici banner pubblicitari…

  • Non sono contrario a questi sistemi pubblicitari, ma ho dei seri dubbi sulla loro efficacia e penso che anche questo possa finire con il classico cane che si morde la coda come quello che va per la maggiore attualmente, parlo del “pay per click” (15.000.000 di pagine se lo cercate su google) salvo poi trovare delle aziende che pagano utenti disposti a visitare determinati siti e magari sostare per un predeterminato periodo di tempo, senza determinare, di fatto, nessun incremento reale, per l’azienda che ha optato per questa forma pubblicitaria. Questa trovata di Facebook potrebbe finire allo stesso modo, vedremo.

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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