Il problema di Facebook si chiama Mobile

Si dice che Facebook abbia ormai più del 50% degli utenti che accedono al social via mobile. Si parla di qualcosa come 500 milioni di utenti su 900 milioni, che ormai spendono molto più tempo su Facebook via mobile che via “fisso” (anche secondo l’ultimo report di comScore).

Eppure questo enorme numero, che potrebbe sembrare un vantaggio, è in realtà un problema. E anche grosso.

All’interno del 6° emendamento al form S-1 della SEC, sono stati infatti rilevati alcuni passaggi nei quali emergono dubbi circa la possibilità di cavare dei soldi dagli utenti in mobilità.

Facebook afferma che gli utenti attivi giornalmente (DAU) via mobile crescono più velocemente degli annunci pubblicitari che possono offrire su quella piattaforma. In altre parole, più utenti accedono via mobile e meno pubblicità vedono.

Questa correlazione è riportata in 3 punti:

• a pagina 14 si parla di come la crescita del mobile possa influenzare negativamente le entrate della società: “crediamo che l’incremento dell’uso di Facebook su dispositivi mobili abbia contribuito al recente trend dei nostri daily active users (DAUs), aumentando più rapidamente dell’aumento del numero di annunci pubblicitari mostrati”;

• a pagina 17, Facebook parla di come la correlazione fra aumento di utenti mobili e diminuzione degli annunci pubblicitari “sia dovuta in parte a determinate pagine che hanno un minor numero di annunci per pagina, come risultato delle decisioni prese su questo genere di prodotto”;

• infine, a pagina 57 Facebook dice che “ha iniziato solo da poco a mostrare le Sponsored Stories nel News Feed” via mobile.

Già a inizio febbraio Gigaom parlò di mobile come di “kryptonite” per Facebook, e in un articolo di qualche giorno fa rincara la dose: l’app di Facebook ha un brutto design e una scarsa usabilità, e a livello generale la percentuale di click sui banner sarebbe inferiore alla già triste media del settore.

Su Forbes si parla addirittura di scomparsa di Facebook (e Google) entro 5 anni, se le 2 aziende non imboccheranno decisamente la via del mobile.

L’acquisizione di Instagram e il lancio di App Center – e, mi sento di pronosticare, la futura acquisizione di Viddy – sono dunque da leggere come un forte segnale di “mobilizzazione” che Facebook vuole dare al mercato, anche in vista dell’IPO. Ma il vero dilemma sarà come monetizzare questa enorme massa di utenti mobili, utenti che spesso, in questo ambito, NON significano automaticamente soldi…

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6 Comments

  • Non so voi ma io la pubblicità sulla versione mobile di fb sul mio smartphone non la vedo proprio… basterebbe un banner orizzontale in basso, fatto pagare CPM, sappiamo bene quanto sia basso il CTR sul mobile ma è pur sempre un buon modo per fare brand awareness, no?

  • @Jacopo: il problema è proprio che Facebook NON ha abbastanza inserzionisti paganti sul mobile per riempire gli spazi, ergo non escono banner…

  • Qua siamo al paradosso: Facebook ha una così alta fidelizzazione degli utenti che questi non si staccano un momento da Fb usando cellulari e tablet. Puó essere questo veramente negativo per FB tanto da portarlo al fallimento in 5 anni? Semmai devono migliorare nella monetizzazione, ma io non sarei così catastrofico, anzi.

  • Il paradigma mobile pone grandi sfide sul come monetizzare i servizi. Effettivamente Facebook se la cava molto meglio nella sua pagina.

    Concordo che la sua App sia debole e anche abbastanza pesante. Path, tanto per fare un esempio, è una soluzione ben programmata e accattivante.

    Facebook ha da lavorare molto sul mobile.

  • Ho letto velocemente l’articolo su Forbes e, mentre trovo condivisibile -numeri alla mano – che se Facebook non monetizza sul mobile potrebbe avere dei problemi, non ho trovato motivi validi per pensare lo stesso di Google.
    G ha già da anni attivo AdWords sulla versione mobile, ha acquisito AdMob (anche se, per esperienza, non è proprio il massimo per un inserzionista) e sta spingendo molto sul mobile: a parte il fatto di avere un sistema operativo (Android), sta proponendo iniziative come GoMo http://www.howtogomo.com/en/d/ che puntano a mantenere Web il Mobile a discapito delle App. Ovviamente questo a vantaggio della ricerca su GMobile 😉

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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